martedì 6 maggio 2008

ESERCITO NEL NORD ITALIA


Anche se i media nazionali con zelo non creano un caso come è stato fatto per la mozzarella alla diossina, nella Padania la situazione sicurezza è gravissima, tanto da sfuggire di mano agli amministratori.

Un crescente senso di violenza sta attanagliando ogni fascia sociale ed anagrafica del settentrione. Atti di bullismo che a partire dalle scuole elementari mostrano alla nazione il disagio educativo che professori incapaci subiscono passivamente.

Razzismo, che scaturisce in sfottò allo stadio e violenza nelle strade.

La distorsione della parola divertimento che porta all’assunzione di droghe presenti in grandi quantità e varietà in tutte le province del nord, con conseguenti bollettini di guerra che ogni fine settimana elencano i morti sulle strade, ragazze violentate fuori la discoteca.

Non ultimo, la ribellione della movida torinese, in piazza vittorio emanuele, contro il tentativo da parte di un gruppetto di sette vigili urbani di ristabilire l’ordine in una anarchica occupazione della piazza.

Duecento persone hanno dato una idea della traduzione culturale della parola Divertimento, si sono divertiti a prendere a sassate chi stava svolgendo il proprio compito.

Le amministrazioni locali delle città colpite da tali violenze, hanno l’obbligo, nei confronti dei cittadini educati e rispettosi della legge, di richiedere allo stato l’invio dell’ESERCITO ITALIANO, per riportare la situazione alla normalità, e monitorare le strade cittadine, compito che come si evince dai numeri dei morti e feriti che ogni fine settimana siamo costretti a piangere, non può essere espletato dalle forze dell’ordine già presenti al nord.

Se in italia esiste un corpo specializzato, non possiamo permetterci di utilizzarlo per raccogliere la Munnezza dalla strada, o vedere che i migliori vengono utilizzati per fare da bersaglio nei paesi esteri, al nord italia hanno bisogno di un controllo attivo, costante ed efficace per riportare un senso civico e legale che al momento sembra non esistere.

Nello Esposito

http/nazionedelleduesicilie.blogspot.com

lunedì 5 maggio 2008

MARE LORUM


Ultimamente il Sindaco di Castellammare di Stabia ha affermato che il futuro dell’economia stabiese sta nel mare, in seguito ha stabilito che il 40% delle spiagge balenabili deve essere liberamente accessibile ai cittadini.

Ma facciamo una rapida analisi della destinazione d’uso dei circa 7,6 km di litoraneo stabiese.

Lidi privati (compresi alberghi) circa 1310mt pari al 17,31%

Non balenabili (come da divieti per inquinamento) mt. 3768 pari al 49.76%

Zone portuali o militari mt. 1760 pari al 23,23%

Ex colonia dei ferrovieri (non balenabile) mt. 230 pari al 3.06%

Spiagge libere mt. 502 pari al 6.64%

La situazione numeri alla mano è quella elencata, ma come si è arrivati a tanto?

All’inizio del secolo i lidi a pagamento si sviluppavano lungo la villa comunale che si trova al centro della città, lasciando le spiagge libere nella zona di Pozzano, così ripartite:

Spiagge libere ml. 4750

Cantiere e zona militare ml. 1750

Lidi privati ml. 470

Cementificio ml. 380

Il 63% del litoraneo era liberamente accessibile.

Il continuo aumentare dei mezzi di trasporto privati, lo spostamento delle concessioni dei lidi balenabili in zone più pulite (Pozzano) il rilascio di nuove concessioni per lidi privati, l’apertura dell’albergo CrownePlaza, l’apertura di un nuovo ristorante e lido privato lungo la litoranea, e l’aumento dell’inquinamento prodotto dal fiume Sarno (il più inquinato d’Europa) ha causato la diminuzione delle spiagge libere.

L’italia è una delle poche nazioni che rilascia concessioni per l’accesso a pagamento delle spiagge, ed i titolari di tali concessioni applicano prezzi sempre più alti per il solo accesso ad un bene che da sempre è stato pubblico.

Per chi come me ha fatto qualche viaggio fuori dalla penisola italica, tutto questo è assurdo se si paragona il sistema italiano con quello presente ad esempio in Spagna, in Francia o in Croazia dove la spiaggia è un luogo di aggregazione e svago di libero accesso e normalmente integrato nell’urbanistica e nella vita delle città costiere.

Se è vero che il Sindaco ha intuito la potenzialità delle risorse che in futuro proverranno dal mare, è altresì vero che lo sviluppo di tali risorse non deve precludere o negare diritti al cittadino.

Il mare ha sempre influito sulla vita dei cittadini, negare il libero accesso alle spiagge, ha reso Castellammare di Stabia un paese costiero, senza mare.

In un paese costiero non può e non deve esserci, per volontà e necessità politiche, una barriera fra il popolo e la propria identità.

Nello Esposito

http/nazionedelleduesicilie.blogspot.com

sabato 3 maggio 2008

La buona intenzione c'era, però...

Ci sono persone che amano la propria città, come FATO che mi ha inviato questa foto che invece è il simbolo di chi se ne FOTTE di quello che succede a Castellammare di Stabia.
L'amministrazione comunale ha concesso ad un consorzio privato la gestione delle aree di sosta a pagamento del centro cittadino. Concessione che è andata a far benedire le percentuali di zona destinata a parcheggio libero che per legge devono essere garantite, ma che addirittura sta privando il diritto di farsi una passeggiata anche al disabile o alla mamma che con il suo bel passeggino vuole raggiungere il lungomare stabiese.
Forse qualcuno non ha notato, ma una macchina è regolarmente parcheggiata in modo da ostruire il normale utilizzo di una discesa dal marciapiede che il comune qualche tempo fa ha realizzato, intascando fra l'altro anche i fondi stanziati per l'abbattimento delle barriere arichitettoniche.
Ci troviamo in Corso Vittorio Emanuele, strada intitolata dal Comune ad un personaggio che non ha mai fatto niente per Castellammare di Stabia, ed ancora oggi sembra che questo nome ispiri l'amministrazione a fregarsene dei diritti dei cittadini, mettendo in primo piano le risorse economiche e la comodità delle poltrone che gli amministratori devono occupare.
Finquando nelle DUE SICILIE, ci saranno amministratori che tradiscono il proprio popolo e restano attaccati alla partitocrazia creata per illudere le persone, difficilmente ci sarà quella rinascita che loro stessi vanno propagandando su tutti i giornali.
Un grazie a FATO, ed un invito a collaborare ancora con il blog.
Nello Esposito

venerdì 2 maggio 2008

IDEE PADANE AL SUD


Radio Padania Libera trasmetterà anche in Campania. Infatti sembra che l’emittente radiofonica, voce della Lega Lombarda, abbia comprato le frequenze di Radio Avella che trasmette nell’Irpinia. Dopo che la filocavouriana vicesindaco di Lampedusa ha permesso e sponsorizzato la diffusione, nella sua bellissima Isola, delle trasmissioni di una radio, voce di chi ci definisce TOPI DI FOGNA (cfr Processo a Calderoni), anche noi in Campania avremo i mezzi di propaganda leghista che lotteranno contro i partiti, i movimenti, le persone e tutte quelle ideologie che non portano benefici alle terre padane.

Loro, quelli di Radio Padania Libera, hanno dichiarato che trasmetteranno programmi a carattere nazionale; LORO?!?!?!

Molte persone, me compreso, scrivono e lottano per una RINASCITA CULTURALE, della popolazione delle DUE SICILIE, si trovano oggi di fronte ad una invasione capillare di chi, continuando ad offenderci e schiavizzarci, diffonde una cultura colonialista impostando come modello di nazione, da cui trarre esempio, le perfette regioni della padania, facendo sentire la popolazione di meridionali inferiori per potenza economica, intelligenza ed organizzazione, e bisognosi di assistenza da parte dei settentrionali.

Fra qualche giorno i pellegrini che si remeranno al Santuario di Montevergine canteranno …o mia bella madunina…

Nello Esposito

http/nazionedelleduesicilie.blogspot.com

lunedì 28 aprile 2008

100 ANNI PIU' IMPORTANTI DI 225!?!

Il 3 aprile la Fincantieri SpA ha festeggiato i cento anni di attività del suo più grande stabilimento, quello di Monfalcone.

La Fincantieri celebra la storia e i successi di questo stabilimento con una grande mostra: “Cantiere 100, cent’anni di navi a Monfalcone”.
L’esposizione, che è stata inaugurata lo scorso 27 marzo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

In una azienda, che punta sul consolidamento economico basato sulla tradizione cantieristica, pubblicizza i 100 anni di Monfalcone dimenticandosi i 225 anni del Cantiere di Castellammare di Stabia.

Infatti nel 1783 il ministro del Re Ferdinando IV, Giovanni Edoardo Acton (da non confondere con il vigliacco che permise lo sbarco a Marsala da parte di Garibaldi), individuò nell’area stabiese, già ricca di materia prima e maestri d’ascia, il sito ideale per la realizzazione del Regio Cantiere Navale in grado di dotare la Regia Flotta di nuove navi, e da allora a Castellammare di Stabia, operavano i cantieri navali più importanti e tecnologicamente avanzati d’Italia. In questo cantiere fu allestita la prima nave a vapore, il Real Ferdinando, 4 anni prima della prima nave a vapore inglese. Da Castellammare di Stabia uscirono la prima nave a elica d' Italia e la prima nave in ferro.

Tutto ciò fino al 1861, quando gli invasori toscopadani si impossessarono delle tecnologie e delle menti in esso presenti (considerate che il primo ingegnere si laureò a Milano solo nel 1870, mentre il Regno delle Due Sicilie era florido di menti eccelse) per allestire e dare vita ai cantieri navali al Nord.

Forse tutto questo è stato dimenticato dalla Fincantieri, e dalle istituzioni locali che nascondendosi dietro la partitocrazia toscopadana, non riescono a dare vita alla rinascita culturale che può risollevare le sorti della nostra terra, non riescono a dare vita ad una mostra o un museo sulle realtà che grazie ai loro avi hanno reso grande il Regno delle Due Sicilie, regalando ai propri votanti solo iniziative mediocri e anonime, che gli garantiscono la permanenza sulla poltrona al palazzo.

IDEE DI AUTODETERMINAZIONE

CAMPANIA LA TERRA DE I QUATTRO GOLFI:

"GAETA, NAPOLI, SALERNO E POLICASTRO.

Offriamo al mondo il nostro turismo la nostra cultura, le nostre bellezze e non l'italica immondizia!

Lasciamo agli altri le loro vecchie bandiere ormai consunte dal malaffare e dalla corruzione…

AUTODETERMINIAMOCI ! LUNEDI 8 SETTEMBRE A NAPOLI ( piazza del Plebiscito, ore 9.00), Andiamo a Firmare, TUTTI I CAMPANI!

BOSSI CHE HA PORTATO LA LEGA NORD A GOVERNARE IL PAESE ITALIA, TRA TANTE ALTRE COSE HA DETTO:

Un principio fondamentale che sta alla base di tutte le Costituzioni, è quello della resistenza che i cittadini e i popoli hanno il diritto di fare nei confronti di uno Stato quando commette ingiustizie, e nei confronti della Padania di ingiustizie, a mio parere, ne sono state fatte un’infinità.”... sì onorevole Bossi, e nei confronti del Sud in generale e della Campania in particolare?

Bene, fratelli campani, vi devo per caso ricordare che cosa ha fatto a noi l'italia? D'apprima con la scusa viscida dell'unità d'Italia, e poi dopo ( e durante), l'unificazione. Ma è proprio vero che siete dei Paglietta? Mi è venuto il dubbio che nonostante siate voi i paglietta, non sappiate che cosa significhi questo epiteto. Così sono andato a cercare su Wikipedia, una definizione appropriata; ma vi ho trovato, fortunatamente un post dell'ottimo professor Zitara che è indirettamente una risposta a me medesimo ( tale che me ne sono appropriato per meglio farvi capire dacchè volevo risvegliare le Duesicilie e voi tutti che... aspettate. Ma aspettate cosa?

In realtà, trovando che il professore ha ragione, ho deciso di occuparmi di Campania e non più di Duesicilie. Tentando di proporre l'autodeterminazione della Campania, fondando la

Repubblica Socialista Parthenopea.

Ma la lettera del Professore, no, ve la dovete leggere, per capire perchè la Sicilia è la Sicilia, e non c'entra niente con il napoletano. Noi siamo una realtà diversa e non vogliamo che venga fuori un nuovo "Lombardo" ad allearsi con la lega di Bossi. Noi infatti, non dobbiamo allearci con quest'Italia; da quest'Italia dobbiamo invece affrancarci, chiedendo la nostra autodeterminazione!

NO, NON C'E' PIÙ TEMPO

( di Nicola Zitara)


Caro "Moccia", personalmente respingo con fermezza la Tua proposta di un incontro tra pugliesi e calabresi a Catanzaro, che dovrebbe essere preparatoria di un successivo incontro a Catania. Questo incontro sarebbe un piacevole rendez-vous fra vecchi amici, ma non avrebbe un vero carattere politico.
Ora, il problema è: Quale politica?
Questo continuo incontrarsi tra neoborbonici è la brutta copia degli incontri che, sprecando soldi nostri, fanno i politici meridionali al servizio del sistema cavourrista e toscopadano. I su lodati, di tanto in tanto, sentono il bisogno d'incontrarsi in inutili e televisivi convegni, per affermare a sé stessi (e a chi non gli crede ma mangia con loro), che hanno la testa e delle idee politiche in testa, mentre in effetti in testa hanno soltanto la gestione del sottopotere che il Nord gli accorda e la voglia di far bottino.
Intanto, secondo me, la Sicilia e il Napoletano sono due formazioni sociali a sé stanti. Scrive l'illustre professor Zitara; il fatto che la disgrazia del colonialismo toscopadano oggi le accomuni non significa che le diversità siano scomparse. La Sicilia e il Napoletano (l'Ytalìa) possono e debbono allearsi nel moto d'indipendenza dalla Toscopadania, ma ciascun paese ha una sua persistente identità millenaria. (E sono d'accordo con lui)! Ma nessuno s'è accorto che il "sistema Italia" ha preso in giro Bossi ed i leghisti, tacitandoli, mandandali a governare quella stessa Italia che volevano combattere... e così hanno fatto con i siciliani dell'MPA. Perciò, non è questa la strada. La strada è una soltanto. quella che perseguiremo noi, i paglietta! la strada

dell' AUTO DETERMINAZIONE (N.d. A.).
E continua il professore... La storia di lungo periodo non si cancella davanti a una pizza e a un bicchiere di vino. La Sicilia ha consapevolezza della propria identità, i suoi intellettuali hanno, forse, anche una strategia e un obiettivo, mentre l'Ytalìa ha consapevolezza di sé soltanto nella coscienza profonda, come attesta il brigantaggio antiunitario, ma non immagina ancora come costituirsi a Stato. Il fatto che i re Borbone, specialmente Francesco II, avessero l'idea d'essere Stato non significa che l'avessero anche gli altri italioti, specialmente l'aristocrazia e la borghesia.
Se l'avessero avuta, non avrebbero tradito Napoli per Torino; avrebbero condotto la propria battaglia politica all'interno del paese e con le proprie mani, e non con le mani dei francesi e dei piemontesi. Tuttora Napolitano si sente napolitaliano e non interamente napoletano, e c'è chi, come Bassolino o la camorra o la 'ndrangheta, si appoggia a Roma per scroccare sugli italioti. Un uomo d'ingegno, un superbo scrittore, qual è Roberto Saviano, tuttora si rivolge idealmente alla Repubblica (torinese), ai suoi giudici, alle sue forze di polizia e ai toscopadani nell'illusione di salvare Napoli con le altrui mani. Eh no, caro professore, la mia aristocratica famiglia, di origine napoletana, ai piemontesi e accoliti, ha fatto ballare il canto della sconfitta, mettendosi proprio a capo dei briganti, pagando - infine - con la vita!
Il dramma degli italioti s'incorpora nell'ambiguità tra l'inconsapevole sentimento di appartenenza e la razionalità presa a prestito dalla Francia, dall'Inghilterra e da Milano. Tuttavia non c'è tempo per una 'rivoluzione culturale', per portare a livello di coscienza la nostra identità e per costruirci sopra una nostra politica. No, non c'è tempo!
Dobbiamo far presto, perché ogni giorno è un nuovo disastro, una nuova servitù economica e culturale, un nuovo Saviano che capisce tutto e non sa cosa fare. Bisogna necessariamente rifarci alla categoria politica d'indipendenza, nel caso allo Stato borbonico. Rimetterlo in piedi contro i paglietta. Ma c'è un altro scrittore, caro professore, un altro Moccia, un Moccia Moderno che invece sa che cosa fare e vi invita a farlo.Vedasi titolo di titolo di questo post.
Ma i paglietta siamo noi, incapaci di pensare e progettare in proprio. Potremmo soltanto 'agire' in proprio, secondo la regola monastica dell'obbedienza a un fine. Nei passaggi intermedi i monaci non cercano sé stessi ma si sentono obbligati al fine religiosamente adottato. Farci monaci e obbedire alla regola dell'indipendenza, non possiamo fare altro. Sono d'accordo, ma noi non ci faremo monaci, perchè non ne abbiamo la spiritualità, nè la pazienza monacale. Noi Campani siamo guerrieri nati e 2700 anni sono lì a testimoniarlo. Ed anche oggi, seppure solo con l'arma del voto e della cultura e dell'intelligenza, faremo ciò che non è stato capace di fare Bossi: "ci Autodetermineremo"! Non ci interessa andare al Governo insieme agli italioti per farci continuare a spremerci. Qui c'è da cambiare un sistema! Qui c'è da eliminare le logge massoniche e mafiose o parlando di casa nostra, quella sottologgia che viene chiamata camorra! Il voto democratico, non risolve alcun problema, caro professore. I Campani si devono riprendere la loro Terra e mandare a governare una nuova generazione di amministratori non ideologicizzati: Giovani e Donne! naturalmente letterati ed acculturati. a scuola e non attraverso gli strumenti della liberalmassoneria: la televisione che mentre da due soldi e un presunto successo, in cambio ti prende l'anima!
E continua l'esimio professore (che io stimo e rispetto)... Prima la liberazione e poi la costituzione. In questo senso, il partito a cui penso è una Regola monastica in vista della liberazione. Tutto ciò che non è Regola mi sembra una qualunque etichetta fra le tante così care ai profittatori del regime cavourrista. No, caro professore, i paglietta, non vogliono più sentir parlare di Partiti. i "paglietta", chiederanno la loro Aurodeterminazione, e andranno fino in fondo!

Orbene, Bossi osa sempre di più ed ottiene sempre di più. Noi napoletani - invece - che facciamo...

Vulimme perdere ancora tiempo? Io no. Me so' scucciat! Ed eccomi quindi a proporvi di diventare uno Stato diverso dall'Italia. Autrodeterminandoci! Incontriamoci a Napoli, il 6/7/8 settembre.

Il 6 ed il sette si incontrerà lo "Stato maggiore" responsabile di fronte agli Organismi internazionali della richiesta di autodeterminazione. L'8 settembre ci incontreremo con Beppe Grillo in Piazza del Plebiscito con il Popolo che ci permetterà la richiesta di autodeterminazione, con la propria - preziosissima - firma.

E fu cosi che rinacque la gloriosa Repubblica Napoletana. La Repubblica Socialista Parthenopea!

programma di una giornata particolare

8 SETTEMBRE (una data storica a ricordarci il tradimento del "re galantuomo" Vittorio Emanuele degli stessi savoia che avevano rapinato Napoli ed il Sud D'Italia). Una data in cui Napoli si riprenderà la sua dignità con le vostre firme...

Ore 9.00 - Piazza del Plebiscito ricca di 7 gazebo per la raccolta firme; alla presenza di altrettanti funzionari comunali-vidimatori cortesemente (e patriotticamente) disponibili, coadiuvati da 7 raccoglitori, documento valido ( non scaduto), alla mano, si raccoglieranno le firme che consentiranno ai responsabili di presentare la nostra richiesta di autodeterminazione al governo italiano ed agli Organismi internazionali: Comunità europea: "Consiglio, Commissione"; Segretariato generale delle Nazioni Unite nonché ai governi degli Stati membri. Conferenza di Helsinky... Ed agli stessi Stati Uniti d'America.

suggestioni di una giornata particolare

Fin dalla mattina, grazie agli sponsor, panini, bibite e pizze scontati accompagnati dalle splendide note della cover band di Rino Gaetano (che anche non napoletano è presente nei nostri cuori e non può mancare a questo storico appuntamento), Eugenio Bennato ed altri artisti Partenopei tutti presenti gratuitamente, ringraziando e dichiarandosi onorati per la chiamata.

Gli amici incaricati di montare il palco per la festa-concerto della sera ci dicono che fin dalle 9 del mattino sta passando gente che chiede di firmare.

Stanno andano a ruba e sono già tutte indossate le magliette con su scritto sul retro "Addio Italia..." e sul davanti "è stat bell finchè è durat, ma nui simme 'nnata cosa! Arrivederci! Oppure un'altra con su scritto: "autodeterninazione parthenopea"! E naturalmente il nostro simbolo: "il Giglio"! E la piazza è un tripudio di bandiere, la bandiera azzurra con al centro il nostro simbolo: "il Giglio borbonico"!

Alle 17 dopo il discorso dell'ospite d'onore Beppe Grillo, inizia la festa musicale, abbiamo già venduto tutte le magliette. Comincio a rendermi conto che quella cosa lì, che doveva essere un evento propriamente inteso cui non credevamo nella risposta dei napoletani, sta diventando un fiume di persone provenienti da tutte le città e Paesi della Campania. in una processione infinita, laica, civilissima. Che ci vede costretti ad aprire altri tre gazebo e chiamare altri tre funzionari che rispondono immediatamente, con grande spirito napoletano.

Ore 17.15 i tecnici fanno le prove del suono e i nostri antennisti riescono a stabilire la diretta con Piazza Maggiore a Bologna, con Piazza Duomo a Milano e Piazza San Marco a Venezia in un estremo arrivederci agli italiani del Nord, per far loro capire che cosa stanno perdendo! solo l’audio, perché il sole picchia ancora e sul maxi schermo non si vedrebbe niente. La gente che ha già firmato si raccoglie in cerchio, ascolta, ride, saranno un centinaio: “l’ascolto collettivo della radio”, mi dico, non avevo mai visto niente del genere.

Comincia il concerto all’ora dell’aperitivo, c’è tanta gente in fila, non una protesta per l’attesa, guardo i tavoli delle firme, conto 10 raccoglitori insieme ai vidimatori, tutti a testa bassa. C’è qualcosa che mi commuove in quello spettacolo, ma non me lo posso ancora permettere, ho del lavoro da fare, la serata da portare a termine come promesso nel programma. Per fortuna tutto fila liscio grazie al sacrificio di tanti.
Avevamo previsto una soglia di felicità a quota 500 firme. Stiamo superando le mille firme e c'è ancora gente a fare la fila.Tranquilla, disciplinata, tanto che non sembra neppure che la cosa stia accadendo a Napoli!

COSA STA SUCCEDENDO?
Sono le 23. Che ci fanno centinaia di ventenni in coda per un quarto d’ora con la patente in mano solo per fare una firma? Sono questi gli sballati del sabato sera? Quelli senza valori, che pensano solo a drogarsi e ubriacarsi? I napoletani fannulloni e nullafacenti? Rivediamoli - questi giovani - quando avranno la loro vera Patria: la Repubblica Socialista Parthenopea! Ecco, rivediamoli allora. E finalmente capirete di chi era la colpa!

Ore 00.15, L. G., 27 anni di Benevento, mette felicemente la firma numero 2500.
I moduli sono finiti, i raccoglitori di firme e i vidimatori sono sfiniti. Molti, ancora in fila, tutti ragazzi, rimangono delusi, noi ci scusiamo dichiarando chiusa la raccolta.Tanto sono più che sufficienti. Ma che cosa succede, cos'è quel baccano quell'improvvisa cagnara, tutti i restanti, non vogliono saperne di andare via. vogliono firmare al grido di: "Anch'io c'ero"! Anch'io c'ero!Fortuna che credendo nell'iniziativa, avevo fatto stampare 10.000 schede. Si riprendono le firme, in silenzio!

Ore 01.00. E’ la degna e toccante conclusione di un rito collettivo e liberatorio. La nostra richiesta di autodeterminazione ha avuto il successo insperato... e più in là, ci sono ancora i cumuli di immondizia! Che tempo un mese, non ci saranno più.

Chi ha vissuto quel momento un 8 settembre di vera festa, non credo se lo dimenticherà.

E no, anche perchè sta iniziando a cantare un'altra voce 'e Napule per accompagnare il sorgere di una nuova alba... un'alba interamente ( e interiormente), napoletana. Anzi, Parthenopea!

m.se Mario Moccia di Montemalo

sabato 26 aprile 2008

Quale liberazione?

ricevo dall'amico Orazio e pubblico...


Quale 25 Aprile... in Sicilia?
Ci siamo, anche in Sicilia, il rito
della ricorrenza del 25 Aprile, dei festeggiamenti per la liberazione dal fascismo e dal nazismo, del ricordo della Resistenza partigiana.
Anche in Sicilia, manifestazioni,convegni e volantini all'insegna della ritrovata libertà dopo il ventennio nero, la fame e la guerra.
Ma, quale 25 Aprile si ricorda e si festeggia in Sicilia?
Quando nel Nord Italia era attiva la "Resistenza", in Sicilia, il Popolo di Sicilia,almeno da un anno, era impegnato in ben altra tipologia di Resistenza:la Resistenza Siciliana-cancellata dalla memoria storica dei Siciliani e dai libri di storia dell'italica scuolaimposti ai nostri figli- fu combattuta contro l'Italia badogliana e togliattiana, che chiedeva ai giovani dell'Isola di versare altro sangue per "la Patria", ma questa volta contro i "nuovi nemici",i nazifascisti.
I giovani Siciliani contro questa prospettiva insorsero, insorsero con le armi, occupando i municipi, proclamando intere zone della Sicilia- vedi Comiso- territori liberi, autogestiti,"Repubbliche".
Non solo, tutta l'Isola fu scossa dalla rivolta popolare contro la fame e, in alcuni episodi, come a Palermo(nella foto sopra) il regio esercito della ritrovata Italia"democratica" ha represso con vere e proprie stragi queste rivolte siciliane, altro che "Bella ciao"!
In questo contesto si sviluppò- anche se fra mille contraddizioni- un forte movimento di massa indipententista, il MIS (Movimento per l'Indipendenza della Sicilia) e un piccolo esercito gerrigliero, l'"Esercito Volontario indipendentista Siciliano"-EVIS- artefici di una decisa lotta contro lo Stato colonialista italiano, lotta culminata con la concessione dello Statuto speciale di Autonomia.
Quale 25 Aprile... in Sicilia?
Quale "Resistenza"?
Quella dei giovani Siciliani contro la guerra e la fame o quella delle "Brigate Garibaldi" del Nord Italia?
Quale "Liberazione" devono ricordare e festeggiare i Siciliani, che, dal 1943 al 25 Aprile '45 e oltre, sono stati riempiti di piombo dalla "nuova"
Italia antifascista?
Insomma:come, quando e perchè, in Sicilia, è avvenuta la "Liberazione" tanto celebrata in questigiorni?
In verità, anche se è una verità che non fa tantopiacere, e a tanti, è che il 25 Aprile, anche il 25Aprile, è stato imposto alla Sicilia e ai Siciliani.
Ed è una verità oggettiva... mentre le brigate partigiane sfilavano festose e vittoriose a Milano e a Torino, in Sicilia la mafia, sulla pelle dei siciliani,
collaborava con il "nuovo" apparato politico,
lo stesso apparato politico che gestirà l'affaire bandito Giuliano,la strage di Portella delle Ginestre,l'uccisione di tanti sindacalisti, l'assassinio
della stessa Autonomia Siciliana...
Quale 25 Aprile...in Sicilia?
Orazio Vasta -a rarika

http://rarika-radice.blogspot.com

martedì 22 aprile 2008

EVANGELIZZAZIONE E RISVEGLIO CULTURALE


Da sempre la Chiesa è stata vicina alle Due Sicilie, ed oggi a Napoli possiamo vantare la presenza di un vero Napolitano, il Cardinale Crescenzio Sepe.

Il popolo Napolitano, vuole certezze, anche se a volte crede troppo alle promesse elettorali lanciate dal grande palco da chi si proclama come nuovo inquilino di palazzo reale; Lui invece, il Cardinale è l’unico che fa propaganda solo delle opere già realizzate.

Già il 21 marzo invitava “tutte le eccellenze professionali ad avviare una ricostruzione morale economica e sociale” ed in tale occasione fu Lui in prima linea a donare l’anello cardinalizio regalatogli dal Papa Giovanni Paolo II, per assicurare medicina e cibo ai bisognosi, Lui che già nella sua esperienza Brasiliana insieme all’evangelizzazione portò carchi di medicina e latte alle popolazioni di Brasilea.

Ed oggi, in occasione della costituzione di un ufficio per la pastorale dello spettacolo, ha lanciato un invito agli artisti di Napoli, affinché si difenda la specificità della cultura napoletana; invito raccolto da circa 150 tra attori, registi e musicisti tra cui Pappino di Capri, Gigi Finizio, Giacomo Rizzo, Tato Russo, Patrizio Rispo, Benedetto Casillo, James Senese, a cui il Cardinale si raccomanda di essere “testimoni della bellezza. Siete troppo bravi e troppo importanti perché non ci sia collaborazione con voi”.

“Qualche anno fa”, in giro per le strade di Napoli, giravano gli organetti, che insieme alle copielle distribuite alla popolazione rallegrava gli animi con canti popolari che non mancavano di fare satira nei confronti dei personaggi politici di allora.

Oggi come allora, ci sono artisti che riempiono gli stadi e le piazze, così come ci sono Chiese che accolgono chi ha bisogno di un tetto, queste le uniche realtà che sono vicine al popolo e che ascoltano le grida di dolore.

Il popolo Napolitano da sempre fedele e cantatore, può ritrovare la propria identità nel Cardinale Sepe, che nella sua opera di evangelizzazione è sempre stato al fianco del popolo.

venerdì 18 aprile 2008

La nuova Gabella

“Sarà un federalismo solidale e nessuna Regione sarà penalizzata” ha annunciato Berlusconi. Come primo punto nel programma del Pdl è prevista l’approvazione del disegno di legge della Lega. Se da una parte il federalismo della Lega è un invito a razionalizzare i fondi a disposizione delle Regioni senza sprechi, ed a incentivare la produzione locale, dall’altra è l’ennesimo furto che le Nazioni delle Due Sicilie subiscono dal colonizzatore.

Punto principale della riforma è il cambiamento delle spettanze degli introiti derivanti dall’Imposta sul Valore Aggiunto, infatti è previsto che l’80% di tali incassi sarà destinato alle regioni.

Qundi l’IVA, che le regioni del Sud pagheranno alle imprese del Nord per i lavori realizzati nelle Due Sicilie, riempirà le casse delle Regioni del Nord.

Se consideriamo che il secondo punto del programma politico del Pdl è quello della realizzazione di numerose infrastrutture nel Sud Italia, ponte compreso, ne possiamo trarre le giuste considerazioni.

Gaeta e Taranto non battono più moneta da secoli, il resto delle Due Sicilie, ha pagato, e pagherà ancora di più una pesante gabella ai colonizzatori toscopadani.

Nello Esposito

http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com


mercoledì 16 aprile 2008

ADDIO STRETTO



Il neogovernatore della Sicilia, Lambardo afferma: “il ponte sullo stretto va fatto, A chi dice che rischia di essere un grande regalo alla mafia replico che e' un luogo comune di chi non vuol far fare nulla in Sicilia. C'e' il racket? Lo si prende a calci nel sedere e punto'.”

Il problema è che il governatore con queste parole, e le sue prossime scelte apre le porte e stende il tappeto alla vera mafia, quella molto meglio organizzata, i colonizzatori toscopadani ai quali pagheremo una pesante gabella.

Oggi il Partito del Sud è chiamato ad un importante compito, che spero non sia preso come opposizione politica nei confronti di Lombardo, ma come battaglia che da buon brigante deve portare avanti contro gli invasori; bisogna stroncare sul nascere questa assurda iniziativa del leader dell’MPA.

Raffaele Lombardo, come 147 anni fa Francesco Crispi, sta vendendo la Sicilia alle multinazionali toscopadane, si sta piegando al volere del suo Comandante, dimenticando che il suo Movimento è per l’AUTONOMIA.

Dunque cittadini di Messina e di Reggio Calabria, che avete scelto di farvi rappresentare dall’MPA, avete votato per la distruzione del più bel panorama delle Due Sicilie.

ADDIO STRETTO!!!