martedì 15 aprile 2008

HA PERSO L'ITALIA

Stamattina l’italia si è svegliata con un nuovo governo. I vinti ed i vincitori rilasciano dichiarazioni ed auguri. Ma prima di emettere un giudizio rileggiamo i risultati con i numeri effettivi e non con quelli che i media dichiarano.

CAMERA DEI DEPUTATI

Partiamo dal fatto che il corpo elettorale (gli aventi diritto) è formato da 47.295.978 di votanti, di questi solo 38.078.938 si sono recati alle urne.

Le percentuali che sono state vomitate agli italiani dal ministero degli interni, sono riferite al numero di schede elettorali valide, cioè non considerando le schede nulle o bianche che sono state 1.626.633. Quindi rileggendo le percentuali dei voti ricevuti dai partiti riferendosi agli aventi diritto si ottiene:

Il popolo della libertà 28.82% contro i 37.388% dichiarati dal ministero

Il partito democratico 25.57% contro i 33.174% dichiarati dal ministero.

Sul totale delle schede elettorali valide, partiti o movimenti che hanno come fine l’indipendenza di alcune parti dell’italia, hanno ricevuto 3.697.986 consensi

SENATO DELLA REPUBBLICA

il corpo elettorale è formato da 43.257.208 votanti, di questi solo 34.780.525 si sono recati alle urne, schede nulle o bianche 2.009.298

Le percentuali dei voti ricevuti dai partiti riferendosi agli aventi diritto si ottiene:

Il popolo della libertà 28.92% contro i 38.174% dichiarati dal ministero

Il partito democratico 25.52% contro i 33.695% dichiarati dal ministero.

Sul totale delle schede elettorali valide, partiti o movimenti che hanno come fine l’indipendenza di alcune parti dell’italia, hanno ricevuto 3.134.955 consensi.

Questa rilettura dei dati non cambia la posizione tra maggioranza ed opposizione, ma continuando a riflettere sui numeri, si può scoprire come l’unica sconfitta in questa tornata elettorale l’ha subita il sistema ITALIA.

Mi spiego, consideriamo i risultati della Camera dei deputati:

ASTENUTI+SCHEDE BIANCHE+SCHEDE NULLE 10.815.226

PARTITI O MOVIMENTI PER L’INDIPENDENZE 3.697.986

Totale delle persone che hanno sono contrarie alla nazione italiana 14.513.212 cioè il 30,69% degli aventi diritto al voto, ben al disopra di tutti i partiti il lista. Lo stesso discorso fatto al Senato dell Repubblica ci porta ad una percentuale del 31,49%.

Vinti e vincitori riflettano su questi risultati, destra o sinistra che sia, non prevalgono sulla percentuale degli italiani sfiduciati.

L’ITALIA HA PERSO

lunedì 14 aprile 2008

PRODOTTI A KM ZERO

La trasmissione di ieri di Report è iniziata con la Dott.ssa Milena Gabanelli che in studio dice: “Buonasera. Giornata del silenzio e della riflessione, allora proviamo a farla sul serio, per capire cosa possiamo fare per ribaltare un sistema che alla lunga si ritorce contro di noi.”

L’intero programma era dedicato all’uso e consumo di prodotti agricoli sulle nostre tavole. I tanti interventi e servizi ci riportavano a riflettere sulle nostre abitudini alimentari, che in questi anni sono cambiati per colpa dei centri commerciali. Infatti i banchi degli ortaggi e della frutta che i centri commerciali ci offrono sono sempre pieni e forniti di tutti i tipi di prodotti a prescindere dalla stagione.

Se da una parte possiamo permetterci di mangiare una bella coppa di fragole in qualsiasi mese dell’anno, dall’altra contribuiamo ad inquinare costantemente, l’atmosfera per le emissioni dei mezzi di trasporto occorrenti per portare il prodotto dai vari posti del mondo alla nostra tavole.

La considerazione non cambia anche per i prodotti italiani, dal momento che un pomodoro, coltivato in Sicilia, arriva al distributore che lo confeziona a Ravenna per poi passare alla catena dell’Auchan che ha come base logistica Milano, per poi raggiungere un banco di ortaggi nel supermercato di Roma. Totale 2125 Km.

Certo se consideriamo che quel povero coltivatore di Vittoria (Ragusa) DEVE vendere il pomodoro al prezzo IMPOSTO dal distributore, ne deriva che ancora una volta possiamo considerarci COLONIZZATI.

Il messaggio che i servizi realizzati dalla redazione di Report possono sintetizzarsi nei seguenti punti:

  1. i consumatori non sono più abituati a mangiare con i prodotti di stagione;
  2. i prodotti venduti nei supermercati non sono prodotti locali e pertanto il loro trasporto inquina;
  3. il 70% del prezzo dei prodotti in vendita nei supermercati è il costo della filiera;
  4. i prodotti ottenuti con il sistema produttivo industriale, inquinano per il largo utilizzo di fertilizzanti e pesticidi (“… in sostanza ogni volta che viene arato un campo imperconcimato, contribuisci all’emissione di gas serra tanto quanto una colonna di tir);
  5. i prodotti ottenuti dall’agricoltura industriale non hanno le stesse qualità nutritive di quelli ottenuti dall’agricoltura biologica;
  6. l’agricoltura biologica è più economica e meno inquinante di quella industriale;
  7. la grande distribuzione prevede per normativa imballaggi. Tali imballaggi contribuiscono all’inquinamento, all’incremento del costo del prodotto, ed al problema dello smaltimento dei rifiuti.

Sul giornale distribuito ai soci COOP, ad una signora che interrogava l’URP della COOP in merito all’attenzione che i supermercati dedicano al problema dei rifiuti legato alle confezioni dei loro prodotti, la COOP rispondeva che la risoluzione del problema è lunga e laboriosa, anche in considerazione del fatto che gli imballaggi rispecchiano la normativa in vigore per il confezionamento degli alimenti. Alla fine dava la colpa ai consumatori, che artefici della domanda sempre crescente di prodotti già pronti (tipo insalate tagliate e imbustate, o 4salti in padella) devono essere consapevoli che tali prodotti sono per forza confezionati per il processo industriale a cui sono sottoposti.

Bisogna che ci riabituiamo al consumo dei prodotti della nostra terra e di stagione, non subire passivamente le abitudini che le grandi catene di distribuzione vogliono farci assumere, leggere attentamente la provenienza dei prodotti, preferire quando è possibile la vendita diretta dal produttore.

COMPRIAMO I PRODOTTI A CHILOMETRI ZERO

COMPRIAMO I PRODOTTI DEL SUD

GRAGNANO-CASTELLAMMARE


Nella mia città, Castellammare di Stabia,, sono iniziati le grandi opere per i lavori stradali che interessano gran parte del centro cittadino, e per la preoccupazione di perdere i fondi a disposizione, gli amministratori locali hanno concentrato tutti i lavori in un breve lasso di tempo, ottenendo così un ingorgo stabile del traffico già paralizzato.

Il loro invito a limitare l’uso delle auto e privilegiare quello dei mezzi pubblici sembra essere caduto nel vuoto.

Certo la loro politica filo-bassoliniana di privilegiare e concentrarsi solo sul centro cittadino dimenticandosi della periferia, non concilia con i loro inviti. Infatti per quanto riguarda i mezzi pubblici, la mania di grandezza ha da sempre portato ad acquistare mezzi di dimensioni non adeguate alle strette vie di Castellammare, incrementando ingorghi e ostruendo il regolare percorso degli stessi autobus; chi raggiunge la città in auto (incosciente) trova il primo grande parcheggio utile nel centro della città; chi come me decide di raggiungere il centro a piedi (pazzo e incosciente) deve vedersela con la mancanza di percorsi pedonali.

Guardate questa foto, una frana vecchia di decenni, tanto che la vegetazione ha invaso quasi la carreggiata stradale, blocchi di contenimento e segnaletica orizzontale che indica pericolo; il pedone che percorre l’unica strada che collega Gragnano a Castellammare di Stabia è obbligato ad un passaggio quasi al centro di questa strada.

Se devo andare a Castellammare, quindi, o mi servo di un mastodontico autobus impiegando circa un ora per percorrere pochi chilometri, o prendo l’auto e lotto nella giungla del traffico cittadino, o scendo a piedi rischiando la vita, però se riesco a raggiungere il centro troverò un cantiere aperto e mi chiederò “che c…o ci sono sceso a fare a Castellammare di Stabia”.


PASTO DELLA MIA TERRA


Pasta di Gragnano, Mozzarella campana, pomodoro locale, il tutto al forno e racchiuso in uno strato di melanzane, accompagnato da vino rosso di Gragnano, e per gli astemi acqua Acetosella di Castellammare di Stabia.
Grazie mammà me fatt arricrià!

venerdì 11 aprile 2008

Piccoli cambiamenti

Ho deciso di modificare la testata, in modo da rialzare e rendere subito visibili i post.
Il titolo è uguale, ed il simbolo anche, ho solo aggiunto sulla destra il simbolo della mia città, Castellammare di Stabia.
ciao ed a presto
Nello

martedì 8 aprile 2008

ESISTIAMO! DIAMO FORZA AL NOSTRO VOTO

RICEVO DA ORAZIO VASTA:


SENZA COMPROMESSI

Recevo, pubblico e condivido l'intervento inviatomi dal fratello duosiciliano Orazio Vasta
dal GIORNALE DI SICILIA di lunedì 7 aprile 2008

Vecchio (PdSud): "Non vogliamo nessun assessorato,Pippo Barbagallo resta candidato sindaco"

TRECASTAGNI(*ova*) L'inno dei "Puritani" di Vincenzo Bellini, coloratissimi camper al seguito,bandiere e coloratissimi manifesti sono stati la coreografia di un seguitissimo comizio tenuto in piazza Marconi dal Partito del Sud-Alleanza Meridionale in sostegno alla candidatura a sindaco dell'ex assessore comunale Pippo Barbagallo:"La candidatura di Pippo Barbagallo-ha detto Erasmo Vecchio- vicecoordinatore nazionale del PdSud-non è un bluff,come qualcuno,forse, pensa. Non solo,lo sappiamo tutti,il nostro candidato non accetta nessun assessorato per ritirare la propria candidatura. Inizieremo dalle comunità locali la nostra battaglia contro la partitocrazia".
"Sia l'onorevole Giovanni Barbagallo del Pd che il dottore Pippo Messina del centrodestra-aggiunge Pippo Barbagallo-sono sostenuti dagli stessi esponenti politici ed ed economici che da venta'anni occupano il Municipio. La mia candidatura a sindaco è una candidatura per servire Trecastagni e non per servisene!"(.....)
Orazio Vasta



lunedì 7 aprile 2008

MERCATI ORTOFRUTTICOLI

Da sempre, l’anima delle città, l’essenza della popolazione, la salute dell’economia cittadina, è stato rappresentato dal mercato ortofrutticolo, cittadino o rionale che sia.

Il mercatino rappresenta una realtà sociale dove si concretizzano i sacrifici del contadino, che ha sempre lottato contro le prepotenze che nei secoli si sono succedute, latifondisti, invasori, abusivismo edilizio, inquinamento, centri commerciali, munnezza, mezzi di informazione e amministratori locali.

Nei secoli, lo status del contadino è stato modificato dalle prepotenze di turno, passando da colonna portante della società cittadina, a schiavo del potere, a brigante, fino ad oggi che alcuni amministratori considerano un peso ed una indecorosa immagine per le loro SPLENDENTI città.

L’arcivescovo di Pompei nell’omelia di Sabato 5 aprile, ha definito la politica di oggi una IMMORALITA’ ORGANIZZATA, niente di più giusto. Infatti è questa immoralità che sta portando all’allontanamento dei mercatini dalle nostre città, scelta che contrasta il pensiero dei grandi studiosi quali economisti, ecologisti, che hanno recentemente affermato che una valida lotta al carovita è la riduzione della filiera, lanciando messaggi del tipo “il 70% del costo della frutta che compriamo al supermercato, è il compenso per i passaggi di mano e per i costi di imballaggio e trasporto”.

IL MERCATO DI MALAGA

In molte città europee il mercato ortofrutticolo, fortemente radicato nelle abitudini dei cittadini, è rappresentato da una struttura (nel senso di edificio) e da una organizzazione dei servizi pubblici che servono tale area rendendola accessibile e fruibile alla pari dei centri commerciali comunque presenti. Realtà come questa sono presenti a Malaga, Madrid, ma pure nella nebbiosa Londra, piuttosto che nella Afosa Casablanca. Strutture coperte, che sono un riparo dal caldo o dalla pioggia, dove i cittadini possono commentare i prezzi dei prodotti di stagione in vendita , possono socializzare, e comunque vivere in piena libertà di scelta.


Nelle Due Sicilie, la politica degli ascari dei nord ha privilegiato la creazione di strutture ed infrastrutture a servizio dei centri commerciali e dei supermercati che sono spuntati come funghi nelle nostre fertili terre, danneggiando la realtà dei mercatini rionali. Se avessero messo metà dell’impegno da loro dedicato allo smercio dei prodotti toscopadani, per la realizzazione di strutture adeguate ad ospitare la vendita diretta delle eccellenze agroalimentari tipiche del territorio circostante, o magari a ristrutturare quelle esistenti attrezzandole e servendole con trasporti e quanto necessario per agevolare i cittadini ad usufruire del mercatino comunale, avrebbero diritto ad avere voce in capitolo nel giudicare i briganti di oggi, cioè quei poveri venditori di frutta e verdura che loro stanno cacciando via dai quartieri giudicandoli “indecorosi”.

Siamo alle solite. La municipalità di Chiaia a Napoli, ha dichiarato indecoroso il mercatino rionale, mentre a Capri è stato chiusa l’unica struttura del centro cittadino per ristrutturazione senza che nessuna amministrazione si sia preoccupata di dare una alternativa valida alla continuazione dell’attività dei venditori.

Di contro ci sono amministrazioni come quella di San Giorgio a Cremano o Matera che hanno dato importanza alla vendita dei prodotti tipici delle loro province, istituendo, anche se solo un giorno a settimana, il mercatino cittadino.

Bisogna, per il bene delle comunità locali, che gli amministratori si prodighino alla realizzazione di strutture facilmente accessibili e servite da infrastrutture, adatte ad accogliere mercati per la vendita di prodotti locali.

Fate del bene alle economie locali.

Fate del bene all’ambiente.

COMPRATE I PRODOTTI DELLE VOSTRE TERRE.

Nello Esposito

http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com

giovedì 3 aprile 2008

E TI PAREVA

Ricevo da RETESUD, un'articolo pubblicato su "l'informazione dei Reggio Emilia" di oggi:

«Mozzarelle di bufala? Boom di richieste»

«Adesso vengono da noi anche clienti che prima si servivano da rifornitori campani



GATTATICO (RE)
Per due volte alla settimana,il mercoledì
ed il venerdì,nel caseificio dell'azienda
di Maurizio Minola,ad Olmo
di Gattatico,si "tira"la pasta di mozzarella
di bufala per preparare le mozzarelle,
le ricotte e per avviare il ciclo di
produzione del formaggio tipico.Già,
perché le mozzarelle di bufala non sono
solo quelle campane,ora al bando di
vari mercati stranieri per il sospetto della
diossina.
Esistono anche realtà che in
Emilia producono ottime mozzarelle,
con la garanzia dei continui controlli sanitari,
che nel Nord Italia non sono
certo carenti.
E'per questo che mentre
la mozzarella di bufala campana sta
conoscendo una sensibile crisi,la moz-
zarella Minola di bufala,prodotta nell'azienda
di Olmo,la crisi non sembra
neppure comparsa all'orizzonte.
«In effetti – dice il titolare – in questo
periodo non solo non abbiamo perso
nemmeno uno dei nostri clienti
abituali,ma abbiamo ricevuto richieste
pure da clienti che in passato si erano
serviti da fornitori campani.All'inizio
della nostra attività,proprio il fatto di
non essere di quella zona del Sud portava
quasi sospetto,come se solo le
mozzarelle campane potessero essere
buone.Invece,con gli anni,abbiamo dimostrato
che anche al Nord,con i nostri
200 capi,possiamo arrivare ad un risultato
ottimo,che ci premia con il
giudizio della clientela».
«Condurre questo tipo di allevamento
non è poi così difficile.Dopotutto –
aggiunge Minola – si tratta di animali abbastanza
tranquilli,molto curiosi ed anche
intelligenti,che se lasciati tranquilli
e trattati bene sanno dare tante
soddisfazioni in termini di produzione.
Da noi il sospetto diossina non ci ha
neppure sfiorato.E i controlli sono molto
severi».

http://partitodelsud.blogspot.com

martedì 1 aprile 2008

CHE MANGI?

L'interesse mostrato da tutti i duo siciliani sparsi per la penisola italica per il post ATTACCO ALL'ORO BIANCO, sprona il blog NAZIONEDELLEDUESICILIE ad approfondire il discorso.

Inizio con l'esprimere piena condivisione per quanti mi hanno scritto in merito alla gelosia da parte dei produttori toscopadani per il prodotto bufalino, simbolo della fragranza e genuinità dei prodotti delle Due Sicilie, anche se non possiamo affermare (per mancanza di documenti) l'interessamento economico o logistico per un eventuale spostamento della produzione nella (politicamente nominata) capitale del buon gusto Parmense della mozzarella di bufala.

Mi preme precisare che, come ho letto e tradotto dall'organo di stampa governativo della Corea del Sud, il blocco delle importazioni nei paesi orientali della mozzarella di bufala campana, è stato effettuato per il procurato allarme da parte degli organi di stampa internazionali.

Gli organi di stampa internazionali, sono quelli politicizzati italiani sulla quale si legge quello che il governo ed opposizione vuole, e quelli internazionali che ricopiano pari pari gli articoli in lingua toscana delle testate italiane, o si avvalgono di corrispondenti in italia che, italiani o stranieri, vengono sponsorizzati ed indirizzati dalle correnti politiche italiane.

Nell'effettuare le ricerche per quanto ho scritto sopra, mi sono imbattuto in altre notizie che hanno turbato la mia tranquillità in merito alla qualità dei cibi che giornalmente ingurgitiamo.

Dalla camera di commercio italo-cinese ho estratto l'elenco delle aziende italiane che lavorano nel settore alimentare ed hanno sedi produttive nel territorio cinese. Tali aziende, che in italia vendono prodotti di qualità, si avvalgono del vantaggio economico ricavato dal basso costo della manodopera locale producendo con macchinari italiani e materia prima ricavata dalle coltivazioni cinesi.

Successivamente volendo riscontrare tracce di importazione dei loro prodotti nella nostra nazione, ho scoperto una nota del Inforamtore agrario che nell'anno 2004 scriveva ... Tuttavia, nei primi mesi del 2003, l'importazione ad un prezzo competitivo, ma di qualità inferiore di concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina verso l'Italia è aumentato del 75% e del 20% di tutti i prodotti trasformati a base di pomodoro... Mentre nell'anno 2007 uno studio della Coldiretti faceva emergere che ... Nel 2007, il valore totale delle importazioni di prodotti alimentari provenienti dalla Cina è quasi raddoppiato (+78%)...

Si consideri, nel contesto, che la Cina non ha sottoscritto il trattato di Kyoto, si consideri che in Cina la richiesta di petrolio sta subendo una crescita esponenziale, si consideri che le norme igieniche in Cina non sono certo paragonabili a quelle delle aziende italiane, si consideri che già l'anno scorso in italia ci fu un caso di sequestro di aglio contaminato proveniente dalla Cina, si consideri che, almeno il sottoscritto, in tutta la mia vita non ha mai comprato un tubetto di pomodoro concentrato.

Dunque, o le abitudini culinarie degli italiani sono cambiate tanto da giustificare gli incrementi riscontrati nell'importazione del concentrato di pomodoro ed aglio dalla Cina, o negli ultimi anni i supermercati toscopadani ci stanno abbuffando di sughi pronti, primi piatti pronti, e tutto quanto è pronto, che se da un lato abbreviano la fatica di cucinare, dall'altro sono tutte preparate (leggete gli ingredienti) con concentrato di pomodoro ed aromi naturali. Certo il commento delle massaie (mammà compresa) è si ma io in 5 minuti ho accontentato tuo padre, ma cosa si mangia mio padre...ehm...booooo!

Come ultima tegola che cade sulle vostre certezze in merito alla qualità dei cibi che i supermercati toscopadani ci vendono, è giusto segnalare che la Sanità Marittima di Venezia (e spero esista anche negli altri porti) già da tanti anni è attiva nel valutare e segnalare i sequestri di alimenti provenienti dalle nazioni estere. Tali segnalazioni fanno capire che nessun impresa, grande o piccola che sia, è stata immune da sequestri per merce non idonea al mercato italiano. Infatti si può leggere tra le tante segnalazioni pubblicate dall'ente, anche di una notissima marca di dolciumi italiana che in data 06/06/2000 era destinataria di un carico di zucchero proveniente dalla Polonia, che non è stato ammesso all'importazione per presenza di anidride solforosa. Un altro esempio? Una nota marca di caffè di Torino, che vanta conoscenze in paradiso, in data 14/04/1998 era destinatario di un carico di caffè crudo, non ammesso all'importazione per Ocratossina. Continuo? Una nota ditta di produzione di conservati sottolio con sede in Pistoia, in data 08/03/2002 gli veniva bloccato un carico di funghi in salamoia proveniente dalla CHINA KINGDOM IMP.EXP Co Ltd per la presenza di spore di clostridi, solfiti riduttori (400UFC/GR)... Non voglio continuare ad elencarvi tutte le tipologie di alimenti sequestrati e le rispettive motivazioni, anche perché sono nomi scientifici a me sconosciuti che ho semplicemente trascritto dalle segnalazioni che ho letto.

Questo vi faccia però comprendere l'atteggiamento delle TV e dei giornali italiani, che in occasione dell'allarme diossina nelle mozzarelle di bufala campana, hanno pubblicizzato e consigliato l'acquisto dei prodotti che vengono venduti dalle grandi catene di distribuzione (i supermercati toscopadani), i quali, per legge, sono esenti dallo specificare sulla confezione la tracciabilità delle materie prime utilizzate nella loro lavorazione, riuscendo a venderci anche tartufi sottolio toscani realmente prodotti in Cina.

Nello Esposito

Nazione delle Due Sicilie