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lunedì 9 febbraio 2009

DOPPIA VELOCITA'

Il 28 febbraio 2003 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nel settore del traffico e della mobilità di Mestre-Venezia.
In meno di un anno vengono effettuate tutte le operazioni burocratiche di studio preliminare, studio per l’impatto ambientale approvato nello steso anno dal Comitato Interministeriale di Programmazione Economica.
Il 25 febbraio dell’anno successivo la commissione di gara ha aggiudicato il bando alla Società di Progetto Passante Mestre S.C.p.A, nella qualità di contraente generale, che dovrà Redarre la progettazione definitiva ed esecutiva e realizzare con qualsiasi mezzo i lavori per la realizzazione dell’autostrada A4- Variante di Mestre-Passante Autostradale ed espletamento della direzione lavori.
La società di Progetto Passante di Mestre S.C.p.A., ATI formata dalle più grandi imprese di costruzione italiane, Impregilo, Grandi Lavori Fincosit, Fip Industriale, Cooperativa Muratori e Cementisti, Consorzio Cooperative Costruttori, Consorzio Veneto Cooperative, Serenissima Costruzioni, il giorno 11 dicembre del 2004 inizia i lavori per la realizzazione di complessivi 32,3 Chilometri di strada, con 8 gallerie, 4 viadotti, 14 attraversamenti fluviali, 15 sovrappassi, 22 sottopassi, 3 interconnessioni con rete autostradali, 3 barriere all’incrocio con tratti autostradali e 3 caselli intermedi, utilizzando 864.261.413,00 Euro.
Il giorno 8 febbraio 2009, quando mancavano pochì giorni allo scoccare del 6° anno dalla dichiarazione di stato di emergenza da parte del governo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, è in prima linea alla cerimonia di inaugurazione del passante di Mestre.
Questa è l’italia che funziona.
O forse sarebbe meglio dire, questa è una parte dell’italia che funziona.
La ramificazione dei collegamenti autostradali presenti al nord, consento una libertà di movimenti della merce unica a livello nazionale.
I trasportatori hanno la possibilità di percorrere molte centinaia di chilometri, unendo i due estremi dell’italia settentrionale, su un autostrada a tre corsie, toccando tutti i centri e le città, nonché le zone industrializzate.
Passata la frontiera meridionale dello Stato pontificio, il nulla.
Esistono solo due tronconi di strada che non si congiungono fra loro, che uniscono il Sud al Nord, la Bari-Bologna, e la Napoli-Milano.
Il resto è un continuo stato di emergenza, sono circa 30 anni che si cerca di costruire la Salerno-ReggioCalabria, ed oggi ancora stiamo cambiando i progetti realizzati nella metà del secolo scorso.
Addirittura festeggiamo quando Ennio Cascetta, assessore delle Regione Campania, va ad inaugurare l’apertura del casello autostradale di Fratte, è praticamente l’inizio della SA-RC.
Abbiamo, anzi, lo stato ha creato immense aree industrializzate nel sud italia, sperperando e regalando agli industriali del nord svariati milioni di euro, dimenticandosi di realizzare la base delle infrastrutture, ed oggi possiamo vedere in giro per il Sud italia tanti scheletri industriali, regali di una promessa di sviluppo mai decollata per volontà politica. E poi danno la colpa alla mafia o camorra che sia.
L’italia è divisa in due, due velocità di sviluppo, una parte viaggia a tutta velocità su una tre corsie, l’altra a piedi e su una strada sterrata, e questo è dovuto ad un'unica caratteristica, la politica italiana è concentrata solo sullo sviluppo di una parte della nazione.
Ma, esiste una classe politica nel meridione?
Certo, esiste per avallare le ingiustizie e amministrare le emergenze, ma funziona al 50%!
Nello Esposito

mercoledì 3 dicembre 2008

PENDOLARI DEL MARE


Il Governo di Roma il giorno 28/11/2008 ha varato un pacchetto anticrisi contenente misure a sostegno della famiglia, del lavoro, dell’occupazione e dell’impresa.

Una di queste riguarda la maggioranza dei lavoratori e cioè va in loro aiuto con il blocco dei pedaggi autostradali e le tariffe ferroviarie sulle tratte regionali.

E pensare che la politica filo settentrionale ha causato, e comporta ancora oggi, l’emigrazione di milioni di giovani che dal Sud vanno a lavorare nelle regioni padane.

E le tariffe degli aliscafi e dei traghetti?

La penisola italica è circondata dal mare e dalle isole, e su queste ci lavorano molti pendolari

Gli sfortunati pendolari del mare, che se d’estate attirano le invidie dei tanti, di inverno soffrono per raggiungere il luogo di lavoro, sperano che le condizioni del mare consentano una traversata comoda, sperano che, una volta raggiunto il posto di lavoro, il vento non giri bloccandoli sull’isola, ridono nervosi quando si trovano in mare in mezzo ad una tempesta con il mare mosso che si accanisce sul loro piccolo aliscafo.

Esistono anche loro, perché il governo si dimentica dei pendolari del mare?

Ora il governo è impegnato nella dismissione della TIRRENIA che con i vari rami (caremar, siremar, ecc.) garantisce il collegamento con le isole d’italia. infatti in regioni come Lazio o Campania, si attende il 31 dicembre per vedere che fine faranno i traghetti della Caremar che termineranno la loro convenzione con le rispettive regioni.

Ed almeno nel golfo di Napoli, la Caremar è l’unica che in condizioni di mare mosso o agitato, garantisce i collegamenti con le isole, anche perché i suoi mezzi sono costruiti e concepiti per affrontare anche il mare in tempesta.

Proprio negli ultimi giorni le isole del golfo si sono aggrappate alla bravura dei comandanti ed alla consistenza dei mezzi della Caremar, per veder rientrare i propri cari che erano andati a scuola o al lavoro.

Cosa accadrà quando allo scoccare del nuovo anno la Caremar non navigherà più nel golfo napoletano?

Ci sarà il monopolio assoluto dell’armatore Aponte.

Aponte, che ultimamente è stato impegnato nel salvataggio dell’Alitalia, (fa parte della cordata CAI), gestisce o controlla tutte le compagnie di navigazione del golfo di Napoli, basti pensare che con un unico abbonamento si può scegliere di navigare sui mezzi della Snav o della Libera navigazione del golfo.

Ed il diritto alla scelta che un libero mercato dovrebbe garantire?

In meno di dieci anni, e forte del regime di monopolio conquistato politicamente, questo abbonamento è aumentato di oltre il 100%.

Ed il governo blocca le tariffe ferroviarie!

In molti paesi, quelli normali, quello che offre un privato è di qualità superiore se paragonato alle risorse offerte dalle società parastatali o statali.

Nel golfo di Napoli no!

I pendolari del mare napoletano, sono costretti, a navigare in jet costruiti per la navigazione nei laghi, e che comunque non sono adeguati alla navigazione già in condizioni di mare forza 4, e di inverno sono molte le giornate in cui i lavoratori non possono raggiungere il posto di lavoro.

Molti lavoratori nelle pubbliche amministrazioni, delle scuole o delle imprese private, devono vedersi scalare i giorni di ferie per l’inadeguatezza dei mezzi di trasporto, altri invece, che non sono protetti come categoria, come gli operai edili, vengono licenziati per inefficienza!

Ed il governo blocca le tariffe ferroviarie!

Capita, per fortuna, che internamente a queste compagnie, lavorino capitani coscienziosi che lottano contro il mare in ogni condizione, affinché ognuno torni a casa. Ma se questo gli fa onore da un lato, mette in risalto l’incoscienza della società nel mettere a rischio la vita di molte persone, con le loro bagnarole vecchie di venti anni.

Non sono rari i casi di svenimenti durante la navigazione di persone che sono sensibilmente paurose, qualche anno fa ci fu addirittura un morto per infarto. Navigare in queste condizioni fa veramente paura, e leggere di notizie che parlano di collisioni, o come qualche anno fa dell’incendio e affondamento dell’aliscafo che collegava Capri con Sorrento, alimentano queste tensioni.

I pendolari sperano che passi presto questo inverno, così torneranno le belle giornate e non dovranno più rischiare per andare al lavoro, anche se le società private continueranno ad alzare i prezzi degli abbonamenti.