domenica 19 ottobre 2008

BRIGANTI SU RAI 3

RICEVO E PUBBLICO DALLA RETE DUE SICILIE:

BRIGANTI SU RAI 3

Venerdì 24 ottobre, ore 17.00, RAI 3 - Programma Geo & Geo

Dopo un lavoro di documentazione e ricostruzione estremamente complesso e delicato che ha portato le troupe televisive per mesi nei luoghi più importanti e, spesso, più impervi della nostra Patria, è stato realizzato un documentario dal medesimo titolo della nostra Mostra Itinerante: " Briganti, eroi o malfattori? ".

Sfidando le note ostilità dei cattedratici, il regista ha cercato di raccontare con obiettività la storia della reazione disperatamente violenta che il Popolo dell´ex Regno delle Due Sicilie intraprese contro la feroce invasione piemontese.

Nel diramare il comunicato stampa emesso dalla San Paolo Produzioni s.r.l., invitiamo tutti i compatrioti a dare la massima divulgazione alla notizia ed a predisporre e-mail di approvazione da inoltrare a valanga alla RAI, dopo la trasmissione, all´indirizzo: geo_geo@rai.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Abbiamo ragione di ritenere che con questo nuovo coraggioso lavoro che ha raggiunto livelli insperati di divulgazione, si è aperta una nuova e possente breccia nel muro delle menzogne risorgimentali.

Che Dio ci aiuti.

Cap. Alessandro Romano


COMUNICATO STAMPA

Messa in onda - documentario

BRIGANTI

Eroi o malfattori?

Venerdì 24 ottobre, su Rai Tre, nel corso del programma "Geo & Geo" che va in onda alle ore 17, verrà trasmesso il documentario "Briganti, eroi o malfattori?", prodotto dalla Rai, Radio Televisione Italiana, e realizzato dalla San Polo Produzioni s. r. l., per la regia di Andrea Cherubini.

Attraverso numerose testimonianze di anziani che hanno raccolto i racconti di testimoni diretti di quelle vicende, e il parere di alcuni studiosi, questo documentario intende far piena luce sul controverso fenomeno del brigantaggio.

I briganti, considerati da alcuni come volgari malfattori o incalliti criminali, da altri come una sorta di benefattori e di giustizieri, formarono numerose bande (circa 1400) in tutta l´Italia meridionale. Complessivamente furono 80.000 circa, uomini e donne, le persone che vollero ribellarsi all´invasione dei Piemontesi del 1860.

Il documentario intende far piena luce su quella guerra civile che si scatenò nel decennio successivo alla forzata unificazione dell´Italia (1860-70) e che causò centinaia di migliaia di morti (qualcuno parla addirittura di un milione), che vennero occultati dalla storiografia ufficiale per non intaccare la connotazione epica ed eroica che si volle dare al Risorgimento.

Intende, inoltre, chiarire, con obiettività, il vero significato e la reale portata di quella terribile lotta.

Dall´analisi emerge uno scenario di feroci guerriglie, di tremende repressioni, di fucilazioni, di atti di crudeltà da entrambe le parti, ma anche gesta di solidarietà, attaccamento alla propria terra, ai valori, alla Religione ed al Sovrano Francesco II.

Il documentario è impreziosito dalla limpida voce del narratore Cristian Jansante.

Molte scene d´azione sono state girate sul monte Sirente, con il gruppo teatrale "I briganti", di Secinaro (AQ), che recitano la parte di "ribelli" con un realismo sorprendente.

Pregevoli scene sono state girate a Sante Marie, Tagliacozzo, Pietrasecca, Gaeta, Caserta, San Leucio, Civitella del Tronto, Napoli ed a Bitonto con i reparti dei soldati borbonici.

Altro gruppo che ha partecipato è quello delle "brigantesse" di S. Elpidio (RI).

La fedeltà della ricostruzione storica è stata garantita dalla partecipazione diretta di Alessandro Romano, che conduce parte del documentario.

Il lavoro prodotto è pregevole per la bellissima scenografia, per la sapiente regia di Andrea Cherubini e per l´obiettività con cui è stato condotto.

giovedì 16 ottobre 2008

RECUPERO MEMORIA STORICA

Per la rinascita del Meridione


Il popolo siciliano, e del Meridione d'Italia in generale, da troppo tempo avanza a tentoni lungo una via buia, verso un futuro incerto, quasi senza speranza.

[...]

Recuperare la memoria per riappropriarci del nostro futuro.

Dario Antonio Vetrano

http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/30089/per-la-rinascita-del-meridione.html


GRAZIE GENNARO

CARLO DI BORBONE

Ricevo e pubblico da Rete Due Sicilie:

INTERVISTA

A S.A.R. CARLO DI BORBONE DELLE DUE SICILIE

Il compatriota Pasquale Zagaglia ci ha inviato un articolo, apparso sul quotidiano “Calabria Ora” del 12 ottobre 2008, che riporta un’intervista al Principe delle Due Sicilie S.A.R. Carlo di Borbone.

Cap. Alessandro Romano












lunedì 13 ottobre 2008

Commenti al congresso


al commento sul post del Congresso dei CDS di Enzo Meglio, stabiese:

"Complimenti e auguri ai nuovi eletti!
Noto con piacere un interesse crescente e diffuso in italia e all'estero intorno a questo movimento!
Nello, c'è un modo per conoscere gli obiettivi e le iniziative, a breve e lunga scadenza, programmati dai CDS?"

risponde direttamente il neoeletto segretario nazionale dei Comitati delle Due Sicilie Fiore Marro:

Carissimo Enzo innanzitutto grazie per il tuo interessamento verso i CDS.
Per quel che concerne le nostre azioni future, posso grosso modo farti un elenco temporaneo dei progetti in cantiere.
I CDS di Caserta stanno organizzando una serata teatrale presentando la mia commedia sui Briganti per l’8 novembre. Per fine anno precisamente il 27 dicembre allestiremo una messa in nome dell’ultimo re delle Due Sicilie Francesco II.
Per il 2009 alcune delle nostre iniziative saranno: La presentazione dell’annullo postale dedicato a Ferdinando II nel 150° anno della sua scomparsa, in collaborazione con il Compatriota Guglielmo Di Grezia organizzeremo le convocazioni e l’allestimento della Nazionale delle Due Sicilie che si presenterà ai mondiali di calcio delle nazioni senza Terra del 2010, per settembre ci sarà la prima festa delle Due Sicilie sulla falsa riga della Pontida dei legaioli, politicamente ci stiamo ancora confrontando con l’Mpa per scorgere se sussistono margini per una sinergia alla pari.
Nel frattempo ciò che preme di più è naturalmente ingrossare le fila del reggimento CDS fino a farlo divenire un esercito, per tanto ti invito ad entrare in squadra a te ed a tutti gli innamorati delle Due Sicilie.
Fiore Marro

sabato 11 ottobre 2008

FALSITY

Quanti sono i soldi che versiamo nelle casse del governo colonizzatore e che vengono spesi secondo criteri non confacenti alle proprie idee?
non credo di dover pagare le gabelle sabaude per pagare i debiti contratti dall'alitalia, come non credo che tutti sti reality e programmi spazzatura che la tv di stato ci costringe a sovvenzionare con il pagamento del CANONE OBBLIGATORIO PER TUTTE LE FAMIGLIE ITALIANE rispecchino i gusti televisivi degli italiani.
la televisione evidentemente è l'unica cosa che rispecchia lo stato, ci costringono a pagare qualcosa che fa comodo solo a loro per propagandare il volere di stato.
Oggi, sabato 11 ottobre, a riprova del mezzo di propaganda che lo staterello italiano ha a sua disposizione, il terzo canale della televisione di stato ha mandato in onda un servizio sulla glorificazione di garibaldi da parte degli ungheresi, che gli hanno dedicato una piazza con tanto di mezzobusto.
Addirittura il giornalista voleva far passare per patrioti italiani quegli ungheresi che combatterono al fianco del nizzardo per sconfiggere i borbonI (qualcuno gli spieghi che si dice Borbone).
paghiamo le tasse per avere in tutte le città italiane una piazza dedicata al nizzardo;
paghiamo le tasse per celebrare un vigliacco, delinquente, latitante richiamato all'ordine dalla Massoneria per svolgere per loro i compiti più sporchi;
paghiamo lo stipendio al presidente della repubblichetta, Napolitano manda anche i messaggi d'amore alla celebrazione al nizzardo tenuta dal GOI;
ma pagare il canone ad una televisione di stato che va a ricercare in una nazione estera dei falsi eroi di nazionalità ungherese mi sembra troppo.
Perchè il giornalista di RAI3 non dice come Garibaldi stesso il 5 dicembre 1861 definì i suoi 1000 "tutti generalmente di origine pessima, con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delitto".
Il peggior governo che possa esistere è quello che cerca consensi in altri paesi per propagandare nel proprio quello che la maggioranza del popolo non vuole sentire.
Brava italia, brava RAI3, per contrastare l'epoca della tV spazzatura hanno inventato un nuovo format: FALSITY
Nello Esposito

MARIO MOCCIA COMMENTA IL CONGRESSO CDS

il fraterno compatriota MARIO MOCCIA, coordinatore dei Comitati Due Sicilie del triveneto scrive a NazionedelledueSicilie per commentare il congresso dei Comitati tenutosi a Caserta il 5 ottobre scorso.

Ciao Nello, al solito, non riesco a postare il mio commento. Come mai? Vedi tu. Lo incollo qui di seguito...

Amici compatrioti, mentre mi compiaccio per l'elezione "bulgara" di Fiore Marro cui ho personalmente contribuito, dalle chiare note esposte dal Segretario Nazionale riconfermato plebiscitariamente, si evince con chiarezza un aspetto importante e determinante, per i nostri futuri obiettivi. A prescindere dal nostro sostegno ad un partito, quello dell'MPA, riunito - peraltro attorno ai CDS, mi sorge spontaneo un pensiero che qui voglio ribadire proprio in funzione di una nuova, prossima iniziativa culturale. Noi Duosiciliani che ci siamo resi conto che dovevamo riprenderci la nostra dignità in primis, non siamo un partito: "Siamo ( ed é chiaro), una Nazione".
La Nazione delle Duesicilie!
m.se Mario Moccia di Montemalo

venerdì 10 ottobre 2008

AUMENTERANNO I MORTI SUL LAVORO

“Se ne dicon di parole”, recita il testo di una canzone e tante ne stiamo ascoltando noi comuni mortali sulla crisi finanziaria che sta mietendo vittime illustri in mezzo mondo.

Per strada si può ascoltare gente che ha paura per i pochi risparmi che ha accumulato in banca, altri che si disperano perché il datore di lavoro minaccia licenziamenti per mancanza di commesse, addirittura si rispolverano vecchie frasi tipo “addà passa a nuttata”, il salumiere che diventa economista dichiarando ai propri clienti che la crisi durerà uno, forse due anni.

Negli ultimi periodi l’argomento crisi ha monopolizzato l’attenzione di tutti noi, rendendoci spettatori e vittime finali di un dramma scritto dalle persone più incapaci del globo.

Senza entrare nel merito del cosa ha portato la più grande potenza economica del mondo a distruggere l’economia globale, e del perché i governatori ed i banchieri delle superpotenze usano la politica di premiare i colpevoli, è meglio concentrare l’attenzione su quello che più interessa la nostra vita, i risvolti riguardanti la nostra quotidianità.

L’economia mondiale sta viaggiando ormai sulla difensiva, di conseguenza incrementeranno le vendite in blocco di società/azioni cercando in questo modo di rimediare agli enormi dissesti finanziari, questo comporterà irrimediabilmente ad una riduzione degli investimenti nella produzione globale.

Verranno privilegiati i clienti VIP delle banche (o dei governatori) selezionando e centellinando le esigue risorse a disposizione dell’alta finanza.

Il rallentamento dell’economia, come accennato prima, comporterà una riduzione di investimenti nel settore produttivo, fonte su cui si basano le maggiori potenze europee, per logica conseguenza le grandi fabbriche dovranno ridurre i costi fissi e superflui.

Cresceranno, quindi le joint venture con aziende con sede in paesi che godono di manovalanza a basso costo, sistema già largamente usato dalle maggiori aziende italiane (fiat, chicco, findus, ecc.); se questa è una delle soluzioni per garantire la continuità di una marca, rappresenterà sicuramente la fine di molte fabbriche site nell’area G8.

Nel caso in cui la produzione non può essere delocalizzata in nazioni low cost, come per esempio nel settore costruzioni, la riduzione dei costi porterà a nel migliore dei casi a licenziamenti in massa.

Perché questo è il migliore dei casi?

Esaminiamo l’esempio di una società di costruzioni navali che acquisisce una commessa per la costruzione di una nave-traghetto.

La concorrenza con i cantieri cinesi (a cui si rivolgono molti armatori italiani) porterà la nostra industria di costruzioni navali a ridurre il prezzo finale del prodotto.

Considerando che il ricavo dell’industria navale serve a garantire l’esistenza della stessa, la società cercherà di non modificare la sua percentuale rispetto al prezzo finale del prodotto;

Considerando altresì che la costruzione del prodotto viene effettuata per il 70% da ditte subappaltatrici dell’indotto, che saranno costrette, per non scomparire, ad accettare un subappalto con prezzi a base di gara ridotti;

si ricava che la ditta subappaltatrice dovrà garantire la stessa forza lavoro per consegnare nei tempi previsti il lavoro affidatogli, cercando di tagliare i costi superflui.

Tali costi che non possono essere identificati nell’acquisto delle materie prime e di consumo occorrenti alla realizzazione del prodotto subappaltato, ricadranno in tutti quei costi che non sono necessariamente legati al sistema produttivo della ditta.

Quali sono i costi non strettamente legati alla produzione di un bene?

Il controllo della produzione e della qualità, (biglietto da visita del made in italy), ma prima di tutti verranno ridotti le somme di denaro che le ditte investono (solo perché obbligate dalla legge) nella sicurezza dei lavoratori.

Quindi se per l’operaio la migliore delle ipotesi era il licenziamento, la peggiore sarà quella di morire sul posto di lavoro.

La crisi economica mondiale, porterà sicuramente (speriamo che mi sbaglio) ad un aumento delle stragi sul lavoro, conseguenza dei tagli dei costi di produzione.

Nello Esposito

mercoledì 8 ottobre 2008

1° Congresso Nazionale Comitati Due Sicilie - resoconto

Di Fiore Marro

Segretario nazionale Comitati Due Sicilie

Caserta 7 ottobre 2008

Quello che mi preme far innanzi tutto presente in queste note, è il doveroso ringraziamento a chi ci ha preceduto ed aperto il solco della riscoperta identitaria duosiciliana, il mio tributo è indirizzato a Carlo Alianello, a Silvio Vitale, ad Angelo Manna, a Roberto Maria Selvaggi, a Lucio Barone ed ai tanti altri illustri Padri della rinascita napolitana, senza il loro prezioso contributo la giornata del 5 ottobre non sarebbe mai esistita, una citazione d’obbligo invece va a quelle associazioni che ci hanno preceduto e che hanno dato l’input ad un’idea unitaria che oggi è il punto più elevato ed importante dei Comitati Due Sicilie, unità e comunità di intenti sono i canoni senza alcun dubbio che contraddistinguono il nostro movimento, nonostante le diversità ideologiche, nonostante le provenienze sociali, nonostante i distinguo, la forte volontà di dare una svolta alle spettanze ed alle speranze di un Sud migliore e libero ha finalmente fatto in modo che gli aderenti al progetto CDS hanno smesso i panni dell’egocentrismo e dell’individualismo qualora gli appartenevano ponendo invece a disposizione del movimento le loro personali peculiarità, l’aria che si è respirata al congresso era fraterna , nessuna frizione, nessun scatto in avanti, il confronto e la comprensione tra gli aderenti è oramai viatico irrinunciabile per quelli che hanno sposato la causa dei Comitati Due Sicilie. A Caserta il progetto è diventato basamento.

Ciò che si è registrato a Caserta il 5 ottobre e stato l’ennesimo fatto straordinario attorno al progetto Comitati Due Sicilie, così come a Fenestrelle, così come a Pontelandolfo così a Caserta. All’ avvenimento c’era il Popolo che fu del Borbone, le facce, i sorrisi, la speranza, gli uomini della Nazione Due Sicilie innamorati della propria Terra, presenti e pronti a dare di nuovo un apporto alla Patria .

C’era la gente delle Due Sicilie partecipe, i giovani ed i giovanissimi, le famiglie intere, i figli della diaspora meridionale. C’erano i “soldati” al congresso, i militanti,quelli simili agli Eroi di Gaeta, il sangue dei Vinti, la Terra e le lacrime del Sud, erano lì con noi, pochi fronzoli, poche chiacchiere, quel Sud meno subliminale ed “intelligente”a volte poco attento alla forma ed alle virgole ma profondamente fedele alle origini, alla tradizione, al senso di appartenenza duosiciliano,quello fedele e servo della bandiera gigliata.

Il congresso è iniziato con la presenza e l’intervento di ospiti che si sono occupati di diffondere la “Cultura” del Sud che è comunque fonte vitale dove attingere le motivazioni della nostra esistenza, un ringraziamento a tutti i relatori che si sono susseguiti dando un grande contributo al nostro congresso, un ricordo particolare per Andrea Balìa e Gerardo Zampella.

La “politica” è stata ospite del congresso a cominciare con l’intervento del mio personale amico Giuseppe Russo come rappresentante del Comune di S.Nicola La Strada.

L’Mpa , partito che i CDS riconoscono come interlocutore principale, rappresentato da Salvatore Ronghi ed Ovidio Gadola rispettivamente vicepresidente della Regione Campania il primo ed esponente di punta del movimento di Lombardo per la Provincia di Caserta il secondo, sono stati gli ospiti graditi del popolo dei Comitati Due Sicilie.

L’invito a partecipare attivamente alla politica dell’Mpa è stato il motivo dominante dell’intervento dei due esponenti del partito di Lombardo. Apprezzato dai più le esternazioni di Salvatore Ronghi. Il nostro movimento ha ricevuto tra l’altro un’altra certificazione, dopo l’invito avuto per partecipare alla festa dell’Mpa , cioè la considerazione della nostra crescita e della riconosciuta esistenza del nostro movimento e del forte interesse del partito dell’Autonomie verso la nostra realtà che non può che essere motivo di orgoglio per i soci del nostro gruppo nato soli otto mesi fa.

Saremo vicini al Movimento per le Autonomie nel momento in cui le nostre proposte saranno onorate. I CDS identificano in ogni caso l’Mpa l’unico interlocutore partitico del cosmo politico.

Questo del percorso politico però non deve essere il solo motivo della nostra realtà associativa, noi dobbiamo proseguire il cammino su molti altri binari. Crescere e moltiplicare il movimento, perseguire l’indottrinamento identitario, diventare sempre di più una vera comunità, attraverso il continuo scambio di idee, progetti e stima tra i componenti della nostra lega.

Riaffermando così tra l’altro il concetto che il nostro movimento non è un partito .

Gli iscritti al congresso hanno votato ed espresso le loro preferenze, cosa assolutamente nuova per quel che concerne l’associazionismo meridionalista, per i dirigenti che dovranno assumere l’onere e l’onore per i prossimi tre anni di condurre il movimento verso nuove mete.

I lavori sono stati condotti da Mauro Giaquinto coordinatore CDS Caserta presidente di giornata del congresso che è stato affiancato da Nello Esposito del Comitato Due Sicilie Castellammare di Stabia e da Luigi Costantino della sezione Emilia, responsabile dello scrutinio scelto per l’occasione è stato Massimo Cuofano coordinatore dei CDS Nocera che ha avuto come collaboratori i giovani esponenti del sodalizio Stefano Lo Passo della sezione di Napoli e Angelo D’Ambra responsabile CDS per il Comprensorio Nolano.

Giuseppe Vozza è stato eletto presidente nazionale, Luca Longo della sezione romana e Davide Cristaldi dei CDS Sicilia sono stati scelti come vicepresidenti, Nicola Casale e Fiore Marro della divisione casertana sono stati selezionati come tesoriere e segretario nazionale, come presidente e consiglieri dei probiviri hanno avuto la preferenza dai soci Pietro Matrisciano CDS Caserta come presidente, i due consiglieri che l’affiancheranno saranno Emilio Zangari segretario del Comitato Due Sicilie Lombardia ed Ezio Spina coordinatore CDS Puglia.

Sento il dovere di un ringraziamento a tutti i votanti del congresso per l’elezione “bulgara” che i soci hanno pronunciato verso la mia persona per l’incarico di segretario nazionale.

Un nuovo importante passo dunque è stato compiuto, un altro contributo per la crescita comunitaria del circolo, un momento assolutamente indispensabile per proseguire il difficile cammino verso la meta per la liberazione delle Due Sicilie.

Per terminare alcune indicazioni, citazioni e riconoscenze nei confronti di alcuni Compatrioti presenti al congresso. Una stretta di mano ed un abbraccio caloroso agli amici di sempre, nonché soci, presenti al congresso: Nicola Catanese,Mario Bellotti, Bruno Adinolfi, Nicola D’Auria, Cosimo de Gioia, Raffaele De Lillo, Carmine Posillipo, Antonio Riccio,Edoardo Spagnuolo, Lorenzo Milito, Gennaro Cesarano, Antonio Ondino,Diana Damiano,Emilio Barretta, Italo Valente, Felice Simonelli ed ai nuovi soci conosciuti al raduno a partire da Rosario Brancato ad Antonio Pasquino, Giuseppe Ciaravolo, Franco Frascani, Luigi Di Bello, Bruno Palombo.

Da rammentare il bellissimo messaggio giunto al congresso dai Compatrioti dall’Australia e il saluto di Giuseppe Simonetta della sezione Caserta.

Un ringraziamento inoltre ai tanti amici ed ospiti venuti a seguire i lavori del nostro primo congresso nazionale.

Un doveroso riconoscimento alla stoicità di Giulio Larosa coordinatore CDS Abruzzo che per esserci e votare è arrivato da Pescara per poi ripartire subito dopo avere compiuto il suo dovere.

Un atto di benevolenza alle famiglie Graniello, Dentice, Longobardi, Esposito, Palmulli, Longo e Musone che hanno dato l’idea di ciò che deve essere il progetto CDS e cioè non un associazione ma una vera Comunitas, ai Compatrioti della Terza Sicilia venuti dalla Lombardia capitanati dal presidente Mario Bellotti, dalla Toscana con il in testa il coordinatore regionale Bruno Mabilia e dall’Emilia con il capo delegazione Marco Fortunato un tributo d’onore per avere ribadito che per amore della Causa si affrontano grandi sacrifici che diventano poi esempio per dare ancora più forza al resto del movimento, ai giovani Angelo Barattolo e Davide Esposito venuti da Capri, al carissimo Alfonso Vellucci dalla provincia di Frosinone, a Vincenzo Spina dalla Puglia,Andrea Mabilia dalla Toscana Carlo D’Auria di Caserta, Davide Torre da Napoli.

Chiedo venia se ho dimenticato qualcuno.

Un grande atto di ossequio ed un caloroso fraterno abbraccio al mio carissimo amico Pasquale Pollio che nonostante la sconvolgente perdita del suocero ha voluto in ogni caso essere presente all’apertura dei lavori, un tributo a lui per avere confermato il forte senso di appartenenza ai CDS.

Che il santo protettore dei Borbonici ci illumini.

Forza e onore

Fiore Marro

Segretario Nazionale

Comitati Due Sicilie.

martedì 7 ottobre 2008

INSISTO, QUINDI SONO

Esimio On. VOZZA,
Sindaco di Castellammare di Stabia
mi onoro di scriverLa, incentivato dalla sua dimostrazione di partecipazione ed apertura alle opinioni dei suoi concittadini.
In riferimento alle mie precedenti lettere, non voglio essere confuso con un nostalgico borbonico, in quanto non posso limitare l’amore per la mia terra esclusivamente ad un determinato periodo per quanto bello possa essere stato.
Io amo la mia terra per quello che è per me oggi e quello che ha rappresentato per il mondo intero negli anni passati.
Ho visto tante persone lasciare questo paese per trovare lavoro in terre lontane, ed è triste vederle malinconiche ammirare il lungomare durante quelle poche ferie che vengono a trascorrere nel loro paese natale, sono i figli del disagio economico.
Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad una ripresa economica voluta e cercata negli investimenti che hanno portato alla creazione del porto turistico di Stabia, oppure all’interesse mostrato per l’industria termale, ma non può esserci una piena ripresa economica e sociale se prima non si coltiva l’orgoglio di essere stabiesi, e tale orgoglio va alimentato da una RINASCITA CULTURALE, e dalla RISCOPERTA della storia.
Ho avuto modo nel mese di luglio, di richiedere alla direzione del cantiere navale di Castellammare di Stabia il permesso di apporre fuori le mura dello stesso ed a mie spese una targa che celebrasse, GIUSTAMENTE, il fondatore del cantiere navale più antico ed ancora funzionante dell’Europa.
Con non poca sorpresa, la direzione della Fincantieri mi ha risposto che per il bene dei cantieri è giusto portare avanti il nome dell’azienda. (in allegato troverà la risposta a me indirizzata dalla Fincantieri)
Non penso di rappresentare una minaccia per una solida azienda se voglio sottolineare chi ha fondato nella NOSTRA città il cantiere oggi condotto ed affidato alla Fincantieri.
In una Sua lettera (Prot. 8794 del 11/02/2008) che allego, ha dimostrato da buon primo cittadino di conoscere a fondo la storia di Castellammare di Stabia, e la cosa pur essendo normalissima, mi riempie di gioia da una parte, e mi intristisce perché mi chiedevo, quante persone degli oltre 65.000 CITTADINI di Castellammare di Stabia hanno la sua stessa fortuna?
Qual è secondo Lei il rischio che si corre a far sapere ai cittadini un po’ di storia?
Qualcuno prima di Lei (non voglio aprire una polemica sterile verso chi ha dimostrato atteggiamenti servili nei confronti di chi gli ha ucciso i genitori) ha intitolato le principali strade e piazze stabiesi a personaggi che di Castellammare ignoravano perfino l’esistenza, non crede che bisognerebbe dare il giusto tributo, senza cambiamenti radicali, anche a chi ha veramente fatto qualcosa per la NOSTRA città?
Nella Sua lettera, già citata, scriveva “Nel ricostruire la storia dell’edificio (Il palazzo reale di Quisisana) troveremo forme e modi per ricordare correttamente fatti e vicende che videro protagonisti i Borbone a Castellammare” in che modo se mi è consentito, vuole tener fede a queste parole?
Esimio Signor Sindaco, confidando nella Sua capacità di prescindere la politica dalla cultura, Le chiedo di valutare l’ipotesi di poter apporre la targa in memoria a Ferdinando IV (Ferdinando I delle Due Sicilie) nei pressi dei cantieri navali e comunque sul territorio comunale senza intaccare la “proprietà” (?) della Fincantieri.
Castellammare ha negli anni acquistato cittadini, ma sta perdendo il suo popolo, quello che ha lottato e LAVORATO per rendere grande e famosa la città delle acque, sui politici attuali grava la responsabilità di trasformare i cittadini in popolo riempiendo quel vuoto storico programmato dai politici di ieri.


Con Stima
Aniello Esposito