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mercoledì 1 aprile 2009

UNA FEDERAZIONE DEI MOVIMENTI MERIDIONALISTI

Chiunque entra nel mondo dei meridionalisti, o dei duosiciliani, o dei suddisti, vuole spaccare il mondo forte della purezza della sua storia, e della semplicità del messaggio propagandistico che tutti gli abitanti del meridione dovrebbero recepire.
La seconda emozione che prova, è l’assurdità della frammentazione che esiste.
Io personalmente ho più volte invitato all’unità d’azione, con post o con lettere inviate in forma privata, e se i primi hanno avuto consensi dai miei più stretti amici, le seconde sono addirittura state derise dai destinatari, e questo mi ha in più occasioni demotivato, facendo declassare il mio credo ad hobby, mi sono molte volte chiesto perché devo rubare tempo al mio lavoro ed affetti alla mia famiglia?
Cosa mi trattiene in questo mondo? Sono poche e fidate persone, fra cui il gruppo dei Comitati di Castellammare di Stabia, Fiore Marro, ed il direttivo dei Comitati, Orazio Vasta, le lettere di Zitara, ma sopra tutte queste persone, c’è la mia identità, che NON può essere un hobby, e neanche un credo, ma è semplicemente la mia persona.
L’iniziativa UNA FEDERAZIONE DEI MOVIMENTI MERIDIONALISTI, non è una lettera che un semplice appassionato (come me) invia a qualcuno, ma è impreziosita dalle firme poste in calce al documento, Luca Longo (Vicepresidente nazionale dei Comitati due Sicilie, e Emilio Zangari (attivissimo componente della sezione lombarda dei Comitati due Sicilie). In quanti hanno risposto all’invito? Sempre pochi.
Tecnicamente non può essere un iniziativa mirata alla crescita della valenza politica, visto che un ipotetico gruppo formato da tutti i movimenti meridionalisti, politici e non, potrebbe contare su poche migliaia di voti, ma almeno potrebbe toglierci da quella ridicola posizione, che volente o dolente, il popolo meridionale è costretto a vedere quando ci presentiamo, noi, piccoli, frammentati, e opposti gruppetti.
In molti interventi ho sempre anteposto il recupero dell’identità di un popolo, a qualsiasi azione, ed oggi non posso che confermare questa mia tesi.
Nei siti dei meridionalisti, questo tema, specie negli ultimi periodi è passato in secondo piano, sono tutti impegnati a criticare questo o quel movimento per le azioni, tutti pronti ad attaccare chi prova, con i suoi metodi a diffondere la cultura del recupero dell’identità, che NON APPARTIENE A NESSUN GRUPPO, non è di esclusiva proprietà di qualcuno.
Riepilogando, credo che i Comitati due Sicilie, con questa iniziativa hanno aperto una porta, ed invito tutti noi a non chiuderla, ma soprattutto a non perdere più tempo ad aspettare sotto all’uscio che qualcuno arrivi.
Nello Esposito

mercoledì 25 marzo 2009

UNA FEDERAZIONE DEI MOVIMENTI MERIDIONALISTI

(di Zangari Emilio e Longo Luca)

Due Sicilie 24 marzo 2009

Crediamo che tutti i Duosiciliani si stiano accorgendo che, forse, il momento è arrivato.

Serve, al più presto, che tutte le persone che hanno a cuore la terra delle Duesicilie si possano riunire e parlare, per cominciare a trovare una via unitaria da contrapporre alla idratazione e alimentazione forzata a cui le altre forze politiche hanno condannato le Duesicilie.

Il federalismo che vogliamo è quello tra tutti i movimenti, le associazioni, i partiti e chiunque pensi che la misura sia colma.

Facciamo si che questa proposta raggiunga tutti quelli che sia possibile raggiungere, dai movimenti e partiti meridionalisti più conosciuti, a tutte quelle associazioni che hanno a cuore la nostra terra, ma anche ai tanti siti e blog che parlano della nostra terra e che hanno a cuore il suo futuro.

Chi crede che insieme si possa vincere, faccia sentire la propria voce, risponda se è d’accordo oppure no, e con chi è d’accordo organizziamo un incontro, (credo che Gaeta sia il posto ideale) che possa dare il via a quel processo che permetterà di unire le forze Duosiciliane che hanno il solo fine della rinascita dei nostri territori.

UNITI SI VINCE

Zangari Emilio e Longo Luca

Comitati Due Sicilie

http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1576&Itemid=70

martedì 4 novembre 2008

TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO CULTURALE


Questo è il testo della mail inviata al Sindaco di Castellammare di Stabia, in merito alla tutela del patrimonio storico culturale della cittadina stabiese.

Ill.mo Sig. SINDACO

Questa volta Le scrivo per collaborare fattivamente al continuo buon vivere cittadino che Lei sta garantendo con la sua politica.

Non Le chiederò l’ennesima targa da apporre chissà dove, ma una modifica ad un regolamento ritenuto importante per la conservazione della storia di Castellammare di Stabia.

È superfluo ricordare che Castellammare di Stabia ed in suoi illustri concittadini hanno influito su eventi storici di livello mondiale, e la storia si fa in luoghi che noi ben ricordiamo e che le amministrazioni sono tenute a salvaguardare.

Noi abitiamo a Sud, dove il clima benevolo favorisce lo sviluppo e lo svolgimento degli eventi sociali all’aperto, è questo il vantaggio che hanno trovato i molteplici artisti che dipingevano, componevano e scrivevano le loro opere sfruttando le bellezze di Castellammare di Stabia, va ricordato che lungo il viale alberato della villa comunale Luigi Denza (1846 – 1922) fu ispirato e compose la celebre Funiculì,Funicolà.

Molti sono invece gli esercizi commerciali STORICI che hanno donato alla Nostra città momenti di felicità, condivisa con personaggi di alta valenza storica, voglio ricordare l’esempio de IL GRAN CAFFE’ NAPOLI.

Tra gli assidui frequentatori del “bistrot” Spagnuolo ricordiamo personaggi singolari come il principe di Molitemo, il principe di Sant’Antimo, il senatore Guglielmo Acton, il barone Toscano Mandatoriccio, la contessa Coppola, il marchese Pellicano, l’archeologo Giuseppe Cosenza, l’architetto Eugenio Cosenza, il giornalista Michele Salvati, lo scrittore e critico d’arte Piero Girace, il pittore Vincenzo D’Angelo, l’ideatore dei caratteri dell’insegna del Caffè e lo stesso Luigi Denza.
Mentre tra i forestieri illustri si segnalano Eduardo Scarfoglio e Madide Serao, Jane Grey, pseudonimo di delia Pellicano; Enrico De Nicola, Benedetto Croce, Vittoria Aganoor Pompilj,

Ma tutti questi ricordi da chi sono tutelati?

Esiste a Castellammare di Stabia un albo delle attività commerciali storiche? Viene garantito il divieto di trasformazione della destinazione degli esercizi commerciali storici?

Ho dato una veloce lettura al SUAP di Castellammare di Stabia, e non ho trovato traccia di tali accortezze, quindi in un domani, non tanto prossimo, potrei vedere anche il Gran Caffè Napoli trasformato in una BANCA!

E se la politica espansionista delle banche (le ricordo che non esistono banche i cui proprietari siano residenti nel mezzogiorno d’italia) lo riterrà opportuno, nulla potrà vietare di OCCUPARE uno degli ultimi monumenti storici ancora funzionanti della nostra città, ultimo ritrovo della gente per bene di Castellammare che la domenica mattina ama ripercorrere i passi di Raffaele Viviani o di Luigi Denza.

Illustrissimo Onorevole Salvatore Vozza, agisca ora per il bene della sua città prima che gli eventi prendano il sopravvento.

Con stima

Aniello Esposito

lunedì 13 ottobre 2008

Commenti al congresso


al commento sul post del Congresso dei CDS di Enzo Meglio, stabiese:

"Complimenti e auguri ai nuovi eletti!
Noto con piacere un interesse crescente e diffuso in italia e all'estero intorno a questo movimento!
Nello, c'è un modo per conoscere gli obiettivi e le iniziative, a breve e lunga scadenza, programmati dai CDS?"

risponde direttamente il neoeletto segretario nazionale dei Comitati delle Due Sicilie Fiore Marro:

Carissimo Enzo innanzitutto grazie per il tuo interessamento verso i CDS.
Per quel che concerne le nostre azioni future, posso grosso modo farti un elenco temporaneo dei progetti in cantiere.
I CDS di Caserta stanno organizzando una serata teatrale presentando la mia commedia sui Briganti per l’8 novembre. Per fine anno precisamente il 27 dicembre allestiremo una messa in nome dell’ultimo re delle Due Sicilie Francesco II.
Per il 2009 alcune delle nostre iniziative saranno: La presentazione dell’annullo postale dedicato a Ferdinando II nel 150° anno della sua scomparsa, in collaborazione con il Compatriota Guglielmo Di Grezia organizzeremo le convocazioni e l’allestimento della Nazionale delle Due Sicilie che si presenterà ai mondiali di calcio delle nazioni senza Terra del 2010, per settembre ci sarà la prima festa delle Due Sicilie sulla falsa riga della Pontida dei legaioli, politicamente ci stiamo ancora confrontando con l’Mpa per scorgere se sussistono margini per una sinergia alla pari.
Nel frattempo ciò che preme di più è naturalmente ingrossare le fila del reggimento CDS fino a farlo divenire un esercito, per tanto ti invito ad entrare in squadra a te ed a tutti gli innamorati delle Due Sicilie.
Fiore Marro

martedì 7 ottobre 2008

INSISTO, QUINDI SONO

Esimio On. VOZZA,
Sindaco di Castellammare di Stabia
mi onoro di scriverLa, incentivato dalla sua dimostrazione di partecipazione ed apertura alle opinioni dei suoi concittadini.
In riferimento alle mie precedenti lettere, non voglio essere confuso con un nostalgico borbonico, in quanto non posso limitare l’amore per la mia terra esclusivamente ad un determinato periodo per quanto bello possa essere stato.
Io amo la mia terra per quello che è per me oggi e quello che ha rappresentato per il mondo intero negli anni passati.
Ho visto tante persone lasciare questo paese per trovare lavoro in terre lontane, ed è triste vederle malinconiche ammirare il lungomare durante quelle poche ferie che vengono a trascorrere nel loro paese natale, sono i figli del disagio economico.
Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad una ripresa economica voluta e cercata negli investimenti che hanno portato alla creazione del porto turistico di Stabia, oppure all’interesse mostrato per l’industria termale, ma non può esserci una piena ripresa economica e sociale se prima non si coltiva l’orgoglio di essere stabiesi, e tale orgoglio va alimentato da una RINASCITA CULTURALE, e dalla RISCOPERTA della storia.
Ho avuto modo nel mese di luglio, di richiedere alla direzione del cantiere navale di Castellammare di Stabia il permesso di apporre fuori le mura dello stesso ed a mie spese una targa che celebrasse, GIUSTAMENTE, il fondatore del cantiere navale più antico ed ancora funzionante dell’Europa.
Con non poca sorpresa, la direzione della Fincantieri mi ha risposto che per il bene dei cantieri è giusto portare avanti il nome dell’azienda. (in allegato troverà la risposta a me indirizzata dalla Fincantieri)
Non penso di rappresentare una minaccia per una solida azienda se voglio sottolineare chi ha fondato nella NOSTRA città il cantiere oggi condotto ed affidato alla Fincantieri.
In una Sua lettera (Prot. 8794 del 11/02/2008) che allego, ha dimostrato da buon primo cittadino di conoscere a fondo la storia di Castellammare di Stabia, e la cosa pur essendo normalissima, mi riempie di gioia da una parte, e mi intristisce perché mi chiedevo, quante persone degli oltre 65.000 CITTADINI di Castellammare di Stabia hanno la sua stessa fortuna?
Qual è secondo Lei il rischio che si corre a far sapere ai cittadini un po’ di storia?
Qualcuno prima di Lei (non voglio aprire una polemica sterile verso chi ha dimostrato atteggiamenti servili nei confronti di chi gli ha ucciso i genitori) ha intitolato le principali strade e piazze stabiesi a personaggi che di Castellammare ignoravano perfino l’esistenza, non crede che bisognerebbe dare il giusto tributo, senza cambiamenti radicali, anche a chi ha veramente fatto qualcosa per la NOSTRA città?
Nella Sua lettera, già citata, scriveva “Nel ricostruire la storia dell’edificio (Il palazzo reale di Quisisana) troveremo forme e modi per ricordare correttamente fatti e vicende che videro protagonisti i Borbone a Castellammare” in che modo se mi è consentito, vuole tener fede a queste parole?
Esimio Signor Sindaco, confidando nella Sua capacità di prescindere la politica dalla cultura, Le chiedo di valutare l’ipotesi di poter apporre la targa in memoria a Ferdinando IV (Ferdinando I delle Due Sicilie) nei pressi dei cantieri navali e comunque sul territorio comunale senza intaccare la “proprietà” (?) della Fincantieri.
Castellammare ha negli anni acquistato cittadini, ma sta perdendo il suo popolo, quello che ha lottato e LAVORATO per rendere grande e famosa la città delle acque, sui politici attuali grava la responsabilità di trasformare i cittadini in popolo riempiendo quel vuoto storico programmato dai politici di ieri.


Con Stima
Aniello Esposito

martedì 9 settembre 2008

c.a. Ill.mo Signor Ministro Sandro Bondi - reggia di Caserta - denuncia

Ricevo e pubblico da Mario Moccia

Ill.mo signor Ministro, Conoscendo il suo percorso di studi, non credo mi necessiti tediarla spiegandole che cos'é la Reggia di Caserta, non solo per noi italiani, ma - come sostiene l'U.N.E.S.C.O., per tutta l'umanità. La presente é solo per renderla edotta di una situazione assurda, quanto disdicevole. Ma più che altro, assurda - quasi kafkiana. Io vivo a Portogruaro/VE, e recentemente sono venuti a farmi visita dei parenti dal Venezuela; e con loro - famiglia ormai allargata - alle nuove generazioni, siamo andati nel nostro Sud, a Benevento, a trovare una nostra parente. Là vicino, c'é Caserta, e uno di questi parenti venezuelani che sosteneva con le nuove generazioni che la nostra reggia era più bella di quella di Versailles; la piccola dissertazione, mi induceva a rompere gli indugi accompagnando tutti loro a visitare la Reggia. Non l'avessi mai fatto, o forse é meglio che io lo abbia fatto. Dacché uno spettacolo a dir poco indecente si presentava ai nostri occhi. Le stradine laterali al grande viale che porta alla Reggia, erano cosparse di immondizia, e le erbacce avevano preso il sopravvento sulle splendide piante, soffocandole. Ma quest'incuria era niente in confronto a quanto avvenuto dopo, quando giunti nei pressi del Palazzo vero e proprio, davanti a questo c'erano una miriade di posteggiatori di varie nazionalità, che vendevano le loro povere merci. Qualcuno più audace, si era portato ad occupare gli spazi più in prossimità dell'ingresso principale, scuscitando a questo punto il mio disappunto di italiano da un lato, ma di duosiciliano più fortemente, dall'altro. Essendo io anche emiplegico a seguito di un ictus, mi rivolgevo ( come giusto), ai guardiani, ai quali con cortese, ma fermo disappunto, facevo notare lo sconcio chiedendo perché non li cacciassero via. E perché la soprintendenza non si occupasse di far curare meglio giardini e pulizia. Questi come se io fossi un marziano, mi rispondevano anche con arroganza e cattiva educazione che non era compito loro pensare ai venditori ambulanti, e che mi rivolgessi ai vigili urnani. Cosa che facevo, tralasciando la visita alla Reggia. Ma qui subentra Kafka. Questi, allargando le braccia, mi rispondevano che non era compito loro, mentre mi sarei dovuto rivolgere ai guardiani che pure erano pagati per questo. Dimenticandosi che loro appartenevano alla stessa municipalità della città che ha l'alto onore di ospitare il gioiello vanvitelliano. Se non fossi sotto controllo farmacologico ( pastiglie per la pressione alta), mi avrebbero causato un altro ictus; E se fossi stato sano come alcuni anni fa, avremmo avuto un sacco di problemi tutti quanti.: "alcuni di loro in ospedale ( sono ancora fortissimo), ed io in galera! Perché neppure Giobbe si sarebbe potuto trattenere con tutta la sua mitica pazienza; e sfido chiunque a non pensare di aver dovuto agire picchiando selvaggiamente quello stuolo di nullafacenti imbecilli, mangiapane a tradimento! Insomma, Egregio signor ministro, ringrazio il mio ictus per come si é conclusa la cosa. E per la mia educazione e cultura che mi ha fatto tenere a freno la lingua. Ricordo solo di aver sussurrato tra i denti a mo' di commiato un "mangiapane a tradimento"! Ma non ho ottenuto nulla. Ora, illustre signor ministro rientrando la Reggia di Caserta nelle sue competenze, potrebbe far valere la sua autorità inviando un'ispezione alla stessa reggia, segnatamente all'effettivo interresse e lavoro svolto dalla soprintendenza rimuovendo quegli altri nullafacenti? E giacché c'é, perché non informa il suo primo ministro per far rimuovere il signor Sindaco che forse non sa neppure chi era il Vanvitelli? Perché secondo me non si può fare sindaco gentaglia che non é affatto vero avere i numeri per fare il "primo cittadino" primo tra chi, tra gli asini? Insomma, Illustre signore che invece ha perfettamente inteso lo spirito di questa mia denuncia, Via la soprintendenza, via il Sindaco e che si faccia vivere la Reggia di Caserta perché l'Umanità ne possa godere nei secoli a venire! Con tutta la stima unitamente ai miei migliori auguri per il Governo di cui fa parte, Contando sul suo autorevole intervento, porgo i miei più distinti saluti.
MarioMoccia di Montemalo
responsabile Comitati Duesicilie Triveneto e Trentino A.A.

sabato 6 settembre 2008

GRAZIE CAVALIERE!

(Cavaliere Dott. Salemi Giovanni)
Dott.Salemi Giovanni
ast-cst@fincantieri.it
ccgeom.esposito@gmail.com,
comitato@legittimisti.it
data5 settembre 2008 18.14
oggettoReali Cantieri Navali di C/mare di Stabia






Ho letto la lettera da Voi scritta al geom.Esposito in risposta alla sua proposta-richiesta di affiggere all'esterno del Vostro Stabilimento,già Reali Cantieri Navali,una targa di ricordo della fondazione dello stesso.
Tale operazione non porterebbe certo a sminuire il valore dello Stabilimento allo stato attuale,nè metterebbe in discussione tutte le opere in esso realizzate,e sono molte ed importanti per la storia navale dell'Italia .
La targa,ripeto,avrebbe la sola funzione di ricordare la fondazione e la paternità dello stabilimento ,dando a tutti la possibilità di conoscere quello che fu in altro dei tanti primati di quel Sud libero ed indipendente,precedente all'occupazione savoiarda-liberale,dal prestigioso nome di Regno delle Due Sicilie .
In ultimo : la firma della lettera è inintelligibile e resta la
curiosità di sapere se trattasi di cognome meridionale ,cosa che spero ardentemente non sia.
Distinti saluti Giovanni Salemi

giovedì 14 agosto 2008

PEZZENTI ARRICCHITI


Immaginate di possedere una storia (non ci vuole poi tanto), ora immaginate di essere vittime del furto della vostra storia, i vostri beni e la vostra dignità (anche per questo lo sforzo è minimo) poi quando per vostra riacquistata dignità cercate di divulgare la verità sulla vostra storia, qualcuno, il ladro, vi dice non è il caso di rivangare cose del passato, è meglio associare le grandiosità delle opere che oggi si vedono al mio nome.
Oggi non ho altre parole per descrivere questa lettera che ho ricevuto dalla Fincantieri di Castellammare di Stabia in risposta alla mia richiesta di apposizione di una lapide commemorativa intitolata a Ferdinando IV di Borbone nei pressi dell'ingresso del Real Cantiere Navale di Castellammare di Stabia (oggi fincantieri, i pezzenti arricchiti)
Nello Esposito

martedì 5 agosto 2008

SENTENZA TMO

Ricevo e pubblico copia della sentenza relativa alle frequenze utilizzate dalla TMO (telestreet duosiciliana)

domenica 3 agosto 2008

UNITARISMO OSSESSIVO

Onore ad Enzo Sindoni, che con una martellata ha attirato su di se, ma soprattutto sul nome di Garibaldi, le attenzioni delle cronache nazionali ed estere.
Il TIMES ha pubblicato un filosabuado articolo sulla ormai celebre martellata con cui il sindaco di Capo d'Orlando ha demolito il mito ed il nome della piazza dedicata al mercenario dei due mondi.
Ma tutta questa attenzione ha risvegliato le cellule dormienti dell'UNITARISMO OSSESSIVO.
Francesco Renda storico “cerchiobottista” che vive a Palermo si è detto sconcertato per l'avvenimento ma ha dichiarato “...Dobbiamo rivedere la storia, parlarne, discuterne, ma senza colpi ai nomi in luogo pubblico”
Mentre Vincenzo Consolo (palermitano che vive a Milano quindi lontano dalla sua gente) “il movimento antigaribaldi è ignorante ed osceno”
Ma a questi si aggiunge il folcloristico Vittorio Sgarbi, quello che una volta era il viceministro della cultura ed oggi sindaco di Salemi (Sicilia), che addirittura rispolvera e riposiziona la targa garibaldina della proclamazione della sua città a capitale d'italia, (simbolo dell'operetta di quei tempi), ribadendo che la storia non si mette in discussione, e questa operazione vuole ribadire i valori risorgimentali. Concludendo con un “La storia non si cancella”.
Tutte queste sceneggiate, Giuseppe Sciano, in passato, così le definisce “...continuano ad essere squallide retoriche ripetizioni della falsità dell'agiografia risorgimentale, senza alcun rispetto per la verità e per lo svolgimento dei fatti. Il tutto all'insegna del complesso di inferiorità (politico, mentale e psicologico) e dell'alienazione culturale. È la SINDROME DI STOCCOLMA.”
Ma la parola Risorgimento, vuole indicare risorgere da qualcosa che storicamente e culturalmente non è MAI esistito, pertanto non comprendo i commenti di tutti questi INTELLETTUALI, che oggi come 148 anni fa leccano i piedi al potere prepotente della nuova nazione nata senza identità, senza storia, senza cultura, sulla pelle e sul sangue di un popolo pacifico, i duosiciliani.
Risorgere si associa ad una immagine ascendente, mentre dopo 148 anni dal sabaudo risorgimento, le Due Sicilie sono caduti nel baratro della fame, della miseria e del degrado culturale figli della mentalità cavuriana e della propotenza garibaldina.
La prepotenza di chi oggi, rivestendo un ruolo ed una immagine di rilievo mediatico, impera sulla gente dichiarando IL RISORGIMENTO NON SI DISCUTE.
No onorevole Sgarbi la storia non si cancella, nessuno vuole cancellarla, anche perchè sarà difficile cancellare dal nostro animo il dolore che hanno provato i nostri avi, vinti da macellai che per nascondere il sangue dei briganti indossavano la camicia rossa.
La storia ha voluto che nelle nostre città non ci fossero piazze dedicate a Adolf Hitler, così come a New York non esiste Geronimo's avenue o Toro Seduto Square, la storia viene scritta e divulgata dai vincitori, ma in tutte le nazioni ed in tutti i tempi, giungono i giorni della detronizzazione e decapitazione delle statue dalle piazze.
Nello Esposito
CDS Castellammare di Stabia
http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com

giovedì 24 luglio 2008

UNA TARGA PER FAVORE?

Questa è la lettera che ho spedito il 18 luglio scorso a...

Geom.Esposito Aniello


Castellammare di Stabia, 18/07/08

Spett.le FINCANTIERI SpA
Stabilimento di C/mare di Stabia
Piazzale Amendola, 5
80053 Castellammare di Stabia (NA)

fax 081 871 44 03


C.A. Direttore Stabilimento


Ill.mo Signor SINDACO
di Castellammare di Stabia
On. Salvatore VOZZA
e-mail sindaco@comune.castellammare-di-stabia.napoli.it



Ill.mo Signor Vicesindaco
di Castellammare di Stabia
Dott. Nicola CORRADO

e-mail ass-trasparenza@comune.castellammare-di-stabia.napoli.it


Ill.mo Signor Assessore alla Cultura
di Castellammare di Stabia
Dott. Massimo DE ANGELIS

e-mail ass-cultura@comune.castellammare-di-stabia.napoli.it



Illustrissimi,
Vi scrivo per una "questione" che sta a cuore a molte persone.
Tante cose sono state fatte in questa città da Persone che oggi in molti hanno dimenticato. Oggi sono convinto del fatto che mostrare ai tanti la loro provenienza e ricordare chi in passato ha creato un opera che oggi è al servizio della comunità e da lavoro a migliaia di persone, sia un modo come tanti di risvegliare l'orgoglio di appartenere ad una "squadra", che ieri oggi e domani, è stata e sarà la punta di diamante della cantieristica navale europea.
È per me un triste passaggio, quello che ogni giorno percorro davanti all'ingresso dei cantieri navali di Castellammare di Stabia. La targa Fincantieri, per quanto la rispetti e ringrazio per tutto quello che ha fatto per la mia città, non rende un giusto tributo alla Storia dei cantieri che si onorano della Sua direzione.
Il passaggio è triste, perché l’assenza di una targa, o di una lapide non restituisce a Re Ferdinando IV la gratitudine, che a prescindere dagli orientamenti politici, noi tutti gli dobbiamo.
Non voglio rubarVi tanto prezioso tempo, pertanto vengo al dunque.
Vi voglio chiedere, sicuro di poter contare sul giusto equilibrio fra la Vostra cultura e la responsabilità che le cariche come le vostre rivestono, il permesso di apporre, nei pressi dell'ingresso principale del Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, un Lapide marmorea che celebri, giustamente, l'opera realizzata nel 1783 da Ferdinando IV di Borbone.
Naturalmente tutti gli oneri derivanti dalla richiesta dei permessi occorrenti, e dalla fornitura e posa in opera della lapide stessa, saranno a mio personale carico.
Restando a Vostra disposizione per tutti i chiarimenti necessari, e sicuro di un interessamento per quanto giustamente richiesto, distintamente saluto.
Geom. Aniello Esposito
geom.esposito@gmail.com
cell. 329 41 38 423

mercoledì 23 luglio 2008

PONTELANDOLFO 14 AGOSTO 2008

Ricevo e pubblico, condividendo da Ferdinando MALLAMACI
Caro Fiore,

mi rattrista constatare che in Meridione vi sia ancora chi, più realista del re, si atteggia a più piemontesista degli stessi Piemontesi contemporanei.

Nella Fortezza di Fenestrelle, in Provincia di Torino, i Piemontesi di oggi hanno dimostrato di avere maturato una coscienza civile sicuramente migliore di quella del passato; ciò è stato attestato con fatti concreti ed onorevoli:
1°) ci hanno consentito di affiggere una lapide commemorativa dei Soldati Duosiciliani, tra cui tantissimi Napoletani, prigionieri nel 1861 e morti nella Fortezza di Fenestrelle;
2°) hanno preso l'iniziativa, a loro spese, di riparare perfettamente la lapide pervenuta loro inopinatamente spezzata;
3°) si sono incaricati di affiggere la nostra lapide duosiciliana e specificatamente napoletana nel punto più visibile della Piazza d'Armi della Fortezza di Fenestrelle;
4°) hanno schierato due Reparti Storici Piemontesi a fare il presentat'arm in onore dei nostri Morti Duosiciliani al passare dei Soldati Napoletani del 1° Reggimento Reale che portavano una corona votiva durante la cerimonia dello scoprimento e benedizione della lapide commemorativa.
5°) hanno dato prova complessiva di accoglienza ed ospitalità tale da far sperare perfino in una Italia nuova e migliore.

Chi, a Pontelandolfo, si oppone alla giusta memoria ed alla riparazione di un doloroso ed iniquo passato, che pesa ancor oggi negativamente sul destino di tanti Meridionali, credo che non solo pecchi di insensibilità, ma, inconsapevolmente, si ponga anche idealmente e concretamente in consonanza e continuità del nefando comportamento di coloro che nel 1861 incendiarono, distrussero il paese, uccisero e straziarono gli abitanti.

A questi strenui e disperati ultimi difensori del fallimento risorgimentale italiano, ritengo vada detto che, a presente, è più saggio per loro trarre esempio dagli odierni civili ed ospitali Piemontesi che, dopo quasi centocinquanta anni da quei tragici fatti, ci hanno accolto col nuovo e fraterno spirito che ha preso corpo il 6 luglio 2008 nella Fortezza di Fenestrelle; e vada anche loro detto che dovrebbero prendere coscienza che è assolutamente assurdo ed insensato difendere acriticamente il passato selvaggio comportamento dei soldati invasori di centocinquanta anni fa.

Invece in Piemonte tutti sapevano bene, fin dal primo nostro incontro, che la Lapide, che noi volevamo apporre proprio nel cuore della Fortezza di Fenestrelle, era da noi voluta appunto per non dimenticare, ma anzi per sottolineare la durissima e dolorosisssima lezione storica subita da tutto il Sud d'Italia nel 1861.

Infatti alle Autorità Piemontesi era ben chiaro fin dall'inizio che noi volevamo ricordare proprio i Prigionieri del 1861: quelli che traditi dai loro stati maggiori, mal guidati dai loro capi supremi, poco coscienti della ferocia e determinazione dei loro nemici, in massima parte si erano illusi sulla clemenza e generosità dei vincitori; e fino all'ultimo non immaginavano e non volevano credere che invece sarebbero stati tutti crudelmente uccisi, proprio per stroncare, con loro, il nucleo vitale, fiero e resistente della Nazione del Regno delle Due Sicilie.

Fin dal principio, i nostri ospitanti, hanno ben capito che a Fenestrelle, noi volevamo onorare proprio quei Soldati eroici che affrontarono coscientemente una terribile morte piuttosto che sottostare al disonore del venir meno alla parola data, alla vergogna del tradimento del loro giuramento, al dolore della violazione della loro fedeltà a quello che loro sentivano come il loro vero Re.

Da più di cent'anni, a Fenestrelle, a Torino e in Piemonte, tutti sapevano che un giorno noi saremmo venuti a commemorare i Giovani e Forti delle Due Sicilie che, nel fiore degli anni, orgogliosi ed irriducibili, preferirono affrontare fino in fondo il martirio ed il sacrificio estremo, piuttosto che accettare di vedere se stessi, il Popolo Napoletano e la loro antica Patria delle Due Sicilie, sopravvivere come "schiavi di Roma" senza Indipendenza e senza Libertà e non più padroni del proprio destino, come in effetti fu da allora in poi fino alla attuale decadenza e sfascio di Napoli e del Meridione tra le immondizie dei nostri giorni.

Credo che anche questa sia una nuova e importante lezione presente che ci viene impartita dal Piemonte e che è da apprendere bene: chiunque di noi, nato a Sud, dovrebbe vergognarsi profondamente di essere ancora una volta nella storia... da meno di questi gentilissimi Piemontesi contemporanei, nel momento in cui dimostrasse di rispettare se stesso ed i suoi morti meno di quanto lo facciano loro.

E' per questo che noi diciamo che la cosa migliore sarebbe che ... tutti, in tutto il Sud Italia, e tanto più a Pontelandolfo, dovrebbero far tesoro di quanto successo a Fenestrelle il 6 Luglio 2008, e tener ben presente e prendere a modello il grandissimo rispetto avuto da questi Piemontesi contemporanei proprio per noi in quanto Meridionali e proprio per noi in quanto volevamo onorare i nostri Morti Meridionali.

Pertanto, a nome dell'Associazione Due Sicilie di Torino, a tutti coloro che a qualsiasi titolo ed in qualsiasi modo vorranno commemorare i nostri compatrioti caduti a Pontelandolfo in quel terribile 14 agosto del 1861, invio tutta la mia massima solidarietà e tutto il mio sostegno.

Cordiali Saluti

Il Presidente

Duccio Ferdinando MALLAMACI

martedì 22 luglio 2008

Vicino agli occhi...lontano dal cuore

La tranquillità nel vivere la situazione politica nell’ambito nazionale, e di riflesso in quello cittadino si ripercuote sulla programmazione di eventi ed azioni volte al beneficio della popolazione,
La voglia e la paura di tenere ben saldo il potere conquistato con gli espedienti e le furbizie figlie della mentalità sabauda, sono il colpo di grazia per l’impegno che i veri duosiciliani mostrano per una rinascita storico-culturale della Nazione delle Due Sicilie.
Paradossalmente risulta più semplice per noi duosiciliani aprire una breccia nella cocciutaggine storico-propagandistica in terra straniera, dove addirittura una delegazione dell’esercito piemontese è venuto a rendere omaggio ai caduti nel lager sabaudo delle finestrelle in occasione della posa della lapide commemorativa, mentre i nostri connazionali, conterranei, paesani, preferiscono dormire su un cuscino di schede elettorali.
L’eccezione che conferma la regola del “lontano dagli occhi lontano dal cuore” è rappresentata dall’amministrazione di Pontelandolfo, che diversamente dalle decisioni prese nelle lontane terre piemontesi, rende difficile le manifestazioni che i patrioti duosiciliani stanno faticosamente organizzando per il 14 agosto prossimo, per rendere omaggio ai caduti in quella località nel lontano (culturalmente parlando) 1861.
D'altronde anche il sito web istituzionale di Pontelandolfo, nella sezione storia, narra ambiguamente le vicende di quei giorni, parlando dettagliatamente dei soli ammazzamenti attribuiti ai Briganti, […] pagando così con la morte e la distruzione la tanto sospirata Unità d’Italia […]
Al momento sono in corso altre richieste di posa di targhe commemorative, e visto le difficoltà in cui si trovano i politici locali, prevediamo …
Nello Esposito
http/nazionedelleduesicilie.blogspot.com

giovedì 10 luglio 2008

300 GRAMMI DI PITTURA



Ci sono voluti quattro mesi, 5 email, 2 promesse, ma alla fine FATO è riuscito a vincere la sua voglia di "normalità".
Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, è riuscito a comprare 300grammi di pittura gialla e restituire alla cittadina una importante e nevralgica infrastruttura

Morale della favola: stiamo proprio inguaiati

martedì 8 luglio 2008

FRONTE NAZIONALE PARTIGIANI DUESICILIE

ricevo e pubblico da Mario Moccia

FNPDuesicilie

FRONTE NAZIONALE PARTIGIANI DUESICILIE

Le rivoluzioni se nascono dalla cima, sono causate da ciò che vi è di marcio alla cima stessa. Vi siete accorti dopo molti anni che in realta' grandi "eroi", Garibaldi, il "Che", e tanti altri, si sono rivelati solo degli assassini, avidi di potere. Degni compari di chi il potere lo aveva già (Vittorio Emanuele di Savoia), ma, indebitato fino al collo, questo potere voleva mantenere mettendo le mani nelle tasche degli altri ( il Regno delle Due Sicilie), con i suggerimenti di chi il potere lo voleva per se ( Mazzini, i suoi compari massoni, Garibaldi ed altri i cui nomi vi risparmio per amor di sintesi); Per costruire un'Italia unita che unita non è mai stata se non negli interessi (massoni, Politica Mafia, sistema bancario con personaggi squallidi servi di quei poteri... il prof. Prodi, Mario Draghi in testa e alcuni altri che non ci faremo specie di denunciare quando e se dovessero mettersi sulla nostra strada.Ma chi sape leggere, capisce a mme!
Domenica 6 luglio 2008, è accaduto un fatto straordinario che attendevamo da 148 anni, ma più di noi lo attendevano i nostri fratelli e sorelle i fedelissimi soldati borbonici ai quali, grazie all'apposizione di una targa commemorativa ed una commovente messa in latino nella fortezza piemontese di Fenestrelle, abbiamo finalmente dato voce e onore a quei piccoli grandi eroi duosiciliani, gli irriducibili innamorati della Patria Napoletana, i nostri Partigiani e, cosa più importante, liberando le loro anime dalle infami catene che ancora li trattenevano su questa terra che era stata tanto avara con le loro vite. La memoria di quei bravi soldati del Regno che si fecero onore e diedero orgoglio all'esercito borbonico è stata redenta grazie all’impegno dei novelli “briganti” delle Due Sicilie con in testa l’ingegner Ferdinando Mallamaci, sostenuto dall'ardore di tanti compatrioti duosiciliani che ho avuto l'onore di conoscere di persona, per la prima volta, seppure - di molti tra loro conoscevo già il grande e lungimirante impegno a favore di una riconquista della dignità del nostro Popolo. Un nome per tutti, sempre per amor di sintesi, quel Fiore Marro con alcuni dirigenti del movimento dei Comitati Due Sicilie presenti cospicuamente nel tristo sito sabaudo con a capo il segretario nazionale Marro per l'appunto, ed i responsabili delle sezioni CDS Lombardia Mario Bellotti e Emilio Zangari, per la Sicilia Davide Cristaldi, per l'Emilia Marco Fortunato e Luigi Costantino ed il coordinatore di Napoli Pasquale Pollio . Ho parlato ovviamente con tutti della possibilità di meglio coordinare tutte le nostre azioni con il fine di dare un'accelerazione, una svolta pacifica alla nostra rinnovata presa di coscienza, con il fine di riprenderci la nostra dignità attraverso una precisa richiesta al governo italiano di offrire al Sud, non gli spiccioli di ritorno, bensì la possibilità di autodeterminarsi consentendo al nostro territorio ( definito mezzogiorno), i vecchi confini del fu Regno delle Due Sicilie, con la realizzazione di una macroregione con possibilità di legiferare per proprio conto così da poter rilanciare in ambito europeo e mondiale, la nostra economia dovuta alle nostre enormi risorse territoriali e potenzialità di risorse umane tali da poter richiamare in Patria quei 20 e passa milioni di emigrati che sarebbero ben felici di ritornare in un'Italia finalmente unita sul serio, in un Paese, l'Italia, dove il Popolo meridionale sarebbe il vero nuovo volano dell'economia, non solo meridionale, bensì della nazione Italia! Ma parlando con tutti quei magnifici ragazzi, ho captato in loro una sorta di delusione e di stanchezza per l'immane compito cui si sono votati, quando infine vedono che mentre loro remano in una direzione orgogliosa (di orgoglio meridionale), la gran parte dei meridionali sono ancora divisi tra le stupide, dannose ideologie proposte dagli italiani che si combattono a sole finalità di potere; il loro. Quello che consente a quest'Italia di continuare a credere che il "mezzogiorno" non è altro che una colonia da sfruttare ad libitum fino alla morte fisica, non soltanto del popolo, ma dello stesso splendido e ricco territorio. Io, purtoppo, ho un carattere forte e financo dei toni forti e coloriti, tanto che qualcuno - erroneamente ha sostenuto durante una conversazione-dibattito: " ma allora dovremmo poter fare anche come dice Moccia, di prendere le armi..." Ebbene, approfitto di questo mio nuovo pensiero scritto, per chiarire definitivamente che io per principio, aborrisco la violenza e odio le armi arrivando ad odiare (io che amo tutti), persino chi delle armi ne fa uso per sostenere le proprie ragioni che ragioni non possono essere se necessitano dell'uso delle armi, appunto! Perciò, ragazzi, calma e sangue freddo, proprio noi che per nascita abbiamo il sangue caldo. Continuiamo nella nostra lotta attraverso la propaganda, l'acculturamento di un sempre maggior numero di persone che non sanno e ancora non hanno capito che la verità non sta necessariamente dalla parte di chi ha più soldi e che ha elevato il denaro a proprio Dio. Esistono altri valori molto più importanti, come la cultura, e se proprio dobbiamo usare un'arma, ebbene, noi abbiamo l'arma più importante, quella della Conoscenza e della Verità; armi che ci consentiranno di chiedere agli Organismi internazionali, la nostra autodeterminazione! Laddove il governo italiano fosse sordo alle nostre sacrosante richieste, o continuasse ad ignorarci, pensando che tanto prima o poi noi ci arrenderemo nuovamente. Ma sarà proprio questo l'errore che perderà questi politici sfrontati e menefreghisti delle nostre istanze. Intanto, andate per i nostri territori, e dite a tutti che dopo 150 anni, tutti credevano che noi ci saremmo dimenticati di quello che hanno fatto ai nostri fratelli, per l'appunto 150 anni fa, ma così non è stato ed infatti, quando ormai in pochi ce lo aspettavamo, i nostri morti cominciano ad avere un riconoscimento onorevole, Andate a Fenestrelle che oltretutto è un incantevole sito turistico, e vedrete finalmente proprio all'ingresso campeggiare una targa commemorativa dei nostri morti; e sta cominciando a frantumarsi il mito di quello squallido eroe che risponde al nome di Garibaldi per il quale cominciano a crollare le prime targhe toponomastiche, sostituendole con nomi che appartengono alla nostra storia. Se in pochi abbiamo già rosicchiato tanto, figuriamoci se questi pochi diventano ventimilioni... ecco, dite queste cose ai vostri vicini, parenti, amici e sconosciuti, che la smettessero di fare i pappagalli di una becera, deleteria politica all'italiana, deleteria per gli italiani stessi! Dite queste cose, continuate a fondare (e fate fondare circoli ricreativi intitolandoli alle nostre figure di meridionali, illustri o meno e persino i briganti" che briganti non erano ma resistenti o partigiani! E in ogni Paese del Sud, le popolazioni, facessero delle petizioni per fare sostituire la toponomastica risorgimentale con i nomi dei nostri eroi, dei nostri augusti regnanti, con le date della nostra storia più recente e i creativi pizzaioli creassero una pizza in onore della nostra regina Maria Sofia di Baviera, illustre moglie del nostro Re Francesco II e indimenticata eroina di Gaeta! Ecco, facciamo tutte queste piccole cose, tanto per risvegliare quella coscienza che di sicuro non si è mai spenta, in nessun meridionale per quanto arido.
Accussì, 'nu poc 'a vota, 'na 'nitcchie 'o juorno, tutti cominceranno a capire che cosa significa essere "Gente del Sud"! Appartenere al Sud, per non essere più Sud di nessun Nord, MA ESSERE IL SUD! Quando tutto questo sarà stato fatto, forse ( e dico forse), io non ci sarò più per godere un voto compatto per la rinascita della Nazione Duesicilie, ma ci sarete voi più giovani. Ci saranno i miei Figli e nipoti Finalmente dei veri Meridionali che contano qualcosa, nel novero dell'economia e delle Arti mondiali! Una Nazione che a pieno titolo entrerà a far parte del G9. E dicendo "G9", voglio intendere che non dovrà passare troppo tempo. Perchè quel giorno ci vorrò essere anch'io!
Magari morto! ma voglio un funerale con dei musicanti meridionali al ritmo della nostra tarantella e tante nostre bandiere! che garriranno con quello stesso vento che disperderà le mie ceneri sui nostri mari! Anche se oggi vivo al Nord. Infine, ai più bravi tra noi ad organizzare riunioni, invito ad organizzarne una a Roma, in piazza Montecitorio, dove si annida il Parlamento, circondandolo per tutto il perimetro con una catena umana, legato ciascuno di noi con una catena vera, che non possa consentire a nessuno di disperderci. Là, con le nostre bandiere, chiederemo pacificamente ai signori "onorevoli" di votare all'unanimità almeno la nascita della nostra macroregione con ampi poteri legislativi o in alternativa, lasciarci al nostro vero destino. Quello di essere un Popolo libero. Una vera Nazione. LA NAZIONE DELLE DUESICILIE! LA' SI PARRA' LA VETRITA': "O CON NOI O CONTRO DI NOI" SOLO LA' IL MONDO SI ACCORGERA' DI NOI E LE TELEVISIONI NAZIONALI NON POTRANNO PIU' IGNORARCI relegandoci in piccole notiziuole, tanto per darci il solito contentino. Il Popolo delle Due Sicilie, non è Popolo da tarda serata. Noi siamo Popolo da "prime time"! In piazza Montecitorio, non andremo solo per "fare ammuine", ma per parlare con cognizione di causa e per trattare le nostre sacrosante istanze che tutti gli italiani dovranno ascoltare, a cominciare dagli "onorevoli"! Intanto - per favore - dite ai napoletani di fare qualcosa di concreto facendoi sostituire la toponomastica di quel nome infame ( e bugiardo), di "piazza del plebiscito", ripristinando l'antico nome di Largo Palazzo o di Piazza Francesco II; ecco, faciteme stu piacere! Poi, Tutto il Sud si mobiliti per portare a Roma, almeno 50.000 persone e 50.000 bandiere! Se riusciremo a fare questo, saremo degni di ricostruire la Nazione delle Due Sicilie. Altrimenti, lasciamo perdere. Significherà che non è cosa per noi. E che oramai sudditi siamo e sudditi ( disonorati) dovremo restare. Altro che darci tante arie sul nostro grande passato! Certo, un nordista, un lombardo (un certo Manzoni), ma questo non toglie nulla alla sua affermazione letteraria, sosteneva che chi non ha il coraggio non se lo può dare!* Ma io ho sempre creduto che noi meridionali fossimo gente coraggiosa. O non ho mai capito niente nella mia vita!?
Le Rivoluzioni, quelle vere, nascono dal basso, e non devono nascere dalla cima! Quanto al futuro nostro Governo, in un modo davvero democratico ci sceglieremo la nostra classe dirigente. Ed io non voglio essere tra questi! Tanto per essere chiaro!
*Così faceva dire il Manzoni a Don Abbondio nei Promessi Sposi ....
Perciò, come primo atto da fare per tutti coloro che già da tempo operano sotto o una sigla propria o di altri Gruppi quali che siano i programmi più o meno validi, è quella di iscriversi al Movimento operativo FNPD facendo riferimento a questo Movimento politico-culturale con il fine di agire sempre più insieme e non in "ordine sparso" disperdendo le nostre forze, le nostre intelligenze come ad esempio la scelta delle date nell'organizzare delle iniziative come quella straordinaria di Fenestrelle il 6 luglio e l'incontro di Milano, un paio di giorni prima; obiettivamente complicato, per il popolo di meridionali che avrebbe voluto prendere pare ad entrami gli eventi. Perciò ci vuole coordinamento! Dal momento che tutti sappiamo che: "Addò cantano tanti gall, nun fa mai juorn! Scusate il mio napoletano scritto, tornerò a scuola; intendevo dire che: "Dove cantano tanti galli, non fa mai giorno! Ecco, questo era un esempio. Poi vorrei aggiungere che io non sono capace ad usare la rete per inserirvi messaggi e/o fare un sito specifico per FNPD-AUTODETERMINAZIONE. se ci fosse qualcuno più di me in grado di realizzare questo sito, si proponga. Io stesso paghero' i diritti di acquisto dello spazio; TUTTI INSIEME POTREMO SCRIVERCI, DOPO CHE IO MEDESIMO AVRO' VAGLIATO TUTTE LE PROPOSTE. Bene, ora se qualcuno che ha avuto la ventura di leggere, avesse requisiti e coraggio, si faccia avanti che cominciamo ad organizzarci. E ricordate una cosa essenziale voi che siete cristiani; all'inizio era solo, poi furono in 12; Ad oggi sono stati alcuni miliardi, e sono 2.000 anni che se ne parla! E solo non fu soltanto Gesù Cristo. Soli furono Gandhi e Shakyamuni (il Budda); e questi ultimi due non erano ( almeno nell'ufficialità), i figli di Dio. erano solo dei grandi incaricati! Io forse non lo sono. Ma abbiate rispetto - almeno - per il Dubbio! Facimmo coccosa. Concretamente! Che Fenestrelle sia servito anche a questo! E ricordate: "nulla avviene per caso"...

Già ... ma quali sono i limiti del coraggio ?

Cosa significa oggi nel 2007 essere o meno coraggiosi ?
In passato "coraggio" era un termine molto legato al combattere ,
basti pensare ai gesti di coraggio di tutte le guerre , poi nel XX° secolo è diventato anche sinonimo di resistenza passiva , basti pensare a Ghandi ....
Oggi .... lasciando stare i luoghi nel mondo dove ancora si resiste passivamente ( i monaci Birmani ad esempio), o si combatte una guerra .... cosa significa essere coraggiosi ?

Il coraggio per me ha mille volti nelle società odierna ....
Io lo vedo in chi mantiene una famiglia con poco più di 1.200 euro al mese;
In chi continua ad insegnare il rispetto degli altri , dell'ambiente , delle idee altrui;
In chi fa volontariato;
In chi non si lascia schiacciare dalla globalizzazione;
In chi ha emozioni;
In chi crede in qualcosa;
In chi è coerente;
In chi ha passione;
In chi nonostante tutto ancora sogna;
In chi pur avendo il potere non ne approfitta;
In chi pur potendo rubare non ruba;
In chi invece di guardare la TV legge un libro;
In chi nonostante tutto quello che sente ai TG o legge sui giornali ha ancora
la forza di sperare che le cose migliorino.....

Perché per non arrendersi alla piattezza imperante di oggi ci vuole TANTO coraggio !

Mario Moccia di Montemalo ' 0 brigante Normanno!

P.S. ho già iniziato a preparare lo Statuto; potete già contribuire inviandomi il vostro punto di vista su come dev'essere questo Movimento!

www.mariomoccia.com
mariomoccia@gmail.com

FENESTRELLE: PASSATO, PRESENTE, FUTURO:

Ricevo e pubblico da Zangari Emilio

la giornata del 6 luglio 2008 restera’ impressa nella mente di tutti coloro che sanno quello che successe ai nostri soldati, giovanissimi, imprigionati in una fortezza che li uccise, ma non li piego’.

Quando, dopo la salita alle celle, abbiamo potuto vedere dove i nostri soldat i venivano tenuti, credo che tutti abbiamo provato un senso di ammirazione per i nostri giovani e un senso di disprezzo verso chi, solo per la loro fedelta’, li fece morire di stenti e sofferenze.

Scorbuto, polmonite e setticemia, secondo una ricerca condotta dal direttore della fortezza,le maggiori cause di morte tra i nostri soldati.

Ma mentre ascoltavo le parole della messa in onore dei nostri caduti, pensavo a quante Fenestrelle

ci sono state, che non possiamo neanche ricordare.

Pensiamo alle nostre montagne, dove decine di migliaia di patrioti, chiamati col nome di Briganti, morirono per difendere la propria terra invasa in modo vigliacco dai sabaudi.

Pensiamo ai milioni di persone che sono state costrette ad emigrare, cacciati dalla loro terra, e che sono morti lontano dalle loro case , dai luoghi della loro infanzia, dagli amici; morti in miniera, o nelle fabbriche, dimenticati da tutti .

Pensiamo agli uomini, alle donne e ai bambini che vedono la loro vita rovinarsi per i rifiuti tossici scaricati da aziende senza scrupoli e dai loro conniventi.

A quelli che an cora adesso muoiono nelle fabbriche e che ancora adesso devono emigrare da questo che viene chiamato il “bel paese”.

Sono tante le Fenestrelle del passato ,cosi come lo sono quelle del presente, ma ho la certezza che noi possiamo evitare che altre , in futuro, ne nascano.

Non ho e non voglio pretendere di avere la soluzione a questo dramma che dura da 150 anni, ma credo che sia giunto il momento che i briganti non restino divisi in bande, che le persone, tante, convinte di dover mettere la parola fine a questa invasione , capiscano l’importanza di mettere da parte i personalismi, i rancori, le invidie, i risentimenti e le loro giuste certezze per arrivare ad avere la forza di poter incidere e contare, per poter influenzare le decisioni che qualcuno, comunque, prenderà per noi e per la nostra terra; che si capisca che divisi non si potrà ottenere niente.

Il miglior augurio che mi sento di poter fare a tutti i Duosiciliani è quello che non ci siano, mai più, altre Fenestrelle.

Zangari Emilio CDS-Lombardia

lunedì 7 luglio 2008

FENESTRELLE 6 LUGLIO 2008. ONORE AI CADUTI

RIPRENDO DAL SITO HTTP://COMITATIDUESICILIE.ORG, Io aggiungo che il servizio sotto riportato, è andato in onda solo sul TGR PIEMONTE!!! (a buon intenditore poche parole)

"Richiesto replicate più volte dai nemici a servire sotto quella bandiera, rigettai sempre costantemente gli astuti raggiri e gli empi consigli di costoro, esternando a chiare lettere la mia fedeltà al re Francesco fino alla effusione del mio sangue. Fui odiato ed assoggettato a gravi sofferenze, anche per avere sempre più rinvigorito quei prigionieri miei subalterni. Quelle sofferenze per me furono un incredibile consolazione".

In molti si comportarono con valore ed abnegazione, onore ai nostri Padri!

La dove sorge il peggiore dei luoghi dove furono imprigionati i fedelissimi soldati borbonici e vale a dire nella fortezza piemontese di Fenestrelle si è finalmente dato voce e onore a quei piccoli grandi eroi duosiciliani, gli irriducibili innamorati della Patria Napoletana. La memoria di quei bravi soldati del Regno che si fecero onore e diedero orgoglio all'esercito borbonico è stata redenta grazie all’impegno dei novelli “briganti” delle Due Sicilie con in testa l’ingegner Ferdinando Mallamaci e da alcuni dirigenti del movimento dei Comitati Due Sicilie presenti cospicuamente nel tristo sito sabaudo con a capo il segretario nazionale Fiore Marro ed i responsabili delle sezioni CDS Lombardia Mario Bellotti e Emilio Zangari, Sicilia Davide Cristaldi, Emilia Marco Fortunato e Luigi Costantino ed il coordinatore di Napoli Pasquale Pollio .

La storia dei vincitori omette ogni gesto di valore dei vinti,obliandone nomi e azioni. In molti preferirono immolarsi pur di non tradire la Patria, abbiamo in alto voluto riportare come esempio di ciò un passo della lettera del sergente De Federicis prigioniero nelle carceri di Fenestrelle spedita ai suoi parenti. L’affissione della targa commemorativa è stato un momento alto e misto di commozione e orgoglio per il popolo duosiciliano, che ha cercato di dare di nuovo voce ai nostri cari amati Eroi.

http://www.youtube.com/watch?v=UvnUnN_aFpU


venerdì 20 giugno 2008

Vi ricordate il mio post una goccia nel mare di monnezza,

http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com/2008/05/chiarissimo-signor-sindaco-in-questa.html

bene a distanza di un mese mi ha risposto l'assessore all'ambiente di Castellammare di Stabia:

                 CITTA’ DI CASTELLAMMARE DI STABIA
Provincia di Napoli
ASSESSORATO ALL’AMBIENTE
ALLE ACQUE E ALL’AGRICOLTURA
Sede: Via Marchese De Turris n. 16 Ex Palazzo Sant’Anna
Tel.n. (081) 3900222/212
e-mail : ass-ambiente@comune.castellammare-di-stabia.napoli.it

Castellammare 18.06.2008
Gent.mo
Sig.
Nello
Esposito

OGGETTO:
e-mail

Una
goccia
nel
mare
di
mondezza”.

Egregio Sig. Esposito,
la ringrazio vivamente su tutti i suggerimenti che ci ha fornito
dettagliatamente e ritengo che alcune misure da Lei indicate, vadano
attuate in tempi brevi.
La informo altresì, che molte azioni da Lei elencate trovano riscontro nel
piano rifiuti redatto dal Settore Ambiente di concerto con l’Assessorato
all’Ambiente.
Il citato piano è consultabile sul sito del Comune
(www.comune.castellammare-di-stabia.napoli.it ).
Nel ringraziarla nuovamente per l’apporto fornito le porgo cordiali saluti.


Firmato
L’Assessore all’Ambiente

Dr. Raffaele Longobardi

venerdì 30 maggio 2008

COMITATO FENESTRELLE

Ricevo e pubblico dall'amico Mario Moccia

DOPO AUSCHWITZ DOPO DACHAU, MA PRIMA ANCORA FENESTRELLE - UNA MOSTRA-MUSEO PER NON DIMENTICARE

(è quello che chiede un Comitato di meridionalisti appositamente costituitosi per instaurare un Giorno della memoria, ricordo necessario e testimonianza consapevole della più triste pagina del risorgimento italiano visto dall'ottica di un popolo meraviglioso che noi italiani abbiamo avuto la pretesa di voler salvare, ma sul quale abbiamo gettato più fango che petali di rosa).

di Mario Moccia di Montemalo

Da qualche tempo, sulla "rete " Internet, capita di notare un rifiorire di siti e blog meridionalisti, taluni realizzati da esperti ed autorevoli storici come il professor Nicola Zitara, ma anche economisti e politici di questa stessa Repubblica di differenti estrazioni politiche, come il compianto onorevole Angelo Manna o il vivente ed attivissimo assessore gaetino Antonio Ciano e tutti i loro illustri predecessori che si sono occupati della "questione meridionale, come Salvemini, Gramsci e tutti i pensatori, i politici, e gli scienziati sociali che se ne sono occupati attivamente che non hanno mai trascurato la ricerca delle sue radici storiche. Non sono da dimenticare P. Villari, L. Franchetti, S. Sonnino, G. Fortunato, A. De Viti, De Marco, E. Ciccotti, N. Colajanni e F.S. Nitti. E molti professionisti diventati scrittori "per forza".Come quell'ingegner Iannantuoni che ha scritto

(e descritto) una bellissima opera del Regno delle Due Sicilie, come "il meraviglioso Ponte sul Garigliano" Attraverso il quale l'autore, un ingegnere, appunto, fa attraversare grazie a quella merovigliosa opera d'ingegneria, il fulgido passato di un Popolo, divenuto dramma, attraverso il presente coperto da un cielo plumbeo, per raccontare il futuro che si vuole riportare ai cieli tersi che furono del paradiso in terra chiamato meridione... il nostro futuro di italiani? Né molto dissimile è la prospettiva su cui si muovono le nuove generazioni di giovani e meno giovani, forse meno acculturati dei primi, ma sicuramente più determinati a dimostrare che lo sviluppo economico del sud è un passaggio obbligato, di la dei proclami liberisti dei finti sostenitori delle libertà. Libertà di continuare a fare i propri interessi? Ecco, loro ( i nostri giovani), potrebbero occuparsi di questo, pensando ai vivi, ma come giustamente hanno fatto gli ebrei e tutti quei popoli che non vogliono più che si consumino tragedie del genere neppure con la scusa di affratellare dei popoli, trovano giusto dare spazio alla costituzione di "luoghi della memoria" dove si sono consumate tragedie infami, ben prima che a Dachau offrendo la corona del per niente orgoglioso primato di inventori dei campi di concentramento e dei metodi di distruzione di intere etnie, un genocidio, come fu quello compiuto dai Savoia, ancor prima che Lemkin, definisse antropologicamente il primo concetto di genocidio; Quindi riportiamo correttezza nella storia: "fu Fenestrelle" il primo vero campo di concentramento e non Dachau come gli ebrei sono riusciti a far accreditare".Per cui, è giusto che anche i nostri politici, in capo a tutti il presidente della Repubblica italiana ( il presidente di tutti gli italiani), vadano a rendere omaggio ai quegli sventurati deponendo corone di fiori in quei luoghi della memoria. Ma a proposito di memoria, non dimentichiamoci dei nostri campi di concentramento. Quelli da cui è nata questa Repubblica e rendiamo onore ai meridionali; quelli di ieri in primis, ma anche a quelli di oggi! Senza tacciarli di essere i nuovi briganti: mafiosi e camorristi"!

E il Presidente del consiglio che tiene tanto a rendere la Sicilia non più un'isola costruendo un'inutile ponte miliardario, solo per continuare a sfruttare il Sud, preveda nella sua finanziaria lo stanziamento di una somma per la costruzione di un luogo della memoria a Fenestrelle per quel milione di meridionali trucidati, senza dimenticare quei 15 milioni dovuti emigrare per forza! E questo anche per evitare che altri giovani continuino ad emigrare!

Insieme con il campo di sterminio di Auschwitz, Dachau è nell'immaginario collettivo, il simbolo dei campi di concentramento nazisti.

Il 27 gennaio del 1945 una delle pagine più sconvolgenti della storia moderna fu portata alla conoscenza del mondo con l’apertura dei cancelli del campodi sterminio di Auschiwitz. Ma quando si racconta di questa pagina triste della storia umana, si sostiene che Dachau fu il primo campo di concentramento costruito dai nazisti e divenne pertanto il prototipo e il modello per gli altri campi che vennero in seguito costruiti in tutta Europa. E' in parte vero se non fosse per il termine prototipo che non è affatto appropriato dacchè il primo vero campo di concentramento, fu creato dai piemontesi di Vittorio Emanuele di Savoia, e fu inaugurato dai meridionali di quest'Italia che, senza voler dare i numeri, giacchè è difficile e difficoltoso fare una casistica finchè il governo italiano tiene celati i documenti attraverso l'esercito che li custodisce gelosamente ricordare e trasmettere quella memoria alle generazioni che sono e “che saranno”, deve essere l’impegno di chi da quei campi non riuscì a tornare, ma che per fortuna riuscì a lasciare degli eredi, dei successori. Quei venti e più milioni di meridionali che senza nessun amore, ma solo per forza di cose divennero italiani "finalmente al riparo dalle angherie dei Re Borboni". Orbene, gli ebrei, ricchi e per questo, maestri nella comunicazione, sono riusciti a far ammettere la loro tragedia anche perchè più vicini a noi nel tempo, hanno avuto la possibilità di servirsi dei vari tribunali di guerra nel frattempo costituitisi grazie alle nazioni ed ai pochi testimoni rimasti in vita, ma risoluti a far mantenere vivo il ricordo di quella tragedia come l'Olocausto! Che nessuno che non sia in malafede, si può permettere di negare che ciò sia avvenuto. Da alcuni anni questo compito è affidato non solo più alla tenace volontà dei reduci ma all’insieme dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni della Repubblica. Un compito che ci richiama all’essenza stessa della Costituzione Repubblicana, a quei primi undici articoli che impongono in modo solenne e inderogabile, ad ogni cittadino che risiede su questo nostro territorio, di scongiurare il ripetersi di storie come quelle che furono drammaticamente vissute da milioni di persone, colpevoli di essere portatori di una “diversità”. Una superiorità sancita da presunte superiorità razziali (come nel caso di Ebrei, Rom o popolazioni Slave), e oggi si vuole ricominciare d'accapo... ma anche religiose (come nel caso dei Testimoni di Geova) ed anche fisiche, con l’eliminazione di chi era portatore di handicap. La memoria in questo caso è, quindi, non solo il necessario e dovuto ricordo di milioni di esseri umani, ma la consapevole testimonianza di come gli eventi più drammatici della storia del mondo siano sempre stati accompagnati dal disinteresse, dalla sottovalutazione o dagli egoismi delle singole persone. Onorare il giorno della memoria

non può che essere allora la riconferma di un impegno individuale e collettivo a denunciare e combattere ogni forma di esclusione, di razzismo, di marginalizzazione di un popolo o di una singola persona. Accennando alle questioni importanti di politica-economica, nel superamento del primo meridionalismo, quello dell'età liberale, questa alleanza venne postulata più tardi anche da A. Gramsci, nell'ambito di una nuova concezione della questione meridionale come questione nazionale, sulla scorta degli insegnamenti della rivoluzione d'ottobre e all'interno di un progetto rivoluzionario che assegnava un ruolo egemone al proletariato industriale e una funzione di tramite e di guida al partito comunista*. Ma anche al di fuori di quest'area ideologica l'evoluzione rispetto al primo meridionalismo è percepibile nelle lezioni di un cattolico (L. Sturzo) e di un laico (G. Dorso), tra loro profondamente diverse ma accomunate dalla polemica contro il trasformismo della classe dirigente tradizionale, che aveva vanificato ogni sforzo di cambiamento della realtà economico-sociale e politico-culturale del Mezzogiorno. Ricominciamo dai morti per salvaguardare i vivi!Anche questa l'importanza di realizzare il luogo della memoria di Fenestrelle. Altro che realizzare nel luogo le giuste spettanze del popolo autoctono di farvi una struttura adatta al turismo di massa... E' giusto, ma le due cose possono coesistere restituendo anche l'onore ad un popolo, quello piemontese, che non ha le colpe che furono interamente di Quattro predoni indebitati risalenti alla corte dei Savoia. Quella di un re galantuomo, che galantuomo non era! Altro che i Borbone ai quali il piccolo re con l'accento francese, non arrivava alla cintola, ne per statura, ne per intelletto.

* chi scrive, per la tranquillità di tutti, ha sempre aborrito il partitismo e tanto meno si è mai schierato, ne a sinistra, ne al centro e neppure a destra seppure in giovane età ha ammirato la grande dialettica di Almirante. Tutto qua!

Mario il Normanno*

al secolo Mario Moccia

A breve la fondazione del "Comitato per Fenestrelle luogo della memoria"