Visualizzazione post con etichetta POLITICA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta POLITICA. Mostra tutti i post

venerdì 9 aprile 2010

UNA COLONIA NON PUO' AVERE OPPORTUNITA'

Il Sud ha bisogno di ingenti risorse per migliorare la formazione scolastica dei giovani.

Benché la vera falla culturale la si evince nelle dichiarazioni dei nostri attempati politici, intrise di ignoranze e carenze storiche; lo stesso dicasi per la loro preparazione, inesistente, di storia della politica, che dovrebbe dare spunto per le azioni da intraprendere, non per il successo personale, ma per dare onore al mandato affidatogli dal popolo di gestire il bene pubblico e rappresentare lo stesso all’interno delle istituzioni, incarichi per i quali, e questo non dovrebbero dimenticarlo, è il popolo a pagarli.

Gran parte dei politici meridionali, nelle loro dichiarazioni, mostrano tali caratteristiche.

Fino a qualche tempo, quando la Lega Nord vantava qualche consigliere comunale e qualche onorevole, si parlava di Federalismo, qualcuno rideva, qualche altro li ignorava, ma molti si indignavano.

Oggi, l’italia sta vedendo l’ascesa di questo partito politico, secessionista, e come per magia gli stessi politici che si indignavano, reputano il FEDERALISMO come una occasione per il sud per risollevarsi, se affidata ad amministratori capaci!!!

Nulla da eccepire in merito, ma è d’obbligo chiarire alcuni punti:

  1. Dove sono questi politici capaci?
  2. Il sud italia, è per ragioni storiche, e per soprattutto a causa della struttura finanziara-economica, una colonia italiana.
  3. il PIL meridionale, è disastroso;
  4. Grazie alle aziende del settentrione presenti nel meridione con i loro siti produttivi e commerciali, sono le stesse regioni del meridione che contribuiscono fattivamente, a tenere alto il potere economico delle regioni del nord, che (per inciso) SI ARRICCHISCONO GRAZIE AL MERIDIONE ED AI MERIDIONALI.
  5. le aziende dello stato, o che vivono grazie agli aiuti dello stato, sono TUTTE con sede legale al nord, parlo di FINCANTIERI, FINMECCANICA, (e comunque tutto l’universo della FINTECNO, società del Ministero dell’economia), parlo anche di FIAT, che con 4 soldi (pagati dallo stato) comprò l’alfasud ed ancora oggi elemosina (per modo di dire viste le cifre) allo stato gli incentivi per la rottamazione, parlo ancora di ENEL, TERNA, TELECOM ecc. rappresentano quello che è il moderno sistema per travasare i soldi da una parte all’altra della nazione.
  6. oggi la piccola economia commerciale meridionale è destinata all’estinzione, minacciata dalla supremazia e potenza economica della Grande Distribuzione Organizzata, che manco a dirlo ha sempre sede nel Nord Italia, ed i politici nostrani si vestono da complici della GDO dando il colpo di grazia ai piccoli commercianti, approvando la costruzione di grandi supermercati nelle nostre città; piccola nota triste, in un futuro, non troppo lontano, grazie alla direttiva Bolkestein, anche il commercio ambulante sara minacciato dalle grandi società del nord.
  7. Per la ripresa economica, e per scongiurare un allarme sociale, saranno a breve dispensati, elargiti, regalati dal governo italiano, FORTI incentivi a chi investirà nel meridione. Naturalmente tali incentivi saranno destinati a chi può, grazie a garanzie economiche e produttive, garantire la realizzazione di grandi siti produttivi nel meridione, ma ad oggi la maggior parte del potere economico e politico, è diviso nelle sole regioni del nord.
  8. Oggi, il pensiero della supremazia settentrionale, è quello maggiormente propagandato, questo grazie anche alle nomine che i politi IMPORTANTI distribuiscono all’interno delle società (citate nel punto 5) e nelle società di comunicazione. Vedi esempio del programma in onda su RAI DUE affidato all’ex vicedirettore del giornale Leghista LA PADANIA, che non aspettava altra occasione per SPUTARE su tutto il meridione d’italia.

Alla luce dell’attuale situazione, dettagliata nei precedenti e non esaustivi punti, come un politico del meridione può affermare che il federalismo fiscale, sarà una occasione di crescita per il meridione, quando la maggior parte dei flussi di denaro non contribuiranno al mantenimento delle finanze pubbliche delle regioni del meridione?

Forse sarà ignoranza degli stessi in materia fiscale e federale, o forse l’ignoranza della storia economica del meridione, fatta di continue emergenze create per sostenere il continuo arricchimento del potere economico del settentrione, o forse perchè la loro bocca è strumento di propaganda a soldo di un potere succube della lega; qualunque sia la loro carenza, certamente è sintomo di inettitudine a governare.

Un ultima nota, degna di essere menzionata, è quello che dovrebbe essere il simbolo dell’ignoranza storica del meridione, l’On. Alessandra Mussolini.

L’indomani della proposta (provocazione?) da parte della Lega di concorrere, con un suo candidato, alla carica di Sindaco della città di Napoli, ha dichiarato: “Poveri Napoletani che dopo i Borbone dovrebbero sopportare anche i leghisti!”

La storia, quella vera, dovrebbe far capire che il verbo “sopportare”, mal si concilia con la grandiosità e la ricchezza che i Borbone hanno donato a Napoli. Anzi per dare onore alla storia, la frase da associare alla proposta della lega doveva essere “Poveri Napoletani, dopo i Savoia ora devono SUBIRE pure la Lega!”.

Oppure, visto che dopo il suo annuncio, la Mussolini si è subito proposta come candidata della Lega per la carica di sindaco di Napoli, sarebbe stata anche più bella “Povero Napoletani dopo Liborio Romano, devono essere traditi anche dalla Mussolini!”

Nello Esposito

mercoledì 17 marzo 2010

FONTE DI RICCHEZZA PER IL NORD

Ho visto con molto interesse il video di metropolisweb in merito alla discussione sulla gestione delle acque di Castellammare di Stabia.

video a cura della testata METROPOLISWEB

Ancora una volta si indirizza una discussione sui confronti-scontri fra la destra (quella a sinistra dei telescermi) e la sinistra (quella a destra), quasi tutti hanno dichiarato l'acqua un bene pubblico (e ci mancava!!!) e quasi tutti concordavano nel far ritornare anche la gestione delle acque nelle mani di una società pubblica.
bhe, effettivamente anche la GORI spa, era nata come società pubblica!

Scusatemi se vi propino un breve riepilogo dei fatti.

Nel 1994, fu varata dal governo la cosiddetta Legge Galli (L. n° 36 dal 05/01/1994) che tra i principi generali chiarisce che “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.”, e stabilì che per la gestione del servizio idrico, le regioni furono divise in vari enti, gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali). L’ATO 3 raggruppa 76 comuni, che partecipano votano e decidono con i loro rappresentanti nell’assemblea ATO. Nel 2000, l’assemblea ATO3 affidò la gestione del servizio idrico alla GORI Spa a capitale pubblico. La gori era costituita inizialmente dai comuni dell’ATO 3 (70% delle quote) e dalle piccole aziende municipalizzate operanti sul territorio. Premesso che la legge galli non impone la privatizzazione dei gestori idrici, il consiglio di amministrazione dell’ATO nel 2001, con 4 presenti su 5 e senza interpellare l’assemblea ATO (i comuni) decide di dare in affidamento diretto alla cordata di varie società con capofila ACEA Spa.

La cordata, crea una società che acquisisce il 26.91% della Gori, la società è la SARNESE-VESUVIANO srl , che viene scelta dalla GORI come socio privato TECNICO (nel senso che è quella che realizza i lavori e la manutenzione su tutti gli impianti della ATO3, ed oltre alla ACEA (90%) vede come partecipanti anche le seguenti società:

CITIDA srl del gruppo SOECO di Milano;

DIPIUDIAMBIENTE (Roma), che vanta crediti con il comune di Napoli per un importo di €12.591.830,00, relativi alla gestione degli impianti di depurazione ex CASMEZ Napoli Nord negli anni 1993-1995);

SIBA SPA (Milano) società formata dalla EMIT Spa già presente nel territorio campano con la realizzazione degli impianti di trattamento acqua di falda ad Acerra, ed una Multinazionela FRANCESE La Veolia Water Solutions;

IL CONSORZIO FERONIA noto alle cronache per alcuni casi di assunzioni clientelari;

ICARAcquistata dalla compagna dell’ex presidente di CONFINDUSTRIAAntonio Amato (carica dal 2000 al 2004), impresa che satva fallendo e con 57 operai senza stipendio da circa una anno; acquistata nel 2001 tramite finanziarie e società lussemburghesi; con una ricapitalizzazione di 6 miliardi di lire, dava l’opportunità di acquisire una partecipazione alla Società Sarnese Vesuviano ed in base ad un accordo gli vengono affidati dalla ATO3 lavori di ingegneria civile idraulica.

DM Spa costituita il 29/01/1999 quasi contestualmente all’approvazione della Legge Galli.

C.LOTTI&ASSOCIATI Spa (Roma) – Studio di ingegneria

SGI Spa – Studio Galli Ingegneria – Padova Sermeola.

Senza entrare in merito al problema della privatizzazione delle acque, argomento già trattato da mille altri siti, blog, e personaggi pubblici, è giusto considerare come 4 MEMBRI del consiglio di amministrazione dell’ATO3 abbiano aperto le porte a società private del nord, per gestire un bene pubblico.

Il punto fondamentale è proprio questo, la scelta non è pubblico o privato, destra o sinistra ma NORD O SUD; il confronto, aspro, dei i politici nostrani, non fa altro che favorire l'arricchimento delle imprese del nord, studi di ingegneria, imprese, che hanno trovano, con la partecipazione nelle aziende come la GORI ,il modo di scavalcare il difficile ostacolo degli appalti pubblici, ma cosa possono loro, i politici stabiesi, contro il gigante economico settentrionale, è giusto ricordare che fino a 50 anni fa pagavamo l'energia elettrica , prodotta al sud, ad una azienda del sud (SME) oggi invece all'ENEL, paghiamo le assicurazioni a società del Nord, paghiamo i servizi bancari a società del nord, paghiamo i giornali a società del nord, televisioni, attività commerciali, tutto questo lo paghiamo al nord, (circa 30miliardi di euro ogni anno, riferito all'intera popolazione meridionale) anche quello che produciamo con tanto orgoglio da 225 anni, le Navi della Fincantieri, contribuisce ad arricchire una società del NORD, a noi stabiesi non ci resta che mangiarci il BISCOTTO DI CASTELLAMMARE, almeno quello sembra essere ancora nostro.

Nello Esposito

mercoledì 10 marzo 2010

PAROLE SANTE

“Ai politici bisogna dire: o ascoltate la nostra voce, o non vi votiamo più. I cristiani al sud devono svegliarsi. Oggi sono continuamente assistiti. Il mezzogiorno non è Italia, oggi si può dire che è una zona annessa. Sarà brutto ma è così. In 50 anni al sud ho visto solo parole ed errori: fabbriche nate e morte, terreni agricoli devastati, turismo in abbandono. Le mafie hanno avuto terreno fertile, arato dallo stato e da un sistema di corruzione e di collusione impostato con straordinaria efficacia. E la gente ha subito e si è rassegnata. La cultura dell’illegalità è stata diffusa dallo stato.”

È il caso di dire PAROLE SANTE, visto che a prounciarle è stato Don Riboldi, Vescovo di Acerra, ma non è l’unico, anzi è il pensiero dell’itera CEI, che non risparmiano nessun colore politico, dai governatori ai governati.

Ancora una volta siamo costretti, alla vigilia delle elezioni, a ribadire la mancanza di persone che rappresentino il sud italia, e che si sacrifichino affinché vengano fatti gli interessi del mezzogiorno. L’eterna lotta fra destra e sinistra ci obbliga a scegliere il “meno peggio” mentre come dice Don Riboldi “dobbiamo svegliarci” e non cercare un alternativa alla condizione disastrosa di una parte politica italiana, ma creare i presupposti per una nascita di una alternativa all’italia.

Pur se nati e residenti nei territorio occupati del sud, i politici che oggi compaiono sui manifesti, devono necessariamente rispondere alle direttive impartite dagli organi nazionali, ragion per cui non possono, per logica, rappresentare i loro cittadini, ma sono costretti, (anche se è la loro unica forma mentis) a controbattere parola per parola e con fare arrogante, le proposte degli opposti schieramenti politici. Ma in tutto questo festival di cavolate, qualcuno pensa agli interessi della propria terra?

Ci sono politici che fanno come slogan “No ai centri commerciali” (faccio riferimento al comunicato del PdCI di Castellammare di Stabia), ma prima di lanciare slogan di cui non ne conoscono il significato, dovrebbero prima dire come hanno intenzione di incentivare il commercio e la produzione locale!

QUESTA GENTE NON CI RAPPRESENTA!!!

E finché il sud non potrà contare su politici che lo rappresentino, questo sarà sempre una COLONIA.

Si cercano consensi fra i lavoratori assicurandogli i temporanei ammortizzatori sociali.

Vi siete mai chiesti, o letto con attenzione la parola “ammortizzatori sociali”?

Rende più morbida, ammortizzando appunto, una caduta del tessuto sociale colpito dalle decisioni prese da aziende LONTANE mentalmente alle reali necessità di un popolo.

Ma possibile che non ci sia un politico che cerchi di evitare una caduta, magari APPROPIANDOSI di aziende nate nei tempi passati grazie agli incentivi statali, o inglobate nel sistema di privatizzazione degli anni ’70?

Ma tutto questo, fra poco più di due settimane sarà vano, perché la gente del sud deciderà, con il proprio voto, di restare una COLONIA ANNESSA ALL?ITALIA.

sabato 20 febbraio 2010

IL 4 DI COPPE

Il presedente della repubblica italiana ha lo stesso potere del 4 di coppe nella briscola.
Il presidente della repubblica italiana è una delle poche cariche istituzionali ricoperta da un uomo del meridione (almeno di origine)
Il presidente della repubblica italiana, è molto vicino agli ambienti massonici.
Il presidente della repubblica italiana, per quello che conta, è l’unico che invita ad una unità nazionale.
Fatte queste premesse, vi invito a rileggerle… quanta pena!
Gli abili strateghi di 150 anni fa, incarnando il ruolo del braccio armato della massoneria inglese che mossa dall’odio che serbava da secoli nei confronti del Vaticano, hanno finanziato gli scarti di tutti i mercenari dell’epoca, mentre gli strateghi sardo-piemontesi sono stati ripagati con il diritto a depredare uno stato pacifico che in quel periodo aveva reso il meridione d’italia la terza potenza economica d’Europa.
Bene! Napolitano, come tanti meridionali, è l’unica istituzione che ancora invita all’unità d’italia.
Ho metabolizzato con calma l’invito del capo dello stato, non volevo essere volgare nel giudicare il più inutile, quanto paraculante discorso fatto da Napolitano.
Inutile per il fatto che, non credo che abbia le qualità che hanno contraddistinto alcuni grandi politici venuti prima di lui, parlo di Gramsci, Barone, Manna, gente che aveva avuto il coraggio di giudicare l’unità d’italia come una azione che aveva portato la rovina ed il disastro nelle regioni meridionali, eppure il loro unico (anche se immenso per noi) risultato, fu quello di smuovere la coscienza di qualcuno, ma sicuramente non sono riusciti a portare quei benefici economici e sociali che tanto speravano per la loro terra.
Chi ha fatto qualcosa per il sud, per esempio fu Nitti, che capì come smuovere le “coscienze”: l’industrializzazione del meridione, la realizzazione di elettrodotti, insomma un modo “onorevole” di smerciare i soldi pubblici al nord, il primo episodio di gestione delle emergenze per favorire il nord. E da allora abbiamo, noi del meridione, attraversato MOLTE emergenze, che hanno arricchito sempre di più l’economia del nord.
Perché il discorso di Napolitano è stato pure Paraculante?
FINMECCANICA, CONFINUSTRIA, SVILUPPO ITALIA, POSTE ITALIANE, CONSIP, RAI, AGEA, ENI, ENEL, INAIL, INPDAP, FINCANTIERI, ANAS, BUONITALIA, Ecc. sono solo alcune delle istituzioni, società o enti statali in cui non esiste un meridionale (e se esiste è in minoranza o addirittura senza diritto di voto) nei consigli di amministrazione.
I poteri industriali, quelli che le cui scelte ricadono per esempio sulla vita dei lavoratori dei cantieri navali di Castellammare di Stabia, sono affidati a persone del NORD, anzi ultimamente nel CDA della fincantieri è stato nominato un leghista genovese, che vista la crisi, se dovrà tirare acqua ad un mulino, questo sarà il suo. Anche l’ultima elencata, BUONITALIA, l’organo che promuove i prodotti agroalimentari italiani nel mondo, è presieduta da un veneto leghista, così come lo stesso ministero dell’agricoltura (che ultimamente ha avuto la forza di promuovere un panino con asiago e bresaola della Valtellina chiamato McItaly).
Paraculandoci, in questo modo, un uomo del meridione come napolitano, farà breccia nei cuori della gente che come lui spera nell’unità d’italia, però, purtroppo, questi sono sempre e solo quelli a cui vengono fregati i soldi, il sudore e la vita, i meridionali.
Bravo presidente, come ci prendi per il culo tu.
Nello Esposito
CDS Castellammare di Stabia

sabato 7 marzo 2009

I 4/5 DA REALIZZARE

Molte volte viviamo confronti che restano chiusi nell'interno del nostro cosmo, forte della sola convinzione che la nostra storia sia l'arma vincente per un riconoscimento di una nazione ed il risveglio culturale e identitario delle DUE SICILIE, ma bisogna prendere coscienza della realtà del meridione e dei meridionali che ci circondano.
Su Venti milioni di residenti nelle DUE SICILIE, non a tutti può interessare la nostra storia, e non tutti possono essere concordi con la politica che i Borbone effettuavano nelle loro terre, quindi se davvero il nostro obbiettivo è l'indipendenza o l'autonomia delle Due Sicilie, dobbiamo imporci nei tempi e nei modi a cui i meridionali sono abituati.
Bisogna essere obbiettivi, e trovare un metodo di propaganda che sia valido ed efficace per i modi di assimilare della maggioranza dei meridionali, questo che ci piaccia oppure no significa apparire nella forma di partito, purtroppo l'unico modo di far assimilare la nostra esistenza.
Il nostro fallimento, sta nell'aver creduto che la validità dei nostri motivi, la nostra storia, ed i nostri trascorsi da terza potenza europea, siano stati sufficienti a smuovere l'orgoglio dei meridionali, e realizzare così quella autoproclamazione per volontà popolare della Nazione delle Due Sicilie, ma così non è.
IDENTITA'. Tutta la nostra storia è la base fondamentale per la costruzione dell'identità del movimento, e questo negli anni è riuscito a creare un gruppo di persone, che pur avendo una visione diversa del modo di agire, hanno un unico obbiettivo; questa è la nostra IDENTITA', punto di partenza per la riuscita dell'impresa.
LEADERSHIP, questo è quello che ci manca; Il meridione a chi dovrebbe affidare le proprie sorti? A tanti leader quanti sono i movimenti? L'abbandono della Famiglia Reale, e la loro attuale volontà di non volersi confrontare con la politica corrotta di oggi, ci ha privato di una figura importante, senza la quale un Regno non può essere tale; l'alternativa ad un Regno qual'è se non una Repubblica? Una repubblica è formata da partiti, in genere maggioranza ed opposizione, ma sia l'una che l'altra hanno all'interno della propria struttura una leader, che indirizzi la parte di popolo a cui si rivolge con le proprie idee, i propri ideali;
CONSAPEVOLEZZA DEL PENSIERO DELL'ELETTORATO; Come accennato in precedenza, il nostro campo d'azione è il meridione, e tutti i suoi abitanti. È troppo presuntuoso, pensare di coinvolgere l'intera popolazione, o la maggioranza di esso, in un cambiamento radicale della loro esistenza, imponendo il pensiero “Dobbiamo essere indipendenti perchè lo eravamo 148 anni fa”. Non mi stancherò di sottolineare l'importanza della nostra storia, ma non deve essere l'unica nostra proposta, né dobbiamo fossilizzarci nei nostri ricordi temendo di “svendere i nostri ideali”, il mondo là fuori è afflitto da mille altri problemi per pensare al Re, ci sono molti problemi che aspettano una soluzione, e per ogni problema mille persone che attendono una vita serena, ed ogni persona rappresenta una famiglia, ed è a tutti loro che ci dobbiamo rivolgere, e state sicuri che molti di questi della storia non sanno che farsene, loro pensano al domani!
STRATEGIA. Molte persone, ne hanno validi motivi, si dichiarano meridionalisti da molti anni. In effetti leggendo le singole storie, ognuno di essi ha combattuto la propria battaglia, ed ha avuto le proprie vittorie. Ma allora perchè il meridione è ancora chiamato così e non DUE SICILIE? Non c'è strategia, si sa dove si vuole arrivare ma non si traccia una rotta. Si perde molto tempo, e si sprecano tante parole per attaccare, prendere le distanze o accusare altri meridionalisti, che rispondono per le rime. Il meridione si continuerà a chiamare così finchè non si sceglierà una strategia comune a tutti i movimenti/partiti meridionalisti;
ALLEANZE. Come prima cosa bisogna svestire i panni da battaglia (anche quelli storici) e cercare alleanze interne alle nostre terre, è un discorso vecchio come l'unità d'italia, ma la frammentazione non porterà mai da nessuna parte. Questo purtroppo è il punto la cui concretizzazione rasenta l'utopia.
Nello Esposito

mercoledì 14 gennaio 2009

BERLUSCONI TERRONE?

L'onnipresente Andreotti suggeriva “bene o male, basta che si parli di me”.
In un editoriale di Feltri si è arrivato ad accusare il Presidente del consiglio dei ministri di essere TERRONE.
L'accusa parte dall'interessamento, sempre secondo Fetri, di questo governo ai problemi del Sud.
Iniziare l'impianto accusatorio sottolineando e valutando l'aspetto artistico del cantautore Silvio, protagonista di diverse incursioni nel mondo della musica napoletana, con l'ex posteggiatore M.ro Apicella, rende l'idea dello spessore dell'editoriale.
La sceneggiata di gelosia continua con accuse di disinteressamento del settentrione d'italia, come per l'apertura delle porte ad un partner della compagnia di bandiera Alitalia, che non ha nessun intenzione di continuare ad usare Malpensa come nodo strategico nazionale.
Ma non manca di evidenziare altri aspetti importanti (sempre secondo Feltri) che rendono più grave la colpa del povero premier.
Il primo consiglio dei ministri fatto a Napoli, la pulizia delle strade della cittadina partenopea ed il successivo trasporto della “munnezza” napoletana nelle discariche ed inceneritori settentrionali, ed infine la voglia di aiutare, coinvolgendo nel progetto anche il Leghista Tremonti, la BANCA DEL SUD.
Questo è il succo dell'editoriale di Feltri, scritto su un giornale venduto in tutta italia.
Un editoriale che distribuisce i consensi del cavaliere in tutta italia.
Al sud, visto che accusare una persona di essere terrone e sottolineare tutto l'amore che questa nutre per il sud, attira sicuramente le simpatie dei meridionali, ed al Nord perchè possono scrivere quello che vogliono ma chi ne trae i vantaggi, economici e sociali sono solo i territori toscopadani.
Malpensa l'aereoporto milanese inutile ai milanesi, gestito in maniera pessima ma costruito per volere degli industriali vogliosi di accaparrarsi i fondi europei dopo ave depredato la cassa per il mezzogiorno, continuerà ad esistere ed essere sversatoio di fondi pubblici, ed una volta che la lega avrà firmato il pacchetto sicurezza il governo saprà ricompensarli, magari esaudendo i tre desideri espressi dalla lega. Malpensa, Federalismo, immigrazione.
il resto delle accuse sono state scritte per chi vive di propaganda elettorale, e dedicati a chi crede ancora nelle favole, immaginatevi una banca che di meridionale ha solo il nome SUD a chi potrà mai servire se non ai banchieri, e giusto per essere preciso noi, al sud, noi non abbiamo banchieri.
I merito alla “munnezza” per far finire una crisi, basta non parlarne.
Feltri riesce a creare, come anche i politici di professione, la questione settentrionale, utile solo a creare divisioni ed antipatie nel popolo, ma anche a far passare per meridionalista un milanese, che viene a mostrare il suo potere di colonizzatore sedendo nel nostro palazzo reale, manda i suoi fratelli ad essere eletti sindaci nei nostri territori, proprio in quei territori dove sta crescendo la voglia di riscatto,dove è nato un movimento che parla di autonomia.
Già ora, dopo neanche un anno di governo, l'MPA sta mostrando i primi segni di insofferenza per la politica filosettentrionale della maggioranza, concentrata a favorire l'economia del nord, come dare a sole due aziende del nord la stessa quantità di fondi dati ad un interna regione come la Sicilia, ad approfittare della crisi del settore automobilistico per far sembrare giusto aiutare l'industria torinese,.Combattere contro chi ci trascura, significa guadagnare consensi, ma anche questo è vietato, ed allora cosa tira fuori dal cilindro il cavaliere, passare per chi lotta per la ripresa economica del meridione.

martedì 9 dicembre 2008

LO STATO E' ANTISTATO

La concentrazione degli interessi su argomenti economici a favore di determinate aree geografiche da sempre caratterizza le forze politiche del quasi 150enario progetto politico italia, in alcuni periodi sono addirittura stati oggetto di accese campagne elettorali.
Ma le "determinate aree geografiche" sono sempre state delimitate nella zona settentrionale dell’italia, anche quando si parlava di Cassa per il Mezzogiorno, o per dirla con parole più attuali , POR, FAS.
Colonizzare un paese, terza potenza europea, e creare una "questione meridionale" è stata la miglior azione denigratoria che un governo ha potuto mai realizzare.
Ed è una propaganda ancora oggi molto attiva nel nostro paese.
Oggi basta una probabilità di intossicazione di un prodotto del meridione per bloccar tutta una grande industria del mezzogiorno, mentre i topi che pascolano nei depositi del grande consorzio di formaggio di parma, passano nell'indifferenza delle notizie.
Ma le notizie sono diffuse dalla televisione del regime, ma non inteso come quello che qualcuno attribuisce a Berlusconi, ma quel regime del perforzaunitarista che grida a voce alta l'arretratezza del meridione.
Se a Napoli la guerra di camorra ammazza 5 extracomunitari, è razzismo.
Se a Milano uno stadio intero grida "Vesuvio pensaci tu" e goliardia sportiva.
Se a Napoli un assessore, difende la propria terra fino alla morte, lottando contro la legge emanata con intenzioni ed atteggiamenti prepotenti e colonizzatori, è un malvivente che viene ESILIATO.
Se al nord qualche politico IDIOTA difende la propria terra, chiudendosi a riccio nei confronti dell'avanzata ed il diffondersi di una religione diversa dalla sua, è un buon patriota.
Se a Salerno gli studenti dimostrano il proprio disappunto nei confronti di una legge, vengono portati in questura e trattenuti per una notte.
Se a Torino 200 giovani, che occupano una piazza con le proprie auto e per puro divertimento, dimostrano con la violenza nei confronti di una pattuglia dei vigili urbani, si parla di mancanza di posti di aggregazione per i giovani.
Se qualcuno reclama la diffusione della verità storica sulla cacciata dei Borbone, è un nostalgico.
Se il governo organizza i festeggiamenti per i 150 dell'unità di italia solo nei paese del nord, è giusto.
Se a Napoli un povero in canna disoccupato raccatta rifiuti ferrosi per rivenderli e guadagnare il pane da portare a casa, viene processato per inquinamento ambientale ed arrestato.
Se il governo italiano antepone gli interessi economici delle industrie del nord a quelli ambientali, è legge.
La differenza nell'esporre i fatti che riguardano i due poli della penisola italica, creano divisione di pensieri, distinzioni sociali e con l'estremizzazione dei pensieri degli idioti, il razzismo e l'odio.
L'uso degli strumenti legislativi per tirare acqua al proprio mulino (del nord), il federalismo, gli aiuti ALLE SOLE AZIENDE DEL NORD, i regali fatti agli amici del nord, facendoli passare per aiuti alle zone del mezzogiorno, denotano l’inconsistenza della classe politica meridionale.
Oggi assistiamo a politicanti come DI PIETRO che chiedono le dimissioni di un nullafacente come BASSOLINO, o magistrati del sud che si fanno la lotta a suon di inchieste.
Ma è giusto imputare la colpa del disagio attuale a chi amministra o giudica da pochi anni? Abbiamo sperato negli anni che qualcuno riuscisse a risollevare le sorti di un popolo depredato di beni ed orgoglio, abbiamo sperato quando Gramsci, in piena ascese parlava di errori nell'unire l'italia , abbiamo sperato nel vedere l'On.Manna sedere in parlamento, abbiamo sperato finche l'On. Silvio Vitale era in vita, ma poi?
Se siamo in queste condizioni lo dobbiamo alla classe politica di TUTTO il meridione, che è INESISTENTE, come lo è sempre stato da 150 anni ad oggi.
I problemi del Sud sono innumerevoli e di varia natura, ma tutti provengono dalla stessa base: La mancanza del valore PATRIA.
Ma la mancanza del valore patriottico viene diffuso dall’atteggiamento filosettentrionale della patria stessa, passa attraverso gli amministratori delle regioni del sud che si accontentano di essere assistiti dagli aiuti statali, senza pensare alla crescita della loro terra, e trova sfogo nell’atteggiamento antipatriottico del popolo.
Non è facendo il tifo per la squadra di calcio che si dimostra il proprio patriottismo.
Non a caso l’antistato è una mentalità che colpisce principalmente le regioni del Sud.
Ma è il popolo l’unico imputato in un processo contro la mentalità antipatriottica, accusato dal antistato che lo governa.
Il disagio che il Sud sta vivendo è causato dall’intreccio di tanti mali, provocati da un progetto politico sbagliato in partenza e peggiorato in fase di esecuzione, i cui esecutori sono chi oggi banchetta con i beni RUBATI 150 anni fa.
Fino a quando i media riusciranno a nascondere al popolo il disagio provocato dal progetto politico italia? fino a quando il popolo sopporterà ancora l’intreccio dei mali provocati dal senso di antistato profuso dal governo? Il disagio prolungato di una parte del popolo di una nazione o lo riduce in schiavitù o li rende attori di una guerra civile.
Il compito dei meridionalisti è quello di creare una alternativa a queste due soluzioni che porterebbero comunque alla decimazione del popolo, bisogna agire ed agire in fretta per creare una nuova classe politica che sostituisca quella passiva presente nelle regioni del Sud.
Agire contro qualcosa, significa concentrarsi sull’obbiettivo da raggiungere senza perdersi in distrazioni causate da lotte interne.
Gramsci diceva: “Solo chi fortemente vuole identifica gli elementi necessari alla realizzazione della propria volontà”
Nello Esposito

giovedì 6 novembre 2008

Ciano:"Siamo repubblicani e unitaristi, non contro i Savoia e con i Borbone. Ma il nostro Paese ci tratta da nemico sconfitto..."

dal blog Rarika di Orazio Vasta

Posto da "La Stampa.it" di oggi,ringraziando della segnalazione l'amico Natale Cuccurese del blog http://partitodelsud.blogspot.com/ .
Si tratta di un'intervista di Pino Aprile al coordinatore nazionale del Partito del Sud,Antonio Ciano. I contenuti dell'intervista,sicuramente,faranno discutere "l'area". Io stesso mi propongo un intervento mirato. Ma,posso già dire,a"sangue caldo", che NON CONDIVIDO assolutamente questa voglia affannosa dell'amico Ciano di dichiararsi "unitarista". Qual'è il "PAESE" dell'amico Ciano? Il mio Paese è questa Terra di Sicilia,Nazione occupata e cancellata....Orazio Vasta
*******************
Pagate Savoia!
Gaeta lancia il controassedio
La città pretende 500 milioni
di risarcimento
per i bombardamenti
«piemontesi»del 1861
PINO APRILE
GAETA (LATINA)Per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la città di Gaeta chiederà ai Savoia il risarcimento dei danni dell’assedio del 1861: 500 milioni di euro, pari a 2 milioni di lire dell'epoca. Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto volevano 260 milioni per i 54 anni di esilio subìto. Noi, per migliaia di morti e la città distrutta ci teniamo bassi. Gaeta non aderì mai al Regno d'Italia; potrebbe pretendere l'autonomia, non applicare le leggi varate durante il regno dei Savoia; riprendersi i beni demaniali incorporati da questo Stato. Divideremo il risarcimento con le altre città "eccidiate" dai Savoia: decine».

Antonio Ciano, 61 anni, assessore al demanio a Gaeta, autore di «I Savoia e il massacro del Sud» e «Le stragi e gli eccidi dei Savoia», ex comunista, fondatore del Partito del Sud, sostiene l'iniziativa, confortato da legali e giuristi.
*Per leggere tutto,clicca il link:http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200811articoli/37953girata.asp

mercoledì 5 novembre 2008

Enzo Riccio su 350 Bande

Sono in gran parte d'accordo con l'amico Orazio...ma permettetimi un commento più ampio.
Trovo che la lettera dell'amica calabrese, e molti commenti simili che anch'io raccolgo in giro, sia importante e un segnale del fatto che il nostro popolo non ci capisce.
Non solo a noi del Partito del Sud ma anche ai Comitati delle Due Sicilie e agli altri partiti e movimenti...noi tutti dovremmo riflettere su questo.

Giusto per precisare la nostra posizione, fatemi pure aggiungere che noi del Partito del Sud non ci siamo MAI alleati con la Lega ma siamo solo in fase di TRATTATIVA con Alleanza Federalista per la nascita di un soggetto politico autonomista MERIDIONALE per un eventuale accordo ELETTORALE PER LE EUROPEE ...per me solo con un simbolo meridionale potranno andare un buon fine queste trattative. NIENTE E' STATO GIA' DECISO!

Poi se non mi sbaglio anche l'MPA e' alleato nelle elezioni nazionali della Lega e cosa ancor peggiore, soprattutto in Campania e' espressione della vecchia politica clientelare democristiana...vogliamo cambiare qualcosa con Enzo Scotti??? Per non parlare del Cuffarismo in Sicilia...ha vinto le elzioni regionali si...ma a quale prezzo? E cosa sta facendo per la Sicilia? E cosa sta facendo per il SUD che ha inserito all'ultimo momento nel suo simbolo elettorale?

Io sogno un partito meridionalista libero, che non si schiera ne' col centro-destra ne' col centro-sinistra...per arrivare a questo, con le difficoltà delle leggi elettorali attuali, credo che si possano e debbano sondare alleanze elettorali, definendo per bene gli accordi e quali sono i programmi.

Intanto riflettiamo sull'invito all'unità...noi già ci abbiamo provato in passato senza successo, chi vuole andare con Mastella o niente e chi vuole andare con Lombardo o niente...credo che ci dovremo riprovare in futuro.
Enzo Riccio

mercoledì 29 ottobre 2008

PdSud, Lega, Pdl, Mpa e dintorni

Riprendo integralmente dal blog di Orazio Vasta:

Il Partito del Sud,alleato con Chiappori(Lega), "alternativo" al Mpa
Il convegno, sul tema del federalismo fiscale e l'autonomia siciliana, che si è svolto sabato scorso a San Giovanni La Punta,alle porte di Catania, ha sancito il solco definitivo fra il Partito del Sud e il Movimento per l'Autonomia del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo.
Al convegno,che si è svolto in contemporanea con la "Festa" del Mpa di Messina,hanno partecipato,fra gli altri, Erasmo Vecchio(nella foto),coordinatore regionale del PdSud, Giacomo Chiappori,deputato nazionale della Lega Nord,rappresentante nazionale di "Alleanza federalista",Stefano Massimino(costituzionalista),Ruggero Razza(Alleanza Siciliana).
Assente eccellente il presidente della provincia Giuseppe Castiglione.
Sono intervenuti, invece,Raffele Nicotra,deputato regionale del Pdl e sindaco di Acicatena,assieme al vicesindaco Francesco Petralia e al consigliere comunale Pippo Sorbello.Presente anche l'ex deputato regionale Biagio Susinni.
Vecchio,Nicotra e Susinni facevano parte dell'Ufficio politico del Mpa,prima di scegliere strade diverse da quella intrapresa da Lombardo. La stessa presenza del leghista Chiappori è fortemente contraddittoria, considerando che a Messina,alla "festa" del Mpa ,Calderoli era a fianco del presidente Lombardo.
"Il progetto del PdSud-dichiara Vecchio-non è in contraddizione con nessuno,per il solo fatto che noi siamo alternativi anche all'attuale Mpa".
Dal Mpa un secco "No comment!".
Ma,la "vicinanza" fra il PdSud e la Lega di Chiappori ha aperto un profondo,e non sempre sereno,dibattito interno al Partito e all'area "del Sud".
Fonte: rarika

martedì 28 ottobre 2008

UNA DELLE 350 BANDE

Ricevo e pubblico, in risposta al mio post 350 Bande, la lettera del Segretario dei Comitati Due Sicilie Fiore Marro:

Carissimo Nello
Come da te richiesto ho letto e riletto l’intervento inviatoti da questo tuo conoscente, che in un primo momento mi ha trovato molto partecipe per alcuni suoi passaggi ma che poi rileggendolo invece mi ha dato la consapevolezza che il cammino è ancora lungo da fare, perché un’accusa è un’accusa ed un rimprovero è un rimprovero, ci sono cose che personalmente non posso accettare visto che dovrei essere in questo caso una capobrigante almeno dal punto di vista di questo tuo lettore.
A questo punto cosa dovremo fare dunque? Tornarcene tutti a casa? Questo potrebbe essere anche un buono spunto di riflessione. Chi ci sarà dopo di noi? Noi così disgregati, così incostanti eppure ancora gli unici a lottare. Noi l’ultimo brandello di speranza, si gli unici ed ultima pazzi in un mondo di senzienti.
350 bande? Ma perché non 450 o 1000?
Credo certo che il confronto sia il sale per la crescita della nostra giovane comunità, ma penso pure che ciò che accade da sempre in questo nostro mondo è che non anche le pulci fanno la tosse ma TUTTE le pulci che si avvicinano alla Causa la fanno e pure molte volte in maniera esagerata e questo dopo il lungo tirocinio che mi contraddistingue non mi trova disponibile ad essere accondiscendente ad accettare imputazioni che dovrebbero essere magari prese per salutari bacchettate per spronarci a dare una rotta diversa al nostro lavoro, questo finora non è riuscito a nessuno, quindi ripeto cosa dobbiamo fare starcene tutti fermi fino a quando non arriva il Messia o il Garibaldi al contrario?
Queste lettere, queste situazioni assieme a quella di chi sta nell’attesa di momenti migliori sono le cose che più mi fanno incazzare maledettamente, si incazzare, perché al contrario di chi si preoccupa della mancanza unitaria delle “bande”, altri invece si fanno il cosiddetto per le contrade del mondo, cercando di risvegliare l’orgoglio e l’identità perduta del nostro popolo quindi chi si perde in bizantinismi armonici farebbe meglio a dare un contributo fattivo alla lotta, altro che balle!
Non siamo al fronte, né alla macchia, la guerra che stiamo facendo non è una guerra d’arme convenzionale e una guerra di nervi, di resistenza. Noi non siamo briganti, noi siamo solo gli ultimi innamorati della nostra Patria perduta, con le loro debolezze, con i loro errori, con le personali bassezze ma che con enormi sacrifici personali stanno tentando di dare un apporto per un Sud migliore, commettendo sbagli ed orrori ma che almeno ci provano.
Il Sud ha avuto sempre i suoi briganti, anche nel periodo borbonico, ed anche adesso ci sono briganti e briganti, come non si riesce a capire ciò me lo risolvo perché in molti non vivono l’interno del nostro cosmo ed allora mettono assieme Crocco e Frà Diavolo, Ruffo e Musolino, Ninco Nanco con Giuliano, qui stiamo parlando del futuro della nostra Nazione, delle Due Sicilie non della Macedonia! Le armi ed i tempi sono cambiati, la nostra gente è diversa dal popolo di allora, bisogna inserirsi nel sistema per farlo implodere da dentro o qualcuno crede che si possa vincere con qualche archibugiata? Di quali bande da unire parliamo qui? La gente si unisce attorno ad un progetto perché sente il bisogno di farlo.
Gli approcci ed il dialogo con la politica nazionale italiana e con le istituzioni sono un fatto naturale non viviamo mica su Marte, poi come quasi sempre accade se le condizioni non ci convengono si ritorna sui nostri passi, punto! Ripeto non siamo sugli spalti di Gaeta, purtroppo qui la lotta si fa con le armi dei nostri tempi che sono pazienza e forza di volontà e fede, infinita fede.
Chiunque vuole dare forza alla voce flebile delle Due Sicilie è bene accetto da qualunque posto, sito, movimento, raggruppamento sente il bisogno di farlo e personalmente è il benvenuto.
Il resto è nebbia!
Forza e onore
Fiore

Devo onestamente dire che la lettera della amica Praiese mi ha profondamente colpito, e come me anche altre persone.
In tutta onestà immaginavo una discussione ben più partecipata, ma nelle ultime due settimane abbiamo dimostrato che è più facile prendere spunto da argomenti di carattere nazionale per accusare liberamente chi esprime un proprio pensiero, che cercare di giustificare gli attacchi che riceviamo, e credo che su questo punto non possiamo che dar ragione a Praia a Mare, non siamo UNITI neanche nel difenderci.
In merito all’unità dei movimenti, proprio stamattina chiacchieravo con un amico che mi ha fatto notare come persone che di base ideologica, non hanno niente in comune, come possono essere Berlusconi, Bossi e Fini, (o piuttosto Veltroni, Pannella e Di Pietro), si siano uniti in un'unica forza politica che rappresenta uno dei due lati dell’italia.
Oggi posso ritenere che le uniche divergenze che ho riscontrato all’interno del nostro mondo sono di natura calcistica, (danno ricevuto dagli inglesi subito dopo l’unità d’italia), eppure sembra che i noi fratelli non ci riconosciamo!
Non credo che la generazione attuale del nostro mondo sia tanto intelligente da capire il tempo che sta buttando in inutili lotte interne per la autorità indiscussa di questo o quel partito.
Io nella mi STUPIDITA’ ho scelto di condividere il progetto dei Comitato due Sicilie, per identificare il mio pensiero, per non essere un IGNAVO, per la voglia di confrontarsi che caratterizza le persone che compongono il movimento, per gli intenti dei Comitati che ben concordano con la mia voglia di RINASCITA CULTURALE,
Quanti come me hanno deciso di dedicare il loro impegno ad un progetto di un partito o movimento che lotti per la rinascita economica del sud, sono sempre e comunque da apprezzare, come ancora oggi apprezziamo le gesta di ognuno dei briganti di quelle Benedette 350 Bande.

mercoledì 17 settembre 2008

19 e 20


Qualcuno mi ha parlato di una nave che raggiunge una meta, su cui è più costruttivo remare tutti insieme e nella stessa direzione; qualche altro di una finestra aperta su una grande piazza, offerta dai politici per farci gridare alla popolazione le nostre ragioni, la nostra storia e I nostri progetti;

Il punto non è identificare l'oggetto di cui ci serviamo, ma individuare la politica dell'unità fra noi duosiciliani che, precludendo la strada ad inutili discussioni nate da invidie, gelosie o ostracismi, ci può rendere partecipi di un progetto duosiciliano, volto alla rinascita storico-culturale-economica-politica.

Anche il sottoscritto è caduto nell'atteggiamento banale di protagonismo, e, anche se non individuale, esso tagliava i miei personali collegamenti ideologici fra due correnti con le stesse basi culturali (ma finalità diverse), e non è giustificabile nei miei confronti se la controparte ha scopi politici autoesaltanti o una prolissità sintomatica.

La nota positiva, è quella di incontrare, con molta sorpresa, una persona che, senza rinnegare il suo nome, condivide e partecipa, sfruttando i Crispi del XXI secolo, al cammino intrapreso tempo fa dai CDS (fra mille critiche) per ridare dignità alle Due Sicilie.

Qualcuno si autoproclama unico referente del meridionalismo, sancendo la sua dipendenza assoluta dall’ideologia politichese creata dall’invasione sabauda 148 anni fa quando hanno trasformato un Regno a se stante in un territorio meridionale.

Nello Esposito.

venerdì 5 settembre 2008

Comunicazione politica

Ricevo e pubblico da Nicola Zitara

Un gruppo di compatrioti, che patiscono l'emigrazione in Toscopadana, ha raccolto l'idea da me ventilata di creare un comitato di liberazione nazionale nella parte coloniale d'Italia. La presa di posizione mi spinge a un più attento esame della situazione.

La prospettiva dell'indipendenza credo sia reale, e anche vicina, ma non sarà il frutto di un'operazione patriottica. Immagino (immagino soltanto) che sia già pronto o comunque in preparazione un governo dello Stato separato (una specie di velata dittatura neocavourrista), ad opera delle forze storiche che egemonizzano la Penisola: la Chiesa, la Massoneria, la speculazione bancaria, e, perché no, la mafia siciliana, che fa politica sin dal tempo di Garibaldi a livello romano e oggi milanese. Nell'ambito dell'ipotesi, non so intuire se i sindacati, i partiti della cosiddetta sinistra, la magistratura siano dentro o fuori. A stare alle alleanze in atto, si può dire che se c'è la banca, c'è anche la sinistra; se c'è la sinistra, c'è anche la magistraura.

Questo (ipotetico) governo fantoccio servirebbe a mascherare la continuazione del colonialismo toscopadano, che non si esprime più con le baionette, ma con l'usura. La colonia di consumo paga le merci che importa al loro giusto prezzo, ma, ove le producesse da sé, non solo trasformerebbe i disoccupati in occupati, ma le pagherebbe anche di meno. Comunque il Sud continua a essere uno sbocco commerciale, oggi anche di Francia, Germania e Regno Unito. Il cedimento dei governi regionali e della partitocrazia al federalismo fiscale è un'anticipazione della futura trufffa nazionalfederale.

Il concetto su cui il federalismo stronzobossista si fonda è un imbroglio (vedere nota in Fora... su internet "La Beffa del federalismo fiscale).

Volendo parlare d'indipendenza (vera) bisogna chiarire che Sardegna, Sicilia e Napolitano, avendo una storia diversa, non presenterebbero istanze finali convergenti. E' un'esigenza di chiarezza immaginare da subito tre Stati nazionali e sovrani, che al massimo potrebbero avere in comune la moneta, la banca centrale e il confine daziario. In pratica potrebbero decidere una zona di libero scambio. Tutto il resto - esercito, polizia, pubblica amministrazione, etc. - sarebbe esclusivo.

L'ipotesi di tre Stati non sarebbe contraddetta dalle dimensioni delle tre realtà nazionali, in quanto la piccolezza dei numeri demografici e territoriali viene colmata da tre storie antichissime, le più antiche in Occidente, precedenti la nascita dell'Ellade.

Al tempo del governo borbonico - allorché si manifestò con violenza più volte, fino a preparare il successo garibaldino e toscopadano - l'indipendentismo siciliano era già antico di secoli, ed era inteso come un lotta di liberazione nei confronti di Napoli. Ebbe poi un episodio militare antiunitario nel 1944-45 che portò allo Statuto speciale siciliano. Una conquista buttata al vento, o forse è meglio dire nell'immondizia.

Anche il Sardismo ha una storia lunga di resistenza anticoloniale verso i Savoia e il Piemonte sabaudo e in seguito verso la Repubblica costituzionale e resistenziale (nordista). Nel 1948, la regione Sardegna ha avuto anch'essa uno statuto speciale, ma il passo avanti si è tradotto in due passi indietro.

Il Napolitano è allo stesso tempo unitario e antiunitario. L'identità italiana è forte fra i piccoli borghesi dell'ex capitale. La città di Napoli è unitaria per consuetudine secolare. L'unitarismo affonda le radici nella cordata culturale che lega sin dal Rinascimento le borghesie urbane di Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano e Padova. Nel decennio 1860-1870 essa voltò la faccia all'insurrezione antiunitaria delle province e preferì la subordinazione all'indipendenza. Ancora oggi Napoli è la città più garibaldinesca della Penisola.

Il neoborbonismo dei meridionali si è sviluppato negli ultimi quindici anni in seguito all'intimeridionalismo di Stronzobossi. Da quel che si vede, è più un'etichetta per inserirsi nella partitocrazia regnante che un movimento. Più un vestito della domenica che una tuta da lavoro. Esiste sulla base di comitati locali dispersi a pelle di leopardo sul territorio della Penisola. I suoi progetti politici sono minimalisti.

Ben diversa, in tutte le tre aree, è la situazione nel campo degli studi sul passato, che sono alquanto avanzati sia per merito di studiosi isolati sia per merito di ricercatori universitari. Manca però una riproposizione delle malefatte perpetrate dal Regno d'Italia e dalla Repubblica Italiana nei 150 anni di unità. Nonostante che il meridionalismo, politicamente, sia stato un'illusione - o forse peggio un alibi - esso tuttavia, tra il 1870 e il 1970, ha prodotto analisi di alto livello.

Il fallimento del meridionalismo, nelle sue versioni di liberale, cattolico e socialcomunista, dovrebbe suggerire che esso non ha mai aggredito il nodo che tiene tutto il resto: l'unità nazionale. Se ciò è esatto, la funzione di un comitato di liberazione nazionale consisterebbe nel far convergere le aspirazioni politiche di classe - liberismo, cattolicesimo, socialismo, nazionalismo, ambientalismo, volontarismo - nella struttura di uno Stato indipendente. Per cui la decisione sui rapporti sociali e lo scontro di classe sarebbero rimandati.

La mia opinione è che la nascita di questi nuclei politici caratterizzati debbano precedere la nascita del comitato nazionale di liberazione. Essi potrebbero mettersi alla prova già nell'attuale sistema. Per dirne solo qualcuna, gli emigrati potrebbero partecipare alle elezioni locali dei luoghi d'immigrazione per assicurarsi una migliore accoglienza e più rispetto; gli ambientalisti dovrebbero occuparsi del mare e dello scempio che stanno facendo i sindaci e gli operatori turistici; i socialisti hanno davanti a loro il problema del lavoro poco remunerato; gli agricoltori dovrebbero incalzare la comunità europea, che in materia di agricoltura fa chi figlio e chi figliastro. Etc. etc. senza però mai cadere nella rete del sindacato italiano, del partito italiano, del governo italiano, della massoneria italiana, della chiesa italiana, della nazionale di calcio italiana, della scuola italiana, e consimili gas soporiferi, che ci hanno costantemente allontanato da un risultato.

giovedì 31 luglio 2008

1 MILIONE DI EURO PER OGNI ANNO

1 MILIONE DI EURO PER OGNI ANNO DI OCCUPAZIONE, è questa la cifra che il defunto governo Prodi ha stanziato per le celebrazione dei 150 anni dell'unità (traffaldina) d'italia.
Con un decreto l'allora ministro della cultura (!!!) onorevole (maddechè) Francesco RUTELLI, ha istituito una apposita commissione, formata dai più altisonanti nomi della cultura toscopadana che dovranno valutare ed approvare i progetti per questa triste ricorrenza, e spartire i 150 milioni di euro che per lo stesso decreto [...avranno luogo nel territorio nazionale nel periodo 2008-2010 e specialmente nell’anno 2011, con particolare attenzione alle città di Roma, Torino e Firenze...]
[...saranno necessariamente estese ai siti più significativi del Paese, configurando conseguentemente un sistema di interconnessione anche infrastrutturale che omogeneizzerà l’intervento sul territorio rendendolo coerente con lo spirito delle celebrazioni in modo da costituire anche un fattore aggiunto in chiave di sviluppo turistico...]
Traduzione in duosiciliano: ...dopo aver depredato le casse, le banche e le industrie del Regno delle Due Sicilie, dopo aver organizzato il più grande traffico di forza umana che per necessità emigrava verso il Nord o peggio ancora all'estero, dopo aver effettuato un programma politico lungo 150 anni volto alla riduzione ai minimi termini dell'economia, della cultura e del pensiero duosiciliano, iniziamo la propaganda dell'umiliazione... torino, firenze e roma (solo perchè rutelli è romano) godranno economicamente e fisicamente, sapendo che nel 2011 in quelle città mostreranno ai duosiciliani vittime della tratta degli schiavi, un remake della sceneggiata più squallida mai organizzata da una nazione.
Duorm Carmè, ca l'aria è ... ehm ... l'unica cosa ca c'hann lassat!!!
Nello Esposito
CDS Castellammare di Stabia
http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com

mercoledì 30 luglio 2008

RISPOSTA DI MARIO MOCCIA

Caro Nello, non per protagonismo, ma perchè mi auguro si possa trattare di utile contributo, devo dirti che esordisci bene con quel "qualcuno più intelligente di me", perché c'é sempre qualcuno più intelligente di un altro, o meglio qualcuno dalla diversa intelligenza, e siccome Intelligenza viene etimologicamente da "intelligere" ( leggere dentro), il problema è tutto qui, bisogna cercare di capire che cosa hanno dentro, tutti quelli che parlano, dacché "se dalle bocche potesse uscire soltanto la verita', sai quante persone perderebbero la parola"! E da che ti conosco, la tua parola, credimi, è sempre lucida e cognitiva. Così come lo é quest'ultima tua riflessione sull'unità d'Italia, specialmente su quelli che sono i pericoli riguardanti il dover lottare contro tanti nemici "il primo dei quali è rappresentato dalla voglia di protagonismo e di potere che caratterizza l'operato di qualche esponente di movimenti indipendentisti, che sottrae energia alle azioni volte al recupero dell'identità storico culturale che è alla base del raggiungimento degli obbiettivi di noi tutti". Come se di energie non ne avessimo già poche! E quelle poche che abbiamo ci vengono inficiate dall'altro nemico che sono i media "servi dell'Italia, che diffondono propaganda sabauda screditando ingiustamente gli esponenti dei movimenti indipendentisti, accostandoli a seconda delle occasioni, a camorristi/mafiosi o a razzisti". Ebbene, Caro Nello, Sicuramente sai ( perchè ne sei partecipe), ci sono anche persone che prescindendo da quelle tue amare verità, pur essendo consapevoli delle difficoltà per addivenire a qualche risultato utile, continuano a diffondere la propria propaganda favorevole alle nostre più giuste rivendicazioni. Ma qui, a questo punto, devo essere d'accordo con te, quando concludi dicendo: "Essere consapevoli che potenzialmente siamo la maggioranza del culturalmente inesistente popolo italiano, ci dia la forza e la consapevolezza che proprio la loro creatura (l'unità dei popoli di diverse nazioni), gli si rivolterà contro. Ma questa maggioranza del culturalmente inesistente popolo italiano, deve assolutamente rendersi conto che compattezza, significa creare un unicum, una barriera insormontabile e non scalabile, per approfittarsi delle loro menti, dei loro facili consensi a fronte di generiche promesse che se non hanno mantenuto in 150 anni, continueranno a non mantenere, ottenendo intanto il loro più utile successo che è quello di tenerci divisi perchè più facile trasmettere loro la convinzione di un mondo migliore dove l'umanità potrà trovare - finalmente - la felicità. Non permettendo ad essi di guardarsi indietro, atteggiamento che da sempre vado spiegando nei miei scritti. E c'é una ragione, pur sapendo di diventare prolisso e fastidioso. Ma lo sarò anche in questa risposta per appoggiare la tua analisi; e fastidioso o meno, devo richiamarmi inevitabilmente a Nietzsche, quello vero! Quello che si rivolge all'intera umanità perché superi la divisione del lavoro; oppure quello che ha in orrore la massa dei "malriusciti" alla quale non riconosce nemmeno il diritto primario all'alfabetizzazione.

Nel processo di progressiva radicalizzazione che subì la Rivoluzione francese, fu stilata, nel 1793, una nuova Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino che nel suo primo articolo proclamava: "Il fine della società è la felicità comune". La rivendicazione di questo diritto positivo (rivendicazione che facciamo nostra anche noi umanità del 21° secolo), trovò la sua formulazione più appassionata in un celebre discorso di Saint Just pronunciato alla vigilia della controrivoluzione termidoriana. Contro questa idea "nefanda" di "felicità del popolo" si scagliarono con veemenza gli ideologi della Restaurazione.Ma questi erano grandi menti!
E quando essa ricomparve, come l'araba fenice, negli sconvolgimenti del 1848, trovò pronti a contrastarla Toqueville in Francia (che la bollò come filosofia "sensualistica e socialista") e Rosmini in Italia (che tuonò contro "la terrena e carnale felicità"). La condanna della "felicità del popolo" ebbe la consacrazione, nel 1878, persino in un'enciclica del papa Leone 13° (evidentemente agivano ancora sentimenti di terrore suscitati dalla Comune di Parigi), secondo la quale, a spingere l'umanità "alla sua estrema rovina" sarebbe stato in primo luogo "l'ardente desiderio della felicità"! Ora, se ci rifletti, anche noi meridionali ( e forse gli italiani tutti), di fronte al fallimento della democrazia ( anzi alla sua morte), siamo di fronte ad un ardente desiderio della felicità, Per cui, pur volendo ripensare a quando i nostri antenati di solo 150 anni fa, erano felici sotto l'amministrazione borbonica, a parte i pochi infelici paglietta traditori, che per questo tradimento per il quale non ottennero la felicità se non i soli trenta denari. Ecco perché ciascuno tenta di dire la propria invece di cercare la coalizzazione; per tema di sbagliare nuovamente. Avremmo bisogno di un Maestro assolutamente credibile, il cui pensiero sia incontrovertibile, inoppugnabile! Ma anche in questo caso, ci saranno sempre tanti altri che tenteranno di superare il Maestro, proprio in attesa di un evento di potere dal quale essi non vorranno restare indietro. Perciò, amico Nello, pazienza. Noi continuiamo a fare la nostra parte di diffusori di verità. Quando sarà il momento di avere un Maestro, lo riconosceremo tutti, e lo seguiremo! Per una nuova felicità.In una nuova restaurazione umana.Perché se ci pensi bene, il problema che stiamo attraversando, non riguarda solo noi, bensì l'umanità intera!

Mario moccia di Montemalo

che come detto sopra, intanto, ha detto la sua. Opinabile, ovviamente, tanto che aspetto altri intellettuali più intelligenti di me ( ammesso che io lo sia), a confutare quanto da me detto in quella che voleva solo essere una risposta ad un testo che già da solo, diceva tutto. Senza bisogno delle mie precisazioni. Ma io ho esattamente lo stesso difetto dei tanti "protagonisti". Perciò scusami. Intanto, ci vediamo a Pontelandolfo. E a questo proposito, chi non fa nessun sacrificio per esserci, non avrebbe - secondo me - neppure il diritto di insegnare agli altri come si ricostruisce uno Stato. Una Nazione!

Mario Moccia di Montemalo

lunedì 28 luglio 2008

LA SINDROME DI PASSANNANTE


il cranio e cervello di passannante
Ricevo e pubblico da ZANGARI EMILIO:


C’E’ UNA STRANA MALATTIA, SE COSI LA VOGLIAMO CHIAMARE, IN QUESTO NOSTRO PAESE .

ESISTE IN MODO ACCERTATO DA CIRCA 130 ANNI, E IN MODO UFFICIOSO, CIOE’ UFFICIALMENTE NON ACCERTATO, DA CIRCA 150 ANNI.

DICO STRANA PERCHE’, A DIFFERENZA DI ALTRE PATOLOGIE, DANNEGGIA NON CHI NE E’ AFFETTO, MA LE PERSONE CHE, INVOLONTARIAMENTE, LA SUBISCONO.

IL RICHIAMO A PASSANNANTE E’ PURAMENTE VOLUTO; QUESTO NOSTRO COMPATRIOTA , CHE TENTO’ DI UCCIDERE IL RE umberto i° ,HA SUBITO DELLE PUNIZIONI, PER QUELLO CHE HA FATTO, CHE NEMMENO IL PIU’ CRUDELE E FANTASIOSO TERRORISTA DI AL QAEDA POTREBBE PENSARE PER UN SUO NEMICO.

MA NON CI SI FERMA QUI, FURONO ARRESTATI E MESSI IN MANICOMIO ANCHE I FRATELLI E LA MAMMA DI PASSANNANTE, PERCHE’ CHI AVEVA GENERATO UN TALE MOSTRO DOVEVA ESSERE ELIMINATO; MA NON CONTENTI SI CAMBIO’ PERFINO IL NOME AL SUO PAESE NATALE, DA “SALVIA” A “savoia DI LUCANIA”.

DA QUELLA VOLTA, ESISTE UN METRO PARTICOLARE PER GIUDICARE UN DUOSICILIANO;

FINO A QUANDO NON SBAGLIA, SI COMPORTA BENE, NON PARLA TROPPO DELLE SUE ORIGINI E NON DIFENDE LA SUA STORIA O LA SUA TERRA, TUTTO BENE.

MA APPENA COMPIE QUALCOSA DI SBAGLIATO, VERO O PRESUNTO CHE SIA QUESTO QUALCOSA, TUTTO CIO’ CHE DI BUONO HA FATTO SVANISCE, ED ECCO CHE LA “PUNIZIONE” SI ABBATTE SU TUTTI I DUOSICILIANI, REI DI APPARTENERE A UNA RAZZA “INFERIORE”, “CULTURALMENTE ARRETRATA” E CHI PIU’ NE HA PIU’ NE METTA.

LE PUNIZIONI NON SONO PIU’ COME AL TEMPO DEL PASSANNANTE, SI SONO EVOLUTE ANCH’ESSE COME LA SINDROME, MA SONO SEMPRE MOLTO SOTTILI.



SE AD ESEMPIO UN INSEGNANTE BOCCIA UN ALUNNO, CHE MAGARI NON DOVEVA ESSERE BOCCIATO, (SAPPIAMO CHE PUO’ SUCCEDERE, ANCHE SE NON SO SE QUESTO E’ IL CASO), NON SI VA A VEDERE SE HA SBAGLIATO IL SINGOLO INSEGNANTE, NOSSIGNORE, PER LA PROPRIETA’ TRANSITIVA TUTTI GLI INSEGNANTI (DEL SUD) SONO DEGLI INETTI, LONTANI DALLA CULTURA DEL NORD; ERGO GLI INSEGNANTI AL NORD DEVONO ESSERE DEL NORD.

DOPO LA SPARATA SI PASSA ALLE PAROLE IN PARLAMENTO ( VEDASI ULTIMA DISCUSSIONE ALLA CAMERA , PER L’APPROVAZIONE DELLA MANOVRA FINANZIARIA), E COSI IL CONCETTO PASSA ALLA SUA ESECUZIONE.



MA, SIGNORI, NON CI SI FERMERA’ QUI;

NON E’ GIUSTO CHE A INCASSARE LE TASSE AL NORD CI SIANO IMPIEGATI DEL SUD, LE TASSE AL NORD E’ GIUSTO CHE LE INCASSI UN IMPIEGATO DEL NORD,

E COSI SARANNO SERVITI GLI IMPIEGATI DELLE IMPOSTE DIRETTE;

NON E’ GIUSTO CHE QUANDO SI VA ALL’INPS, PER PARLARE DELLE PENSIONI, CI SIA UN IMPIEGATO DEL SUD, NELLE SEDI INPS DEL NORD CI DEVONO ESSERE IMPIEGATI DEL NORD.

E COSI SARANNO SERVITI GLI INPIEGATI DELL’INPS.

E GLI IMPIEGATI DELL’INAIL?

E TUTTI GLI ALTRI?

LA REGOLA CHE SI VUOL FAR PASSARE E’ SEMPLICE, CERTI LAVORI NON SPETTANO AI DUOSICILIANI;

MA MAGARI, NELLA LORO INFINITA BONTA’, ALCUNI LAVORI SARANNO LASCIATI ANCHE A NOI; BADANTI, EDILI(MURATORI),OPERATORI ECOLOGICI(SPAZZINI) E ALTRI.

STIAMO ANDANDO VERSO UNA INDIPENDENZA” VIRTUALE” CHE LASCERA’ AL NORD TUTTI I VANTAGGI CHE UN’INDIPENDENZA PUO’ DARE E AL SUD TUTTI GLI SVANTAGGI CHE UNA INDIPENDENZA PUO’ PORTARE.

E INTANTO I VARI MOVIMENTI DUOSICILIANI DISCUTONO DI “STRATEGIE”, DI “PARTITI POLITICI” NUOVI E SGANCIATI DAL SISTEMA ATTUALE E TANTE BELLE PAROLE .

SIGNORI, L’UNITA’ DEI DUOSICILIANI STA DIVENTANDO UN QUALCOSA DI IRRINUNCIABILE E DI IMPROROGABILE.

PER CHI CREDE IN UN PROGETTO DI SVILUPPO DEI NOSTRI TERRITORI, UNIRE LE NOSTRE FORZE DEVE ESSERE UN PUNTO FERMO VERSO CUI TUTTI DOBBIAMO SFORZARCI DI CONVERGERE, PER POTERE POI,CON LA NOSTRA PRESENZA NELLE ISTITUZIONI, AGIRE PER OTTENERE QUELLE CONDIZIONI CHE SONO INDISPENSABILI PER POTER CAMBIARE UNA SITUAZIONE SEMPRE PIU’ DEGRADATA.

SE COSI NON SARA’ LA “SINDROME DI PASSANNANTE” DIVENTERA’ UNA NORMA

A CUI TUTTI SI DOVRANNO ATTENERE.

ZANGARI EMILIO – COMITATI DUE SICILIE - LOMBARDIA

martedì 22 luglio 2008

Vicino agli occhi...lontano dal cuore

La tranquillità nel vivere la situazione politica nell’ambito nazionale, e di riflesso in quello cittadino si ripercuote sulla programmazione di eventi ed azioni volte al beneficio della popolazione,
La voglia e la paura di tenere ben saldo il potere conquistato con gli espedienti e le furbizie figlie della mentalità sabauda, sono il colpo di grazia per l’impegno che i veri duosiciliani mostrano per una rinascita storico-culturale della Nazione delle Due Sicilie.
Paradossalmente risulta più semplice per noi duosiciliani aprire una breccia nella cocciutaggine storico-propagandistica in terra straniera, dove addirittura una delegazione dell’esercito piemontese è venuto a rendere omaggio ai caduti nel lager sabaudo delle finestrelle in occasione della posa della lapide commemorativa, mentre i nostri connazionali, conterranei, paesani, preferiscono dormire su un cuscino di schede elettorali.
L’eccezione che conferma la regola del “lontano dagli occhi lontano dal cuore” è rappresentata dall’amministrazione di Pontelandolfo, che diversamente dalle decisioni prese nelle lontane terre piemontesi, rende difficile le manifestazioni che i patrioti duosiciliani stanno faticosamente organizzando per il 14 agosto prossimo, per rendere omaggio ai caduti in quella località nel lontano (culturalmente parlando) 1861.
D'altronde anche il sito web istituzionale di Pontelandolfo, nella sezione storia, narra ambiguamente le vicende di quei giorni, parlando dettagliatamente dei soli ammazzamenti attribuiti ai Briganti, […] pagando così con la morte e la distruzione la tanto sospirata Unità d’Italia […]
Al momento sono in corso altre richieste di posa di targhe commemorative, e visto le difficoltà in cui si trovano i politici locali, prevediamo …
Nello Esposito
http/nazionedelleduesicilie.blogspot.com

martedì 15 luglio 2008

Banana Joe


Dal film Banana Joe: “...loro raccolgono le banane per 25 ore al giorno, ...sa metto l'orologio 1 ora indietro durante la giornata..., li paghiamo poco e quello che guadagnano lo spendono nel nostro casinò...”
Ora la realtà supera la fantasia.
147 anni fa cavour invase l'italia con i soldi e l'appoggio politico estero, che finanziarono la missione del nizzardo.
Il primo passo fu quello di smantellare le industrie fiorenti presenti nel Regno Duosiciliano. Posizionarono funzionari marionette in posti strategici per avere una gestione diretta dei proventi delle tasse. Grazie alla stampa, che già allora era propagandistica, dipinsero il nostro regno come destinato al fallimento, ed esaltarono lo stato sardo-piemontese come macchina di perfetta efficienza. Anche questo provocò la famosa “questione meridionale”, ed il fenomeno di emigrazione di massa. I milioni di duosiciliani, che per istinto di sopravvivenza emigrarono al nord, furono tristemente e silenziosamente protagonisti nella realizzazione delle grandi imprese del nord, che con i fondi statali, provenienti dalle tasse pagate dagli stessi emigranti e dalle loro famiglie, costruirono le grandi infrastrutture nel neonato regno di italia.
Nel 1946 qualcuno disse: l'italia è una repubblica fondata sul lavoro (dei duosiciliani aggiungo io).
Quando la grande industrializzazione al nord era stata fatta grazie a noi, si inventarono le aree sottosviluppate (noi) e la cassa per il mezzogiorno, in modo da sfruttare la monodopera dei duosiciliani a servizio delle imprese private del nord per creare infratrutture al sud pagate dalla gente del sud. Poi sfruttando la mentalità delle aree sottosviluppate, lo stato invita (pagando profumatamente) le imprese del nord ad investire (sempre con i soldi delle tasse della gente del sud) nel mezzogiorno, restituendo parte degli investimenti e non pretendendo da tali imprese i contributi per i lavoratori impiegati. Quando tutta questa magia è finita, chiudono i battenti, “richiamando” e costringendo i lavoratori ad un trasferimento in altri luoghi (nord).
Ad un certo punto si inventano la crisi delle industrie pubbliche (Enel, Fs, Sip, Acquedotti,...) e chiedono agli imprenditori (sempre del nord) di aiutare lo stato a non fallire (privatizzazione delle imprese pubbliche), regalando agli acquirenti una struttura diramata su tutto il territorio nazionale.
Contemporaneamente si proclama capitale del gusto un paese del nord, garantendo per legge la genuinità di tutti i prodotti provenienti da quel posto; parte così il finanziamento pubblico per la grande produzione alimentare, che verrà smerciata dai privati toscopadani in tutta la nazione sabauda tramite i centri commerciali; i poveri in canna dei duosiciliani, per combattere la crisi economica, è costretta a comprare i loro pasti dai colonizzatori, dando a loro insaputa l'ennesimo colpo di grazia alla produzione alimentare locale.
Detto questo, e non è tutto, c'è ancora chi dice che se stiamo in questa condizione è colpa nostra!
C'è ancora chi dice che lassù al nord tutto funziona bene!
C'è ancora chi dice che il sud è un peso per l'economia nazionale!
Grazie al caiser!!!
Ma ora per completare l'opera iniziata da cavour 147 anni fa, i suoi discendenti si inventano il federalismo, che visto a modo loro, è la versione in politichese della frase presa dal film Banana Joe!
Nello Esposito
http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com

venerdì 11 luglio 2008

BOZZO

Caro Esposito,
non ho detto che la camorra fosse figlia dell'insorgenza borbonica, ma al contrario che essa si rafforza nella estraneità tra popolo e stato a Napoli quando essa cessa di essere capitale di un regno. Sono quindi lieto che lei mi abbia reinterpretato. Il regno fu un centro odi grande civiltà e di forte intensità culturale, basta pensare ai suoi filosofi e ai suoi santi, a Giovanni Battista Vico e a sant'Alfonso Maria De Liguori. concludo con le sue conclusioni.

Con amicizia

don Gianni Baget Bozzo

-------Messaggio originale-------

Padre Baget Bozzo,

Le chiedo scusa per averla giudicato troppo impulsivamente, Le chiedo
scusa per aver atteso tanto tempo per farlo.

In un suo articolo sul giornale Panorama del 5 giugno, Lei ha dichiarato
che la camorra e figlia dell'insorgenza borbonica, ed io ho insinuato
che chi scriveva era una "prevetariello" manovrato. Ho agito d'impulso
ed accecato dalla rabbia nei Suoi confronti, ma questo tempo trascorso
mi è stato utile per capire chi è Padre Baget Bozzo, un uomo di fede, e
di grandissima cultura che non poteva essere identificato con il mio
giudizio, Le chiedo ancora scusa.

Non voglio entrare nel merito "borbonico" perché la pensiamo
diversamente, ed un confronto potrebbe semplicemente evidenziare tali
differenze di pensiero.

Lei, a questo punto avrà accentuato con una smorfia il suo disappunto
nei miei riguardi, "ecco un altro borbonico!"

Se borbonico e colui che spera nel ritorno della monarchia alla guida
del rinato Regno delle due Sicilie, io NON sono un borbonico; se
borbonico, è colui che ama la propria terra, la propria storia, finanche
il proprio cognome, e lotta per la rinascita CULTURALE di un popolo che
ha subito per più di un secolo il malgoverno e la gestione fallimentare
dell'economia che storicamente era sempre stata fiorente, attiva e
protagonista nell'ambito europeo, si io SONO UN BORBONICO.

Allora se sono cosciente delle divergenze esistenti tra me e Lei nel
considerare i Borbonici, perché mi sono arrabbiato?

Vede, io sono nato e cresciuto in un quartiere che le amministrazioni
locali hanno reso nel corso degli anni un ghetto pieno zeppo di
malviventi, e nella mia vita ho avuto modo di poter constatare che
esistono due tipi di camorra, quella reale fatta di omicidi, scippi,
rapine, droga; e quella insita nelle persone *non solo* napoletane,
quella della signora che ti sorpassa nella fila della posta, quella di
chi parcheggia in doppia fila, quella di chi non paga le tasse, quella
di chi lancia l'accendino allo stadio, quella di chi giudica le persone
in base alla provenienza geografica, sono tutti atteggiamenti che
tendono a far passare per normale la legge del più forte.

Non penso che chi protegge la propria terra (a prescindere dal fatto che
sia giusto o meno nei confronti della collettività) possa essere
considerato un camorrista, e sentire qualcuno che non perde occasione
per indicare come camorristi il nostro popolo e la nostra storia, ha
fatto si che la mia rabbia prevaricasse sull'educazione.

Padre Baget Bozzo, io veramente sono dispiaciuto per averla offesa, e Le
chiedo scusa.

A Maronn c'accumpagn

Nello Esposito

VEDI ANCHE
http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com/2008/06/pazziell-man-e-creature.html

giovedì 3 luglio 2008

PAROLE..PAROLE..PAROLE

Cantava la celebre canzone, ma ancora una volta la devo dedicare alle promesse degli ascari, in particolare del Sindaco di Castellammare di Stabia On.Salvatore Vozza, il quale aveva promesso tempo addietro di rimuovere lo stallo di un parcheggio a pagamento in prossimità di un accesso sul marciapiede per disabili, ma nonostante le promesse ad oggi...mio fratello Fato, deve continuare ad insistere per...
Oggi esiste ancora chi non mantiene le promesse e chi continua a gestire svogliatamente la nostra terra. Si organizzano convegni per vantarsi delle grandi battaglie intraprese, e non si ha la forza neanche di cancellare un po' di pittura blu dalla strada, COMPLIMENTI VOZZA!!!

...ricevo e pubblico

Salve signor Vozza Salvatore a distanza di quasi due mesi le riscrivo sempre per quel famoso "posto blu";
mi aveva promesso che, in data 19 maggio, lei personalmente aveva appena dato comunicazione alla SINTESI.
Vi riscrivo il 4 giugno...ma nulla nemmeno una risposta da parte vostra...oggi è 3 luglio vediamo cosa succede se invio questa lettera per conoscenza anche ad altre persone
Un caloroso Buonevacanze
Esposito Geom.Vincenzo
--------------------------------------------------
From: "Geom.esposito" <geom.esposito@alice.it>
Sent: Wednesday, June 04, 2008 10:00 AM
To: "sindaco" <sindaco@comune.castellammare-di-stabia.napoli.it>
Subject: Fw: Barriere architettoniche???
Egr .Sig Sindaco
in riferimento alla sua mail datata 19 maggio
le comunico che in data odierna lo stato di sosta a pagamento anteposto
alla discesa per i diversamente abili è ancora li!
La Sintesi come vedo ha tanta voglia di lavorare. Fiducioso ancora nel suo
operato, aspetto novità!
Esposito Geom Vincenzo

--------------------------------------------------
From: <sindaco@comune.castellammare-di-stabia.napoli.it>
Sent: Monday, May 19, 2008 7:23 PM
To: "Geom.esposito" <geom.esposito@alice.it>
Subject: Re: Barriere architettoniche???

Egr. Sig. Esposito,
in riferimento alla Sua mail, Le comunico che in data odierna ho dato
disposizioni alla SINTESI,Ditta incaricata per la segnaletica stradale, di
cancellare lo stallo di sosta a pagamento da Lei segnalato.
Cordiali saluti
f.to Il Sindaco
Salvatore Vozza

Egragio Signor Sindaco non aspetto in nessun modo un a Vostra risposta in
merito all a mia mail...ma almeno faccia qualcosa per eliminare quel
parcheggio a pagamento vicino alla rampa!


Sent: Monday, May 19, 2008 10:55 AM
To: sindaco
Subject: Barriere architettoniche???

From: Geom.esposito
Sent:
Friday, May 09, 2008 10:04 AM
To:
sindaco
Subject:
eliminazione delle barriere architettoniche??
Egregio sig. Sindaco della mia città,
Le scrivo per farLe vedere (evidentemente gira poco in città) una cosa che mi ha lasciato ESTEREFATTO!!!Ho quindi pensato di fotografarla ed inviarle la foto in allegato, la foto in questione è stata da me scattata nei pressi della banca stabiese (direzione p.zza matteotti) e riguarda un'accesso per i disabili al suddetto marciapiede.Evidentemente a qualcuno è sfuggito il fatto che non è possibile dare in concessione lo spazio antistante le rampe(che tra l'altro dovrebbero esser state fatte con i fondi per l'abbattimento per le barriere architettoniche, o sbaglio?)pensando bene di recuperare anche quel metro di parcheggio, da notare anche che le strisce pedonali sono in un'altra zona, ma la segnaltica orizzontale non andrebbe fatta con una certa regola?o meglio da persone un pò più competenti?Fiducioso nel suo operato, attribuendo quindi l'errore agli operai che per menefreghismo non si sono fermati neanche di fronte ad una rampa, le allego la foto in questione sperando che ripristini lo stato dei luoghi nel più breve tempo possibile (evitando quindi eventuali sanzioni) e permettendo soprattutto ai disabili ed alle signore col passeggino un tranquillo "giretto in villa".
Ancora GRAZIE!
Vincenzo Esposito