sabato 6 settembre 2008

INFORMATIA

Qualche tempo fa, esisteva la stampa serva del potere, (qualche tempo fa???), che diffondeva notizie atte ad esaltare le disastrose imprese statali, in modo da far sembrare la TRABANT, l'unica auto funzionante del mondo, oppure che la minestra di cavolo e gallina fosse l'alimento preferito dallo ZAR.
Quello che ieri, 5 settembre, ho visto al TG2 della sera, ha superato di gran lunga tutta l'informatia comunista di una volta.
Ho visto un servizio relativo alla frode alimentare che molti caseifici, anche di marche importanti (che non possono essere elencate per ovvi motivi di mercato), hanno per lungo tempo perpretato ai danni di consumatori, che ignari compravano lavorati di provenienza casearea il cui elemento base risultava essere nella migliore delle ipotesi formaggio scaduto, e che veniva lavorato in fabbriche insieme a scarafaggi, escrementi ed in ambienti carenti di tutte le più elementari norme igieniche.
Stiamo parlando delle fabbriche del perfetto nord.
A controllare questa fabbriche, puntualmente andavano i funzianari delle ASL locali, che probabilmente non sono mai entrati in quelle fabbriche, passando solo per i loro uffici, dove venivano elargite per loro laute mance, per chiudere un occhio sui controlli igienici, anzi viste le immagini al TG, avrebbero dovuto chiuderene due di occhi.
Stiamo parlando del perfetto lavoratore del nord.
Le grandi catene alimentari, non penso siano al corrente delle procedure di lavorazione dei prodotti esposti sui loro scaffali, che nascosti dietro ai loro bei marchi colorati, ci vendono formaggio già grattuggiato. Questo è solo quello che è venuto fuori dalle indagini, ma ci sarebbe da controllare tutti i prodotti esposti sugli scaffali, come e dove vengono prodotti e come possono avere prezzi molto bassi.
Stiamo parlando della grandi catene di distribuzione del nord.
Il fatto che i prodotti dei supermercati siano tutti dello stesso sapore, che puzzano di plastica e provengono da chissà dove, lo immaginavo, ma non potevo immaginare che il perfetto prodotto ed la perfetta organizzazione del nord, nasca dalla propaganda statale e dalla informatia toscopadana.
Bene a confermare il mio pensiero ci pensa lo stesso TG2, che subito dopo le sconvolgenti immagini lancia una propaganda all'impresa statale del famoso formaggio di parma (l'autoproclamata capitale del gusto), che nasconde un chiaro messaggio ed una gratuita pubblicità alla stessa azienda, dichiarandola estranea a quanto accaduto. Certo la paura di un crollo delle vendite ha colpito un po' tutto ilpolo alimentare toscopadano, e la televisione di stato deve correre ai ripari.
Perchè non è stato fatta la stessa cosa anche per il Consorzio Mozzarella di Bufala Campana?
Nello Esposito

GRAZIE CAVALIERE!

(Cavaliere Dott. Salemi Giovanni)
Dott.Salemi Giovanni
ast-cst@fincantieri.it
ccgeom.esposito@gmail.com,
comitato@legittimisti.it
data5 settembre 2008 18.14
oggettoReali Cantieri Navali di C/mare di Stabia






Ho letto la lettera da Voi scritta al geom.Esposito in risposta alla sua proposta-richiesta di affiggere all'esterno del Vostro Stabilimento,già Reali Cantieri Navali,una targa di ricordo della fondazione dello stesso.
Tale operazione non porterebbe certo a sminuire il valore dello Stabilimento allo stato attuale,nè metterebbe in discussione tutte le opere in esso realizzate,e sono molte ed importanti per la storia navale dell'Italia .
La targa,ripeto,avrebbe la sola funzione di ricordare la fondazione e la paternità dello stabilimento ,dando a tutti la possibilità di conoscere quello che fu in altro dei tanti primati di quel Sud libero ed indipendente,precedente all'occupazione savoiarda-liberale,dal prestigioso nome di Regno delle Due Sicilie .
In ultimo : la firma della lettera è inintelligibile e resta la
curiosità di sapere se trattasi di cognome meridionale ,cosa che spero ardentemente non sia.
Distinti saluti Giovanni Salemi

venerdì 5 settembre 2008

Comunicazione politica

Ricevo e pubblico da Nicola Zitara

Un gruppo di compatrioti, che patiscono l'emigrazione in Toscopadana, ha raccolto l'idea da me ventilata di creare un comitato di liberazione nazionale nella parte coloniale d'Italia. La presa di posizione mi spinge a un più attento esame della situazione.

La prospettiva dell'indipendenza credo sia reale, e anche vicina, ma non sarà il frutto di un'operazione patriottica. Immagino (immagino soltanto) che sia già pronto o comunque in preparazione un governo dello Stato separato (una specie di velata dittatura neocavourrista), ad opera delle forze storiche che egemonizzano la Penisola: la Chiesa, la Massoneria, la speculazione bancaria, e, perché no, la mafia siciliana, che fa politica sin dal tempo di Garibaldi a livello romano e oggi milanese. Nell'ambito dell'ipotesi, non so intuire se i sindacati, i partiti della cosiddetta sinistra, la magistratura siano dentro o fuori. A stare alle alleanze in atto, si può dire che se c'è la banca, c'è anche la sinistra; se c'è la sinistra, c'è anche la magistraura.

Questo (ipotetico) governo fantoccio servirebbe a mascherare la continuazione del colonialismo toscopadano, che non si esprime più con le baionette, ma con l'usura. La colonia di consumo paga le merci che importa al loro giusto prezzo, ma, ove le producesse da sé, non solo trasformerebbe i disoccupati in occupati, ma le pagherebbe anche di meno. Comunque il Sud continua a essere uno sbocco commerciale, oggi anche di Francia, Germania e Regno Unito. Il cedimento dei governi regionali e della partitocrazia al federalismo fiscale è un'anticipazione della futura trufffa nazionalfederale.

Il concetto su cui il federalismo stronzobossista si fonda è un imbroglio (vedere nota in Fora... su internet "La Beffa del federalismo fiscale).

Volendo parlare d'indipendenza (vera) bisogna chiarire che Sardegna, Sicilia e Napolitano, avendo una storia diversa, non presenterebbero istanze finali convergenti. E' un'esigenza di chiarezza immaginare da subito tre Stati nazionali e sovrani, che al massimo potrebbero avere in comune la moneta, la banca centrale e il confine daziario. In pratica potrebbero decidere una zona di libero scambio. Tutto il resto - esercito, polizia, pubblica amministrazione, etc. - sarebbe esclusivo.

L'ipotesi di tre Stati non sarebbe contraddetta dalle dimensioni delle tre realtà nazionali, in quanto la piccolezza dei numeri demografici e territoriali viene colmata da tre storie antichissime, le più antiche in Occidente, precedenti la nascita dell'Ellade.

Al tempo del governo borbonico - allorché si manifestò con violenza più volte, fino a preparare il successo garibaldino e toscopadano - l'indipendentismo siciliano era già antico di secoli, ed era inteso come un lotta di liberazione nei confronti di Napoli. Ebbe poi un episodio militare antiunitario nel 1944-45 che portò allo Statuto speciale siciliano. Una conquista buttata al vento, o forse è meglio dire nell'immondizia.

Anche il Sardismo ha una storia lunga di resistenza anticoloniale verso i Savoia e il Piemonte sabaudo e in seguito verso la Repubblica costituzionale e resistenziale (nordista). Nel 1948, la regione Sardegna ha avuto anch'essa uno statuto speciale, ma il passo avanti si è tradotto in due passi indietro.

Il Napolitano è allo stesso tempo unitario e antiunitario. L'identità italiana è forte fra i piccoli borghesi dell'ex capitale. La città di Napoli è unitaria per consuetudine secolare. L'unitarismo affonda le radici nella cordata culturale che lega sin dal Rinascimento le borghesie urbane di Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano e Padova. Nel decennio 1860-1870 essa voltò la faccia all'insurrezione antiunitaria delle province e preferì la subordinazione all'indipendenza. Ancora oggi Napoli è la città più garibaldinesca della Penisola.

Il neoborbonismo dei meridionali si è sviluppato negli ultimi quindici anni in seguito all'intimeridionalismo di Stronzobossi. Da quel che si vede, è più un'etichetta per inserirsi nella partitocrazia regnante che un movimento. Più un vestito della domenica che una tuta da lavoro. Esiste sulla base di comitati locali dispersi a pelle di leopardo sul territorio della Penisola. I suoi progetti politici sono minimalisti.

Ben diversa, in tutte le tre aree, è la situazione nel campo degli studi sul passato, che sono alquanto avanzati sia per merito di studiosi isolati sia per merito di ricercatori universitari. Manca però una riproposizione delle malefatte perpetrate dal Regno d'Italia e dalla Repubblica Italiana nei 150 anni di unità. Nonostante che il meridionalismo, politicamente, sia stato un'illusione - o forse peggio un alibi - esso tuttavia, tra il 1870 e il 1970, ha prodotto analisi di alto livello.

Il fallimento del meridionalismo, nelle sue versioni di liberale, cattolico e socialcomunista, dovrebbe suggerire che esso non ha mai aggredito il nodo che tiene tutto il resto: l'unità nazionale. Se ciò è esatto, la funzione di un comitato di liberazione nazionale consisterebbe nel far convergere le aspirazioni politiche di classe - liberismo, cattolicesimo, socialismo, nazionalismo, ambientalismo, volontarismo - nella struttura di uno Stato indipendente. Per cui la decisione sui rapporti sociali e lo scontro di classe sarebbero rimandati.

La mia opinione è che la nascita di questi nuclei politici caratterizzati debbano precedere la nascita del comitato nazionale di liberazione. Essi potrebbero mettersi alla prova già nell'attuale sistema. Per dirne solo qualcuna, gli emigrati potrebbero partecipare alle elezioni locali dei luoghi d'immigrazione per assicurarsi una migliore accoglienza e più rispetto; gli ambientalisti dovrebbero occuparsi del mare e dello scempio che stanno facendo i sindaci e gli operatori turistici; i socialisti hanno davanti a loro il problema del lavoro poco remunerato; gli agricoltori dovrebbero incalzare la comunità europea, che in materia di agricoltura fa chi figlio e chi figliastro. Etc. etc. senza però mai cadere nella rete del sindacato italiano, del partito italiano, del governo italiano, della massoneria italiana, della chiesa italiana, della nazionale di calcio italiana, della scuola italiana, e consimili gas soporiferi, che ci hanno costantemente allontanato da un risultato.

mercoledì 3 settembre 2008

lunedì 1 settembre 2008

BENTROVATI

Tre settimane sono passate dall’ultima volta che ho acceso un computer, letto un quotidiano, parlato di Due Sicilie, ed oggi ritorno, e leggo le novità.

Nel mondo continua il servilismo verso i paesi che consumano o producono petrolio, verso i banchieri mediorientali, verso le potenze militari, creando sempre le fazioni del pro o contro qualcosa a prescindere dall’argomento trattato, facendo passare per salvaguardia dei diritti umani le azioni politiche dettate dalla sete di potere.

L’italia dal canto suo fa la figura della battona d’alto borgo, viene derisa dal mondo occidentale ed ignorata da quello orientale, mentre in lingua italiana vengono diffusi improbabili proclami marcati dall’egocentrismo spettacolare.

Sfogliando a ritroso i giornali, cercando di capire cosa ci riserva il prossimo futuro, scopro che i media, per circa un mese hanno dedicato costantemente fra la prima e la seconda pagina, lezioni di apprendimento del federalismo, riempiendo di cifre, percentuali. importi, debiti, ricavi, pro e contro annunciando che o ci sarà federalismo o ci saranno i fucili, o cadrà il governo, proclamando un confronto con tutte le regioni del Sud, insomma i media ci inculcano ed i politici ci inculano.

Riassumendo: il solleone ha provocato molte lesioni celebrali ai tanti governanti e uomini di potere.

Dopo la ristoratrice pausa estiva, continuerò a scrivere su questo blog per il recupero dell’identità culturale del popolo Duosiciliano soppressa 148 anni fa.

Nello Esposito

giovedì 14 agosto 2008

PEZZENTI ARRICCHITI


Immaginate di possedere una storia (non ci vuole poi tanto), ora immaginate di essere vittime del furto della vostra storia, i vostri beni e la vostra dignità (anche per questo lo sforzo è minimo) poi quando per vostra riacquistata dignità cercate di divulgare la verità sulla vostra storia, qualcuno, il ladro, vi dice non è il caso di rivangare cose del passato, è meglio associare le grandiosità delle opere che oggi si vedono al mio nome.
Oggi non ho altre parole per descrivere questa lettera che ho ricevuto dalla Fincantieri di Castellammare di Stabia in risposta alla mia richiesta di apposizione di una lapide commemorativa intitolata a Ferdinando IV di Borbone nei pressi dell'ingresso del Real Cantiere Navale di Castellammare di Stabia (oggi fincantieri, i pezzenti arricchiti)
Nello Esposito

giovedì 7 agosto 2008

In difesa della Reggia

ricevo e pubblico da Fiore Marro...

Vi presento in anteprima il manifesto a difesa di Palazzo Reale di Caserta che sarà affisso dalla sera di giovedì 7 agosto 2008 a Caserta e S.Nicola La Strada.
forza e onore
fiore
www.comitatiduesicilie.org


martedì 5 agosto 2008

SENTENZA TMO

Ricevo e pubblico copia della sentenza relativa alle frequenze utilizzate dalla TMO (telestreet duosiciliana)

IL SENTIERO DI LACRIME

di Brian Childers 1998
poeta indiano

Guardo la lunga strada dietro al mio cuore
è intensa con il dolore della mia gente
Paingo lacrime di dolore per tutto quello che abbiamo perso
come abbiamo sempre marciato lontano dalla nostra terra natale
Sulle tracce delle lacrime

Milgio dopo miglio e giorno dopo giorno
il nostro popolo è in numero inferiore ogni giorno che sorge
Malattie e fame, essi pagano il loro terribile pedaggio,
e soffriamo ancora marciando
sulle tracce delle lacrime

Guardo la mia amata indebolita e caduta
sulla strada come tanti prima di ...
con le lacrime agli ogghi, tengo mia moglie al mio petto
e fra le mie braccia esala l'ultimo respiro
sulle tracce delle lacrime

miglio dopo miglio e giorno dopo giorno
marciamo verso una terra promessa per tutti i tempi
ma so che non posso più andare avanti
so che è un paese che non vedrò mai
sulle tracce delle lacrime

Come il mio corpo cade ad abbracciare la terra
il mio spirito vola per salutare il cielo
con il mio ultimo respiro io sono finalmente libero
per iniziare il lungo viaggio verso casa
sulle tracce delle lacrime

domenica 3 agosto 2008

UNITARISMO OSSESSIVO

Onore ad Enzo Sindoni, che con una martellata ha attirato su di se, ma soprattutto sul nome di Garibaldi, le attenzioni delle cronache nazionali ed estere.
Il TIMES ha pubblicato un filosabuado articolo sulla ormai celebre martellata con cui il sindaco di Capo d'Orlando ha demolito il mito ed il nome della piazza dedicata al mercenario dei due mondi.
Ma tutta questa attenzione ha risvegliato le cellule dormienti dell'UNITARISMO OSSESSIVO.
Francesco Renda storico “cerchiobottista” che vive a Palermo si è detto sconcertato per l'avvenimento ma ha dichiarato “...Dobbiamo rivedere la storia, parlarne, discuterne, ma senza colpi ai nomi in luogo pubblico”
Mentre Vincenzo Consolo (palermitano che vive a Milano quindi lontano dalla sua gente) “il movimento antigaribaldi è ignorante ed osceno”
Ma a questi si aggiunge il folcloristico Vittorio Sgarbi, quello che una volta era il viceministro della cultura ed oggi sindaco di Salemi (Sicilia), che addirittura rispolvera e riposiziona la targa garibaldina della proclamazione della sua città a capitale d'italia, (simbolo dell'operetta di quei tempi), ribadendo che la storia non si mette in discussione, e questa operazione vuole ribadire i valori risorgimentali. Concludendo con un “La storia non si cancella”.
Tutte queste sceneggiate, Giuseppe Sciano, in passato, così le definisce “...continuano ad essere squallide retoriche ripetizioni della falsità dell'agiografia risorgimentale, senza alcun rispetto per la verità e per lo svolgimento dei fatti. Il tutto all'insegna del complesso di inferiorità (politico, mentale e psicologico) e dell'alienazione culturale. È la SINDROME DI STOCCOLMA.”
Ma la parola Risorgimento, vuole indicare risorgere da qualcosa che storicamente e culturalmente non è MAI esistito, pertanto non comprendo i commenti di tutti questi INTELLETTUALI, che oggi come 148 anni fa leccano i piedi al potere prepotente della nuova nazione nata senza identità, senza storia, senza cultura, sulla pelle e sul sangue di un popolo pacifico, i duosiciliani.
Risorgere si associa ad una immagine ascendente, mentre dopo 148 anni dal sabaudo risorgimento, le Due Sicilie sono caduti nel baratro della fame, della miseria e del degrado culturale figli della mentalità cavuriana e della propotenza garibaldina.
La prepotenza di chi oggi, rivestendo un ruolo ed una immagine di rilievo mediatico, impera sulla gente dichiarando IL RISORGIMENTO NON SI DISCUTE.
No onorevole Sgarbi la storia non si cancella, nessuno vuole cancellarla, anche perchè sarà difficile cancellare dal nostro animo il dolore che hanno provato i nostri avi, vinti da macellai che per nascondere il sangue dei briganti indossavano la camicia rossa.
La storia ha voluto che nelle nostre città non ci fossero piazze dedicate a Adolf Hitler, così come a New York non esiste Geronimo's avenue o Toro Seduto Square, la storia viene scritta e divulgata dai vincitori, ma in tutte le nazioni ed in tutti i tempi, giungono i giorni della detronizzazione e decapitazione delle statue dalle piazze.
Nello Esposito
CDS Castellammare di Stabia
http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com