giovedì 11 settembre 2008

800 camorristi sul treno e 1 fuori

pubblicità apparsa su un quotidiano napoletano.

Benvenuto Filastrock




La parola Filastrocca riporta la mente ad un qualcosa della nostra fanciullezza; Rock, invece, è il ritmo di chi è giovane, di chi sobbalza al Ritmo di una batteria o al fraseggio di una chitarra. Filastrocca fa pensare qualcosa di soave, lento, dolce; Rock no! E’ notevolmente qualcosa di forte, duro… Questa è la rete dove possono incontrarsi tutti quelli che come io hanno la passione per le canzoni per bambini (ed in generale tutto ciò che è cultura per i ragazzi), e amano l’intreccio e l’amalgamarsi dei ricordi che provengono dal passato con I ritmi e i gusti che sono di oggi. Gli obiettivi principali sono quelli di far tessere rapporti tra chi ha messo la propria arte musicale a disposizione dei bambini, per scambiarsi pareri, consigli e notizie; e poter fare in modo che ci siano sempre più artisti che dedicano la loro arte al mondo dell’infanzia. Per questo motivo non ho voluto dare a questo sito il mio nome, ma un nome di fantasia, questo è il sito di chi vuole condividere le esperienze di autore, compositore, genitore o insegnante di musica per bambini.

mercoledì 10 settembre 2008

GLI OCCUPANTI BANCHETTANO


Ieri ho ricevuto un invito per la rassegna "QUISISANA FESTIVAL" in occasione dell'esibizione di Amanda Sandrelli in "Storie di tango e di passioni".
Festival che si tiene all'interno del Palazzo Reale di Quisisana, oggetto di recente restauro.
L'occasione, non me ne voglia la Signora Sandrelli, era da me attesa solo per vedere il Palazzo che tanto caro fu alla famiglia Borbone, e per constatare se il Sindaco di Castellammare aveva mantenuto fede alla sua promessa, (scritta su una lettera a me indirizzata) di ricordare i Borbone una volta ultimati i lavori di restauro.
Mio malgrado non è stato possibile andare alla manifestazione ma, anche se per assurdo, mi avrebbe fatto piacere ricevere un invito del genere

martedì 9 settembre 2008

GUERRE FRATICIDE

Dovremmo abituarci a vedere in futuro, in seguito all’approvazione ed entrata in vigore del federalismo fiscale, battaglie politiche da parte delle amministrazioni o enti locali, per la difesa del potere economico dei privati che con il pagamento delle tasse contribuiscono alla crescita e sostentamento della comunità di appartenenza, ormai priva di risorse statali.

Quindi inizieranno lotte in stile “restrizioni europee sulle quote latte”, che distruggeranno realtà economiche come la mozzarella di bufala campana, piuttosto che l’olio pugliese o la cassata siciliana.

Basterà pregare che qualche coglione di tifoso distrugga un treno per deviare gli incassi da una società sportiva Napoletana ad una società televisiva milanese che godrà della decisione del tribunale di far disputare le partite a porte chiuse, costringendo i tifosi (quelli veri) ad acquistare la partita trasmessa a pagamento dal digitale terrestre.

Si minaccerà il fallimento di una società di bandiera, per farsi pagare i debiti dallo stato, debiti che rappresentano, una volta pagati, un guadagno per la società dei SALVATORI DELLA PATRIA, che a conti fatti compreranno una società con i soldi dei contribuenti.

Inizieranno guerre fratricide tra comuni confinanti, che si contenderanno il marchio DOC-DOP-IGP ecc., per batter cassa e creare potere economico.

Esempio lampante è il recente attacco del Sindaco di Gragnano ai produttori di pasta della vicina Castellammare di Stabia, colpevoli di produrre usando il nome di pastifici gragnanesi ormai chiusi da tempo.

Certo tutto questo è lecito.

Ma fino ad un certo punto.

Infatti, oltre al fatto che non vedo nessun tentativo di contraffazione o minaccia al prodotto gragnanese famoso in tutto il mondo, penso che prima di attaccare un paese amico confinante, si debba far attenzione a quello che accade internamente alle mura della città.

Sono altre, e ben più gravi, le minacce nei confronti dei prodotti gragnanesi, e purtroppo non provengono da altre città, ma agiscono in silenzio internamente al territorio comunale.

Senza considerare gli ultimi incendi di alcuni pastifici che ahimè sono vittime della sola sfortuna, ci sono altri che svendono il proprio nome, la propria arte, la propria storia ad industrie e società toscopadane, che forti economicamente stanno lentamente ed inesorabilmente colonizzando oltre alla nostra terra anche il nostro animo.

Vendere un pacco di pasta di Gragnano, e sapere che il ricavato andrà a rimpinguare le casse di una società milanese mi brucia, comprare un pacco di pasta di marca AUCHAN e leggere in un angolino: prodotto per la Rinascente Spa di Rozzano (MI) da Garofalo Spa Gragnano (NA), mi addolora, sapere che un mio parente di Bologna ha comprato in un supermercato una bottiglia di vino “GRAGNANO” e l’ha buttato perché non era buono neanche per fare da aceto mi delude.

Quindi i veri nemici, le vere minacce il sindaco di Gragnano dovrebbe individuarle all’interno del proprio feudo, che restando di natura gragnanese e di lingua napoletana, sta arricchendo grazie al proprio nome personaggi e società toscopadane.

Non penso sia utile alla comunità gragnanese, vedere fallire un antico pastificio o vederlo svenduto a persone non gragnanesi (e neanche napoletane), in un epoca in cui anche gli USA statalizzano due grandi banche, non vedo il perché il Sindaco non potrebbe municipalizzare i pastifici in difficoltà.

Nello Esposito

c.a. Ill.mo Signor Ministro Sandro Bondi - reggia di Caserta - denuncia

Ricevo e pubblico da Mario Moccia

Ill.mo signor Ministro, Conoscendo il suo percorso di studi, non credo mi necessiti tediarla spiegandole che cos'é la Reggia di Caserta, non solo per noi italiani, ma - come sostiene l'U.N.E.S.C.O., per tutta l'umanità. La presente é solo per renderla edotta di una situazione assurda, quanto disdicevole. Ma più che altro, assurda - quasi kafkiana. Io vivo a Portogruaro/VE, e recentemente sono venuti a farmi visita dei parenti dal Venezuela; e con loro - famiglia ormai allargata - alle nuove generazioni, siamo andati nel nostro Sud, a Benevento, a trovare una nostra parente. Là vicino, c'é Caserta, e uno di questi parenti venezuelani che sosteneva con le nuove generazioni che la nostra reggia era più bella di quella di Versailles; la piccola dissertazione, mi induceva a rompere gli indugi accompagnando tutti loro a visitare la Reggia. Non l'avessi mai fatto, o forse é meglio che io lo abbia fatto. Dacché uno spettacolo a dir poco indecente si presentava ai nostri occhi. Le stradine laterali al grande viale che porta alla Reggia, erano cosparse di immondizia, e le erbacce avevano preso il sopravvento sulle splendide piante, soffocandole. Ma quest'incuria era niente in confronto a quanto avvenuto dopo, quando giunti nei pressi del Palazzo vero e proprio, davanti a questo c'erano una miriade di posteggiatori di varie nazionalità, che vendevano le loro povere merci. Qualcuno più audace, si era portato ad occupare gli spazi più in prossimità dell'ingresso principale, scuscitando a questo punto il mio disappunto di italiano da un lato, ma di duosiciliano più fortemente, dall'altro. Essendo io anche emiplegico a seguito di un ictus, mi rivolgevo ( come giusto), ai guardiani, ai quali con cortese, ma fermo disappunto, facevo notare lo sconcio chiedendo perché non li cacciassero via. E perché la soprintendenza non si occupasse di far curare meglio giardini e pulizia. Questi come se io fossi un marziano, mi rispondevano anche con arroganza e cattiva educazione che non era compito loro pensare ai venditori ambulanti, e che mi rivolgessi ai vigili urnani. Cosa che facevo, tralasciando la visita alla Reggia. Ma qui subentra Kafka. Questi, allargando le braccia, mi rispondevano che non era compito loro, mentre mi sarei dovuto rivolgere ai guardiani che pure erano pagati per questo. Dimenticandosi che loro appartenevano alla stessa municipalità della città che ha l'alto onore di ospitare il gioiello vanvitelliano. Se non fossi sotto controllo farmacologico ( pastiglie per la pressione alta), mi avrebbero causato un altro ictus; E se fossi stato sano come alcuni anni fa, avremmo avuto un sacco di problemi tutti quanti.: "alcuni di loro in ospedale ( sono ancora fortissimo), ed io in galera! Perché neppure Giobbe si sarebbe potuto trattenere con tutta la sua mitica pazienza; e sfido chiunque a non pensare di aver dovuto agire picchiando selvaggiamente quello stuolo di nullafacenti imbecilli, mangiapane a tradimento! Insomma, Egregio signor ministro, ringrazio il mio ictus per come si é conclusa la cosa. E per la mia educazione e cultura che mi ha fatto tenere a freno la lingua. Ricordo solo di aver sussurrato tra i denti a mo' di commiato un "mangiapane a tradimento"! Ma non ho ottenuto nulla. Ora, illustre signor ministro rientrando la Reggia di Caserta nelle sue competenze, potrebbe far valere la sua autorità inviando un'ispezione alla stessa reggia, segnatamente all'effettivo interresse e lavoro svolto dalla soprintendenza rimuovendo quegli altri nullafacenti? E giacché c'é, perché non informa il suo primo ministro per far rimuovere il signor Sindaco che forse non sa neppure chi era il Vanvitelli? Perché secondo me non si può fare sindaco gentaglia che non é affatto vero avere i numeri per fare il "primo cittadino" primo tra chi, tra gli asini? Insomma, Illustre signore che invece ha perfettamente inteso lo spirito di questa mia denuncia, Via la soprintendenza, via il Sindaco e che si faccia vivere la Reggia di Caserta perché l'Umanità ne possa godere nei secoli a venire! Con tutta la stima unitamente ai miei migliori auguri per il Governo di cui fa parte, Contando sul suo autorevole intervento, porgo i miei più distinti saluti.
MarioMoccia di Montemalo
responsabile Comitati Duesicilie Triveneto e Trentino A.A.

sabato 6 settembre 2008

INFORMATIA

Qualche tempo fa, esisteva la stampa serva del potere, (qualche tempo fa???), che diffondeva notizie atte ad esaltare le disastrose imprese statali, in modo da far sembrare la TRABANT, l'unica auto funzionante del mondo, oppure che la minestra di cavolo e gallina fosse l'alimento preferito dallo ZAR.
Quello che ieri, 5 settembre, ho visto al TG2 della sera, ha superato di gran lunga tutta l'informatia comunista di una volta.
Ho visto un servizio relativo alla frode alimentare che molti caseifici, anche di marche importanti (che non possono essere elencate per ovvi motivi di mercato), hanno per lungo tempo perpretato ai danni di consumatori, che ignari compravano lavorati di provenienza casearea il cui elemento base risultava essere nella migliore delle ipotesi formaggio scaduto, e che veniva lavorato in fabbriche insieme a scarafaggi, escrementi ed in ambienti carenti di tutte le più elementari norme igieniche.
Stiamo parlando delle fabbriche del perfetto nord.
A controllare questa fabbriche, puntualmente andavano i funzianari delle ASL locali, che probabilmente non sono mai entrati in quelle fabbriche, passando solo per i loro uffici, dove venivano elargite per loro laute mance, per chiudere un occhio sui controlli igienici, anzi viste le immagini al TG, avrebbero dovuto chiuderene due di occhi.
Stiamo parlando del perfetto lavoratore del nord.
Le grandi catene alimentari, non penso siano al corrente delle procedure di lavorazione dei prodotti esposti sui loro scaffali, che nascosti dietro ai loro bei marchi colorati, ci vendono formaggio già grattuggiato. Questo è solo quello che è venuto fuori dalle indagini, ma ci sarebbe da controllare tutti i prodotti esposti sugli scaffali, come e dove vengono prodotti e come possono avere prezzi molto bassi.
Stiamo parlando della grandi catene di distribuzione del nord.
Il fatto che i prodotti dei supermercati siano tutti dello stesso sapore, che puzzano di plastica e provengono da chissà dove, lo immaginavo, ma non potevo immaginare che il perfetto prodotto ed la perfetta organizzazione del nord, nasca dalla propaganda statale e dalla informatia toscopadana.
Bene a confermare il mio pensiero ci pensa lo stesso TG2, che subito dopo le sconvolgenti immagini lancia una propaganda all'impresa statale del famoso formaggio di parma (l'autoproclamata capitale del gusto), che nasconde un chiaro messaggio ed una gratuita pubblicità alla stessa azienda, dichiarandola estranea a quanto accaduto. Certo la paura di un crollo delle vendite ha colpito un po' tutto ilpolo alimentare toscopadano, e la televisione di stato deve correre ai ripari.
Perchè non è stato fatta la stessa cosa anche per il Consorzio Mozzarella di Bufala Campana?
Nello Esposito

GRAZIE CAVALIERE!

(Cavaliere Dott. Salemi Giovanni)
Dott.Salemi Giovanni
ast-cst@fincantieri.it
ccgeom.esposito@gmail.com,
comitato@legittimisti.it
data5 settembre 2008 18.14
oggettoReali Cantieri Navali di C/mare di Stabia






Ho letto la lettera da Voi scritta al geom.Esposito in risposta alla sua proposta-richiesta di affiggere all'esterno del Vostro Stabilimento,già Reali Cantieri Navali,una targa di ricordo della fondazione dello stesso.
Tale operazione non porterebbe certo a sminuire il valore dello Stabilimento allo stato attuale,nè metterebbe in discussione tutte le opere in esso realizzate,e sono molte ed importanti per la storia navale dell'Italia .
La targa,ripeto,avrebbe la sola funzione di ricordare la fondazione e la paternità dello stabilimento ,dando a tutti la possibilità di conoscere quello che fu in altro dei tanti primati di quel Sud libero ed indipendente,precedente all'occupazione savoiarda-liberale,dal prestigioso nome di Regno delle Due Sicilie .
In ultimo : la firma della lettera è inintelligibile e resta la
curiosità di sapere se trattasi di cognome meridionale ,cosa che spero ardentemente non sia.
Distinti saluti Giovanni Salemi

venerdì 5 settembre 2008

Comunicazione politica

Ricevo e pubblico da Nicola Zitara

Un gruppo di compatrioti, che patiscono l'emigrazione in Toscopadana, ha raccolto l'idea da me ventilata di creare un comitato di liberazione nazionale nella parte coloniale d'Italia. La presa di posizione mi spinge a un più attento esame della situazione.

La prospettiva dell'indipendenza credo sia reale, e anche vicina, ma non sarà il frutto di un'operazione patriottica. Immagino (immagino soltanto) che sia già pronto o comunque in preparazione un governo dello Stato separato (una specie di velata dittatura neocavourrista), ad opera delle forze storiche che egemonizzano la Penisola: la Chiesa, la Massoneria, la speculazione bancaria, e, perché no, la mafia siciliana, che fa politica sin dal tempo di Garibaldi a livello romano e oggi milanese. Nell'ambito dell'ipotesi, non so intuire se i sindacati, i partiti della cosiddetta sinistra, la magistratura siano dentro o fuori. A stare alle alleanze in atto, si può dire che se c'è la banca, c'è anche la sinistra; se c'è la sinistra, c'è anche la magistraura.

Questo (ipotetico) governo fantoccio servirebbe a mascherare la continuazione del colonialismo toscopadano, che non si esprime più con le baionette, ma con l'usura. La colonia di consumo paga le merci che importa al loro giusto prezzo, ma, ove le producesse da sé, non solo trasformerebbe i disoccupati in occupati, ma le pagherebbe anche di meno. Comunque il Sud continua a essere uno sbocco commerciale, oggi anche di Francia, Germania e Regno Unito. Il cedimento dei governi regionali e della partitocrazia al federalismo fiscale è un'anticipazione della futura trufffa nazionalfederale.

Il concetto su cui il federalismo stronzobossista si fonda è un imbroglio (vedere nota in Fora... su internet "La Beffa del federalismo fiscale).

Volendo parlare d'indipendenza (vera) bisogna chiarire che Sardegna, Sicilia e Napolitano, avendo una storia diversa, non presenterebbero istanze finali convergenti. E' un'esigenza di chiarezza immaginare da subito tre Stati nazionali e sovrani, che al massimo potrebbero avere in comune la moneta, la banca centrale e il confine daziario. In pratica potrebbero decidere una zona di libero scambio. Tutto il resto - esercito, polizia, pubblica amministrazione, etc. - sarebbe esclusivo.

L'ipotesi di tre Stati non sarebbe contraddetta dalle dimensioni delle tre realtà nazionali, in quanto la piccolezza dei numeri demografici e territoriali viene colmata da tre storie antichissime, le più antiche in Occidente, precedenti la nascita dell'Ellade.

Al tempo del governo borbonico - allorché si manifestò con violenza più volte, fino a preparare il successo garibaldino e toscopadano - l'indipendentismo siciliano era già antico di secoli, ed era inteso come un lotta di liberazione nei confronti di Napoli. Ebbe poi un episodio militare antiunitario nel 1944-45 che portò allo Statuto speciale siciliano. Una conquista buttata al vento, o forse è meglio dire nell'immondizia.

Anche il Sardismo ha una storia lunga di resistenza anticoloniale verso i Savoia e il Piemonte sabaudo e in seguito verso la Repubblica costituzionale e resistenziale (nordista). Nel 1948, la regione Sardegna ha avuto anch'essa uno statuto speciale, ma il passo avanti si è tradotto in due passi indietro.

Il Napolitano è allo stesso tempo unitario e antiunitario. L'identità italiana è forte fra i piccoli borghesi dell'ex capitale. La città di Napoli è unitaria per consuetudine secolare. L'unitarismo affonda le radici nella cordata culturale che lega sin dal Rinascimento le borghesie urbane di Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano e Padova. Nel decennio 1860-1870 essa voltò la faccia all'insurrezione antiunitaria delle province e preferì la subordinazione all'indipendenza. Ancora oggi Napoli è la città più garibaldinesca della Penisola.

Il neoborbonismo dei meridionali si è sviluppato negli ultimi quindici anni in seguito all'intimeridionalismo di Stronzobossi. Da quel che si vede, è più un'etichetta per inserirsi nella partitocrazia regnante che un movimento. Più un vestito della domenica che una tuta da lavoro. Esiste sulla base di comitati locali dispersi a pelle di leopardo sul territorio della Penisola. I suoi progetti politici sono minimalisti.

Ben diversa, in tutte le tre aree, è la situazione nel campo degli studi sul passato, che sono alquanto avanzati sia per merito di studiosi isolati sia per merito di ricercatori universitari. Manca però una riproposizione delle malefatte perpetrate dal Regno d'Italia e dalla Repubblica Italiana nei 150 anni di unità. Nonostante che il meridionalismo, politicamente, sia stato un'illusione - o forse peggio un alibi - esso tuttavia, tra il 1870 e il 1970, ha prodotto analisi di alto livello.

Il fallimento del meridionalismo, nelle sue versioni di liberale, cattolico e socialcomunista, dovrebbe suggerire che esso non ha mai aggredito il nodo che tiene tutto il resto: l'unità nazionale. Se ciò è esatto, la funzione di un comitato di liberazione nazionale consisterebbe nel far convergere le aspirazioni politiche di classe - liberismo, cattolicesimo, socialismo, nazionalismo, ambientalismo, volontarismo - nella struttura di uno Stato indipendente. Per cui la decisione sui rapporti sociali e lo scontro di classe sarebbero rimandati.

La mia opinione è che la nascita di questi nuclei politici caratterizzati debbano precedere la nascita del comitato nazionale di liberazione. Essi potrebbero mettersi alla prova già nell'attuale sistema. Per dirne solo qualcuna, gli emigrati potrebbero partecipare alle elezioni locali dei luoghi d'immigrazione per assicurarsi una migliore accoglienza e più rispetto; gli ambientalisti dovrebbero occuparsi del mare e dello scempio che stanno facendo i sindaci e gli operatori turistici; i socialisti hanno davanti a loro il problema del lavoro poco remunerato; gli agricoltori dovrebbero incalzare la comunità europea, che in materia di agricoltura fa chi figlio e chi figliastro. Etc. etc. senza però mai cadere nella rete del sindacato italiano, del partito italiano, del governo italiano, della massoneria italiana, della chiesa italiana, della nazionale di calcio italiana, della scuola italiana, e consimili gas soporiferi, che ci hanno costantemente allontanato da un risultato.

mercoledì 3 settembre 2008

lunedì 1 settembre 2008

BENTROVATI

Tre settimane sono passate dall’ultima volta che ho acceso un computer, letto un quotidiano, parlato di Due Sicilie, ed oggi ritorno, e leggo le novità.

Nel mondo continua il servilismo verso i paesi che consumano o producono petrolio, verso i banchieri mediorientali, verso le potenze militari, creando sempre le fazioni del pro o contro qualcosa a prescindere dall’argomento trattato, facendo passare per salvaguardia dei diritti umani le azioni politiche dettate dalla sete di potere.

L’italia dal canto suo fa la figura della battona d’alto borgo, viene derisa dal mondo occidentale ed ignorata da quello orientale, mentre in lingua italiana vengono diffusi improbabili proclami marcati dall’egocentrismo spettacolare.

Sfogliando a ritroso i giornali, cercando di capire cosa ci riserva il prossimo futuro, scopro che i media, per circa un mese hanno dedicato costantemente fra la prima e la seconda pagina, lezioni di apprendimento del federalismo, riempiendo di cifre, percentuali. importi, debiti, ricavi, pro e contro annunciando che o ci sarà federalismo o ci saranno i fucili, o cadrà il governo, proclamando un confronto con tutte le regioni del Sud, insomma i media ci inculcano ed i politici ci inculano.

Riassumendo: il solleone ha provocato molte lesioni celebrali ai tanti governanti e uomini di potere.

Dopo la ristoratrice pausa estiva, continuerò a scrivere su questo blog per il recupero dell’identità culturale del popolo Duosiciliano soppressa 148 anni fa.

Nello Esposito