sabato 27 settembre 2008

DISCUSSIONI IDENTITARIE

RIPRENDO DAL BLOG DEL MIO AMICO ORAZIO VASTA, LA SEGUENTE DISCUSSIONE, INIZIATA DA UN POST DEL BLOG WALTERGIANNO

"La Sicilia è pur sempre Italia"
"Non sono esagerato se ritengo che a quasi ogni siciliano sia venuta in mente almeno una volta l’idea dell’indipendenza della Sicilia con Palermo ovviamente capitale. E sul web si possono individuare molte tracce di questo pensiero.


Cominciamo con www.siciliaindipendente.org, in cui capeggia l’esortazione a realizzare il desiderio dello Stato Siciliano, dove addirittura è stato realizzato un parallelismo con il Tibet, invitando la popolazione a boicottare i prodotti ed i negozi cinesi.


Tra i molti link, ce n’è anche uno che rimanda ad una petizione online (Free the Sicilian People), indirizzata al popolo americano, le cui firme sono 42. Ideata da Jeannette Bonanno, lo scopo è sensibilizzare gli statunitensi sulla situazione siciliana e sul rapporto negativo con il resto dell’Italia (“Il Nord non aiuta il sud affatto, i Siciliani vivono nella povertà, mentre il Nord è in salute”).


Non è possibile visionare la lista dei firmatari per decisione dell’autrice. Www.fns.it è, invece, il sito ufficiale del Fronte Nazionale Siciliano, il cui segretario è Giuseppe Scianò, palermitano, ex dirigente superiore dell’Amministrazione Regionale Siciliana, in pensione dal 1995. Il movimento è stato fondato nel 1964. Naturalmente lì domina di recente la condanna al Ponte di Messina, ma non per motivi ambientali o perché bisogna dare priorità ad altre infrastrutture, bensì perché “mortificherebbe” e “cancellerebbe l’identità anche geografica”. Insomma, legare la Sicilia alla Calabria renderebbe ancora più complicata la causa indipendentista.


Proseguendo il nostro viaggio sul web, si scova un’altra petizione online, registrata il 21 febbraio di quest’anno e realizzata da Domenico Letizia. Anche in questo caso le firme sono irrisorie, soltanto 9. Nello Statuto si legge una feroce critica alla politica ed al giornalismo nazionale, sentenziando che “la Sicilia per costoro (è) solo una terra da sfruttare, inquinare, violentare”. Ed il firmatario Paolo Lucio Calabrese dalla provincia di Ragusa commenta così: “la Sicilia non si difende con questi ingenui diversivi statistici; al contrario, scendendo in piazza, unendoci, coalizzandoci, organi... e proclamando l'Indipedenza dell'Isola: Tutto ciò, se necessario, con qualsiasi mezzo”.


Io non sono affatto per l’indipendenza della Sicilia: ci ho pensato talvolta, così come moltissimi, ma è un’idea che se fosse realizzata, causerebbe più danni che privilegi. Per di più, io sono fiero ed orgoglioso di essere italiano, consapevole tuttavia che non tutti gli italiani sono fieri ed orgogliosi di esserlo insieme ai siciliani. L’isola più grande del Mediterraneo, comunque, dovrebbe essere avvantaggiata dall’autonomia sancita dall’articolo 116 della Costituzione, essendo la Sicilia una Regione a Statuto Speciale, decisione che peraltro fu presa alla fine dell’epoca monarchica, cioè con l’emanazione dello Statuto da parte di Re Umberto II il 15 maggio 1946.


La Storia della seconda metà del 1900, però, ci insegna che con l’Autonomia la Sicilia non ha avuto alcuno sviluppo significativo, anzi. Ovviamente il regresso è stato anche (e soprattutto) generato dall’infiltrazione della mafia, che ha cercato sempre di dare di sé l’immagine dell’Anti-Stato che dà da mangiare, che sopperisce alle mancanze di Roma; ha pensato, tuttavia, sempre a mangiare.


Cosa Nostra è un’organizzazione criminale, che ha il fine della massimizzazione del proprio profitto. Ma l’altra faccia della medaglia della colpa è da assegnare alla politica della Prima Repubblica, esasperatamente centralizzatrice. E la politica attuale non è che stia facendo tanto per non commettere gli errori del passato, soprattutto a livello locale. E’ vero che il Presidente della Regione Siciliana è Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l’Autonomia, però ancora siamo nella fase del tutto fumo e niente arrosto, tante parole e pochi fatti.


Il federalismo fiscale potrebbe essere una svolta economica per la Sicilia, a patto che non ci faccia diventare più poveri e che ci permetta di dare di meno e di conservare di più. Non deve essere un modo per dare al Nord ciò che è del Nord e togliere al Sud ciò che non è del Sud.


Fino a prova contraria, infatti, la Sicilia è pur sempre Italia".

Movimento per l'Indipendenza della Sicilia
Il personaggio in questione, come tutti i suoi predecessori cronicamente a corto di idee, fa "strategicamente" di tutta l'erba un fascio e mette in risalto solo le iniziative dai piccoli numeri. Le due petizioni citate non sono state promosse dal MIS (la prima, per gli statunitensi, è stata aperta da una persona peraltro ignota al MIS stesso.

La seconda da un simpatizzante napoletano del MIS), anche perché è provato come le petizioni telematiche, sopratutto con una simile rivendicazione, dimostrano presto tutti i loro limiti. Ma perché il Giannò non guarda le grosse cifre dei partecipanti ai due fora del MIS (quello ufficiale sul portale che lo stesso ha visitato, e l'altro su politicaonline.net)?

Perché non ci ha chiesto le statistiche di accesso al sito (mai meno di un migliaio di visitatori al giorno, almeno una decina di migliaia di pagine visitate al dì)?

Perché dovrebbe ammettere che questo indipendentismo (almeno, "sponda MIS", ma dell'FNS non parliamo) non è più una questione per pochi affezionati.

Presto faremo un sostanziale aggiornamento del sito per evitare altre "furbate".

Nel frattempo consiglio al Giannò che se è tanto innamorato dell'Italia, ci si trasferisca e non metta più piede sul sacro suolo siciliano.

Roman Clarke

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nazionedelleduesicilie
Le cose più logiche e giuste, attraggono sempre le ironie dei vuoti d'animo. è impossibile che un siciliano possa ritenersi fiero di essere italiano, bisognerebbe come prima cosa buttare i sussudiari scolastici, che hanno impresso la cultura politica dell'italietta cavuriana, spegnere la diffidenza verso chi richiama valori storici incontestabili (perchè reali e scritti) ma soprattutto accendere il cervello e quel fioco orgoglio di appartenere ad una terra bellissima, che solo un ascaro può puntualmente accostarla alla parola mafia, partecipando anch'egli allo suqallido progetto di denigrazione geografica perpretato ai danni delle Due Sicilie da più di un secolo.

L'italia è solo un progetto politico di pochi divenuto realtà per volontà economica di altri non italiani, madre di progetti economici osmotici, emblema della distribuzione ingiusta del potere economico e politico, figlia di progetti politici disattesi, primo fra tutti quello di Massimo d'Azeglio "abbiamo fatto l'italia ora bisogna fare gli italiani" ad oggi, io sto ancora aspettando (e penso che aspetterò in eterno) qualcuno che mi faccia sentire italiano.

Concordo su quanto scritto dal MIS ma io non caccerei mai mio figlio da casa anche se parla italiano.

Nello Esposito


venerdì 19 settembre 2008

La guida turistica dell'Azienda Soggiorno e Turismo

Ieri ho avuto la fortuna di leggere la guida alla storia ed ai servizi di Castellammare di Stabia, scritta e distribuita dall’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo.

Trentanove pagine piene zeppe di storia tradizioni e cultura che confermano l’amore che provo nei confronti della mia città.

Quello che si può capire,dallo scritto dall’Ente Stabiese, è che la nostra città deve tanto alla dinastia dei Borbone, basti pensare che ben 18 pagine dell’opuscolo si riferiscono a fatti o persone dell’epoca preunitaria, o guardare la mappa della città allegata alla guida dove l’80% dei siti turistici sono stati realizzati o scoperti dai Borbone. Il tutto viene confermato da una frase all’interno della guida che riporto “Con l’unità d’Italia, termina il miglior periodo di Castellammare di Stabia”.

La reggia di Quisisana, i Cantieri Navali, le antiche terme, gli scavi romani, e le numerose ville che ospitavano le ambasciate straniere in Castellammare sono alcuni esempi di quanto era amata la città in cui vivo dai Reali delle Due Sicilie.

Eppure guardando bene la mappa, vedo le strade di Castellammare intitolate a persone che non compaiono nella guida da poco distribuita, Garibaldi, Crispi, Vittorio Emanuele, Alcide de Gasperi, Umberto I, non hanno fatto niente per meritarsi tanta attenzione, negata invece a tutti quelli che hanno contribuito a rendere Castellammare di Stabia bella ancora oggi.

Nello Esposito

giovedì 18 settembre 2008

CASERTA ED IL SUD NEL PERIODO PRERISORGIMENTALE

RICEVO DA RETE DUE SICILIE E PUBBLICO



Vi segnalo l’interessantissima manifestazione culturale che il Circolo Nazionale di Caserta ha programmato, in collaborazione con l’Associazione Culturale Borbonico “Terra di Lavoro”, per celebrare i 150 anni della sua costituzione da parte di Ferdinando II° di Borbone nel 1858, il 4 ed il 9 ottobre p.v. corredata da una impressionante mostra sul BRIGANTAGGIO del cap. Alessandro Romano ed un suggestivo CORTOMETRAGGIO del regista Mauro Caiano con sceneggiatura della studiosa meridionalista Marina Salvadore.

Nato come foresteria dei Militari Borbonici, con il tempo è diventato il Circolo più prestigioso della città. In allegato il Programma/locandina completo. L’eccezionalità dell’evento risiede nella presenza di un folto numero di soldati in uniformi storiche borboniche che sfileranno per la prima volta per il Centro di Caserta con varie tappe per i saluti alla Bandiera con spari a salve.

Con soddisfazione possiamo affermare che il lavoro dell’Associazione Culturale Borbonica, iniziato dal lontano 1995, sta portando i frutti sperati per una rivalutazione del Sud Italia, passando necessariamente per quello della Real Casa Borbone Due Sicilie che tante testimonianze di Cultura e di Civiltà ci ha lasciato. Non siamo né nostalgici né filomonarchici ma siamo giunti all’inevitabile conclusione che la Storia la scrivono i vincitori e che per mera strategia politica hanno dovuto cancellare dalla memoria del Popolo Meridionale tutti gli aspetti positivi del periodo borbonico arrivando a denigrare inverosimilmente i nostri antichi Sovrani. Caserta, in particolar modo, avrebbe dovuto essere la nuova Capitale politico-amministrativa dell’intiero Regno, con Napoli che, fino ad allora, era la terza Capitale d’Europa dopo Londra e Parigi ed oggi diventata la terzultima. Caserta che dovrebbe tributare ai Borbone l’esistenza di una propria identità e soprattutto dignità di capoluogo, senza i quali destinata a rimanere, probabilmente, villaggio o paesetto come tanti altri limitrofi. Caserta anch’essa vittima della strategia post unitaria di oblìo della Memoria, teatro degli scontri militari, veri ed unici in tutto il periodo risorgimentale, che dilaniarono i “Fratelli d’Italia” per unirla……Ma a che prezzo pagammo l’indiscussa ed indiscutibile Unità italiana? Ed ancora: A spingere i Savoia ad invadere, senza alcuna dichiarazione di Guerra, il Sud Italia, furono solo motivi ideologici? Il Sud Italia era veramente in condizioni di povertà assoluta e di sottomissione alla tirannide dei Borbone Due Sicilie? Cosa successe dopo il 1860 nel Sud Italia quando i nuovi poteri massonico-finanziari del Nord Italia ne decretarono la fine politica? Perché per sedare “alcuni Briganti” il nuovo Monarca sabaudo impiegò circa 120.000 bersaglieri per circa dieci lunghi anni? Garibaldi fù davvero l’Eroe dei due Mondi? Quali sono state le ombre del Risorgimento italiano?

A tutte queste domande cercheranno di dare risposte il giornalista Gigi Di Fiore, il dr. Pompeo De Chiara (Presidente dell’Associazione Culturale Borbonica di Caserta) ed il prof. Vincenzo Gulì (Vice-presidente Movimento Neoborbonico) come da programma allegato, nell’intento di dare un umile scientifico contributo ad una verità storica malcelata per “ragion di Stato” per circa 150 anni. Vogliate considerarlo come l’ansioso ed inquieto tentativo, finalmente, di riconsegnare un granello di DIGNITA’ alla Storia del Sud Italia in un momento in cui, per ironia della sorte (mica tanto) subisce volontà decisionali divisorie dell’Italica Unità dai soggetti di quella stessa area geo-politica che la realizzarono a suon di baionette.

§ P.S. Questo messaggio vale anche come comunicato stampa pregandovi, pertanto, di darne massima diffusione.

§ La presente è inviata a circa 600-700 destinatari che per indotto raggiungono 2000-2500 soggetti

§ Chi non desiderasse avere più tali comunicazioni è pregato di inviare al mittente la sua manifestazione di volontà

dr. Pompeo De Chiara

Presidente Ass. Culturale Borbonica

"Terra di Lavoro"

Caserta

pompeodechiara@virgilio.it

339-4230486


mercoledì 17 settembre 2008

19 e 20


Qualcuno mi ha parlato di una nave che raggiunge una meta, su cui è più costruttivo remare tutti insieme e nella stessa direzione; qualche altro di una finestra aperta su una grande piazza, offerta dai politici per farci gridare alla popolazione le nostre ragioni, la nostra storia e I nostri progetti;

Il punto non è identificare l'oggetto di cui ci serviamo, ma individuare la politica dell'unità fra noi duosiciliani che, precludendo la strada ad inutili discussioni nate da invidie, gelosie o ostracismi, ci può rendere partecipi di un progetto duosiciliano, volto alla rinascita storico-culturale-economica-politica.

Anche il sottoscritto è caduto nell'atteggiamento banale di protagonismo, e, anche se non individuale, esso tagliava i miei personali collegamenti ideologici fra due correnti con le stesse basi culturali (ma finalità diverse), e non è giustificabile nei miei confronti se la controparte ha scopi politici autoesaltanti o una prolissità sintomatica.

La nota positiva, è quella di incontrare, con molta sorpresa, una persona che, senza rinnegare il suo nome, condivide e partecipa, sfruttando i Crispi del XXI secolo, al cammino intrapreso tempo fa dai CDS (fra mille critiche) per ridare dignità alle Due Sicilie.

Qualcuno si autoproclama unico referente del meridionalismo, sancendo la sua dipendenza assoluta dall’ideologia politichese creata dall’invasione sabauda 148 anni fa quando hanno trasformato un Regno a se stante in un territorio meridionale.

Nello Esposito.

martedì 16 settembre 2008

ESPOSITO


Bisogna riconoscere il giusto merito al buon cuore di tante persone che negli anni d'oro del nostro Regno mettevano a disposizione dei bisognosi,le proprie opere, il proprio lavoro, e nel caso dei regnanti, addirittura l'amministrazione dei proventi dei tributi, ed e solo grazie a tutto ciò, che oggi milioni di persone possono raccontare al mondo di essere la prova vivente del gran cuore di Napoli: gli Esposito.

Si eravamo trovatelli, figli della Madonna, abbandonati da genitori a causa della loro povertà, o per la nostra illeggittimità, ma eravamo cresciuti con tanto amore nel convento dell'Annunziata, una chiesa nata per un voto di due nobili ed ampliata per volontà di Roberto d'Angiò, divenuta poi prima istituzione di rilievo economico del Regno delle Due Sicilie ricca di tributi e possedimenti, provvedevano al sostentamento ed all'istruzione, avviavano al lavoro i maschi e fornivano di una dote le ragazze in età di matrimonio, era la nostra famiglia.

Poi nel 1861, con l'invasione piemontese del Regno delle Due Sicilie, i savoia si impossessarono dei beni e delle rendite dell'istituzione, il tutto in linea con la politica sanguisuga del governo occupante, contribuendo, così nel 1883 alla chiusura dell'Annunziata.

Ma questa è la storia, e come tutti i racconti ha una morale.

Noi, gli Esposito, siamo i figli del Regno delle Due Sicilie, una testimonianza vivente di quanto i nostri regnanti amavano Napoli ed i napolitani, dobbiamo essere fieri di portare in giro per il mondo questo esempio di civiltà estinta per mano sabauda, e non vergognarci di chi con altrettanto amore affidò le nostre vite nelle mani della carità cristiana.

Almeno i napolitani avevano l' Annunziata, altrove...

lunedì 15 settembre 2008

ANCORA CANTIERI NAVALI

IL MIO ARTICOLO E' APPARSO ANCHE SU INIZIATIVA MERIDIONALE

http://www.iniziativameridionale.it/agenzia.asp?Id=7417

CONFERENZA STAMPA

Ricevo e pubblico



I CDS sono stati invitati ufficialmente alla conferenza stampa dell'Mpa Campania ad opera dell'onorevole Antonio Milo per la presentazione della festa del 19,20 e 21 allestita dal Movimento per l'Autonomia Campania per la vittoria dell'ultima tornata elettorale nazionale.
Dopo la presentazione che si terrà lunedì 15 settembre dalle ore 11.00 nel palazzo della Regione Campania inoltreremo un nostro comunicato stampa.
Il direttivo nazionale

4 OTTOBRE A CAPUA

IMPORTIAMO SOLO IGNORANZA

Piccolo ma sconvolgente intervento di Orazio Vasta

Apprendo che la signora Angela Mareventano-che è libera di credere e pensare quello che vuole-ha trasformato la festa della Santa Patrona dell'isola in una sorta di festa leghista,con le luminarie all'insegna del simbolo della Lega Nord Padania,di cui è degna senatrice. Considero tutto ciò OFFENSIVO al sentimento religioso dei Siciliani di Lampedusa e non solo di essi.
"Il sole delle Alpi" o qualunque altro simbolo politico e partitico non può e non dev'essere confuso con il credo religioso.
L'ARCIVESCOVO DI AGRIGENTO DEVE INTERVENIRE PER IMPEDIRE UNA SIMILE OFFESA ALLA SANTA VERGINE MARIA!
VIA LE LUMINARIE LEGHISTE DA LAMPEDUSA!
Orazio Vasta

giovedì 11 settembre 2008

PARTITO DEL SUD SI PRONUNCIA SUL FEDERALISMO

RICEVO E PUBBLICO DA RETESUD LA SEGUENTE COMUNICAZIONE, ED INVITO TUTTI VOI AD INVIARMI I VS. PARERI, SUL CONTENUTO DELLA PRESENTE E SULLA TEMPISTICA SCELTA PER PRONUNCIARSI SU UN ARGOMENTO RISAPUTO DA TEMPO.


Giriamo nella Rete Sud - Rete di Informazione Libera delle Due Sicilie il messaggio inviatoci da Erasmo Vecchio che ci fornisce una prima indicazione relativa all'approvando federalismo fiscale sul quale sarà il caso di approfondire per bene ogni aspetto prima di rischiare di ritrovarlo "appeso al collo" dei popoli duosiciliani. Tenendo presente che il nostro tacere potrebbe essere interpretato come silenzioso assenso magari con il timbro falso e interessato di qualche "illustre" compatriota senza macchia.

Capaci senza disonore

Francesco Laricchia

blog correlati

http://partitodelsud.blogspot.com

http://rarika-radice.blogspot.com



---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: erasmovecchio@virgilio.it <erasmovecchio@virgilio.it>
Date: 11 settembre 2008 9.49
Oggetto: appello


Il Partito del Sud in una nota ufficiale conferma la sua posizione
contraria sulla prevista legge che riguarda il federalismo fiscale. Si
rileva,infatti, che Lo Statuto della Regione siciliana, approvato col
decreto legislativo 15 maggio 1946, n.455, fa parte delle leggi
costituzionali della Repubblica ai sensi e per gli effetti dell' art.
116 della Costituzione. Pertanto lo Statuto non può essere modificato,
anche in parte, da una legge ordinaria. Oltretutto la bozza Calderoli
contiene numerosi profili d contrasto con lo Statuto siciliano. E' da
rilevare, inoltre, che lo Statuto siciliano ha origine pattizia e la
sua modifica non ouò prescindere da un dibattito al Parlamento
regionale, unico organismo istituzionale di rappresentanza del Popolo
siciliano. Oggi si profila uno scenario aberrante in cui il Governo
recepisce la bozza del Ministro Calderoli inoltra alle Camere per la
conseguente approvazione. Questa procedura, anticostituzionale,
prevarica il Parlamento regionale ed il Popolo siciliano. A tal fine il
PdSUD lancia un accorato appello alle realtà autentiamente sicilianiste
affinchè vengano assunte, iniziative comuni per arrestare questa
clamorosa prevaricazione delal nostra autonomia.
Erasmo Vecchio,
coordinatore regionale PdSUD.