giovedì 30 ottobre 2008
DISCUSSIONE APERTA SU 350 BANDE
RICEVO E PUBBLICO DAL MARIO MOCCIA
350 BANDE? COME SALVARCI DALL'ITALIA E DALLA CRISI PLANETARIA
Nella recente discussione sulle "350 bande", ho letto di un "commento" di un certo Nicola Bruno (Università di Bari ), il quale dopo una breve introduzione conclude con: "Personalmente non credo ad una riforma dolce delle nostre terre. L'eradicamento delle associazioni malavitose richiederebbe un atto violento e deciso che, triste ammetterlo perché sono passati 150 anni e soprattutto perché non sono stato mai affezionato alle famiglie regnanti, necessiterebbe della presenza della nostra vecchia casa Borbone. Finora abbiamo sentito tanti abbaiare alla luna ma solo validi progetti culturali. Di politico, pensato in grande, ancora poco. E affermo ciò rispettando il lavoro di quanti si sono rimboccati le maniche e si sono buttati nella mischia piuttosto che essere comodamente seduti davanti ad un computer come ama fare il sottoscritto...
Bene, rispondo io all'amico di Bari! Va da sé che non posso essere assolutamente d'accordo sull'eradicamento delle associazioni malavitose dai nostri territori, per mezzo di un atto violento e deciso. Per due buoni motivi: "Il primo è il fatto che noi non siamo e non vogliamo diventare dei terroristi in un paese che volente o nolente, è targato Italia, dove comandano delle persone chiamate autorità legalmente costituite che avrebbero il compito-legale di estirpare quella mala pianta delle mafie, ma, per quanto sembra che interpongano un valido istituto chiamato magistratura, e impieghino coraggiosi poliziotti ( spesso ragazzi del Sud), fin'ora non hanno ottenuto grandi risultati; il secondo è che finché non abbiamo una nostra autorità riconosciuta universalmente e responsabile dei nostri territori, come potrebbe esserlo S.A.R.il principe Carlo Maria Bernardo,di Borbone Duesicilie, Duca di Calabria, storico – legale – discendente, non possiamo decidere un passo così importante; perché anche se lo decidessimo naturalmente con l'uso delle armi e a rischio delle nostre vite, rischieremmo persino il carcere da parte delle autorità italiane, per esserci permessi di fare quello che gli italiani, non hanno saputo ( o voluto), fare. Motivo questo che rende lecito il sospetto che queste organizzazioni malavitose servono a lorsignori, per continuare a mantenere il potere. Tanto che tempo addietro, mi è venuto il sospetto che l'unità d'Italia, non sia stata voluta da Mazzini, Cavour e Garibaldi bensì dalla mafia e dalla camorra che solo successivamente hanno generato le altre due pericolose organizzazioni che rispondono al nome di 'ndrangheta e sacra corona unita, tanto per assicurarsi un miglior controllo territoriale. L'istituto poi di confinare alcuni pericolosi malviventi in altre regioni del territorio italiano tutto, era votato al disegno criminale di esportare il modello di organizzazione criminosa, dove poteva meglio servire: "il confino"! Molto nota la cosiddetta "Mafia del Brenta" che si è ben radicata nel territorio che va da Padova a Venezia proprio attraverso il nobile fiume che collega la città del Santo alla città serenissima per eccellenza! Una sorta di globalizzazione (in piccolo), della criminalità organizzata. Altro che "bande"! Ma a proposito di globalizzazione, un giorno ci fu un signore, un certo Clinton, il quale disse che la globalizzazione era un fatto, non una scelta politica ( dichiarazione fatta al Wto del 1998); oggi in Italia, il nuovo governatore del Paese Italia ( sostenitore della globalizzazione), pur di fronte alla debacle economica finanziaria mondiale, ci martella da giorni invitandoci ad "avere fiducia nelle banche" E anche qui – per chi ha voglia di pensare, una domanda: "Ma perché dovremmo "avere fiducia"? Quando mai qualcuno di costoro ci ha avvertito, o perlomeno fatto capire, che era in circolazione una bolla speculativa di queste proporzioni? O non si erano accorti di nulla e allora, visto il mestiere che fanno, sono degli inetti. Oppure sapevano e allora sono dei truffatori. E la stessa suggestione, vale per il primo ministro ed il governatore della Banca d'Italia! Sono degli inetti o sono dei truffatori? Decidano loro stessi; ma forse è meglio che decidiamo anche noi. Almeno noi gente del Sud ( che di rapinatori ce ne intendiamo)! perché è come se un rapinatore, penetrato in casa nostra per prenderci i quattrini, mentre esce con il bottino, ci dicesse: "Mi raccomando, continui a tenere i soldi in casa. Le garantisco che non tornerò più. Abbia fiducia!". No, non possiamo e non dobbiamo avere fiducia, perché questi non hanno capito o fanno finta di non aver capito la lezione, e sono pronti a ricominciare da capo. Non hanno capito che la crescita all'infinito esiste solo in matematica, e non in natura! Che bisogna ridurre produzione e consumi, che non dobbiamo modernizzare, ma fare il contrario, che insomma dobbiamo incamminarci sulla via di un non ritorno graduale, limitato e ragionato a forme di autoproduzione e di autoconsumo che passano necessariamente, per un recupero della terra. E noi, cominciamo a recuperare la nostra! La terra delle Duesicilie che è nostra, deve tornare ad essere nostra, per fare le nostre leggi; altro che seguire le teorie draculesche del signor Berlusconi! Riprendendoci la nostra terra, solo noi, il nostro legittimo capo, potrebbe decidere un ridimensionamento drastico dell'apparato industriale oltre a quello finanziario. La rivoluzione industriale e non questo modello di sviluppo, ebbe inizio due secoli e mezzo fa, ma un secolo e mezzo or sono, La nazione delle DueSicilie, fatta scomparire dalle carte geografiche, con a capo la famiglia Borbone, perseguì il modello industriale iniziale, ma nel contempo fece progredire lo sviluppo dell'agricoltura, delle terre, giungendo a farsi ammettere quale terza potenza europea ( e quindi mondiale nella situazione globale di allora), insieme a Francia ed Inghilterra... E se non ci fosse stata l'Unità d'Italia, le Due Sicilie avrebbero continuato a primeggiare, mentre il resto dell'Italia, sarebbe affondata nell'oblio dei debiti savoiardi dove i prestatori ( cravattari), inglesi e francesi, avrebbero, nel tentativo di sanare i pregressi debiti, tamponato la falla di quei debiti, immettendo nel "sistema" cavurriano, nuova liquidità, cioè altro denaro inesistente a fronte di un inesistente riserva in oro che invece le Duesicilie avevano! Ma quel nuovo denaro immesso nel regno sabaudo, non avrebbe avuto alcuna corrispondenza se non a se stesso, allargando ulteriormente la falla. Per chiarire, è come se una persona qualsiasi, per coprire un debito, ne pagasse un altro più grosso e poi, per coprire questo, un altro ancora più grande e così via fino a che il giochetto non avrebbe retto più. Per un individuo il crack arriva abbastanza presto; un sistema statale può tirare le cose molto più a lungo, come avevano fatto Vittorio Emanuele II ed il suo dracula-cavour che istigato dagli inglesi, decise di tagliare corto invadendo il ricchissimo regno delle Duesicilie con la scusa patriottica di unire L'Italia! Riportando il discorso a quello che sta accadendo oggi, le banche ed i sistemi di governo hanno tirato le cose talmente per le lunghe che prima o poi, il collasso – inesorabilmente – arriva. Quindi il colpo definitivo, se non sarà già oggi, sarà in un vicino domani. Quando l'Iran che non ha partecipato a questo giochetto infernale, non dovrà fare altro che allungare una mano per islamizzare il pianeta. Senza colpo ferire; tanto la ferita mortale, l'Occidente se l'é procurata da sola, per troppa ingordigia di poche famiglie tra le quali – pare – ci sia quella di Berlusconi che in origine non era ricca! Lo è diventata con Silvio primo-pijo tutto. Il papa laico! Per sistemare tutto, saranno costretti a tornare indietro. Con una differenza sostanziale. Se ci staccheremo dall'Italia ora, non faremo parte di quel processo, Se ci affrancheremo – invece – saremo noi a governare il processo di non ritorno, anche per l'Italia, perché in fondo, anche se per centocinquant'anni, siamo stati quasi fratelli. Se non faremo questo, verremo travolti nel crack improvviso, immediato ( poche decine di giorni), con conseguenze apocalittiche, facilmente immaginabili per chi ha un poco di fantasia e di senso critico!
E, come disse il grande Peppino della grande famiglia napoletana De Filippo,: "ho detto tutto"!
Mmm (Un "italiano" di nazionalità Duosiciliana)!
350 BANDE? COME SALVARCI DALL'ITALIA E DALLA CRISI PLANETARIA
Nella recente discussione sulle "350 bande", ho letto di un "commento" di un certo Nicola Bruno (Università di Bari ), il quale dopo una breve introduzione conclude con: "Personalmente non credo ad una riforma dolce delle nostre terre. L'eradicamento delle associazioni malavitose richiederebbe un atto violento e deciso che, triste ammetterlo perché sono passati 150 anni e soprattutto perché non sono stato mai affezionato alle famiglie regnanti, necessiterebbe della presenza della nostra vecchia casa Borbone. Finora abbiamo sentito tanti abbaiare alla luna ma solo validi progetti culturali. Di politico, pensato in grande, ancora poco. E affermo ciò rispettando il lavoro di quanti si sono rimboccati le maniche e si sono buttati nella mischia piuttosto che essere comodamente seduti davanti ad un computer come ama fare il sottoscritto...
Bene, rispondo io all'amico di Bari! Va da sé che non posso essere assolutamente d'accordo sull'eradicamento delle associazioni malavitose dai nostri territori, per mezzo di un atto violento e deciso. Per due buoni motivi: "Il primo è il fatto che noi non siamo e non vogliamo diventare dei terroristi in un paese che volente o nolente, è targato Italia, dove comandano delle persone chiamate autorità legalmente costituite che avrebbero il compito-legale di estirpare quella mala pianta delle mafie, ma, per quanto sembra che interpongano un valido istituto chiamato magistratura, e impieghino coraggiosi poliziotti ( spesso ragazzi del Sud), fin'ora non hanno ottenuto grandi risultati; il secondo è che finché non abbiamo una nostra autorità riconosciuta universalmente e responsabile dei nostri territori, come potrebbe esserlo S.A.R.il principe Carlo Maria Bernardo,di Borbone Duesicilie, Duca di Calabria, storico – legale – discendente, non possiamo decidere un passo così importante; perché anche se lo decidessimo naturalmente con l'uso delle armi e a rischio delle nostre vite, rischieremmo persino il carcere da parte delle autorità italiane, per esserci permessi di fare quello che gli italiani, non hanno saputo ( o voluto), fare. Motivo questo che rende lecito il sospetto che queste organizzazioni malavitose servono a lorsignori, per continuare a mantenere il potere. Tanto che tempo addietro, mi è venuto il sospetto che l'unità d'Italia, non sia stata voluta da Mazzini, Cavour e Garibaldi bensì dalla mafia e dalla camorra che solo successivamente hanno generato le altre due pericolose organizzazioni che rispondono al nome di 'ndrangheta e sacra corona unita, tanto per assicurarsi un miglior controllo territoriale. L'istituto poi di confinare alcuni pericolosi malviventi in altre regioni del territorio italiano tutto, era votato al disegno criminale di esportare il modello di organizzazione criminosa, dove poteva meglio servire: "il confino"! Molto nota la cosiddetta "Mafia del Brenta" che si è ben radicata nel territorio che va da Padova a Venezia proprio attraverso il nobile fiume che collega la città del Santo alla città serenissima per eccellenza! Una sorta di globalizzazione (in piccolo), della criminalità organizzata. Altro che "bande"! Ma a proposito di globalizzazione, un giorno ci fu un signore, un certo Clinton, il quale disse che la globalizzazione era un fatto, non una scelta politica ( dichiarazione fatta al Wto del 1998); oggi in Italia, il nuovo governatore del Paese Italia ( sostenitore della globalizzazione), pur di fronte alla debacle economica finanziaria mondiale, ci martella da giorni invitandoci ad "avere fiducia nelle banche" E anche qui – per chi ha voglia di pensare, una domanda: "Ma perché dovremmo "avere fiducia"? Quando mai qualcuno di costoro ci ha avvertito, o perlomeno fatto capire, che era in circolazione una bolla speculativa di queste proporzioni? O non si erano accorti di nulla e allora, visto il mestiere che fanno, sono degli inetti. Oppure sapevano e allora sono dei truffatori. E la stessa suggestione, vale per il primo ministro ed il governatore della Banca d'Italia! Sono degli inetti o sono dei truffatori? Decidano loro stessi; ma forse è meglio che decidiamo anche noi. Almeno noi gente del Sud ( che di rapinatori ce ne intendiamo)! perché è come se un rapinatore, penetrato in casa nostra per prenderci i quattrini, mentre esce con il bottino, ci dicesse: "Mi raccomando, continui a tenere i soldi in casa. Le garantisco che non tornerò più. Abbia fiducia!". No, non possiamo e non dobbiamo avere fiducia, perché questi non hanno capito o fanno finta di non aver capito la lezione, e sono pronti a ricominciare da capo. Non hanno capito che la crescita all'infinito esiste solo in matematica, e non in natura! Che bisogna ridurre produzione e consumi, che non dobbiamo modernizzare, ma fare il contrario, che insomma dobbiamo incamminarci sulla via di un non ritorno graduale, limitato e ragionato a forme di autoproduzione e di autoconsumo che passano necessariamente, per un recupero della terra. E noi, cominciamo a recuperare la nostra! La terra delle Duesicilie che è nostra, deve tornare ad essere nostra, per fare le nostre leggi; altro che seguire le teorie draculesche del signor Berlusconi! Riprendendoci la nostra terra, solo noi, il nostro legittimo capo, potrebbe decidere un ridimensionamento drastico dell'apparato industriale oltre a quello finanziario. La rivoluzione industriale e non questo modello di sviluppo, ebbe inizio due secoli e mezzo fa, ma un secolo e mezzo or sono, La nazione delle DueSicilie, fatta scomparire dalle carte geografiche, con a capo la famiglia Borbone, perseguì il modello industriale iniziale, ma nel contempo fece progredire lo sviluppo dell'agricoltura, delle terre, giungendo a farsi ammettere quale terza potenza europea ( e quindi mondiale nella situazione globale di allora), insieme a Francia ed Inghilterra... E se non ci fosse stata l'Unità d'Italia, le Due Sicilie avrebbero continuato a primeggiare, mentre il resto dell'Italia, sarebbe affondata nell'oblio dei debiti savoiardi dove i prestatori ( cravattari), inglesi e francesi, avrebbero, nel tentativo di sanare i pregressi debiti, tamponato la falla di quei debiti, immettendo nel "sistema" cavurriano, nuova liquidità, cioè altro denaro inesistente a fronte di un inesistente riserva in oro che invece le Duesicilie avevano! Ma quel nuovo denaro immesso nel regno sabaudo, non avrebbe avuto alcuna corrispondenza se non a se stesso, allargando ulteriormente la falla. Per chiarire, è come se una persona qualsiasi, per coprire un debito, ne pagasse un altro più grosso e poi, per coprire questo, un altro ancora più grande e così via fino a che il giochetto non avrebbe retto più. Per un individuo il crack arriva abbastanza presto; un sistema statale può tirare le cose molto più a lungo, come avevano fatto Vittorio Emanuele II ed il suo dracula-cavour che istigato dagli inglesi, decise di tagliare corto invadendo il ricchissimo regno delle Duesicilie con la scusa patriottica di unire L'Italia! Riportando il discorso a quello che sta accadendo oggi, le banche ed i sistemi di governo hanno tirato le cose talmente per le lunghe che prima o poi, il collasso – inesorabilmente – arriva. Quindi il colpo definitivo, se non sarà già oggi, sarà in un vicino domani. Quando l'Iran che non ha partecipato a questo giochetto infernale, non dovrà fare altro che allungare una mano per islamizzare il pianeta. Senza colpo ferire; tanto la ferita mortale, l'Occidente se l'é procurata da sola, per troppa ingordigia di poche famiglie tra le quali – pare – ci sia quella di Berlusconi che in origine non era ricca! Lo è diventata con Silvio primo-pijo tutto. Il papa laico! Per sistemare tutto, saranno costretti a tornare indietro. Con una differenza sostanziale. Se ci staccheremo dall'Italia ora, non faremo parte di quel processo, Se ci affrancheremo – invece – saremo noi a governare il processo di non ritorno, anche per l'Italia, perché in fondo, anche se per centocinquant'anni, siamo stati quasi fratelli. Se non faremo questo, verremo travolti nel crack improvviso, immediato ( poche decine di giorni), con conseguenze apocalittiche, facilmente immaginabili per chi ha un poco di fantasia e di senso critico!
E, come disse il grande Peppino della grande famiglia napoletana De Filippo,: "ho detto tutto"!
Mmm (Un "italiano" di nazionalità Duosiciliana)!
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mercoledì 29 ottobre 2008
Sepe, missione di pace "Un centro per le religioni"
Dal sito di Repubblica on line
Conchita Sannino
Il cardinale dialoga in dialetto su Facebook
C´è il cardinale che si iscrive a Facebook e dialoga, via web, con i "nuovi" duecento amici del network, che gli scrivono in varie lingue, dal napoletano al latino. E c´è il cardinale che da ieri apre materialmente un centro a Napoli per «la pace tra le religioni»: l´acronimo è Cedirec, l´indirizzo piazza Miraglia 293, un "ufficio" che non ha eguali in nessuna diocesi italiana. C´è la Chiesa che si fa promotrice di dialogo nel Mediterraneo, esattamente un anno dopo la visita a Napoli del Papa e del presidente Napolitano, che proprio al Plebiscito accese le fiaccole della pace con i vari leader religiosi chiudendo il meeting per l´ecumenismo. E poi c´è la Chiesa che continua a lavorare sulle ferite di ogni giorno della metropoli logorata: dove spesso sembra già impossibile il dialogo tra quartieri "alti" e "bassi".
L´arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, e il suo esercito di pastori, religiose e volontari rilanciano la "missione" di Napoli porto di pace e porta per le integrazioni. Non è un caso che l´iniziativa scatti in occasione della presentazione di un volume e di un video (gratuiti) che celebrano la tre giorni inaugurata da papa Ratzinger a Napoli il 21 ottobre 2007. Il segno di una sfida cristiana, quindi contro vento. Perché nel Paese in cui si espande il pericolo di erigere steccati e i bambini rischiano di entrare in aule separate, «la Chiesa - sottolinea Sepe - va controcorrente. Noi camminiamo lungo la strada che Cristo ha segnato». Anche se la strada, talvolta, «deve attraversare la rete degli internauti, i network, dove vanno i giovani. Per raggiungere anche le loro voci, le loro ansie, le loro domande».
Lo Spirito di Napoli. Il cardinale Sepe lo aveva promesso un anno fa: la preghiera per la pace che nell´ottobre 2007, grazie all´organizzazione della Comunità di Sant´Egidio, portò a Napoli tutti i leader delle religioni del mondo, non sarebbe rimasta «una bella tre giorni e basta». Così, esattamente 12 mesi dopo, l´arcivescovo apre il "Centro diocesano per il dialogo fra le religioni e le culture", il Cedirec. Un luogo di incontro e di studi, spalancato su ricchezze e conflitti del Mediterraneo. «Vogliamo incarnare in una attività concreta e in una tessitura costante - spiega Sepe - lo spirito di Napoli, quella risorsa immateriale che, nel solco dell´esempio di Assisi, ha gettato le basi per scambi densi e costanti tra Napoli e ortodossi, islam, ebrei». Il Cedirec ha sede in piazza Miraglia 293, accanto alla chiesa di San Pietro a Maiella. Sarà diretto da una commissione permanente presieduta dal cardinale Sepe e composta da monsignor Gaetano Castello (decano della facoltà teologica), Adolfo Russo, Paolo Gamberini, don Gino Battaglia (Comunità di Sant´Egidio), don Andrea Milano; segretario generale sarà il professore Marco Rossi. L´iniziativa incassa subito il plauso degli intellettuali musulmani. «Mancava nel Mezzogiorno - osserva Ahmad Gianpiero Vincenzo, presidente dell´associazione Intellettuali musulmani italiani e docente di Diritti confessionali alla Federico II - un punto di riferimento cattolico per il dialogo. Adesso ci auguriamo che le istituzioni raccolgano la nostra proposta di creare un Forum interreligioso permanente riunendo le istituzioni delle maggiori confessioni, in modo da coordinare le tante iniziative sul territorio e da permettere una maggiore diffusione dei risultati positivi raggiunti».
Il ponte tra culture. Nell´agenda del vescovo di Napoli è già tracciato il percorso di scambi culturali per i prossimi 5 anni. Occasioni, annota il cardinale, insieme con don Gennaro Matino, «che mi auguro diverranno anche occasioni di valorizzazione della stratificazione culturale della città». A febbraio si parte con il seminario internazionale sulla figura di Matteo Ripa, napoletano, studioso e sacerdote che visse in Cina nel Seicento e al suo ritorno a Napoli fondò il nucleo di quello che sarebbe diventato l´attuale Istituto universitario Orientale. Nel 2010 l´incontro annuale metterà l´accento sulle chiese dei paesi mediterranei; nel 2011 si parlerà di ebraismo; nel 2012 di islam; nel 2013 di buddismo. «La Chiesa di Napoli - esorta il cardinale - diventa faro di dialogo e di pace, anche nei momenti in cui sembra una metropoli senza pace».
L´ultimo messaggio su Facebook è di poche ore fa, scritto in latino. Il cardinale lo legge e sorride affettuoso. «Ci sono più errori in questo messaggio...». Ma si capisce che ne è felice. «Se la gente è su Facebook andiamo pure là. Mi scrivono anche in inglese, ma il napoletano è sempre la lingua più usata e più bella».
Conchita Sannino
Il cardinale dialoga in dialetto su Facebook
C´è il cardinale che si iscrive a Facebook e dialoga, via web, con i "nuovi" duecento amici del network, che gli scrivono in varie lingue, dal napoletano al latino. E c´è il cardinale che da ieri apre materialmente un centro a Napoli per «la pace tra le religioni»: l´acronimo è Cedirec, l´indirizzo piazza Miraglia 293, un "ufficio" che non ha eguali in nessuna diocesi italiana. C´è la Chiesa che si fa promotrice di dialogo nel Mediterraneo, esattamente un anno dopo la visita a Napoli del Papa e del presidente Napolitano, che proprio al Plebiscito accese le fiaccole della pace con i vari leader religiosi chiudendo il meeting per l´ecumenismo. E poi c´è la Chiesa che continua a lavorare sulle ferite di ogni giorno della metropoli logorata: dove spesso sembra già impossibile il dialogo tra quartieri "alti" e "bassi".
L´arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, e il suo esercito di pastori, religiose e volontari rilanciano la "missione" di Napoli porto di pace e porta per le integrazioni. Non è un caso che l´iniziativa scatti in occasione della presentazione di un volume e di un video (gratuiti) che celebrano la tre giorni inaugurata da papa Ratzinger a Napoli il 21 ottobre 2007. Il segno di una sfida cristiana, quindi contro vento. Perché nel Paese in cui si espande il pericolo di erigere steccati e i bambini rischiano di entrare in aule separate, «la Chiesa - sottolinea Sepe - va controcorrente. Noi camminiamo lungo la strada che Cristo ha segnato». Anche se la strada, talvolta, «deve attraversare la rete degli internauti, i network, dove vanno i giovani. Per raggiungere anche le loro voci, le loro ansie, le loro domande».
Lo Spirito di Napoli. Il cardinale Sepe lo aveva promesso un anno fa: la preghiera per la pace che nell´ottobre 2007, grazie all´organizzazione della Comunità di Sant´Egidio, portò a Napoli tutti i leader delle religioni del mondo, non sarebbe rimasta «una bella tre giorni e basta». Così, esattamente 12 mesi dopo, l´arcivescovo apre il "Centro diocesano per il dialogo fra le religioni e le culture", il Cedirec. Un luogo di incontro e di studi, spalancato su ricchezze e conflitti del Mediterraneo. «Vogliamo incarnare in una attività concreta e in una tessitura costante - spiega Sepe - lo spirito di Napoli, quella risorsa immateriale che, nel solco dell´esempio di Assisi, ha gettato le basi per scambi densi e costanti tra Napoli e ortodossi, islam, ebrei». Il Cedirec ha sede in piazza Miraglia 293, accanto alla chiesa di San Pietro a Maiella. Sarà diretto da una commissione permanente presieduta dal cardinale Sepe e composta da monsignor Gaetano Castello (decano della facoltà teologica), Adolfo Russo, Paolo Gamberini, don Gino Battaglia (Comunità di Sant´Egidio), don Andrea Milano; segretario generale sarà il professore Marco Rossi. L´iniziativa incassa subito il plauso degli intellettuali musulmani. «Mancava nel Mezzogiorno - osserva Ahmad Gianpiero Vincenzo, presidente dell´associazione Intellettuali musulmani italiani e docente di Diritti confessionali alla Federico II - un punto di riferimento cattolico per il dialogo. Adesso ci auguriamo che le istituzioni raccolgano la nostra proposta di creare un Forum interreligioso permanente riunendo le istituzioni delle maggiori confessioni, in modo da coordinare le tante iniziative sul territorio e da permettere una maggiore diffusione dei risultati positivi raggiunti».
Il ponte tra culture. Nell´agenda del vescovo di Napoli è già tracciato il percorso di scambi culturali per i prossimi 5 anni. Occasioni, annota il cardinale, insieme con don Gennaro Matino, «che mi auguro diverranno anche occasioni di valorizzazione della stratificazione culturale della città». A febbraio si parte con il seminario internazionale sulla figura di Matteo Ripa, napoletano, studioso e sacerdote che visse in Cina nel Seicento e al suo ritorno a Napoli fondò il nucleo di quello che sarebbe diventato l´attuale Istituto universitario Orientale. Nel 2010 l´incontro annuale metterà l´accento sulle chiese dei paesi mediterranei; nel 2011 si parlerà di ebraismo; nel 2012 di islam; nel 2013 di buddismo. «La Chiesa di Napoli - esorta il cardinale - diventa faro di dialogo e di pace, anche nei momenti in cui sembra una metropoli senza pace».
L´ultimo messaggio su Facebook è di poche ore fa, scritto in latino. Il cardinale lo legge e sorride affettuoso. «Ci sono più errori in questo messaggio...». Ma si capisce che ne è felice. «Se la gente è su Facebook andiamo pure là. Mi scrivono anche in inglese, ma il napoletano è sempre la lingua più usata e più bella».
DISCUSSIONI SULLE 350 BANDE
CONTINUA LA DISCUSSIONE SULLA LETTERA "350 BANDE", INVITO TUTTI I PARATITI-MOVIMENTI E GENTE DEL SUD A PARTECIPARE.
pistoia
28/10/2008
Cari compatrioti,letto l'email della signora che si definisce Praia a Mare,il sottoscritto deve innanzitutto esprimere la propria gratitudine a tutti quei compatrioti,
che con i mezzi a loro disposizione,animati da spirito indomabile,che appartiene soltanto a chi crede nell'affermazione della verita',superando ostacoli non di
poco conto(in quanto in merito ai fatti d'arme e cosiddetta lotta al brigantaggio del 1860,vige ancora il segreto di stato),sono riusciti a portare a conoscenza di
un numero di Compatrioti in continua crescita,la verita' sul cosiddetto risorgimento e unificazione dei territori italici,SI SONO OPPOSTI ALL'OBLIO,HANNO FATTO
SI: CHE I NOSTRI COMPATRIOTI DI ALLORA NON SI SONO SACRIFICATI INVANO,CON IL LORO SACRIFICIO HANNO RICORDATO A NOI CHE ESISTEVA
UN'ALTRA NAZIONE,LA NAZIONE DUOSICILIANA,LA NOSTRA PATRIA! la storia scritta dai vinti su falsita' e menzogne,ogni giorno che passa si SGRETOLA.
Alla signora,e a tutti i Compatrioti(gradirei una risposta),voglio ricordare una semplice cosa,quanti di noi hanno frequentato scuole superiori o universita',presi
come eravamo a risolvere i problemi del vivere di tutti i giorni,quante MADRI o PADRI hanno potuto andare oltre il saper fare solo la propria firma su un documento
o su un passaporto che gli apriva l'unica strada possibile per(IN MOLTI CASI SOPRAVVIVERE) un riscatto almeno economico:cioe' EMIGRARE! Quale poteva essere il grado di conoscenza delle cose,in particolare della storia,quando in tutti i testi scolastici la verita'
era ed e' quella scritta dai vincitori?
Oggi in molti casi e facile parlare,si danno giudizi gratuiti,si sta alla finestra,si evita in maniera accurata di prendere posizione,si fanno anche delle critiche,ben vengano
se sono costruttive e si fanno proposte diverse,ma se sono solo fine a se stesse allora si va sul piano della mediocrità si scrive solo tanto per fare qualcosa,tanto
per passare il tempo,io le posso leggere pero' non mi ci soffermo neanche un attimo non intendo perdere tempo,i problemi e le questioni sono ben altre,non voglio
stare piu' con la testa girata all'indietro a vedere se quel politicante o partito a fatto o non ha fatto,se era o e' di un colore che mi piace o no,IO VOGLIO ANDARE
OLTRE,so bene chi sono certi politicanti cosa hanno fatto per la nostra PATRIA e LE SUE POPOLAZIONI,oggi non e' piu' il momento di discuterne, a noi ci serve
un mezzo per arrivare dove possiamo far sentire la VOCE DEI FIGLI DEL SUD,che tutto questo passi anche attraverso alleanze che possono essere discutibili
lo so',PERO' IL 5OTTOBRE2008,INSIEME A MIO FIGLIO DALLA TOSCANA SIAMO ANDATI A S.NICOLA LA STRADA,AL CONGRESSO DEI COMITATI DELLE
DUE SICILIE,non per passare un fine settimana,ma per partecipare per cercare anche noi di dare il nostro piccolo contributo,dove abbiamo scelto e votato i nostri
attuali dirigenti,IN QUESTE PERSONE HO RIPOSTO LA MIA FIDUCIA,non sara' certamente un fruscio di foglia a farmi ricredere!
Se poi i vari SOVRANI che si sono succeduti nei 127 anni, di regno dei BORBONE, avrebbero dovuto comportasi in un un modo o in un'altro,sono tematiche che lascio
alla discussione in altre sedi piu' appropriate.
Per le 350 "bande" come vengono definite(per me chiamare "bande" I NOSTRI PATRIOTI,e offensivo, ERANO E RIMARRANNO COLONNE DI EROI),se erano di piu' o di meno, e solo
un discorso accademico,quando riusciremo a far cadere le menzogne scritte su di loro,forse sapremo anche quanti erano,E GLI RENDEREMO L'ONORE CHE MERITANO.
Oggi quello che necessita' alla nostra PATRIA sono persone che credono in quello che fanno che mettono cuore e sentimento
nelle loro azioni,tutte persone che sicuramente avranno tanti oneri da sostenere,ed io a queste persone non posso fare altro che
confermare la mia fiducia.
comitato dueSicilie
toscana
bruno mabilia
FORZA e ONORE
Caro Nello, Caro Fiore, cari tutti, eccetto chi sta lavorando per il sistema massoitaliano, forse anche non sapendolo. e cominciamo subito. Stavo pensando ad una persona in particolare che comunque a chi sa leggere, si é rivelata chiaramente. Come si é rivelata la "ragazza" di praia a mare, perché se uno sapesse fare l'analisi alle parole (semiologia), che si usano ed ai periodi di una lingua pur bella come quella italiana, avrebbe capito che la "ragazza", non é tale, in quanto trattasi di scrittura maschile! E' il solito agitatore che vuole rompere un progetto che lui, loro, hanno individuato come un progetto che sta funzionando; con il sacrificio di tanti giovani, e particolarmente del nostro segretario eletto, quel Fiore Marro che non sarà ancora un Metternich, ma sta lavorando bene; tanto che ho dato anche il mio assenso di viscerale indipendentista, da tutti, da chiunque e da chicchessia! Alla strategia dei Comitati Duesicilie.
L'anonimo, dei commentatori, é stato il più onesto, definendosi tale; io invece non sono un anonimo, sono Mario Moccia di Montemalo, e non ho bisogno di nascondermi né con il nome, né con la scrittura. Io sono un aderente convinto ai Comitati Duosiciliani, convinto del buon lavoro di Marro e dei suoi collaboratori e suggerisco ai rompicoglioni di starci attenti, perché mentre Marro s'incazza come dichiarazione d'intenti, io m'incazzo - se m'incazzo - nel senso poco gradevole che... sono cazzi... amari! Per chi vuole fare il paglietta disfattista tra le nostre fila! sete tutti - comunque - talmente ingenui, cari briganti moderni che non avete ancora capito una cosa essenziale. tra di noi c'é un massone. No, tranquilli, non faccio nomi di traditori. Il massone sono io. Nel senso che sto fondando una sorta di massoneria duosiciliana, e nessuno se n'é accorto! Perciò, ne 350, né una banda cara "lettrice" di Praia a Mare ( sic!), che non ha fatto sospettare persino una donna intelligente e "scafata" come Marina Salvadore di "LavocediMegaride" che dice quello che dice... nel suo commento. Insomma, vogliamo o non vogliamo formare una vera banda duosiciliana per riprenderci le due Sicilie? Inviatemi i vostri curricula che poi, a chi scelgo, faccio sapere io che cosa dobbiamo fare! Sarà un movimento intelligente cari "briganti disfattisti", al quale non parteciperete. Mai! Perché le Duesicilie, non necessitano di voi bla-blaisti! Intanto rinnovo il mio forza e onore a tutti i veri duosiciliani, mentre onoro di un lecito vaffanculo tutti i traditori della nostra causa.
m.se Mario Moccia di Montemalo "italiano" di nazionalità duosiciliana"
Lo scrivo, l'ho detto e ribadito - come ospite - anche all'ultimo congresso dei CDS : è indigeribile e non condivisibile, pure a fronte d'un'urgenza di rappresentatività politica, il volersi alleare con chi è a sua volta alleato con i nemici del Sud come la Lega Nord. Bisogna farsi più forti, unirsi, per non fare i portatori d'acqua di gente come l'MpA o Alleanza Federalista. Vi sareste alleati all'epoca con Mazzini che era d'accordo con Cavour, Garibaldi e i Savoia? Ma sembra non ci sia niente da fare e con giustificazioni fumose e risposte inevase si va verso una figura davvero peregrina!
Andrea Balìa
DISCUSSIONI SU FACEBOOK
http://www.facebook.com/home.php#/topic.php?uid=8841632509&topic=6091
Nicola Bruno (Università di Bari)
Ciao Nello,
le parole della lettrice del tuo blog sembrano confermare il disorientamento di quanti, come chi ti scrive, dopo quasi un secolo e mezzo, attendono un'azione politica incisiva, dura e soprattutto "vergine". La tristezza delle sue parole credo sia dovuta alla cruda verità contenuta nei dati storici sciorinati dal documentario visto su "geo & geo", e nel realizzare una frammentazione politica che non può essere altro che interessata.
Lo dimostra il sito da professionista della politica messo su da Vincenzo Ferrara, democristiano di vecchio corso e incredibilmente "posseduto" da uno spirito patriottico che lui stesso afferma, nel suo sito, da sempre presente nel suo cuore. Affermazione assolutamente insostenibile. Lo stesso dicasi per l'MPA e ti confesso che non mi risulta comprensible la passione dei CDS per Lombardo.
Antonio Trotto (Università Federico II Napoli)
Bello schifo! Alleanza Federale...da ridere.. Caro Nicola io credo che la politica debba stare fuori dalle nostre pure idee di rivalsa e semplice giustizia. Purtroppo il potere logora e corrompe e ciò e sconsigliabile per chi come noi vuole onestà e schiettezza..
Nicola Bruno
Sono d'accordo con te Antonio, eppure da qualche parte bisognerà pur cominciare. A Sud avremmo bisogno di un grande partito ma sono troppi i personaggi loschi in giro e la frammentazione in gruppi e gruppuscoli ne è diretta conseguenza. Il territorio è stato saccheggiato in ogni parte e trasformato in discarica. La cosa preoccupante è che, anche in ambiente duosiciliano non mancano le critiche a Roberto Saviano, e questo mi sembra veramente troppo. Trovo interessante, e qui mi consolo, l'opera di recupero della verità storica cominciata dall'editoriale Il Giglio ( www.editorialeilgiglio.it) e dalle edizioni Controcorrente (www.controcorrentedizioni.it). Probabilmente li conosci già. Un caro saluto.
Antonio Tarotto (Università DI Napoli "Federico II" )
Eh si..cominciare da qualche parte. Innanzitutto ti ringrazio per la segnalazione di questi due siti e continuo confidandoti che purtroppo organizzare un partito, come ben sai, è assai difficile. Bisogna avere cospiscue disponibilità economiche e non poche conoscenze di medio-alto profilo. E tutto questo solo per qualche speranza di visibilità. Visibilità che in questa Pseudo-nazione è figliastra della cattiva e parziale informazione. Dovremmo provare qualcosa di eclatante e importante che non sia il solito fuoco di paglia..purtroppo però vedo scarsissima collaborazione. Gli iscritti ai veri gruppi sono tanti...ma quanti sono VERAMENTE informati su ciò che fu?
L'incongruenza e la poca compattezza dei briganti era dovuta ad una scarsa abilità comunicativa fra le bande. Era impossibile riunirsi. E sarebbe stato deleterio. Da sud e nord attaccavano il Regno e la rappresaglia era l'unica arma contro un esercito organizzato come quello mercenario e quello piemontese. Forse quella ragazza non ha riflettutto poi cosi tanto..
Nello Esposito (Nazioneduesicilie)
Bravo Antonio,
non avevo considerato questo aspetto delle comunicazioni dell'epoca.
ma vi faccio una domanda.
oggi in italia bossi, fini e berlusconi, che non hanno niente in comune si sono uniti in un partito che governa, perchè noi che abbiamo ideali e origini comuni non riusciamo a compattarci, nonostante il grande contributo che internet sta dando alla nostra causa?
forse è la polverizzazione delle idee dovuto al proliferare del protagonista di turno che crede di spaccare il mondo?
Nicola Bruno (Università DI Bari ) ha scritto10 ore fa
Io credo che la causa principale sia la mancanza di una guida solida che possa essere allo stesso tempo faro e garante della bontà del nostro percorso. L'ex-Regno ha peculiarità che non andrebbero sottovalutate: lo stato sociale è ai minimi storici mentre l'economia mafiosa ha radici profonde. Personalmente non credo ad una riforma dolce delle nostre terre. L'eradicamento delle associazioni malavitose richiederebbe un atto violento e deciso che, triste ammetterlo perché sono passati 150 anni e soprattutto perché non sono stato mai affezionato alle famiglie regnanti, necessiterebbe della presenza della nostra vecchia casa Borbone. Finora abbiamo sentito tanti abbaiare alla luna ma solo validi progetti culturali. Di politico, pensato in grande, ancora poco. E affermo ciò rispettando il lavoro di quanti si sono rimboccati le maniche e si sono buttati nella mischia piuttosto che essere comodamente seduti davanti ad un computer come ama fare il sottoscritto.
pistoia
28/10/2008
Cari compatrioti,letto l'email della signora che si definisce Praia a Mare,il sottoscritto deve innanzitutto esprimere la propria gratitudine a tutti quei compatrioti,
che con i mezzi a loro disposizione,animati da spirito indomabile,che appartiene soltanto a chi crede nell'affermazione della verita',superando ostacoli non di
poco conto(in quanto in merito ai fatti d'arme e cosiddetta lotta al brigantaggio del 1860,vige ancora il segreto di stato),sono riusciti a portare a conoscenza di
un numero di Compatrioti in continua crescita,la verita' sul cosiddetto risorgimento e unificazione dei territori italici,SI SONO OPPOSTI ALL'OBLIO,HANNO FATTO
SI: CHE I NOSTRI COMPATRIOTI DI ALLORA NON SI SONO SACRIFICATI INVANO,CON IL LORO SACRIFICIO HANNO RICORDATO A NOI CHE ESISTEVA
UN'ALTRA NAZIONE,LA NAZIONE DUOSICILIANA,LA NOSTRA PATRIA! la storia scritta dai vinti su falsita' e menzogne,ogni giorno che passa si SGRETOLA.
Alla signora,e a tutti i Compatrioti(gradirei una risposta),voglio ricordare una semplice cosa,quanti di noi hanno frequentato scuole superiori o universita',presi
come eravamo a risolvere i problemi del vivere di tutti i giorni,quante MADRI o PADRI hanno potuto andare oltre il saper fare solo la propria firma su un documento
o su un passaporto che gli apriva l'unica strada possibile per(IN MOLTI CASI SOPRAVVIVERE) un riscatto almeno economico:cioe' EMIGRARE! Quale poteva essere il grado di conoscenza delle cose,in particolare della storia,quando in tutti i testi scolastici la verita'
era ed e' quella scritta dai vincitori?
Oggi in molti casi e facile parlare,si danno giudizi gratuiti,si sta alla finestra,si evita in maniera accurata di prendere posizione,si fanno anche delle critiche,ben vengano
se sono costruttive e si fanno proposte diverse,ma se sono solo fine a se stesse allora si va sul piano della mediocrità si scrive solo tanto per fare qualcosa,tanto
per passare il tempo,io le posso leggere pero' non mi ci soffermo neanche un attimo non intendo perdere tempo,i problemi e le questioni sono ben altre,non voglio
stare piu' con la testa girata all'indietro a vedere se quel politicante o partito a fatto o non ha fatto,se era o e' di un colore che mi piace o no,IO VOGLIO ANDARE
OLTRE,so bene chi sono certi politicanti cosa hanno fatto per la nostra PATRIA e LE SUE POPOLAZIONI,oggi non e' piu' il momento di discuterne, a noi ci serve
un mezzo per arrivare dove possiamo far sentire la VOCE DEI FIGLI DEL SUD,che tutto questo passi anche attraverso alleanze che possono essere discutibili
lo so',PERO' IL 5OTTOBRE2008,INSIEME A MIO FIGLIO DALLA TOSCANA SIAMO ANDATI A S.NICOLA LA STRADA,AL CONGRESSO DEI COMITATI DELLE
DUE SICILIE,non per passare un fine settimana,ma per partecipare per cercare anche noi di dare il nostro piccolo contributo,dove abbiamo scelto e votato i nostri
attuali dirigenti,IN QUESTE PERSONE HO RIPOSTO LA MIA FIDUCIA,non sara' certamente un fruscio di foglia a farmi ricredere!
Se poi i vari SOVRANI che si sono succeduti nei 127 anni, di regno dei BORBONE, avrebbero dovuto comportasi in un un modo o in un'altro,sono tematiche che lascio
alla discussione in altre sedi piu' appropriate.
Per le 350 "bande" come vengono definite(per me chiamare "bande" I NOSTRI PATRIOTI,e offensivo, ERANO E RIMARRANNO COLONNE DI EROI),se erano di piu' o di meno, e solo
un discorso accademico,quando riusciremo a far cadere le menzogne scritte su di loro,forse sapremo anche quanti erano,E GLI RENDEREMO L'ONORE CHE MERITANO.
Oggi quello che necessita' alla nostra PATRIA sono persone che credono in quello che fanno che mettono cuore e sentimento
nelle loro azioni,tutte persone che sicuramente avranno tanti oneri da sostenere,ed io a queste persone non posso fare altro che
confermare la mia fiducia.
comitato dueSicilie
toscana
bruno mabilia
FORZA e ONORE
Caro Nello, Caro Fiore, cari tutti, eccetto chi sta lavorando per il sistema massoitaliano, forse anche non sapendolo. e cominciamo subito. Stavo pensando ad una persona in particolare che comunque a chi sa leggere, si é rivelata chiaramente. Come si é rivelata la "ragazza" di praia a mare, perché se uno sapesse fare l'analisi alle parole (semiologia), che si usano ed ai periodi di una lingua pur bella come quella italiana, avrebbe capito che la "ragazza", non é tale, in quanto trattasi di scrittura maschile! E' il solito agitatore che vuole rompere un progetto che lui, loro, hanno individuato come un progetto che sta funzionando; con il sacrificio di tanti giovani, e particolarmente del nostro segretario eletto, quel Fiore Marro che non sarà ancora un Metternich, ma sta lavorando bene; tanto che ho dato anche il mio assenso di viscerale indipendentista, da tutti, da chiunque e da chicchessia! Alla strategia dei Comitati Duesicilie.
L'anonimo, dei commentatori, é stato il più onesto, definendosi tale; io invece non sono un anonimo, sono Mario Moccia di Montemalo, e non ho bisogno di nascondermi né con il nome, né con la scrittura. Io sono un aderente convinto ai Comitati Duosiciliani, convinto del buon lavoro di Marro e dei suoi collaboratori e suggerisco ai rompicoglioni di starci attenti, perché mentre Marro s'incazza come dichiarazione d'intenti, io m'incazzo - se m'incazzo - nel senso poco gradevole che... sono cazzi... amari! Per chi vuole fare il paglietta disfattista tra le nostre fila! sete tutti - comunque - talmente ingenui, cari briganti moderni che non avete ancora capito una cosa essenziale. tra di noi c'é un massone. No, tranquilli, non faccio nomi di traditori. Il massone sono io. Nel senso che sto fondando una sorta di massoneria duosiciliana, e nessuno se n'é accorto! Perciò, ne 350, né una banda cara "lettrice" di Praia a Mare ( sic!), che non ha fatto sospettare persino una donna intelligente e "scafata" come Marina Salvadore di "LavocediMegaride" che dice quello che dice... nel suo commento. Insomma, vogliamo o non vogliamo formare una vera banda duosiciliana per riprenderci le due Sicilie? Inviatemi i vostri curricula che poi, a chi scelgo, faccio sapere io che cosa dobbiamo fare! Sarà un movimento intelligente cari "briganti disfattisti", al quale non parteciperete. Mai! Perché le Duesicilie, non necessitano di voi bla-blaisti! Intanto rinnovo il mio forza e onore a tutti i veri duosiciliani, mentre onoro di un lecito vaffanculo tutti i traditori della nostra causa.
m.se Mario Moccia di Montemalo "italiano" di nazionalità duosiciliana"
Lo scrivo, l'ho detto e ribadito - come ospite - anche all'ultimo congresso dei CDS : è indigeribile e non condivisibile, pure a fronte d'un'urgenza di rappresentatività politica, il volersi alleare con chi è a sua volta alleato con i nemici del Sud come la Lega Nord. Bisogna farsi più forti, unirsi, per non fare i portatori d'acqua di gente come l'MpA o Alleanza Federalista. Vi sareste alleati all'epoca con Mazzini che era d'accordo con Cavour, Garibaldi e i Savoia? Ma sembra non ci sia niente da fare e con giustificazioni fumose e risposte inevase si va verso una figura davvero peregrina!
Andrea Balìa
DISCUSSIONI SU FACEBOOK
http://www.facebook.com/home.php#/topic.php?uid=8841632509&topic=6091
Nicola Bruno (Università di Bari)
Ciao Nello,
le parole della lettrice del tuo blog sembrano confermare il disorientamento di quanti, come chi ti scrive, dopo quasi un secolo e mezzo, attendono un'azione politica incisiva, dura e soprattutto "vergine". La tristezza delle sue parole credo sia dovuta alla cruda verità contenuta nei dati storici sciorinati dal documentario visto su "geo & geo", e nel realizzare una frammentazione politica che non può essere altro che interessata.
Lo dimostra il sito da professionista della politica messo su da Vincenzo Ferrara, democristiano di vecchio corso e incredibilmente "posseduto" da uno spirito patriottico che lui stesso afferma, nel suo sito, da sempre presente nel suo cuore. Affermazione assolutamente insostenibile. Lo stesso dicasi per l'MPA e ti confesso che non mi risulta comprensible la passione dei CDS per Lombardo.
Antonio Trotto (Università Federico II Napoli)
Bello schifo! Alleanza Federale...da ridere.. Caro Nicola io credo che la politica debba stare fuori dalle nostre pure idee di rivalsa e semplice giustizia. Purtroppo il potere logora e corrompe e ciò e sconsigliabile per chi come noi vuole onestà e schiettezza..
Nicola Bruno
Sono d'accordo con te Antonio, eppure da qualche parte bisognerà pur cominciare. A Sud avremmo bisogno di un grande partito ma sono troppi i personaggi loschi in giro e la frammentazione in gruppi e gruppuscoli ne è diretta conseguenza. Il territorio è stato saccheggiato in ogni parte e trasformato in discarica. La cosa preoccupante è che, anche in ambiente duosiciliano non mancano le critiche a Roberto Saviano, e questo mi sembra veramente troppo. Trovo interessante, e qui mi consolo, l'opera di recupero della verità storica cominciata dall'editoriale Il Giglio ( www.editorialeilgiglio.it) e dalle edizioni Controcorrente (www.controcorrentedizioni.it). Probabilmente li conosci già. Un caro saluto.
Antonio Tarotto (Università DI Napoli "Federico II" )
Eh si..cominciare da qualche parte. Innanzitutto ti ringrazio per la segnalazione di questi due siti e continuo confidandoti che purtroppo organizzare un partito, come ben sai, è assai difficile. Bisogna avere cospiscue disponibilità economiche e non poche conoscenze di medio-alto profilo. E tutto questo solo per qualche speranza di visibilità. Visibilità che in questa Pseudo-nazione è figliastra della cattiva e parziale informazione. Dovremmo provare qualcosa di eclatante e importante che non sia il solito fuoco di paglia..purtroppo però vedo scarsissima collaborazione. Gli iscritti ai veri gruppi sono tanti...ma quanti sono VERAMENTE informati su ciò che fu?
L'incongruenza e la poca compattezza dei briganti era dovuta ad una scarsa abilità comunicativa fra le bande. Era impossibile riunirsi. E sarebbe stato deleterio. Da sud e nord attaccavano il Regno e la rappresaglia era l'unica arma contro un esercito organizzato come quello mercenario e quello piemontese. Forse quella ragazza non ha riflettutto poi cosi tanto..
Nello Esposito (Nazioneduesicilie)
Bravo Antonio,
non avevo considerato questo aspetto delle comunicazioni dell'epoca.
ma vi faccio una domanda.
oggi in italia bossi, fini e berlusconi, che non hanno niente in comune si sono uniti in un partito che governa, perchè noi che abbiamo ideali e origini comuni non riusciamo a compattarci, nonostante il grande contributo che internet sta dando alla nostra causa?
forse è la polverizzazione delle idee dovuto al proliferare del protagonista di turno che crede di spaccare il mondo?
Nicola Bruno (Università DI Bari ) ha scritto10 ore fa
Io credo che la causa principale sia la mancanza di una guida solida che possa essere allo stesso tempo faro e garante della bontà del nostro percorso. L'ex-Regno ha peculiarità che non andrebbero sottovalutate: lo stato sociale è ai minimi storici mentre l'economia mafiosa ha radici profonde. Personalmente non credo ad una riforma dolce delle nostre terre. L'eradicamento delle associazioni malavitose richiederebbe un atto violento e deciso che, triste ammetterlo perché sono passati 150 anni e soprattutto perché non sono stato mai affezionato alle famiglie regnanti, necessiterebbe della presenza della nostra vecchia casa Borbone. Finora abbiamo sentito tanti abbaiare alla luna ma solo validi progetti culturali. Di politico, pensato in grande, ancora poco. E affermo ciò rispettando il lavoro di quanti si sono rimboccati le maniche e si sono buttati nella mischia piuttosto che essere comodamente seduti davanti ad un computer come ama fare il sottoscritto.
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INDIPENDENTISTI,
lettere a N2S
PdSud, Lega, Pdl, Mpa e dintorni
Riprendo integralmente dal blog di Orazio Vasta:
Il Partito del Sud,alleato con Chiappori(Lega), "alternativo" al Mpa
Il convegno, sul tema del federalismo fiscale e l'autonomia siciliana, che si è svolto sabato scorso a San Giovanni La Punta,alle porte di Catania, ha sancito il solco definitivo fra il Partito del Sud e il Movimento per l'Autonomia del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo.
Al convegno,che si è svolto in contemporanea con la "Festa" del Mpa di Messina,hanno partecipato,fra gli altri, Erasmo Vecchio(nella foto),coordinatore regionale del PdSud, Giacomo Chiappori,deputato nazionale della Lega Nord,rappresentante nazionale di "Alleanza federalista",Stefano Massimino(costituzionalista),Ruggero Razza(Alleanza Siciliana).
Assente eccellente il presidente della provincia Giuseppe Castiglione.
Sono intervenuti, invece,Raffele Nicotra,deputato regionale del Pdl e sindaco di Acicatena,assieme al vicesindaco Francesco Petralia e al consigliere comunale Pippo Sorbello.Presente anche l'ex deputato regionale Biagio Susinni.
Vecchio,Nicotra e Susinni facevano parte dell'Ufficio politico del Mpa,prima di scegliere strade diverse da quella intrapresa da Lombardo. La stessa presenza del leghista Chiappori è fortemente contraddittoria, considerando che a Messina,alla "festa" del Mpa ,Calderoli era a fianco del presidente Lombardo.
"Il progetto del PdSud-dichiara Vecchio-non è in contraddizione con nessuno,per il solo fatto che noi siamo alternativi anche all'attuale Mpa".
Dal Mpa un secco "No comment!".
Ma,la "vicinanza" fra il PdSud e la Lega di Chiappori ha aperto un profondo,e non sempre sereno,dibattito interno al Partito e all'area "del Sud".
Fonte: rarika
Il Partito del Sud,alleato con Chiappori(Lega), "alternativo" al Mpa
Il convegno, sul tema del federalismo fiscale e l'autonomia siciliana, che si è svolto sabato scorso a San Giovanni La Punta,alle porte di Catania, ha sancito il solco definitivo fra il Partito del Sud e il Movimento per l'Autonomia del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo.
Al convegno,che si è svolto in contemporanea con la "Festa" del Mpa di Messina,hanno partecipato,fra gli altri, Erasmo Vecchio(nella foto),coordinatore regionale del PdSud, Giacomo Chiappori,deputato nazionale della Lega Nord,rappresentante nazionale di "Alleanza federalista",Stefano Massimino(costituzionalista),Ruggero Razza(Alleanza Siciliana).
Assente eccellente il presidente della provincia Giuseppe Castiglione.
Sono intervenuti, invece,Raffele Nicotra,deputato regionale del Pdl e sindaco di Acicatena,assieme al vicesindaco Francesco Petralia e al consigliere comunale Pippo Sorbello.Presente anche l'ex deputato regionale Biagio Susinni.
Vecchio,Nicotra e Susinni facevano parte dell'Ufficio politico del Mpa,prima di scegliere strade diverse da quella intrapresa da Lombardo. La stessa presenza del leghista Chiappori è fortemente contraddittoria, considerando che a Messina,alla "festa" del Mpa ,Calderoli era a fianco del presidente Lombardo.
"Il progetto del PdSud-dichiara Vecchio-non è in contraddizione con nessuno,per il solo fatto che noi siamo alternativi anche all'attuale Mpa".
Dal Mpa un secco "No comment!".
Ma,la "vicinanza" fra il PdSud e la Lega di Chiappori ha aperto un profondo,e non sempre sereno,dibattito interno al Partito e all'area "del Sud".
Fonte: rarika
martedì 28 ottobre 2008
UNA DELLE 350 BANDE
Ricevo e pubblico, in risposta al mio post 350 Bande, la lettera del Segretario dei Comitati Due Sicilie Fiore Marro:
Carissimo Nello
Come da te richiesto ho letto e riletto l’intervento inviatoti da questo tuo conoscente, che in un primo momento mi ha trovato molto partecipe per alcuni suoi passaggi ma che poi rileggendolo invece mi ha dato la consapevolezza che il cammino è ancora lungo da fare, perché un’accusa è un’accusa ed un rimprovero è un rimprovero, ci sono cose che personalmente non posso accettare visto che dovrei essere in questo caso una capobrigante almeno dal punto di vista di questo tuo lettore.
A questo punto cosa dovremo fare dunque? Tornarcene tutti a casa? Questo potrebbe essere anche un buono spunto di riflessione. Chi ci sarà dopo di noi? Noi così disgregati, così incostanti eppure ancora gli unici a lottare. Noi l’ultimo brandello di speranza, si gli unici ed ultima pazzi in un mondo di senzienti.
350 bande? Ma perché non 450 o 1000?
Credo certo che il confronto sia il sale per la crescita della nostra giovane comunità, ma penso pure che ciò che accade da sempre in questo nostro mondo è che non anche le pulci fanno la tosse ma TUTTE le pulci che si avvicinano alla Causa la fanno e pure molte volte in maniera esagerata e questo dopo il lungo tirocinio che mi contraddistingue non mi trova disponibile ad essere accondiscendente ad accettare imputazioni che dovrebbero essere magari prese per salutari bacchettate per spronarci a dare una rotta diversa al nostro lavoro, questo finora non è riuscito a nessuno, quindi ripeto cosa dobbiamo fare starcene tutti fermi fino a quando non arriva il Messia o il Garibaldi al contrario?
Queste lettere, queste situazioni assieme a quella di chi sta nell’attesa di momenti migliori sono le cose che più mi fanno incazzare maledettamente, si incazzare, perché al contrario di chi si preoccupa della mancanza unitaria delle “bande”, altri invece si fanno il cosiddetto per le contrade del mondo, cercando di risvegliare l’orgoglio e l’identità perduta del nostro popolo quindi chi si perde in bizantinismi armonici farebbe meglio a dare un contributo fattivo alla lotta, altro che balle!
Non siamo al fronte, né alla macchia, la guerra che stiamo facendo non è una guerra d’arme convenzionale e una guerra di nervi, di resistenza. Noi non siamo briganti, noi siamo solo gli ultimi innamorati della nostra Patria perduta, con le loro debolezze, con i loro errori, con le personali bassezze ma che con enormi sacrifici personali stanno tentando di dare un apporto per un Sud migliore, commettendo sbagli ed orrori ma che almeno ci provano.
Il Sud ha avuto sempre i suoi briganti, anche nel periodo borbonico, ed anche adesso ci sono briganti e briganti, come non si riesce a capire ciò me lo risolvo perché in molti non vivono l’interno del nostro cosmo ed allora mettono assieme Crocco e Frà Diavolo, Ruffo e Musolino, Ninco Nanco con Giuliano, qui stiamo parlando del futuro della nostra Nazione, delle Due Sicilie non della Macedonia! Le armi ed i tempi sono cambiati, la nostra gente è diversa dal popolo di allora, bisogna inserirsi nel sistema per farlo implodere da dentro o qualcuno crede che si possa vincere con qualche archibugiata? Di quali bande da unire parliamo qui? La gente si unisce attorno ad un progetto perché sente il bisogno di farlo.
Gli approcci ed il dialogo con la politica nazionale italiana e con le istituzioni sono un fatto naturale non viviamo mica su Marte, poi come quasi sempre accade se le condizioni non ci convengono si ritorna sui nostri passi, punto! Ripeto non siamo sugli spalti di Gaeta, purtroppo qui la lotta si fa con le armi dei nostri tempi che sono pazienza e forza di volontà e fede, infinita fede.
Chiunque vuole dare forza alla voce flebile delle Due Sicilie è bene accetto da qualunque posto, sito, movimento, raggruppamento sente il bisogno di farlo e personalmente è il benvenuto.
Il resto è nebbia!
Forza e onore
Fiore
Devo onestamente dire che la lettera della amica Praiese mi ha profondamente colpito, e come me anche altre persone.
In tutta onestà immaginavo una discussione ben più partecipata, ma nelle ultime due settimane abbiamo dimostrato che è più facile prendere spunto da argomenti di carattere nazionale per accusare liberamente chi esprime un proprio pensiero, che cercare di giustificare gli attacchi che riceviamo, e credo che su questo punto non possiamo che dar ragione a Praia a Mare, non siamo UNITI neanche nel difenderci.
In merito all’unità dei movimenti, proprio stamattina chiacchieravo con un amico che mi ha fatto notare come persone che di base ideologica, non hanno niente in comune, come possono essere Berlusconi, Bossi e Fini, (o piuttosto Veltroni, Pannella e Di Pietro), si siano uniti in un'unica forza politica che rappresenta uno dei due lati dell’italia.
Oggi posso ritenere che le uniche divergenze che ho riscontrato all’interno del nostro mondo sono di natura calcistica, (danno ricevuto dagli inglesi subito dopo l’unità d’italia), eppure sembra che i noi fratelli non ci riconosciamo!
Non credo che la generazione attuale del nostro mondo sia tanto intelligente da capire il tempo che sta buttando in inutili lotte interne per la autorità indiscussa di questo o quel partito.
Io nella mi STUPIDITA’ ho scelto di condividere il progetto dei Comitato due Sicilie, per identificare il mio pensiero, per non essere un IGNAVO, per la voglia di confrontarsi che caratterizza le persone che compongono il movimento, per gli intenti dei Comitati che ben concordano con la mia voglia di RINASCITA CULTURALE,
Quanti come me hanno deciso di dedicare il loro impegno ad un progetto di un partito o movimento che lotti per la rinascita economica del sud, sono sempre e comunque da apprezzare, come ancora oggi apprezziamo le gesta di ognuno dei briganti di quelle Benedette 350 Bande.
Carissimo Nello
Come da te richiesto ho letto e riletto l’intervento inviatoti da questo tuo conoscente, che in un primo momento mi ha trovato molto partecipe per alcuni suoi passaggi ma che poi rileggendolo invece mi ha dato la consapevolezza che il cammino è ancora lungo da fare, perché un’accusa è un’accusa ed un rimprovero è un rimprovero, ci sono cose che personalmente non posso accettare visto che dovrei essere in questo caso una capobrigante almeno dal punto di vista di questo tuo lettore.
A questo punto cosa dovremo fare dunque? Tornarcene tutti a casa? Questo potrebbe essere anche un buono spunto di riflessione. Chi ci sarà dopo di noi? Noi così disgregati, così incostanti eppure ancora gli unici a lottare. Noi l’ultimo brandello di speranza, si gli unici ed ultima pazzi in un mondo di senzienti.
350 bande? Ma perché non 450 o 1000?
Credo certo che il confronto sia il sale per la crescita della nostra giovane comunità, ma penso pure che ciò che accade da sempre in questo nostro mondo è che non anche le pulci fanno la tosse ma TUTTE le pulci che si avvicinano alla Causa la fanno e pure molte volte in maniera esagerata e questo dopo il lungo tirocinio che mi contraddistingue non mi trova disponibile ad essere accondiscendente ad accettare imputazioni che dovrebbero essere magari prese per salutari bacchettate per spronarci a dare una rotta diversa al nostro lavoro, questo finora non è riuscito a nessuno, quindi ripeto cosa dobbiamo fare starcene tutti fermi fino a quando non arriva il Messia o il Garibaldi al contrario?
Queste lettere, queste situazioni assieme a quella di chi sta nell’attesa di momenti migliori sono le cose che più mi fanno incazzare maledettamente, si incazzare, perché al contrario di chi si preoccupa della mancanza unitaria delle “bande”, altri invece si fanno il cosiddetto per le contrade del mondo, cercando di risvegliare l’orgoglio e l’identità perduta del nostro popolo quindi chi si perde in bizantinismi armonici farebbe meglio a dare un contributo fattivo alla lotta, altro che balle!
Non siamo al fronte, né alla macchia, la guerra che stiamo facendo non è una guerra d’arme convenzionale e una guerra di nervi, di resistenza. Noi non siamo briganti, noi siamo solo gli ultimi innamorati della nostra Patria perduta, con le loro debolezze, con i loro errori, con le personali bassezze ma che con enormi sacrifici personali stanno tentando di dare un apporto per un Sud migliore, commettendo sbagli ed orrori ma che almeno ci provano.
Il Sud ha avuto sempre i suoi briganti, anche nel periodo borbonico, ed anche adesso ci sono briganti e briganti, come non si riesce a capire ciò me lo risolvo perché in molti non vivono l’interno del nostro cosmo ed allora mettono assieme Crocco e Frà Diavolo, Ruffo e Musolino, Ninco Nanco con Giuliano, qui stiamo parlando del futuro della nostra Nazione, delle Due Sicilie non della Macedonia! Le armi ed i tempi sono cambiati, la nostra gente è diversa dal popolo di allora, bisogna inserirsi nel sistema per farlo implodere da dentro o qualcuno crede che si possa vincere con qualche archibugiata? Di quali bande da unire parliamo qui? La gente si unisce attorno ad un progetto perché sente il bisogno di farlo.
Gli approcci ed il dialogo con la politica nazionale italiana e con le istituzioni sono un fatto naturale non viviamo mica su Marte, poi come quasi sempre accade se le condizioni non ci convengono si ritorna sui nostri passi, punto! Ripeto non siamo sugli spalti di Gaeta, purtroppo qui la lotta si fa con le armi dei nostri tempi che sono pazienza e forza di volontà e fede, infinita fede.
Chiunque vuole dare forza alla voce flebile delle Due Sicilie è bene accetto da qualunque posto, sito, movimento, raggruppamento sente il bisogno di farlo e personalmente è il benvenuto.
Il resto è nebbia!
Forza e onore
Fiore
Devo onestamente dire che la lettera della amica Praiese mi ha profondamente colpito, e come me anche altre persone.
In tutta onestà immaginavo una discussione ben più partecipata, ma nelle ultime due settimane abbiamo dimostrato che è più facile prendere spunto da argomenti di carattere nazionale per accusare liberamente chi esprime un proprio pensiero, che cercare di giustificare gli attacchi che riceviamo, e credo che su questo punto non possiamo che dar ragione a Praia a Mare, non siamo UNITI neanche nel difenderci.
In merito all’unità dei movimenti, proprio stamattina chiacchieravo con un amico che mi ha fatto notare come persone che di base ideologica, non hanno niente in comune, come possono essere Berlusconi, Bossi e Fini, (o piuttosto Veltroni, Pannella e Di Pietro), si siano uniti in un'unica forza politica che rappresenta uno dei due lati dell’italia.
Oggi posso ritenere che le uniche divergenze che ho riscontrato all’interno del nostro mondo sono di natura calcistica, (danno ricevuto dagli inglesi subito dopo l’unità d’italia), eppure sembra che i noi fratelli non ci riconosciamo!
Non credo che la generazione attuale del nostro mondo sia tanto intelligente da capire il tempo che sta buttando in inutili lotte interne per la autorità indiscussa di questo o quel partito.
Io nella mi STUPIDITA’ ho scelto di condividere il progetto dei Comitato due Sicilie, per identificare il mio pensiero, per non essere un IGNAVO, per la voglia di confrontarsi che caratterizza le persone che compongono il movimento, per gli intenti dei Comitati che ben concordano con la mia voglia di RINASCITA CULTURALE,
Quanti come me hanno deciso di dedicare il loro impegno ad un progetto di un partito o movimento che lotti per la rinascita economica del sud, sono sempre e comunque da apprezzare, come ancora oggi apprezziamo le gesta di ognuno dei briganti di quelle Benedette 350 Bande.
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lunedì 27 ottobre 2008
CDS - CAMORRA - SAVIANO
Caro Nello
Non ho letto Gomorra come non l’ho fatto con i romanzi di Harry Potter o con quello di Dan Brown il vendutissimo Codice da Vinci, perchè lì ritengo comunque dei romanzetti da leggere sotto l’ombrellone per proteggersi dal sole d’agosto nei momenti di relax anche perché preferisco cose un poco più simpatiche ed intelligenti tipo le opere di Giovannino Guareschi, Jorge Amado o un buon Sepulvèda che oltre a rilassare la mente mettono anche di buonumore o incoraggiano a vedere il mondo con occhi diversi.
Non ho nessun astio né prevenzione nei confronti di Saviano, anche se mi ricorda un tantinello quei travet alla Dumas che hanno con il tempo sostituito la storia ufficiale con le loro storielle minime.
Gomorra è un fumetto da ciò che mi è riferito da chi l’ha letto, un pamphlet che, però ha generato una sorta di j’accuse non a chi ha martoriato la Campania, ma verso la gente comune che vive nel territorio napoletano e casertano facendoci passare per manutengoli e collaborazionisti dei camorristi e questo non è una cosa buona.
Quello che invece mi da molto fastidio è l’atteggiamento di certe considerazioni sui fatti di camorra e mafia che leggo da persone che sanno del fenomeno solo tramite sceneggiati televisivi e libricini alla Saviano, pontificando e dando indicazioni del da fare senza sapere neanche la ben minima cosa di ciò che dicono.
La camorra non è un romanzo né un film, la camorra e la mafia sono radicati sul territorio ed è un fatto che si muove in maniera silenziosa e tracotante, nessuno di tutti quelli che ho conosciuto nel nostro cosmo specie di quelli che vivono lontani dal territorio “occupato” dalla malavita organizzata sa di cosa sta parlando perché i loro concetti la dicono lunga sulla conoscenza del fenomeno, quindi, quando rilevo espressioni da film luce su qualche forum preferisco non intervenire perché noto la totale mancanza di conoscenza del fatto in se.
La camorra è un fenomeno italiano quindi sarà debellato solo quando questa barzelletta chiamata Italia scomparirà, il problema sarà poi sapere di cosa vivrà Saviano almeno per quelli che lo apprezzano.
Fiore
Non ho letto Gomorra come non l’ho fatto con i romanzi di Harry Potter o con quello di Dan Brown il vendutissimo Codice da Vinci, perchè lì ritengo comunque dei romanzetti da leggere sotto l’ombrellone per proteggersi dal sole d’agosto nei momenti di relax anche perché preferisco cose un poco più simpatiche ed intelligenti tipo le opere di Giovannino Guareschi, Jorge Amado o un buon Sepulvèda che oltre a rilassare la mente mettono anche di buonumore o incoraggiano a vedere il mondo con occhi diversi.
Non ho nessun astio né prevenzione nei confronti di Saviano, anche se mi ricorda un tantinello quei travet alla Dumas che hanno con il tempo sostituito la storia ufficiale con le loro storielle minime.
Gomorra è un fumetto da ciò che mi è riferito da chi l’ha letto, un pamphlet che, però ha generato una sorta di j’accuse non a chi ha martoriato la Campania, ma verso la gente comune che vive nel territorio napoletano e casertano facendoci passare per manutengoli e collaborazionisti dei camorristi e questo non è una cosa buona.
Quello che invece mi da molto fastidio è l’atteggiamento di certe considerazioni sui fatti di camorra e mafia che leggo da persone che sanno del fenomeno solo tramite sceneggiati televisivi e libricini alla Saviano, pontificando e dando indicazioni del da fare senza sapere neanche la ben minima cosa di ciò che dicono.
La camorra non è un romanzo né un film, la camorra e la mafia sono radicati sul territorio ed è un fatto che si muove in maniera silenziosa e tracotante, nessuno di tutti quelli che ho conosciuto nel nostro cosmo specie di quelli che vivono lontani dal territorio “occupato” dalla malavita organizzata sa di cosa sta parlando perché i loro concetti la dicono lunga sulla conoscenza del fenomeno, quindi, quando rilevo espressioni da film luce su qualche forum preferisco non intervenire perché noto la totale mancanza di conoscenza del fatto in se.
La camorra è un fenomeno italiano quindi sarà debellato solo quando questa barzelletta chiamata Italia scomparirà, il problema sarà poi sapere di cosa vivrà Saviano almeno per quelli che lo apprezzano.
Fiore
commenti alla lettera 350 bande
La gentile lettrice ha PERFETTAMENTE RAGIONE! ci connota, infatti, un esasperato individualismo e "padreternismo" (male endemico)che rende vana ogni pur nobile iniziativa degli oltre 270 movimenti DISPERSI E DISPERSIVI, associazioni e partitucoli pseudo- SUDISTI!
marina salvadore
http://blog.libero.it/lavocedimegaride
25 ottobre 2008 17.52
Anonimo Anonimo ha detto...
Questa ragazza merita un commento.
Mi sono preso degli improperi perchè
da anni predico una unità che taluni
ritengono impossibile (anche perchè
alcuni di noi ancora si gingillano
tra prodi e berlusca!!!) ma questo
non mi fa perdere di vista la realtà.
Un amico calabrese dice che ci hanno
cambiato il DNA e non riusciamo
per questo a prendere coscienza.
Io dico solo che la trasmissione
del 24 ottobre 2008 ha solo un
precedente: una trasmissione a puntate
mandata in onda alle due di notte
qualche anno fa. Tutto qui.
Il resto si chiama falsificazione
storica, mitologia, denigrazione.
I nostri insegnanti, i nostri ragazzi
i nostri intellettuali, i giornalisti
hanno studiato sui sussidiari
e si vergognano del loro paese.
Ma internet ha distrutto la gerarchia
delle fonti 3e la verità dilaga e
nessuno la potrà fernare.
Geo & Geo è solo un prima passo.
Abbiamo fede, non facciamo prendere
dallo scoramento - noi non faremo
la fine di Crocco (che comunque
aveva una banda di 2000 uomini).
Abbiamo imparato la lezione.
Zenone di Elea
25 ottobre 2008 22.52
Anonimo Antonio Iannaccone ha detto...
Lo schiaffeggiamento all'individualismo meridionale da parte della ragazza di Praia a Mare è l'ennesima testimonianza di chi rinnova la sua coscienza alla luce della rivisitazione storica e che, come me alcuni anni fa, non si spiega il disgregato mondo 'duosiciliano' che lo vede alla pari della lotta partigiana operata dai briganti.
Non credo ci siano arrampicatori sociali nelle compagini meridionaliste(?), ma più probabilmente degli individualismi con varie sfaccettature che non riescono a limarsi, o perchè, forse, ci si aspetta ancora l'arrivo di un Messia che unifichi tutto e tutti, e molti nuovi 'patrioti', aspettando alla finestra osservano e scartano ora la 'carne' e ora il 'pesce', con il risultato che alla fine non si è nè carne e nè pesce. Quindi io credo, che bisogna lanciarsi nella mischia, non creando un altro gruppo, ma infoltendo le file dell'associazione e/o partito in cui si pensi di dare qualcosa, in questo modo se ci sono egoismi individualistici, come dice la ragazza, passeranno in minoranza e si avrà più possibilità di aggregazione il più presto possibile. I colori delle divise ce li potremo scegliere con calma ed in piena libertà dopo la creazione del nostro nuovo stato.
Antonio Iannaccone
http://napoilitania.myblog.it/
26 ottobre 2008 1.04
Anonimo Anonimo ha detto...
POCHISSIME PAROLE,
perchè non siete capaci di lottare insieme per un unico scopo?
il popolo meridionale, non riuscirà mai a vedere in voi, partitelli da 300 voti, e movimentucci lecchini, i liberatori della partia!!!
Nello sei grande perchè hai aperto ultimamente il tuo blog ai commenti anonimi, favorendo chi come me non vuole essere indicato come l'accusatore.
A.Caiano
'o munaciello e Napoli
26 ottobre 2008 14.20
Blogger megliovincenzo ha detto...
Questo post è perfetto ed arriva con tempismo perfetto!
Ora, però, non limitiamoci soltanto a richiamare ciò che è saputo e risaputo. Certo siamo disorganizzati, magari in competizione e contrapposti, ma non serve alla causa: pensiamo alle soluzioni!!!
Io provo a dare le mie...
Concordo con Praia a Mare: MPA, Lega e Mastella non servono ad aqcuisire visibilità. La visibilità viene dallo scendere in strada, organizzare stand, avvicinare le persone, allargare la base (e non il vertice...).
26 ottobre 2008 16.19
marina salvadore
http://blog.libero.it/lavocedimegaride
25 ottobre 2008 17.52
Anonimo Anonimo ha detto...
Questa ragazza merita un commento.
Mi sono preso degli improperi perchè
da anni predico una unità che taluni
ritengono impossibile (anche perchè
alcuni di noi ancora si gingillano
tra prodi e berlusca!!!) ma questo
non mi fa perdere di vista la realtà.
Un amico calabrese dice che ci hanno
cambiato il DNA e non riusciamo
per questo a prendere coscienza.
Io dico solo che la trasmissione
del 24 ottobre 2008 ha solo un
precedente: una trasmissione a puntate
mandata in onda alle due di notte
qualche anno fa. Tutto qui.
Il resto si chiama falsificazione
storica, mitologia, denigrazione.
I nostri insegnanti, i nostri ragazzi
i nostri intellettuali, i giornalisti
hanno studiato sui sussidiari
e si vergognano del loro paese.
Ma internet ha distrutto la gerarchia
delle fonti 3e la verità dilaga e
nessuno la potrà fernare.
Geo & Geo è solo un prima passo.
Abbiamo fede, non facciamo prendere
dallo scoramento - noi non faremo
la fine di Crocco (che comunque
aveva una banda di 2000 uomini).
Abbiamo imparato la lezione.
Zenone di Elea
25 ottobre 2008 22.52
Anonimo Antonio Iannaccone ha detto...
Lo schiaffeggiamento all'individualismo meridionale da parte della ragazza di Praia a Mare è l'ennesima testimonianza di chi rinnova la sua coscienza alla luce della rivisitazione storica e che, come me alcuni anni fa, non si spiega il disgregato mondo 'duosiciliano' che lo vede alla pari della lotta partigiana operata dai briganti.
Non credo ci siano arrampicatori sociali nelle compagini meridionaliste(?), ma più probabilmente degli individualismi con varie sfaccettature che non riescono a limarsi, o perchè, forse, ci si aspetta ancora l'arrivo di un Messia che unifichi tutto e tutti, e molti nuovi 'patrioti', aspettando alla finestra osservano e scartano ora la 'carne' e ora il 'pesce', con il risultato che alla fine non si è nè carne e nè pesce. Quindi io credo, che bisogna lanciarsi nella mischia, non creando un altro gruppo, ma infoltendo le file dell'associazione e/o partito in cui si pensi di dare qualcosa, in questo modo se ci sono egoismi individualistici, come dice la ragazza, passeranno in minoranza e si avrà più possibilità di aggregazione il più presto possibile. I colori delle divise ce li potremo scegliere con calma ed in piena libertà dopo la creazione del nostro nuovo stato.
Antonio Iannaccone
http://napoilitania.myblog.it/
26 ottobre 2008 1.04
Anonimo Anonimo ha detto...
POCHISSIME PAROLE,
perchè non siete capaci di lottare insieme per un unico scopo?
il popolo meridionale, non riuscirà mai a vedere in voi, partitelli da 300 voti, e movimentucci lecchini, i liberatori della partia!!!
Nello sei grande perchè hai aperto ultimamente il tuo blog ai commenti anonimi, favorendo chi come me non vuole essere indicato come l'accusatore.
A.Caiano
'o munaciello e Napoli
26 ottobre 2008 14.20
Blogger megliovincenzo ha detto...
Questo post è perfetto ed arriva con tempismo perfetto!
Ora, però, non limitiamoci soltanto a richiamare ciò che è saputo e risaputo. Certo siamo disorganizzati, magari in competizione e contrapposti, ma non serve alla causa: pensiamo alle soluzioni!!!
Io provo a dare le mie...
Concordo con Praia a Mare: MPA, Lega e Mastella non servono ad aqcuisire visibilità. La visibilità viene dallo scendere in strada, organizzare stand, avvicinare le persone, allargare la base (e non il vertice...).
26 ottobre 2008 16.19
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