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mercoledì 5 novembre 2008

Enzo Riccio su 350 Bande

Sono in gran parte d'accordo con l'amico Orazio...ma permettetimi un commento più ampio.
Trovo che la lettera dell'amica calabrese, e molti commenti simili che anch'io raccolgo in giro, sia importante e un segnale del fatto che il nostro popolo non ci capisce.
Non solo a noi del Partito del Sud ma anche ai Comitati delle Due Sicilie e agli altri partiti e movimenti...noi tutti dovremmo riflettere su questo.

Giusto per precisare la nostra posizione, fatemi pure aggiungere che noi del Partito del Sud non ci siamo MAI alleati con la Lega ma siamo solo in fase di TRATTATIVA con Alleanza Federalista per la nascita di un soggetto politico autonomista MERIDIONALE per un eventuale accordo ELETTORALE PER LE EUROPEE ...per me solo con un simbolo meridionale potranno andare un buon fine queste trattative. NIENTE E' STATO GIA' DECISO!

Poi se non mi sbaglio anche l'MPA e' alleato nelle elezioni nazionali della Lega e cosa ancor peggiore, soprattutto in Campania e' espressione della vecchia politica clientelare democristiana...vogliamo cambiare qualcosa con Enzo Scotti??? Per non parlare del Cuffarismo in Sicilia...ha vinto le elzioni regionali si...ma a quale prezzo? E cosa sta facendo per la Sicilia? E cosa sta facendo per il SUD che ha inserito all'ultimo momento nel suo simbolo elettorale?

Io sogno un partito meridionalista libero, che non si schiera ne' col centro-destra ne' col centro-sinistra...per arrivare a questo, con le difficoltà delle leggi elettorali attuali, credo che si possano e debbano sondare alleanze elettorali, definendo per bene gli accordi e quali sono i programmi.

Intanto riflettiamo sull'invito all'unità...noi già ci abbiamo provato in passato senza successo, chi vuole andare con Mastella o niente e chi vuole andare con Lombardo o niente...credo che ci dovremo riprovare in futuro.
Enzo Riccio

sabato 1 novembre 2008

VASTA SU 350 BANDE

RICEVO E PUBBLICO DA ORAZIO VASTA...

Prima di tutto,per essere chiaro e chiari,sgombriamo il dibattito dalla presenza delle S.a.r. borboniche,perchè la storia del Sud,della sua oppressione e della sua resistenza,non dev'essere confusa con la storia del "Regno".
Idem per la sua rinascita.
Anche perchè non bisogna dimenticare o omettere che il rapporto dei popoli meridionali e del popolo siciliano con il "Regno" non è stato tutto baci e abbracci.
La Sicilia,che ha sempre rivendicato la propria indipendenza,è stata teatro di repressioni feroci da parte dei borboni...
Ciò,ripeto,per chiarire che la NOSTRA storia,la storia dei meridionali e dei siciliani, non è la storia dei borboni...
Ammesso che siamo d'accordo su questa "separazione" oggettiva della storia,mi permetto di esprimere il mio pensiero sull'intervento di "Praia a Mare",che sintetizzo in questa (sua)frase:"In cosa hanno fallito i Briganti? Forse proprio nel coordinamento unitario? Forse nella più squallida forma di individualismo e sete di potere? Forse nella filosofia del meglio un uovo oggi che una gallina domani?" .
"In cosa hanno fallito i Briganti?"
Perchè i Briganti credevano realmente di vincere la battaglia conto l'invasore savoiardo?
Pensiamo realmente che i Briganti,dai capi all'ultimo combattente,credevano di riuscire a liberare il Meridione?
I Briganti non hanno fallito,per il solo fatto che sono stati un atto di ribellismo.
I Briganti sono stati,fra mille contraddizioni,un movimento armato così eterogeneo,che non poteva mai avere un "coordinamento unitario".
Oltretutto,i Briganti erano dei ribelli,non erano dei rivoluzionari.
Non rispondevano a nessun Cln.
Non erano politicizzati.
I Briganti erano il ribellismo sociale fine a se stesso,altro che "fallimento".
In un certo senso,oso dire che i Briganti sono stati dei kamikaze,che usavano il loro corpo come una bomba,coscienti,senza saperlo,che l'unico atto per non essere cancellati dal dominatore italico era quello di morire come Brigante.
E questo è fallire?
No,i Briganti non hanno fallito.
Hanno vinto!
Quei ribelli hanno segnato con il loro martirio il confine fra chi a Sud sta sempre e ovunque dalla parte del potere - "CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE" - e chi non accetta di perdere la propria "faccia" e non sposa mai "la filosofia del meglio un uovo oggi che una gallina domani" .
Cordialità,Orazio Vasta

Alla fine anche Il mio amico Orazio ha risposto, se pur attenendosi alla sola parte storica della domanda, ma ha risposto.
Cercavo risposte da tutti i meridionalisti, ma forse sono impegnati a preparare discorsi o cercare il miglior ritorno dagli apparentamenti politici.
Ma comm a vulimm vincere sta guerra!
Grazie ao Orazio, Nicola, i CDS (che sono gli unici che hanno risposto) e a quanti questi post hanno dato almeno modo di pensare.

giovedì 30 ottobre 2008

DISCUSSIONE APERTA SU 350 BANDE

RICEVO E PUBBLICO DAL MARIO MOCCIA

350 BANDE? COME SALVARCI DALL'ITALIA E DALLA CRISI PLANETARIA

Nella recente discussione sulle "350 bande", ho letto di un "commento" di un certo Nicola Bruno (Università di Bari ), il quale dopo una breve introduzione conclude con: "Personalmente non credo ad una riforma dolce delle nostre terre. L'eradicamento delle associazioni malavitose richiederebbe un atto violento e deciso che, triste ammetterlo perché sono passati 150 anni e soprattutto perché non sono stato mai affezionato alle famiglie regnanti, necessiterebbe della presenza della nostra vecchia casa Borbone. Finora abbiamo sentito tanti abbaiare alla luna ma solo validi progetti culturali. Di politico, pensato in grande, ancora poco. E affermo ciò rispettando il lavoro di quanti si sono rimboccati le maniche e si sono buttati nella mischia piuttosto che essere comodamente seduti davanti ad un computer come ama fare il sottoscritto...

Bene, rispondo io all'amico di Bari! Va da sé che non posso essere assolutamente d'accordo sull'eradicamento delle associazioni malavitose dai nostri territori, per mezzo di un atto violento e deciso. Per due buoni motivi: "Il primo è il fatto che noi non siamo e non vogliamo diventare dei terroristi in un paese che volente o nolente, è targato Italia, dove comandano delle persone chiamate autorità legalmente costituite che avrebbero il compito-legale di estirpare quella mala pianta delle mafie, ma, per quanto sembra che interpongano un valido istituto chiamato magistratura, e impieghino coraggiosi poliziotti ( spesso ragazzi del Sud), fin'ora non hanno ottenuto grandi risultati; il secondo è che finché non abbiamo una nostra autorità riconosciuta universalmente e responsabile dei nostri territori, come potrebbe esserlo S.A.R.il principe Carlo Maria Bernardo,di Borbone Duesicilie, Duca di Calabria, storico – legale – discendente, non possiamo decidere un passo così importante; perché anche se lo decidessimo naturalmente con l'uso delle armi e a rischio delle nostre vite, rischieremmo persino il carcere da parte delle autorità italiane, per esserci permessi di fare quello che gli italiani, non hanno saputo ( o voluto), fare. Motivo questo che rende lecito il sospetto che queste organizzazioni malavitose servono a lorsignori, per continuare a mantenere il potere. Tanto che tempo addietro, mi è venuto il sospetto che l'unità d'Italia, non sia stata voluta da Mazzini, Cavour e Garibaldi bensì dalla mafia e dalla camorra che solo successivamente hanno generato le altre due pericolose organizzazioni che rispondono al nome di 'ndrangheta e sacra corona unita, tanto per assicurarsi un miglior controllo territoriale. L'istituto poi di confinare alcuni pericolosi malviventi in altre regioni del territorio italiano tutto, era votato al disegno criminale di esportare il modello di organizzazione criminosa, dove poteva meglio servire: "il confino"! Molto nota la cosiddetta "Mafia del Brenta" che si è ben radicata nel territorio che va da Padova a Venezia proprio attraverso il nobile fiume che collega la città del Santo alla città serenissima per eccellenza! Una sorta di globalizzazione (in piccolo), della criminalità organizzata. Altro che "bande"! Ma a proposito di globalizzazione, un giorno ci fu un signore, un certo Clinton, il quale disse che la globalizzazione era un fatto, non una scelta politica ( dichiarazione fatta al Wto del 1998); oggi in Italia, il nuovo governatore del Paese Italia ( sostenitore della globalizzazione), pur di fronte alla debacle economica finanziaria mondiale, ci martella da giorni invitandoci ad "avere fiducia nelle banche" E anche qui – per chi ha voglia di pensare, una domanda: "Ma perché dovremmo "avere fiducia"? Quando mai qualcuno di costoro ci ha avvertito, o perlomeno fatto capire, che era in circolazione una bolla speculativa di queste proporzioni? O non si erano accorti di nulla e allora, visto il mestiere che fanno, sono degli inetti. Oppure sapevano e allora sono dei truffatori. E la stessa suggestione, vale per il primo ministro ed il governatore della Banca d'Italia! Sono degli inetti o sono dei truffatori? Decidano loro stessi; ma forse è meglio che decidiamo anche noi. Almeno noi gente del Sud ( che di rapinatori ce ne intendiamo)! perché è come se un rapinatore, penetrato in casa nostra per prenderci i quattrini, mentre esce con il bottino, ci dicesse: "Mi raccomando, continui a tenere i soldi in casa. Le garantisco che non tornerò più. Abbia fiducia!". No, non possiamo e non dobbiamo avere fiducia, perché questi non hanno capito o fanno finta di non aver capito la lezione, e sono pronti a ricominciare da capo. Non hanno capito che la crescita all'infinito esiste solo in matematica, e non in natura! Che bisogna ridurre produzione e consumi, che non dobbiamo modernizzare, ma fare il contrario, che insomma dobbiamo incamminarci sulla via di un non ritorno graduale, limitato e ragionato a forme di autoproduzione e di autoconsumo che passano necessariamente, per un recupero della terra. E noi, cominciamo a recuperare la nostra! La terra delle Duesicilie che è nostra, deve tornare ad essere nostra, per fare le nostre leggi; altro che seguire le teorie draculesche del signor Berlusconi! Riprendendoci la nostra terra, solo noi, il nostro legittimo capo, potrebbe decidere un ridimensionamento drastico dell'apparato industriale oltre a quello finanziario. La rivoluzione industriale e non questo modello di sviluppo, ebbe inizio due secoli e mezzo fa, ma un secolo e mezzo or sono, La nazione delle DueSicilie, fatta scomparire dalle carte geografiche, con a capo la famiglia Borbone, perseguì il modello industriale iniziale, ma nel contempo fece progredire lo sviluppo dell'agricoltura, delle terre, giungendo a farsi ammettere quale terza potenza europea ( e quindi mondiale nella situazione globale di allora), insieme a Francia ed Inghilterra... E se non ci fosse stata l'Unità d'Italia, le Due Sicilie avrebbero continuato a primeggiare, mentre il resto dell'Italia, sarebbe affondata nell'oblio dei debiti savoiardi dove i prestatori ( cravattari), inglesi e francesi, avrebbero, nel tentativo di sanare i pregressi debiti, tamponato la falla di quei debiti, immettendo nel "sistema" cavurriano, nuova liquidità, cioè altro denaro inesistente a fronte di un inesistente riserva in oro che invece le Duesicilie avevano! Ma quel nuovo denaro immesso nel regno sabaudo, non avrebbe avuto alcuna corrispondenza se non a se stesso, allargando ulteriormente la falla. Per chiarire, è come se una persona qualsiasi, per coprire un debito, ne pagasse un altro più grosso e poi, per coprire questo, un altro ancora più grande e così via fino a che il giochetto non avrebbe retto più. Per un individuo il crack arriva abbastanza presto; un sistema statale può tirare le cose molto più a lungo, come avevano fatto Vittorio Emanuele II ed il suo dracula-cavour che istigato dagli inglesi, decise di tagliare corto invadendo il ricchissimo regno delle Duesicilie con la scusa patriottica di unire L'Italia! Riportando il discorso a quello che sta accadendo oggi, le banche ed i sistemi di governo hanno tirato le cose talmente per le lunghe che prima o poi, il collasso – inesorabilmente – arriva. Quindi il colpo definitivo, se non sarà già oggi, sarà in un vicino domani. Quando l'Iran che non ha partecipato a questo giochetto infernale, non dovrà fare altro che allungare una mano per islamizzare il pianeta. Senza colpo ferire; tanto la ferita mortale, l'Occidente se l'é procurata da sola, per troppa ingordigia di poche famiglie tra le quali – pare – ci sia quella di Berlusconi che in origine non era ricca! Lo è diventata con Silvio primo-pijo tutto. Il papa laico! Per sistemare tutto, saranno costretti a tornare indietro. Con una differenza sostanziale. Se ci staccheremo dall'Italia ora, non faremo parte di quel processo, Se ci affrancheremo – invece – saremo noi a governare il processo di non ritorno, anche per l'Italia, perché in fondo, anche se per centocinquant'anni, siamo stati quasi fratelli. Se non faremo questo, verremo travolti nel crack improvviso, immediato ( poche decine di giorni), con conseguenze apocalittiche, facilmente immaginabili per chi ha un poco di fantasia e di senso critico!

E, come disse il grande Peppino della grande famiglia napoletana De Filippo,: "ho detto tutto"!

Mmm (Un "italiano" di nazionalità Duosiciliana)!

mercoledì 29 ottobre 2008

DISCUSSIONI SULLE 350 BANDE

CONTINUA LA DISCUSSIONE SULLA LETTERA "350 BANDE", INVITO TUTTI I PARATITI-MOVIMENTI E GENTE DEL SUD A PARTECIPARE.

pistoia
28/10/2008
Cari compatrioti,letto l'email della signora che si definisce Praia a Mare,il sottoscritto deve innanzitutto esprimere la propria gratitudine a tutti quei compatrioti,
che con i mezzi a loro disposizione,animati da spirito indomabile,che appartiene soltanto a chi crede nell'affermazione della verita',superando ostacoli non di
poco conto(in quanto in merito ai fatti d'arme e cosiddetta lotta al brigantaggio del 1860,vige ancora il segreto di stato),sono riusciti a portare a conoscenza di
un numero di Compatrioti in continua crescita,la verita' sul cosiddetto risorgimento e unificazione dei territori italici,SI SONO OPPOSTI ALL'OBLIO,HANNO FATTO
SI: CHE I NOSTRI COMPATRIOTI DI ALLORA NON SI SONO SACRIFICATI INVANO,CON IL LORO SACRIFICIO HANNO RICORDATO A NOI CHE ESISTEVA
UN'ALTRA NAZIONE,LA NAZIONE DUOSICILIANA,LA NOSTRA PATRIA! la storia scritta dai vinti su falsita' e menzogne,ogni giorno che passa si SGRETOLA.
Alla signora,e a tutti i Compatrioti(gradirei una risposta),voglio ricordare una semplice cosa,quanti di noi hanno frequentato scuole superiori o universita',presi
come eravamo a risolvere i problemi del vivere di tutti i giorni,quante MADRI o PADRI hanno potuto andare oltre il saper fare solo la propria firma su un documento
o su un passaporto che gli apriva l'unica strada possibile per(IN MOLTI CASI SOPRAVVIVERE) un riscatto almeno economico:cioe' EMIGRARE! Quale poteva essere il grado di conoscenza delle cose,in particolare della storia,quando in tutti i testi scolastici la verita'
era ed e' quella scritta dai vincitori?
Oggi in molti casi e facile parlare,si danno giudizi gratuiti,si sta alla finestra,si evita in maniera accurata di prendere posizione,si fanno anche delle critiche,ben vengano
se sono costruttive e si fanno proposte diverse,ma se sono solo fine a se stesse allora si va sul piano della mediocrità si scrive solo tanto per fare qualcosa,tanto
per passare il tempo,io le posso leggere pero' non mi ci soffermo neanche un attimo non intendo perdere tempo,i problemi e le questioni sono ben altre,non voglio
stare piu' con la testa girata all'indietro a vedere se quel politicante o partito a fatto o non ha fatto,se era o e' di un colore che mi piace o no,IO VOGLIO ANDARE
OLTRE,so bene chi sono certi politicanti cosa hanno fatto per la nostra PATRIA e LE SUE POPOLAZIONI,oggi non e' piu' il momento di discuterne, a noi ci serve
un mezzo per arrivare dove possiamo far sentire la VOCE DEI FIGLI DEL SUD,che tutto questo passi anche attraverso alleanze che possono essere discutibili
lo so',PERO' IL 5OTTOBRE2008,INSIEME A MIO FIGLIO DALLA TOSCANA SIAMO ANDATI A S.NICOLA LA STRADA,AL CONGRESSO DEI COMITATI DELLE
DUE SICILIE,non per passare un fine settimana,ma per partecipare per cercare anche noi di dare il nostro piccolo contributo,dove abbiamo scelto e votato i nostri
attuali dirigenti,IN QUESTE PERSONE HO RIPOSTO LA MIA FIDUCIA,non sara' certamente un fruscio di foglia a farmi ricredere!
Se poi i vari SOVRANI che si sono succeduti nei 127 anni, di regno dei BORBONE, avrebbero dovuto comportasi in un un modo o in un'altro,sono tematiche che lascio
alla discussione in altre sedi piu' appropriate.
Per le 350 "bande" come vengono definite(per me chiamare "bande" I NOSTRI PATRIOTI,e offensivo, ERANO E RIMARRANNO COLONNE DI EROI),se erano di piu' o di meno, e solo
un discorso accademico,quando riusciremo a far cadere le menzogne scritte su di loro,forse sapremo anche quanti erano,E GLI RENDEREMO L'ONORE CHE MERITANO.
Oggi quello che necessita' alla nostra PATRIA sono persone che credono in quello che fanno che mettono cuore e sentimento
nelle loro azioni,tutte persone che sicuramente avranno tanti oneri da sostenere,ed io a queste persone non posso fare altro che
confermare la mia fiducia.
comitato dueSicilie
toscana
bruno mabilia
FORZA e ONORE

Caro Nello, Caro Fiore, cari tutti, eccetto chi sta lavorando per il sistema massoitaliano, forse anche non sapendolo. e cominciamo subito. Stavo pensando ad una persona in particolare che comunque a chi sa leggere, si é rivelata chiaramente. Come si é rivelata la "ragazza" di praia a mare, perché se uno sapesse fare l'analisi alle parole (semiologia), che si usano ed ai periodi di una lingua pur bella come quella italiana, avrebbe capito che la "ragazza", non é tale, in quanto trattasi di scrittura maschile! E' il solito agitatore che vuole rompere un progetto che lui, loro, hanno individuato come un progetto che sta funzionando; con il sacrificio di tanti giovani, e particolarmente del nostro segretario eletto, quel Fiore Marro che non sarà ancora un Metternich, ma sta lavorando bene; tanto che ho dato anche il mio assenso di viscerale indipendentista, da tutti, da chiunque e da chicchessia! Alla strategia dei Comitati Duesicilie.

L'anonimo, dei commentatori, é stato il più onesto, definendosi tale; io invece non sono un anonimo, sono Mario Moccia di Montemalo, e non ho bisogno di nascondermi né con il nome, né con la scrittura. Io sono un aderente convinto ai Comitati Duosiciliani, convinto del buon lavoro di Marro e dei suoi collaboratori e suggerisco ai rompicoglioni di starci attenti, perché mentre Marro s'incazza come dichiarazione d'intenti, io m'incazzo - se m'incazzo - nel senso poco gradevole che... sono cazzi... amari! Per chi vuole fare il paglietta disfattista tra le nostre fila! sete tutti - comunque - talmente ingenui, cari briganti moderni che non avete ancora capito una cosa essenziale. tra di noi c'é un massone. No, tranquilli, non faccio nomi di traditori. Il massone sono io. Nel senso che sto fondando una sorta di massoneria duosiciliana, e nessuno se n'é accorto! Perciò, ne 350, né una banda cara "lettrice" di Praia a Mare ( sic!), che non ha fatto sospettare persino una donna intelligente e "scafata" come Marina Salvadore di "LavocediMegaride" che dice quello che dice... nel suo commento. Insomma, vogliamo o non vogliamo formare una vera banda duosiciliana per riprenderci le due Sicilie? Inviatemi i vostri curricula che poi, a chi scelgo, faccio sapere io che cosa dobbiamo fare! Sarà un movimento intelligente cari "briganti disfattisti", al quale non parteciperete. Mai! Perché le Duesicilie, non necessitano di voi bla-blaisti! Intanto rinnovo il mio forza e onore a tutti i veri duosiciliani, mentre onoro di un lecito vaffanculo tutti i traditori della nostra causa.

m.se Mario Moccia di Montemalo "italiano" di nazionalità duosiciliana"



Lo scrivo, l'ho detto e ribadito - come ospite - anche all'ultimo congresso dei CDS : è indigeribile e non condivisibile, pure a fronte d'un'urgenza di rappresentatività politica, il volersi alleare con chi è a sua volta alleato con i nemici del Sud come la Lega Nord. Bisogna farsi più forti, unirsi, per non fare i portatori d'acqua di gente come l'MpA o Alleanza Federalista. Vi sareste alleati all'epoca con Mazzini che era d'accordo con Cavour, Garibaldi e i Savoia? Ma sembra non ci sia niente da fare e con giustificazioni fumose e risposte inevase si va verso una figura davvero peregrina!
Andrea Balìa


DISCUSSIONI SU FACEBOOK
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Nicola Bruno (Università di Bari)
Ciao Nello,
le parole della lettrice del tuo blog sembrano confermare il disorientamento di quanti, come chi ti scrive, dopo quasi un secolo e mezzo, attendono un'azione politica incisiva, dura e soprattutto "vergine". La tristezza delle sue parole credo sia dovuta alla cruda verità contenuta nei dati storici sciorinati dal documentario visto su "geo & geo", e nel realizzare una frammentazione politica che non può essere altro che interessata.
Lo dimostra il sito da professionista della politica messo su da Vincenzo Ferrara, democristiano di vecchio corso e incredibilmente "posseduto" da uno spirito patriottico che lui stesso afferma, nel suo sito, da sempre presente nel suo cuore. Affermazione assolutamente insostenibile. Lo stesso dicasi per l'MPA e ti confesso che non mi risulta comprensible la passione dei CDS per Lombardo.


Antonio Trotto (Università Federico II Napoli)
Bello schifo! Alleanza Federale...da ridere.. Caro Nicola io credo che la politica debba stare fuori dalle nostre pure idee di rivalsa e semplice giustizia. Purtroppo il potere logora e corrompe e ciò e sconsigliabile per chi come noi vuole onestà e schiettezza..

Nicola Bruno
Sono d'accordo con te Antonio, eppure da qualche parte bisognerà pur cominciare. A Sud avremmo bisogno di un grande partito ma sono troppi i personaggi loschi in giro e la frammentazione in gruppi e gruppuscoli ne è diretta conseguenza. Il territorio è stato saccheggiato in ogni parte e trasformato in discarica. La cosa preoccupante è che, anche in ambiente duosiciliano non mancano le critiche a Roberto Saviano, e questo mi sembra veramente troppo. Trovo interessante, e qui mi consolo, l'opera di recupero della verità storica cominciata dall'editoriale Il Giglio ( www.editorialeilgiglio.it) e dalle edizioni Controcorrente (www.controcorrentedizioni.it). Probabilmente li conosci già. Un caro saluto.


Antonio Tarotto (Università DI Napoli "Federico II" )
Eh si..cominciare da qualche parte. Innanzitutto ti ringrazio per la segnalazione di questi due siti e continuo confidandoti che purtroppo organizzare un partito, come ben sai, è assai difficile. Bisogna avere cospiscue disponibilità economiche e non poche conoscenze di medio-alto profilo. E tutto questo solo per qualche speranza di visibilità. Visibilità che in questa Pseudo-nazione è figliastra della cattiva e parziale informazione. Dovremmo provare qualcosa di eclatante e importante che non sia il solito fuoco di paglia..purtroppo però vedo scarsissima collaborazione. Gli iscritti ai veri gruppi sono tanti...ma quanti sono VERAMENTE informati su ciò che fu?
L'incongruenza e la poca compattezza dei briganti era dovuta ad una scarsa abilità comunicativa fra le bande. Era impossibile riunirsi. E sarebbe stato deleterio. Da sud e nord attaccavano il Regno e la rappresaglia era l'unica arma contro un esercito organizzato come quello mercenario e quello piemontese. Forse quella ragazza non ha riflettutto poi cosi tanto..



Nello Esposito (Nazioneduesicilie)
Bravo Antonio,
non avevo considerato questo aspetto delle comunicazioni dell'epoca.
ma vi faccio una domanda.
oggi in italia bossi, fini e berlusconi, che non hanno niente in comune si sono uniti in un partito che governa, perchè noi che abbiamo ideali e origini comuni non riusciamo a compattarci, nonostante il grande contributo che internet sta dando alla nostra causa?
forse è la polverizzazione delle idee dovuto al proliferare del protagonista di turno che crede di spaccare il mondo?

Nicola Bruno (Università DI Bari ) ha scritto10 ore fa
Io credo che la causa principale sia la mancanza di una guida solida che possa essere allo stesso tempo faro e garante della bontà del nostro percorso. L'ex-Regno ha peculiarità che non andrebbero sottovalutate: lo stato sociale è ai minimi storici mentre l'economia mafiosa ha radici profonde. Personalmente non credo ad una riforma dolce delle nostre terre. L'eradicamento delle associazioni malavitose richiederebbe un atto violento e deciso che, triste ammetterlo perché sono passati 150 anni e soprattutto perché non sono stato mai affezionato alle famiglie regnanti, necessiterebbe della presenza della nostra vecchia casa Borbone. Finora abbiamo sentito tanti abbaiare alla luna ma solo validi progetti culturali. Di politico, pensato in grande, ancora poco. E affermo ciò rispettando il lavoro di quanti si sono rimboccati le maniche e si sono buttati nella mischia piuttosto che essere comodamente seduti davanti ad un computer come ama fare il sottoscritto.

martedì 28 ottobre 2008

UNA DELLE 350 BANDE

Ricevo e pubblico, in risposta al mio post 350 Bande, la lettera del Segretario dei Comitati Due Sicilie Fiore Marro:

Carissimo Nello
Come da te richiesto ho letto e riletto l’intervento inviatoti da questo tuo conoscente, che in un primo momento mi ha trovato molto partecipe per alcuni suoi passaggi ma che poi rileggendolo invece mi ha dato la consapevolezza che il cammino è ancora lungo da fare, perché un’accusa è un’accusa ed un rimprovero è un rimprovero, ci sono cose che personalmente non posso accettare visto che dovrei essere in questo caso una capobrigante almeno dal punto di vista di questo tuo lettore.
A questo punto cosa dovremo fare dunque? Tornarcene tutti a casa? Questo potrebbe essere anche un buono spunto di riflessione. Chi ci sarà dopo di noi? Noi così disgregati, così incostanti eppure ancora gli unici a lottare. Noi l’ultimo brandello di speranza, si gli unici ed ultima pazzi in un mondo di senzienti.
350 bande? Ma perché non 450 o 1000?
Credo certo che il confronto sia il sale per la crescita della nostra giovane comunità, ma penso pure che ciò che accade da sempre in questo nostro mondo è che non anche le pulci fanno la tosse ma TUTTE le pulci che si avvicinano alla Causa la fanno e pure molte volte in maniera esagerata e questo dopo il lungo tirocinio che mi contraddistingue non mi trova disponibile ad essere accondiscendente ad accettare imputazioni che dovrebbero essere magari prese per salutari bacchettate per spronarci a dare una rotta diversa al nostro lavoro, questo finora non è riuscito a nessuno, quindi ripeto cosa dobbiamo fare starcene tutti fermi fino a quando non arriva il Messia o il Garibaldi al contrario?
Queste lettere, queste situazioni assieme a quella di chi sta nell’attesa di momenti migliori sono le cose che più mi fanno incazzare maledettamente, si incazzare, perché al contrario di chi si preoccupa della mancanza unitaria delle “bande”, altri invece si fanno il cosiddetto per le contrade del mondo, cercando di risvegliare l’orgoglio e l’identità perduta del nostro popolo quindi chi si perde in bizantinismi armonici farebbe meglio a dare un contributo fattivo alla lotta, altro che balle!
Non siamo al fronte, né alla macchia, la guerra che stiamo facendo non è una guerra d’arme convenzionale e una guerra di nervi, di resistenza. Noi non siamo briganti, noi siamo solo gli ultimi innamorati della nostra Patria perduta, con le loro debolezze, con i loro errori, con le personali bassezze ma che con enormi sacrifici personali stanno tentando di dare un apporto per un Sud migliore, commettendo sbagli ed orrori ma che almeno ci provano.
Il Sud ha avuto sempre i suoi briganti, anche nel periodo borbonico, ed anche adesso ci sono briganti e briganti, come non si riesce a capire ciò me lo risolvo perché in molti non vivono l’interno del nostro cosmo ed allora mettono assieme Crocco e Frà Diavolo, Ruffo e Musolino, Ninco Nanco con Giuliano, qui stiamo parlando del futuro della nostra Nazione, delle Due Sicilie non della Macedonia! Le armi ed i tempi sono cambiati, la nostra gente è diversa dal popolo di allora, bisogna inserirsi nel sistema per farlo implodere da dentro o qualcuno crede che si possa vincere con qualche archibugiata? Di quali bande da unire parliamo qui? La gente si unisce attorno ad un progetto perché sente il bisogno di farlo.
Gli approcci ed il dialogo con la politica nazionale italiana e con le istituzioni sono un fatto naturale non viviamo mica su Marte, poi come quasi sempre accade se le condizioni non ci convengono si ritorna sui nostri passi, punto! Ripeto non siamo sugli spalti di Gaeta, purtroppo qui la lotta si fa con le armi dei nostri tempi che sono pazienza e forza di volontà e fede, infinita fede.
Chiunque vuole dare forza alla voce flebile delle Due Sicilie è bene accetto da qualunque posto, sito, movimento, raggruppamento sente il bisogno di farlo e personalmente è il benvenuto.
Il resto è nebbia!
Forza e onore
Fiore

Devo onestamente dire che la lettera della amica Praiese mi ha profondamente colpito, e come me anche altre persone.
In tutta onestà immaginavo una discussione ben più partecipata, ma nelle ultime due settimane abbiamo dimostrato che è più facile prendere spunto da argomenti di carattere nazionale per accusare liberamente chi esprime un proprio pensiero, che cercare di giustificare gli attacchi che riceviamo, e credo che su questo punto non possiamo che dar ragione a Praia a Mare, non siamo UNITI neanche nel difenderci.
In merito all’unità dei movimenti, proprio stamattina chiacchieravo con un amico che mi ha fatto notare come persone che di base ideologica, non hanno niente in comune, come possono essere Berlusconi, Bossi e Fini, (o piuttosto Veltroni, Pannella e Di Pietro), si siano uniti in un'unica forza politica che rappresenta uno dei due lati dell’italia.
Oggi posso ritenere che le uniche divergenze che ho riscontrato all’interno del nostro mondo sono di natura calcistica, (danno ricevuto dagli inglesi subito dopo l’unità d’italia), eppure sembra che i noi fratelli non ci riconosciamo!
Non credo che la generazione attuale del nostro mondo sia tanto intelligente da capire il tempo che sta buttando in inutili lotte interne per la autorità indiscussa di questo o quel partito.
Io nella mi STUPIDITA’ ho scelto di condividere il progetto dei Comitato due Sicilie, per identificare il mio pensiero, per non essere un IGNAVO, per la voglia di confrontarsi che caratterizza le persone che compongono il movimento, per gli intenti dei Comitati che ben concordano con la mia voglia di RINASCITA CULTURALE,
Quanti come me hanno deciso di dedicare il loro impegno ad un progetto di un partito o movimento che lotti per la rinascita economica del sud, sono sempre e comunque da apprezzare, come ancora oggi apprezziamo le gesta di ognuno dei briganti di quelle Benedette 350 Bande.

sabato 27 settembre 2008

DISCUSSIONI IDENTITARIE

RIPRENDO DAL BLOG DEL MIO AMICO ORAZIO VASTA, LA SEGUENTE DISCUSSIONE, INIZIATA DA UN POST DEL BLOG WALTERGIANNO

"La Sicilia è pur sempre Italia"
"Non sono esagerato se ritengo che a quasi ogni siciliano sia venuta in mente almeno una volta l’idea dell’indipendenza della Sicilia con Palermo ovviamente capitale. E sul web si possono individuare molte tracce di questo pensiero.


Cominciamo con www.siciliaindipendente.org, in cui capeggia l’esortazione a realizzare il desiderio dello Stato Siciliano, dove addirittura è stato realizzato un parallelismo con il Tibet, invitando la popolazione a boicottare i prodotti ed i negozi cinesi.


Tra i molti link, ce n’è anche uno che rimanda ad una petizione online (Free the Sicilian People), indirizzata al popolo americano, le cui firme sono 42. Ideata da Jeannette Bonanno, lo scopo è sensibilizzare gli statunitensi sulla situazione siciliana e sul rapporto negativo con il resto dell’Italia (“Il Nord non aiuta il sud affatto, i Siciliani vivono nella povertà, mentre il Nord è in salute”).


Non è possibile visionare la lista dei firmatari per decisione dell’autrice. Www.fns.it è, invece, il sito ufficiale del Fronte Nazionale Siciliano, il cui segretario è Giuseppe Scianò, palermitano, ex dirigente superiore dell’Amministrazione Regionale Siciliana, in pensione dal 1995. Il movimento è stato fondato nel 1964. Naturalmente lì domina di recente la condanna al Ponte di Messina, ma non per motivi ambientali o perché bisogna dare priorità ad altre infrastrutture, bensì perché “mortificherebbe” e “cancellerebbe l’identità anche geografica”. Insomma, legare la Sicilia alla Calabria renderebbe ancora più complicata la causa indipendentista.


Proseguendo il nostro viaggio sul web, si scova un’altra petizione online, registrata il 21 febbraio di quest’anno e realizzata da Domenico Letizia. Anche in questo caso le firme sono irrisorie, soltanto 9. Nello Statuto si legge una feroce critica alla politica ed al giornalismo nazionale, sentenziando che “la Sicilia per costoro (è) solo una terra da sfruttare, inquinare, violentare”. Ed il firmatario Paolo Lucio Calabrese dalla provincia di Ragusa commenta così: “la Sicilia non si difende con questi ingenui diversivi statistici; al contrario, scendendo in piazza, unendoci, coalizzandoci, organi... e proclamando l'Indipedenza dell'Isola: Tutto ciò, se necessario, con qualsiasi mezzo”.


Io non sono affatto per l’indipendenza della Sicilia: ci ho pensato talvolta, così come moltissimi, ma è un’idea che se fosse realizzata, causerebbe più danni che privilegi. Per di più, io sono fiero ed orgoglioso di essere italiano, consapevole tuttavia che non tutti gli italiani sono fieri ed orgogliosi di esserlo insieme ai siciliani. L’isola più grande del Mediterraneo, comunque, dovrebbe essere avvantaggiata dall’autonomia sancita dall’articolo 116 della Costituzione, essendo la Sicilia una Regione a Statuto Speciale, decisione che peraltro fu presa alla fine dell’epoca monarchica, cioè con l’emanazione dello Statuto da parte di Re Umberto II il 15 maggio 1946.


La Storia della seconda metà del 1900, però, ci insegna che con l’Autonomia la Sicilia non ha avuto alcuno sviluppo significativo, anzi. Ovviamente il regresso è stato anche (e soprattutto) generato dall’infiltrazione della mafia, che ha cercato sempre di dare di sé l’immagine dell’Anti-Stato che dà da mangiare, che sopperisce alle mancanze di Roma; ha pensato, tuttavia, sempre a mangiare.


Cosa Nostra è un’organizzazione criminale, che ha il fine della massimizzazione del proprio profitto. Ma l’altra faccia della medaglia della colpa è da assegnare alla politica della Prima Repubblica, esasperatamente centralizzatrice. E la politica attuale non è che stia facendo tanto per non commettere gli errori del passato, soprattutto a livello locale. E’ vero che il Presidente della Regione Siciliana è Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l’Autonomia, però ancora siamo nella fase del tutto fumo e niente arrosto, tante parole e pochi fatti.


Il federalismo fiscale potrebbe essere una svolta economica per la Sicilia, a patto che non ci faccia diventare più poveri e che ci permetta di dare di meno e di conservare di più. Non deve essere un modo per dare al Nord ciò che è del Nord e togliere al Sud ciò che non è del Sud.


Fino a prova contraria, infatti, la Sicilia è pur sempre Italia".

Movimento per l'Indipendenza della Sicilia
Il personaggio in questione, come tutti i suoi predecessori cronicamente a corto di idee, fa "strategicamente" di tutta l'erba un fascio e mette in risalto solo le iniziative dai piccoli numeri. Le due petizioni citate non sono state promosse dal MIS (la prima, per gli statunitensi, è stata aperta da una persona peraltro ignota al MIS stesso.

La seconda da un simpatizzante napoletano del MIS), anche perché è provato come le petizioni telematiche, sopratutto con una simile rivendicazione, dimostrano presto tutti i loro limiti. Ma perché il Giannò non guarda le grosse cifre dei partecipanti ai due fora del MIS (quello ufficiale sul portale che lo stesso ha visitato, e l'altro su politicaonline.net)?

Perché non ci ha chiesto le statistiche di accesso al sito (mai meno di un migliaio di visitatori al giorno, almeno una decina di migliaia di pagine visitate al dì)?

Perché dovrebbe ammettere che questo indipendentismo (almeno, "sponda MIS", ma dell'FNS non parliamo) non è più una questione per pochi affezionati.

Presto faremo un sostanziale aggiornamento del sito per evitare altre "furbate".

Nel frattempo consiglio al Giannò che se è tanto innamorato dell'Italia, ci si trasferisca e non metta più piede sul sacro suolo siciliano.

Roman Clarke

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nazionedelleduesicilie
Le cose più logiche e giuste, attraggono sempre le ironie dei vuoti d'animo. è impossibile che un siciliano possa ritenersi fiero di essere italiano, bisognerebbe come prima cosa buttare i sussudiari scolastici, che hanno impresso la cultura politica dell'italietta cavuriana, spegnere la diffidenza verso chi richiama valori storici incontestabili (perchè reali e scritti) ma soprattutto accendere il cervello e quel fioco orgoglio di appartenere ad una terra bellissima, che solo un ascaro può puntualmente accostarla alla parola mafia, partecipando anch'egli allo suqallido progetto di denigrazione geografica perpretato ai danni delle Due Sicilie da più di un secolo.

L'italia è solo un progetto politico di pochi divenuto realtà per volontà economica di altri non italiani, madre di progetti economici osmotici, emblema della distribuzione ingiusta del potere economico e politico, figlia di progetti politici disattesi, primo fra tutti quello di Massimo d'Azeglio "abbiamo fatto l'italia ora bisogna fare gli italiani" ad oggi, io sto ancora aspettando (e penso che aspetterò in eterno) qualcuno che mi faccia sentire italiano.

Concordo su quanto scritto dal MIS ma io non caccerei mai mio figlio da casa anche se parla italiano.

Nello Esposito


venerdì 5 settembre 2008

Comunicazione politica

Ricevo e pubblico da Nicola Zitara

Un gruppo di compatrioti, che patiscono l'emigrazione in Toscopadana, ha raccolto l'idea da me ventilata di creare un comitato di liberazione nazionale nella parte coloniale d'Italia. La presa di posizione mi spinge a un più attento esame della situazione.

La prospettiva dell'indipendenza credo sia reale, e anche vicina, ma non sarà il frutto di un'operazione patriottica. Immagino (immagino soltanto) che sia già pronto o comunque in preparazione un governo dello Stato separato (una specie di velata dittatura neocavourrista), ad opera delle forze storiche che egemonizzano la Penisola: la Chiesa, la Massoneria, la speculazione bancaria, e, perché no, la mafia siciliana, che fa politica sin dal tempo di Garibaldi a livello romano e oggi milanese. Nell'ambito dell'ipotesi, non so intuire se i sindacati, i partiti della cosiddetta sinistra, la magistratura siano dentro o fuori. A stare alle alleanze in atto, si può dire che se c'è la banca, c'è anche la sinistra; se c'è la sinistra, c'è anche la magistraura.

Questo (ipotetico) governo fantoccio servirebbe a mascherare la continuazione del colonialismo toscopadano, che non si esprime più con le baionette, ma con l'usura. La colonia di consumo paga le merci che importa al loro giusto prezzo, ma, ove le producesse da sé, non solo trasformerebbe i disoccupati in occupati, ma le pagherebbe anche di meno. Comunque il Sud continua a essere uno sbocco commerciale, oggi anche di Francia, Germania e Regno Unito. Il cedimento dei governi regionali e della partitocrazia al federalismo fiscale è un'anticipazione della futura trufffa nazionalfederale.

Il concetto su cui il federalismo stronzobossista si fonda è un imbroglio (vedere nota in Fora... su internet "La Beffa del federalismo fiscale).

Volendo parlare d'indipendenza (vera) bisogna chiarire che Sardegna, Sicilia e Napolitano, avendo una storia diversa, non presenterebbero istanze finali convergenti. E' un'esigenza di chiarezza immaginare da subito tre Stati nazionali e sovrani, che al massimo potrebbero avere in comune la moneta, la banca centrale e il confine daziario. In pratica potrebbero decidere una zona di libero scambio. Tutto il resto - esercito, polizia, pubblica amministrazione, etc. - sarebbe esclusivo.

L'ipotesi di tre Stati non sarebbe contraddetta dalle dimensioni delle tre realtà nazionali, in quanto la piccolezza dei numeri demografici e territoriali viene colmata da tre storie antichissime, le più antiche in Occidente, precedenti la nascita dell'Ellade.

Al tempo del governo borbonico - allorché si manifestò con violenza più volte, fino a preparare il successo garibaldino e toscopadano - l'indipendentismo siciliano era già antico di secoli, ed era inteso come un lotta di liberazione nei confronti di Napoli. Ebbe poi un episodio militare antiunitario nel 1944-45 che portò allo Statuto speciale siciliano. Una conquista buttata al vento, o forse è meglio dire nell'immondizia.

Anche il Sardismo ha una storia lunga di resistenza anticoloniale verso i Savoia e il Piemonte sabaudo e in seguito verso la Repubblica costituzionale e resistenziale (nordista). Nel 1948, la regione Sardegna ha avuto anch'essa uno statuto speciale, ma il passo avanti si è tradotto in due passi indietro.

Il Napolitano è allo stesso tempo unitario e antiunitario. L'identità italiana è forte fra i piccoli borghesi dell'ex capitale. La città di Napoli è unitaria per consuetudine secolare. L'unitarismo affonda le radici nella cordata culturale che lega sin dal Rinascimento le borghesie urbane di Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano e Padova. Nel decennio 1860-1870 essa voltò la faccia all'insurrezione antiunitaria delle province e preferì la subordinazione all'indipendenza. Ancora oggi Napoli è la città più garibaldinesca della Penisola.

Il neoborbonismo dei meridionali si è sviluppato negli ultimi quindici anni in seguito all'intimeridionalismo di Stronzobossi. Da quel che si vede, è più un'etichetta per inserirsi nella partitocrazia regnante che un movimento. Più un vestito della domenica che una tuta da lavoro. Esiste sulla base di comitati locali dispersi a pelle di leopardo sul territorio della Penisola. I suoi progetti politici sono minimalisti.

Ben diversa, in tutte le tre aree, è la situazione nel campo degli studi sul passato, che sono alquanto avanzati sia per merito di studiosi isolati sia per merito di ricercatori universitari. Manca però una riproposizione delle malefatte perpetrate dal Regno d'Italia e dalla Repubblica Italiana nei 150 anni di unità. Nonostante che il meridionalismo, politicamente, sia stato un'illusione - o forse peggio un alibi - esso tuttavia, tra il 1870 e il 1970, ha prodotto analisi di alto livello.

Il fallimento del meridionalismo, nelle sue versioni di liberale, cattolico e socialcomunista, dovrebbe suggerire che esso non ha mai aggredito il nodo che tiene tutto il resto: l'unità nazionale. Se ciò è esatto, la funzione di un comitato di liberazione nazionale consisterebbe nel far convergere le aspirazioni politiche di classe - liberismo, cattolicesimo, socialismo, nazionalismo, ambientalismo, volontarismo - nella struttura di uno Stato indipendente. Per cui la decisione sui rapporti sociali e lo scontro di classe sarebbero rimandati.

La mia opinione è che la nascita di questi nuclei politici caratterizzati debbano precedere la nascita del comitato nazionale di liberazione. Essi potrebbero mettersi alla prova già nell'attuale sistema. Per dirne solo qualcuna, gli emigrati potrebbero partecipare alle elezioni locali dei luoghi d'immigrazione per assicurarsi una migliore accoglienza e più rispetto; gli ambientalisti dovrebbero occuparsi del mare e dello scempio che stanno facendo i sindaci e gli operatori turistici; i socialisti hanno davanti a loro il problema del lavoro poco remunerato; gli agricoltori dovrebbero incalzare la comunità europea, che in materia di agricoltura fa chi figlio e chi figliastro. Etc. etc. senza però mai cadere nella rete del sindacato italiano, del partito italiano, del governo italiano, della massoneria italiana, della chiesa italiana, della nazionale di calcio italiana, della scuola italiana, e consimili gas soporiferi, che ci hanno costantemente allontanato da un risultato.

mercoledì 30 luglio 2008

RISPOSTA DI MARIO MOCCIA

Caro Nello, non per protagonismo, ma perchè mi auguro si possa trattare di utile contributo, devo dirti che esordisci bene con quel "qualcuno più intelligente di me", perché c'é sempre qualcuno più intelligente di un altro, o meglio qualcuno dalla diversa intelligenza, e siccome Intelligenza viene etimologicamente da "intelligere" ( leggere dentro), il problema è tutto qui, bisogna cercare di capire che cosa hanno dentro, tutti quelli che parlano, dacché "se dalle bocche potesse uscire soltanto la verita', sai quante persone perderebbero la parola"! E da che ti conosco, la tua parola, credimi, è sempre lucida e cognitiva. Così come lo é quest'ultima tua riflessione sull'unità d'Italia, specialmente su quelli che sono i pericoli riguardanti il dover lottare contro tanti nemici "il primo dei quali è rappresentato dalla voglia di protagonismo e di potere che caratterizza l'operato di qualche esponente di movimenti indipendentisti, che sottrae energia alle azioni volte al recupero dell'identità storico culturale che è alla base del raggiungimento degli obbiettivi di noi tutti". Come se di energie non ne avessimo già poche! E quelle poche che abbiamo ci vengono inficiate dall'altro nemico che sono i media "servi dell'Italia, che diffondono propaganda sabauda screditando ingiustamente gli esponenti dei movimenti indipendentisti, accostandoli a seconda delle occasioni, a camorristi/mafiosi o a razzisti". Ebbene, Caro Nello, Sicuramente sai ( perchè ne sei partecipe), ci sono anche persone che prescindendo da quelle tue amare verità, pur essendo consapevoli delle difficoltà per addivenire a qualche risultato utile, continuano a diffondere la propria propaganda favorevole alle nostre più giuste rivendicazioni. Ma qui, a questo punto, devo essere d'accordo con te, quando concludi dicendo: "Essere consapevoli che potenzialmente siamo la maggioranza del culturalmente inesistente popolo italiano, ci dia la forza e la consapevolezza che proprio la loro creatura (l'unità dei popoli di diverse nazioni), gli si rivolterà contro. Ma questa maggioranza del culturalmente inesistente popolo italiano, deve assolutamente rendersi conto che compattezza, significa creare un unicum, una barriera insormontabile e non scalabile, per approfittarsi delle loro menti, dei loro facili consensi a fronte di generiche promesse che se non hanno mantenuto in 150 anni, continueranno a non mantenere, ottenendo intanto il loro più utile successo che è quello di tenerci divisi perchè più facile trasmettere loro la convinzione di un mondo migliore dove l'umanità potrà trovare - finalmente - la felicità. Non permettendo ad essi di guardarsi indietro, atteggiamento che da sempre vado spiegando nei miei scritti. E c'é una ragione, pur sapendo di diventare prolisso e fastidioso. Ma lo sarò anche in questa risposta per appoggiare la tua analisi; e fastidioso o meno, devo richiamarmi inevitabilmente a Nietzsche, quello vero! Quello che si rivolge all'intera umanità perché superi la divisione del lavoro; oppure quello che ha in orrore la massa dei "malriusciti" alla quale non riconosce nemmeno il diritto primario all'alfabetizzazione.

Nel processo di progressiva radicalizzazione che subì la Rivoluzione francese, fu stilata, nel 1793, una nuova Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino che nel suo primo articolo proclamava: "Il fine della società è la felicità comune". La rivendicazione di questo diritto positivo (rivendicazione che facciamo nostra anche noi umanità del 21° secolo), trovò la sua formulazione più appassionata in un celebre discorso di Saint Just pronunciato alla vigilia della controrivoluzione termidoriana. Contro questa idea "nefanda" di "felicità del popolo" si scagliarono con veemenza gli ideologi della Restaurazione.Ma questi erano grandi menti!
E quando essa ricomparve, come l'araba fenice, negli sconvolgimenti del 1848, trovò pronti a contrastarla Toqueville in Francia (che la bollò come filosofia "sensualistica e socialista") e Rosmini in Italia (che tuonò contro "la terrena e carnale felicità"). La condanna della "felicità del popolo" ebbe la consacrazione, nel 1878, persino in un'enciclica del papa Leone 13° (evidentemente agivano ancora sentimenti di terrore suscitati dalla Comune di Parigi), secondo la quale, a spingere l'umanità "alla sua estrema rovina" sarebbe stato in primo luogo "l'ardente desiderio della felicità"! Ora, se ci rifletti, anche noi meridionali ( e forse gli italiani tutti), di fronte al fallimento della democrazia ( anzi alla sua morte), siamo di fronte ad un ardente desiderio della felicità, Per cui, pur volendo ripensare a quando i nostri antenati di solo 150 anni fa, erano felici sotto l'amministrazione borbonica, a parte i pochi infelici paglietta traditori, che per questo tradimento per il quale non ottennero la felicità se non i soli trenta denari. Ecco perché ciascuno tenta di dire la propria invece di cercare la coalizzazione; per tema di sbagliare nuovamente. Avremmo bisogno di un Maestro assolutamente credibile, il cui pensiero sia incontrovertibile, inoppugnabile! Ma anche in questo caso, ci saranno sempre tanti altri che tenteranno di superare il Maestro, proprio in attesa di un evento di potere dal quale essi non vorranno restare indietro. Perciò, amico Nello, pazienza. Noi continuiamo a fare la nostra parte di diffusori di verità. Quando sarà il momento di avere un Maestro, lo riconosceremo tutti, e lo seguiremo! Per una nuova felicità.In una nuova restaurazione umana.Perché se ci pensi bene, il problema che stiamo attraversando, non riguarda solo noi, bensì l'umanità intera!

Mario moccia di Montemalo

che come detto sopra, intanto, ha detto la sua. Opinabile, ovviamente, tanto che aspetto altri intellettuali più intelligenti di me ( ammesso che io lo sia), a confutare quanto da me detto in quella che voleva solo essere una risposta ad un testo che già da solo, diceva tutto. Senza bisogno delle mie precisazioni. Ma io ho esattamente lo stesso difetto dei tanti "protagonisti". Perciò scusami. Intanto, ci vediamo a Pontelandolfo. E a questo proposito, chi non fa nessun sacrificio per esserci, non avrebbe - secondo me - neppure il diritto di insegnare agli altri come si ricostruisce uno Stato. Una Nazione!

Mario Moccia di Montemalo

martedì 29 luglio 2008

UNITA'?

“I TEMPI SONO MATURI” qualcuno molto più intelligente di me faceva notare.
Dopo circa 150 anni dalla geopolitica unità truffaldina della penisola italica, è giunto il momento di raccogliere i frutti che i nostri avi hanno seminato.
Lo stato sabaudo, sta correndo ai ripari, gli eredi di cavour sono impegnati in una campagna mediatica mirata al recupero della mentalità unitaria, cercando invano di trasmettere quel senso nazionalistico che non sono riusciti a creare in 147 anni di esistenza del governo italiano.
Da una parte c'è l'inutile presidente che cerca di risollevare il valore della bandiera e della costituzione, dall'altra i ministri che organizzano, degni dei migliori attori, tappe sul tutto il territorio nazionale, militarizzando città, piazze, quartieri, proprio come farebbe un invasore nel territorio conquistato.
Se per un giorno cesserebbe il servilismo dei media, agli occhi dei tanti, l'italia farebbe la figura di un paese che cerca un inutile recupero del mai esistito senso patriottico.
Le ultime elezioni politiche hanno evidenziato, anche se nessun media l'ha riportato, come la maggioranza degli italioti (più del 40% sul totale del corpo elettorale) abbia scelto di non premiare ancora una volta i partiti nazionalisti.
Tutto questo movimento preventivo trae origini sicuramente dalle continue minacce al pensiero nazional-sabaudo, che tutti i movimenti indipendentisti stanno mostrando, ricevendo sempre più consensi da parte della gente che ha notato la politica fallimentare degli ultimi 147 anni.
I liguri con il M.I.L., i veneti con i P.N.V., il sud con i Comitati Due Sicilie, rappresentano solo alcuni di questi movimenti che crescendo anche grazie alla libera voglia di comunicare che trova sfogo nella grande rete che internet ci offre, stanno minacciando la nazione sabauda.
Ma per raccogliere i frutti, bisogna lottare contro tanti nemici
Un nemico è rappresentato dalla voglia di protagonismo e di potere che caratterizza l'operato di qualche esponente di movimenti indipendentisti, questo sottrae energia alle azioni volte al recupero dell'identità storico culturale che è alla base del raggiungimento degli obbiettivi di noi tutti.
Un altro nemico sono i media servi dell'italia, che diffondono propaganda sabauda screditando ingiustamente gli esponenti dei movimenti indipendentisti, accostandoli a seconda delle occasioni, a camorristi/mafiosi o a razzisti.
Un nemico da non sottovalutare, sono invece la creazione, la diffusione, e l'appoggio da parte di politici romani, di partiti doubleface, autonomisti dichiarati, filosabaudi per necessità, che alla stregua dei peggiori venditori di fumo, distolgono l'attenzione dei tanti che anelano ad un indipendenza del loro territorio.
Essere compatti contro il comune male che è la causa scatenante della nostra nascita, è il mezzo più semplice per raccogliere i meritati frutti che da circa 150 anni stanno maturando, il recupero storico-culturale che stiamo cercando può partire proprio dal sentimento che noi tutti proviamo verso lo stato sabaudo, noi tutti amiamo quello che la nostra terra era prima del 1861.
Essere consapevoli che potenzialmente siamo la maggioranza del culturalmente inesistente popolo italiano, ci dia la forza e la consapevolezza che proprio la loro creatura (l'unità dei popoli di diverse nazioni) gli si rivolterà contro.
Nello Esposito
http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com