venerdì 28 maggio 2010

Le basi di massa

Di Nicola Zitara

Chi guardi anche al panorama politico del Sud anche nelle minuzie, può agevolmente notare che esistono e vanno sorgendo delle formazioni partitiche all'insegna di un forte autonomismo meridionale - come l'Mpa di Lombardo - o del tutto propugnanti il separatismo tra Sud e Paese restante. Ovviamente si tratta di una reazione 'nervosa' alla tracotanza della Lega stronzobossista e alla simmetrica propensione dei governi nazionali a piegare le ginocchia di fronte a richieste persino illecite, come quella riguardante le multe sull'eccesso di produzione lattaria.

Che la Stronzolega voglia veramente la secessione è cosa poco credibile, in quanto il sistema economico padano si alienerebbe il suo più devoto cliente, che è il Sud deserto d'industrie e anche d'agricoltura. Il Nord vuole togliere a Roma il comando sulla spesa pubblica, e il progetto sta andando avanti a vele gonfie. Il futuro resta, però, tutto da vedere. Non saranno sicuramente le formazioni politiche meridionali a incidere sugli eventi in quanto, nella sostanza, si tratta di voci fioche, di circoli - più che personali - di tipo epistolare attraverso Internet.

Il problema dell'unità d'Italia è vecchio quanto la stessa unità, in quanto il capitalismo della Liguria-Toscana-Lombardia-Piemonte usò l'unità per costruire al Sud una colonia di consumo e sovrappopolazione. Ciò nonostante il Sud costituisse, con le sue produzioni ed esportazioni agricole, la prima e più efficiente fonte della ricchezza nazionale. E' da allora che la colonia è in attesa di un moto di liberazione. Cosa che non fu il Meridionalismo nelle sue varie vesti di liberale, cattolico, socialista, dovendosi considerare questo moto piuttosto un'invocazione all'equilibrio fra la parte egemone del Paese e la parte soggiacente.

L'illusione meridionalistica sopravvive ancora in pochi. Credo anche che questi pochi la usino con poca convinzione, e solo come un ritrito argomento di dibattito con i loro avversari più convinti. Al contempo la separazione è un problema di tempo: degli anni che occorreranno per convincere le popolazioni meridionali a fondare - o meglio rifondare - uno Stato indipendente. In questo senso, i partiti sono necessari. Sarebbe assurdo dire no al proliferare di formazioni neoborboniche o indipententiste. Il problema riguarda la struttura dilatata, internettista che propendono ad assumere. Senza negare questa, bisogna pensare all'aggregazione diretta, personale, su base paesana, di quartiere, di vicolo, come fece, dopo la Liberazione, il Partito Comunista con le cellule locali.

Bisogna radicarsi sul territorio come fanno la Chiesa e gli uffici postali.

E pensare che noi siamo di 100 anni più vecchi!!!

(Fonte www.20minutos.es)


Il Presidente della Generalitat, José Montilla , ha detto il Sabato che 650 anni della Generalitat giustificare che la Catalogna è una nazione che non è un'ossessione o un capriccio, ma la storia, la volontà di auto-governo, cultura e la lingua sorgono gli argomenti per dire: "siamo una nazione".

Per Montilla, dicendo che la Catalogna è una nazione, i cittadini e le istituzioni catalano vuole esprimere che cosa "siamo e cosa vogliamo rimanere" non solo "noi chiediamo il riconoscimento costituzionale".

autogoverno non è un accidente della storia ma ha ribadito la volontà dei catalani

Secondo Montilla, il sé non è un accidente della storia , ma ha ribadito la volontà dei catalani al punto che, insieme con una propria lingua e la cultura, l'autogoverno è una delle definire l'essenza dei catalani come popolo.

Montilla, che è il presidente della Generalitat 128, ha presieduto l'evento ufficiale Sabato a celebrare i 650 anni della Generalitat della Catalogna, come nel 1359, il Tribunale di Catalogna, svoltasi a Cervera (Lleida), ha approvato la costituzione del nome del vice , lo sfondo storico della Generalitat corrente.

Montilla ha detto che la continuità e la validità della prima istituzione della Catalogna si manifesta attraverso lo Statuto del 2006 , ora in attesa della Corte Costituzionale.

CAVIE!

L’italia è sempre stata un laboratorio politico europeo. Ho usato il termine laboratorio, non come nobilmente è stato usato più volte negli ultimi anni dai politici nostrani, ma inteso come termine per identificare un posto dove si elaborano esperimenti e si catalogano le reazione delle cavie. Noi italiani per l’europa, siamo le cavie!

Nell’ultima tornata elettorale, per gli europei, è stata più fragorosa la vittoria della Lega che la sconfitta di nicolas sarkozy.

Ma oltre all’aspetto politico, anche se di rilevanza internazionale, vengono presi in esame anche gli aspetti economici.

L’italia, per la cultura apatica e sottomessa degli italiani, è la nazione dove si può enfatizzare la dose da sperimentare per constatarne gli effetti estremi.

Gli interessi economici degli europei hanno ingigantito da prima la GDO (grande distribuzione organizzata – la parola mi ricorda tanto la “nuova camorra organizzata” di cutolo) creando per il popolo italiano (almeno per gran parte di quello meridionale) unico luogo per acquisto di beni di prima necessità. Giusto per non commettere spudoratamente i loro interessi, hanno creato vari loghi per dare una parvenza di concorrenza, (auchan, conad, coop, carrefur, ecc.) anche se dietro ci sono solo due centri GDO italiani.

In primo luogo questo ha comportato una predominanza sul mercato di pochi, riuscendo a governare il mercato della domanda e dell’offerta a loro piacimento, costringendo fornitori ad applicare i prezzi da loro richiesti ed i clienti a comprare quello per loro più vantaggioso.

La loro massiccia presenza, comporta inoltre una pressione maggiore nell’influenzare le abitudini della vita dei cittadini, valutandone, come se fossimo tutti cavie, le reazioni a politiche da adottare in altri luoghi.

L’ultimo confronto, ha provocato un quasi incidente diplomatico, ma forse era tutto voluto politicamente.

Gli israeliani, mi riferisco ai politici, sono, come sempre, padroni del mondo e come tali si comportano, la riconferma di questo loro ruolo è l’atteggiamento di sudditanza del resto del mondo, che condiscendono a tutte le volontà del governo ebreo. Guai infine a paragonare qualsiasi strage alla, purtroppo vera e tragica shoah, ma in genere tutto e tutti non possono ritenersi degni di poter criticare qualsiasi cosa rientri nell’aspetto ebro o intacchi la sovranità di Israele.

Come proprietari dei territori a loro affidati, a discapito dei palestinesi, hanno ben pensato (sempre i politici israeliani) di estendere i loro territori anche nella più fertile zona palestinese. Atteggiamento che gli è costata anche la TIMIDA reazione di ammonimento da parte della UE.

Per accordi commerciali, e per la solita sudditanza, Israele può esportare i suoi prodotti in europa non pagando dazi doganali, agevolazione valida per i prodotti provenienti dai territori LEGALI di Israele.

L’invasione Israeliana nei territori fertili ha dunque arrecato notevoli vantaggi economici, incrementando la dose di ILLEGALITA’ che il governo israeliano è abituato a compiere.

Alcuni centri commerciali italiani hanno ben pensato di non vendere i prodotti commercializzati dalla Agrexco, la principale esportatrice di prodotti da Israele. Salvo però, ribadire che era una scelta commerciale per prodotti fuori stagione.

Ancora una volta una scelta imposta dalla GDO. Ma se per una volta fosse il popolo a decidere?

Se per una volta il popolo meridionale decidesse di non comprare più i prodotti di tutte le società del nord che sfruttano i territori occupati del meridione per trarne vantaggi ILLEGALI?, se per una volta i pugliesi comprassero l’olio dal frantoio sotto casa, anziché andarlo a comprare all’Auchan da un produttore che impone il prezzo delle olive agli stessi agricoltori pugliesi? Se per una volta il pomodoro di Vittoria, venisse coltivato per i siciliani? Se per una volta ogni meridionale si rendesse conto che per una svolta del sud, bisogna comprare I PRODOTTI DEL SUD?

Uno dei punti che segnano il NON SVILUPPO di un territorio è proprio l’imposizione ed il favorire della prolificazione dei centri commerciali di smercio monopolistici della GDO.
Guardandoci dall'alto sembriamo tante cavie, che girano nelle gabbiette che i nostri scienziati hanno predisposto.

sabato 22 maggio 2010

CIAO ITALO CELORO


Quando una persona ci lascia, ricordiamo sempre un episodio, una sua frase. ed io voglio salutare il grande Meridionalista ITALO CELORO, stabiese, attore, registra, scrittore, con una frase che mi disse ultimamente: "Sono sempre stato un meridionalista, prima soffrivamo in silenzio, perchè potevamo essere associati a terroristi che attentavano all'unità nazionale, colpa anche della presenza delle Brigate Rosse, ma ora No! ora è il momento di uscire allo scoperto, e lottare per ridare al meridione quello che gli spetta!"

Italo, grazie per le emozioni che hai regalato a tante persone, e ciao.

venerdì 14 maggio 2010

2^ Italian celebration t-shit


Continua la "collezione" delle maglie per la celebrazione del 150° anniversario dell'invasione sabauda del Regno delle Due Sicilie.








mercoledì 12 maggio 2010

CELEBRIAMO I 150 ANNI DI UNITA' D'ITALIA


Salvatore de Crescenzo

E' giusto dare un tributo a quanti hanno DAVVERO realizzato l'unità d'italia.
tutti dovrebbero avere una maglietta con gli "eroi" del 1860, quelli che, come ha detto il NOSTRO presidente Illustrissimo Giorgio Napolitano, hanno reso possibile il risorgimento senza il quale oggi saremo nel buio totale!!!
iniziamo con la prima "italian celebration T-shit" dedicata al Tore 'e criscienzo al secolo Sig. Salvatore de Crescenzo .
il primo grande camorrista che si conosca.
era il 1860 quando il prefetto LIBORIO ROMANO (A cui dedicheremo la seconda italian celebration t-shit) affida al noto guappo Salvatore de Crescenzo, prelevandolo dalle galere, la guardia cittadina, per riportare ordine e combattere i rivoltosi (i fedeli del Re Francesco II), dando così inizio alla CAMORRA ORGANIZZATA.
Questo grande prefetto, assegnò alla CAMORRA un ampio potere ed una coccarda tricolore, (simbolo ieri come oggi della vera criminalità). Fu dunque Tore 'e Criscienzo ed i suoi guappi ad aprire le porte della città di Napoli al suo superiore, il nizzardo Garibaldi.

Celebriamo l'unità d'italia con il primo eroe italiano Tore 'e Criscienzo, e stampiamo tutti noi la prima ITALIAN CELABRATION T-SHIT




mercoledì 5 maggio 2010

NON DIMENTICHERO' I 150 ANNI DI UNITA'

Come si può dimenticare…, una violenza che ancora è in atto.
150 di violenze, fisiche, morali, sociali ed economiche.
Me ne fotto del nizzardo, dei SaBoia che ancora oggi chiamiamo principi, sono episodi avvenuti nel lontano 1861, scritti da ottusi giornalisti dell’epoca, padri degli ottusi e prezzolati giornalisti di oggi.
ma bisogna riflettere sulle parole del presidente napolitano (carica politica che vale come il 4 alla briscola) “bisogna riflettere da dove veniamo, cosa eravamo, cosa siamo diventati, e dove andremo”
Bhe! al Sud avevamo ricchezza ed industrie, non conoscevamo emigrazione, e la mafia era un semplice problema di “guapperia”.
in 150 anni, sono state chiuse le fabbriche, ostacolato l’economia rurale, favorito l’emigrazione, e dato ampio potere alle mafie del sud; le realtà produttive che nel corso dei 150 anni si sono formate, o erano ben radicate nel territorio da poterle trasportare al Nord, come è stato fatto nel 1861, sono state statalizzate prima, e privatizzate poi, a favore (con costributi statali) degli imprenditori del nord; La più grande Banca d’italia (il banco di Napoli, è stato REGALATO ai piemontesi); il Sud italia è un enorme bacino sfruttato dall’economia settentrionale, dove attinge forza lavoro, e guadagni facili grazie all’eterna EMERGENZA MERIDIONALE; ancora oggi nel sud italia si aprono siti produttivi di industrie settentrionali che sfruttano gli incentivi statali, e che magicamente chiudono dopo 5 anni.
dove andremo? con il federalismo fiscale il sud italia morirà prima economicamente e poi socialmente, si stanno creando i presupposti per una rivoluzione che potrà scoppiare nel corso dei primo 5 anni di federalismo.
E’ bene ricordare che il sud italia, grazie ad enel, telecom, fiat, eni, assicurazioni, supermercati, ecc. versa nelle casse del nord più di 60 miliardi di euro ogni anno (alla faccia della palla al piede!!!)
COME POSSO DIMENTICARE 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA!!!
Nello, dal territorio occupato del meridione d’italia

lunedì 19 aprile 2010

PULCINELLA EMIGRANTE

Il sistema economico-sociale italiano è stato regolato e fondato sulla forza lavoro che le regioni del meridione (rese povere dallo Stato italiano) assicuravano, e continuano ad assicurare alle ricche (sempre per volontà di Stato) regioni del nord.

I continui annunci di “Emergenza Meridionale”, gli eterni finanziamenti per le interminabili infrastrutture da realizzare al sud, la minaccia di un prossimo impoverimento derivante dall’entrata in vigore del Federalismo Fiscale, incrementano il già diffuso e radicato senso di dipendenza del meridione verso i ricchi del nord, in parole povere, la gente crede che senza il nord il Sud morirà.

Ma qual è il prezzo per quei 4 ceci che lo stato ci concede come elemosina?

Dal momento che si procede per gradi legislativi, il primo decreto comporterà il divieto di indossare pantaloni, mentre il secondo, ci posizionerà in più comode (per lo stato) angolazioni!!!

Così come per gradi si procede all’impoverimento del meridione. In che modo?

Dal 1860 in poi, grazie all’impoverimento forzato del meridione ed ad una politica avversa ai contadini meridionali, siamo stati privati della nostra famiglia, divisa, impoverita grazie all’emigrazione.

È pur vero che proprio negli anni successivi al 1860, lo stato italiano ha letteralmente smantellato tutte le industrie presenti nel meridione, un po’ per arricchire le industrie settentrionali di tecnologie all’avanguardia, prerogativa del Regno delle Due Sicilie, un po’ perché, in un successivo confronto, il nord non sarebbe mai stato il più produttivo dell’italia.

Forza lavoro, industrie, supremazia economica, tutto al nord.

Poi si sono accorti che nonostante il continuo impoverimento del meridione, questo continuava a produrre eccellenze, in ogni campo, conosciute in tutto il mondo.

All’ineguagliabile successo che le canzoni napoletane avevano in tutto il mondo, tanto da confondere “o sole mio” con l’inno nazionale italiano, lo stato organizza, sponsorizza e finanzia Il festival di Sanremo, relegando la lingua napoletana, a cafonaggine non degna di tale evento.

Ma come contrastare le eccellenze alimentari del meridione? Detto fatto, si nomina Parma capitale italiana del buongusto, in modo da canalizzare tutti i finanziamenti del settore a quelle aziende che risiedono nella zona, e così che il mondo conosce il prosciutto, il formaggio parmensi.

Ma ancora oggi la cultura e la gastronomia meridionale, sono, senza la necessaria pubblicità, prodotti di cui possiamo andare fieri. Ma fino a quando?

Fino a quando la mozzarella di bufala campana non verrà soppiantata da quella padana, dove (almeno così dicono) gli animali crescono in zone dove non c’è spazzatura, e vengono rispettati tutti i protocolli di produzione?

Fino a quando la piccola economia meridionale resisterà ai continui attacchi dell’oligopolio creato dalla Grande Distribuzione Organizzata?

Per ora dobbiamo ci siamo abbassati i pantaloni, non ci resta che aspettare!

Si stanno fregando di tutto, la mozzarella di bufala, la pizza, la pasta, la canzone, SI SONO FREGATI PURE A PULCINELLA!!!

Fino a qualche tempo fa, anzi è successo una sola volta se non ricordo male nel 2006, la manifestazione “cartoons on the bay” fu fatta a Salerno, e simbolo della manifestazione era il NOSTRO Pulcinella. Ora la Rai ha preso accordi e da quest’anno l’evento si terra a Rapallo.

Quindi se pure Pulcinella è emigrato per trovare lavoro…

Nello Esposito

venerdì 9 aprile 2010

UNA COLONIA NON PUO' AVERE OPPORTUNITA'

Il Sud ha bisogno di ingenti risorse per migliorare la formazione scolastica dei giovani.

Benché la vera falla culturale la si evince nelle dichiarazioni dei nostri attempati politici, intrise di ignoranze e carenze storiche; lo stesso dicasi per la loro preparazione, inesistente, di storia della politica, che dovrebbe dare spunto per le azioni da intraprendere, non per il successo personale, ma per dare onore al mandato affidatogli dal popolo di gestire il bene pubblico e rappresentare lo stesso all’interno delle istituzioni, incarichi per i quali, e questo non dovrebbero dimenticarlo, è il popolo a pagarli.

Gran parte dei politici meridionali, nelle loro dichiarazioni, mostrano tali caratteristiche.

Fino a qualche tempo, quando la Lega Nord vantava qualche consigliere comunale e qualche onorevole, si parlava di Federalismo, qualcuno rideva, qualche altro li ignorava, ma molti si indignavano.

Oggi, l’italia sta vedendo l’ascesa di questo partito politico, secessionista, e come per magia gli stessi politici che si indignavano, reputano il FEDERALISMO come una occasione per il sud per risollevarsi, se affidata ad amministratori capaci!!!

Nulla da eccepire in merito, ma è d’obbligo chiarire alcuni punti:

  1. Dove sono questi politici capaci?
  2. Il sud italia, è per ragioni storiche, e per soprattutto a causa della struttura finanziara-economica, una colonia italiana.
  3. il PIL meridionale, è disastroso;
  4. Grazie alle aziende del settentrione presenti nel meridione con i loro siti produttivi e commerciali, sono le stesse regioni del meridione che contribuiscono fattivamente, a tenere alto il potere economico delle regioni del nord, che (per inciso) SI ARRICCHISCONO GRAZIE AL MERIDIONE ED AI MERIDIONALI.
  5. le aziende dello stato, o che vivono grazie agli aiuti dello stato, sono TUTTE con sede legale al nord, parlo di FINCANTIERI, FINMECCANICA, (e comunque tutto l’universo della FINTECNO, società del Ministero dell’economia), parlo anche di FIAT, che con 4 soldi (pagati dallo stato) comprò l’alfasud ed ancora oggi elemosina (per modo di dire viste le cifre) allo stato gli incentivi per la rottamazione, parlo ancora di ENEL, TERNA, TELECOM ecc. rappresentano quello che è il moderno sistema per travasare i soldi da una parte all’altra della nazione.
  6. oggi la piccola economia commerciale meridionale è destinata all’estinzione, minacciata dalla supremazia e potenza economica della Grande Distribuzione Organizzata, che manco a dirlo ha sempre sede nel Nord Italia, ed i politici nostrani si vestono da complici della GDO dando il colpo di grazia ai piccoli commercianti, approvando la costruzione di grandi supermercati nelle nostre città; piccola nota triste, in un futuro, non troppo lontano, grazie alla direttiva Bolkestein, anche il commercio ambulante sara minacciato dalle grandi società del nord.
  7. Per la ripresa economica, e per scongiurare un allarme sociale, saranno a breve dispensati, elargiti, regalati dal governo italiano, FORTI incentivi a chi investirà nel meridione. Naturalmente tali incentivi saranno destinati a chi può, grazie a garanzie economiche e produttive, garantire la realizzazione di grandi siti produttivi nel meridione, ma ad oggi la maggior parte del potere economico e politico, è diviso nelle sole regioni del nord.
  8. Oggi, il pensiero della supremazia settentrionale, è quello maggiormente propagandato, questo grazie anche alle nomine che i politi IMPORTANTI distribuiscono all’interno delle società (citate nel punto 5) e nelle società di comunicazione. Vedi esempio del programma in onda su RAI DUE affidato all’ex vicedirettore del giornale Leghista LA PADANIA, che non aspettava altra occasione per SPUTARE su tutto il meridione d’italia.

Alla luce dell’attuale situazione, dettagliata nei precedenti e non esaustivi punti, come un politico del meridione può affermare che il federalismo fiscale, sarà una occasione di crescita per il meridione, quando la maggior parte dei flussi di denaro non contribuiranno al mantenimento delle finanze pubbliche delle regioni del meridione?

Forse sarà ignoranza degli stessi in materia fiscale e federale, o forse l’ignoranza della storia economica del meridione, fatta di continue emergenze create per sostenere il continuo arricchimento del potere economico del settentrione, o forse perchè la loro bocca è strumento di propaganda a soldo di un potere succube della lega; qualunque sia la loro carenza, certamente è sintomo di inettitudine a governare.

Un ultima nota, degna di essere menzionata, è quello che dovrebbe essere il simbolo dell’ignoranza storica del meridione, l’On. Alessandra Mussolini.

L’indomani della proposta (provocazione?) da parte della Lega di concorrere, con un suo candidato, alla carica di Sindaco della città di Napoli, ha dichiarato: “Poveri Napoletani che dopo i Borbone dovrebbero sopportare anche i leghisti!”

La storia, quella vera, dovrebbe far capire che il verbo “sopportare”, mal si concilia con la grandiosità e la ricchezza che i Borbone hanno donato a Napoli. Anzi per dare onore alla storia, la frase da associare alla proposta della lega doveva essere “Poveri Napoletani, dopo i Savoia ora devono SUBIRE pure la Lega!”.

Oppure, visto che dopo il suo annuncio, la Mussolini si è subito proposta come candidata della Lega per la carica di sindaco di Napoli, sarebbe stata anche più bella “Povero Napoletani dopo Liborio Romano, devono essere traditi anche dalla Mussolini!”

Nello Esposito