martedì 7 ottobre 2008

INSISTO, QUINDI SONO

Esimio On. VOZZA,
Sindaco di Castellammare di Stabia
mi onoro di scriverLa, incentivato dalla sua dimostrazione di partecipazione ed apertura alle opinioni dei suoi concittadini.
In riferimento alle mie precedenti lettere, non voglio essere confuso con un nostalgico borbonico, in quanto non posso limitare l’amore per la mia terra esclusivamente ad un determinato periodo per quanto bello possa essere stato.
Io amo la mia terra per quello che è per me oggi e quello che ha rappresentato per il mondo intero negli anni passati.
Ho visto tante persone lasciare questo paese per trovare lavoro in terre lontane, ed è triste vederle malinconiche ammirare il lungomare durante quelle poche ferie che vengono a trascorrere nel loro paese natale, sono i figli del disagio economico.
Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad una ripresa economica voluta e cercata negli investimenti che hanno portato alla creazione del porto turistico di Stabia, oppure all’interesse mostrato per l’industria termale, ma non può esserci una piena ripresa economica e sociale se prima non si coltiva l’orgoglio di essere stabiesi, e tale orgoglio va alimentato da una RINASCITA CULTURALE, e dalla RISCOPERTA della storia.
Ho avuto modo nel mese di luglio, di richiedere alla direzione del cantiere navale di Castellammare di Stabia il permesso di apporre fuori le mura dello stesso ed a mie spese una targa che celebrasse, GIUSTAMENTE, il fondatore del cantiere navale più antico ed ancora funzionante dell’Europa.
Con non poca sorpresa, la direzione della Fincantieri mi ha risposto che per il bene dei cantieri è giusto portare avanti il nome dell’azienda. (in allegato troverà la risposta a me indirizzata dalla Fincantieri)
Non penso di rappresentare una minaccia per una solida azienda se voglio sottolineare chi ha fondato nella NOSTRA città il cantiere oggi condotto ed affidato alla Fincantieri.
In una Sua lettera (Prot. 8794 del 11/02/2008) che allego, ha dimostrato da buon primo cittadino di conoscere a fondo la storia di Castellammare di Stabia, e la cosa pur essendo normalissima, mi riempie di gioia da una parte, e mi intristisce perché mi chiedevo, quante persone degli oltre 65.000 CITTADINI di Castellammare di Stabia hanno la sua stessa fortuna?
Qual è secondo Lei il rischio che si corre a far sapere ai cittadini un po’ di storia?
Qualcuno prima di Lei (non voglio aprire una polemica sterile verso chi ha dimostrato atteggiamenti servili nei confronti di chi gli ha ucciso i genitori) ha intitolato le principali strade e piazze stabiesi a personaggi che di Castellammare ignoravano perfino l’esistenza, non crede che bisognerebbe dare il giusto tributo, senza cambiamenti radicali, anche a chi ha veramente fatto qualcosa per la NOSTRA città?
Nella Sua lettera, già citata, scriveva “Nel ricostruire la storia dell’edificio (Il palazzo reale di Quisisana) troveremo forme e modi per ricordare correttamente fatti e vicende che videro protagonisti i Borbone a Castellammare” in che modo se mi è consentito, vuole tener fede a queste parole?
Esimio Signor Sindaco, confidando nella Sua capacità di prescindere la politica dalla cultura, Le chiedo di valutare l’ipotesi di poter apporre la targa in memoria a Ferdinando IV (Ferdinando I delle Due Sicilie) nei pressi dei cantieri navali e comunque sul territorio comunale senza intaccare la “proprietà” (?) della Fincantieri.
Castellammare ha negli anni acquistato cittadini, ma sta perdendo il suo popolo, quello che ha lottato e LAVORATO per rendere grande e famosa la città delle acque, sui politici attuali grava la responsabilità di trasformare i cittadini in popolo riempiendo quel vuoto storico programmato dai politici di ieri.


Con Stima
Aniello Esposito

1 commento:

megliovincenzo ha detto...

Continua ad insistere, Nello! E' grazie a gente tenace come te che si vincono le sfide. In fondo, noi napoletani siamo famosi per la nostra proverniale "pacienza". Per la serie: ricette 'o pappice vicino a' noce... :)

Enzo Meglio