lunedì 5 maggio 2008

MARE LORUM


Ultimamente il Sindaco di Castellammare di Stabia ha affermato che il futuro dell’economia stabiese sta nel mare, in seguito ha stabilito che il 40% delle spiagge balenabili deve essere liberamente accessibile ai cittadini.

Ma facciamo una rapida analisi della destinazione d’uso dei circa 7,6 km di litoraneo stabiese.

Lidi privati (compresi alberghi) circa 1310mt pari al 17,31%

Non balenabili (come da divieti per inquinamento) mt. 3768 pari al 49.76%

Zone portuali o militari mt. 1760 pari al 23,23%

Ex colonia dei ferrovieri (non balenabile) mt. 230 pari al 3.06%

Spiagge libere mt. 502 pari al 6.64%

La situazione numeri alla mano è quella elencata, ma come si è arrivati a tanto?

All’inizio del secolo i lidi a pagamento si sviluppavano lungo la villa comunale che si trova al centro della città, lasciando le spiagge libere nella zona di Pozzano, così ripartite:

Spiagge libere ml. 4750

Cantiere e zona militare ml. 1750

Lidi privati ml. 470

Cementificio ml. 380

Il 63% del litoraneo era liberamente accessibile.

Il continuo aumentare dei mezzi di trasporto privati, lo spostamento delle concessioni dei lidi balenabili in zone più pulite (Pozzano) il rilascio di nuove concessioni per lidi privati, l’apertura dell’albergo CrownePlaza, l’apertura di un nuovo ristorante e lido privato lungo la litoranea, e l’aumento dell’inquinamento prodotto dal fiume Sarno (il più inquinato d’Europa) ha causato la diminuzione delle spiagge libere.

L’italia è una delle poche nazioni che rilascia concessioni per l’accesso a pagamento delle spiagge, ed i titolari di tali concessioni applicano prezzi sempre più alti per il solo accesso ad un bene che da sempre è stato pubblico.

Per chi come me ha fatto qualche viaggio fuori dalla penisola italica, tutto questo è assurdo se si paragona il sistema italiano con quello presente ad esempio in Spagna, in Francia o in Croazia dove la spiaggia è un luogo di aggregazione e svago di libero accesso e normalmente integrato nell’urbanistica e nella vita delle città costiere.

Se è vero che il Sindaco ha intuito la potenzialità delle risorse che in futuro proverranno dal mare, è altresì vero che lo sviluppo di tali risorse non deve precludere o negare diritti al cittadino.

Il mare ha sempre influito sulla vita dei cittadini, negare il libero accesso alle spiagge, ha reso Castellammare di Stabia un paese costiero, senza mare.

In un paese costiero non può e non deve esserci, per volontà e necessità politiche, una barriera fra il popolo e la propria identità.

Nello Esposito

http/nazionedelleduesicilie.blogspot.com

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