venerdì 6 giugno 2008

A PAZZIELL MAN 'E CREATURE!

Prima di scrivere di qualcuno o di qualcosa, è sempre stata mia abitudine informarmi. Questa volta no. Mi è bastato leggere quello che questo prevetariello ha saputo scrivere sul Panorama del 5 giugno.

Io che sono un umile peccatore, non mi sono MAI permesso di accusare o giudicare persone che non conosco, o parlare male di un popolo, ma come si dice, l’abito non fa il monaco!

Gianni Baget BOZZO (e chi muove i fili di questa simpatica marionetta), nell’impostare la sua critica verso Napoli risulta talmente arretrato che sembra di leggere un giornale sabaudo del 1860, in piena campagna antiborbonica.

Certo il prevetariello è scaltro, infatti ha mancato di paragonare Berlusconi all’invasore Garibaldi, oggetto di una rivisitazione storica.

Avere nelle mani un arma come quella della stampa a diffusione nazionale, rende un bel vantaggio a chi vuole attaccare i giovani e veraci professionisti che fanno parte di “Insorgenza” accostando loro ed i borbonisti alla camorra, dichiarando addirittura che la camorra è il frutto dell’insorgenza borbonica.

È stata proprio la camorra liberata e governata da Liborio Romano a sua volta al soldo di Cavour, a permettere l’ingresso trionfale di Garibaldi in Napoli.

Penso che il prevetariello dovrebbe in primo luogo apprendere quello che Dio ci ha insegnato in merito al rispetto dei popoli e delle persone, poi informarsi sulle attività di Insorgenza, ed infine capire che la propaganda antiborbonica è finita da un po’ di tempo, e continuare ad offendere chi combatte per il bene della propria Patria (le Due Sicilie) denota il proprio preoccupante lato debole.

Lo stato sabaudo, in 147 anni, ha portato al fallimento del Regno che i Borbone avevano creato portando le Due Sicilie ad essere il terzo stato in europa in termini di economia, industria e qualità di vita.

La libertà di pensiero è un elemento fondamentale nella vita dei popoli civili, ma quando ci sono questi prevetarielli che vengono elevati a giornalisti e gli si permette di offendere e scrive stronzate come queste, la libertà dei popoli è fortemente minacciata.

Il prevetariello termina con una bella minaccia al popolo napolitano, quando la piazza è violenta lo stato risponde con la forza dello stato.

Ann mis a pazziell man ‘e creature!

Nello Esposito

http/nazionedelleduesicilie.blogspot.com

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo che tanta ignoranza e confusione in una persona che si definisce intellettuale lascia sorpresi. Ignoranza di come fu fatta la cosiddetta "Unità" d'Italia, confusione tra causa ed effetto, un'analisi superficiale e storicamente scorretta (specie quando parla di camorra)...
Tra l'altro incomprensibile quando scrive che le 4 giornate di Napoli sono "inventate"...
Inoltre dovrebbe anche sapere che gli intellettuali napoletani hanno "sempre o quasi" taciuto, ma non perché siano "diversi" ma piuttosto perché essendo funzionali al sistema, preferiscono "coraggiosamente" restare tali.
È evidente che il "prevetiello" come è chiamato nell'articolo è un prevetiello fascista che vuole imporre a Napoli (o meglio, che vuole che altri la impongano) la forza dello stato "principio romano", che questo poi sia alla base della "civiltà occidentale" è da discutere (ma certo è alla base del colonialismo occidentale).
Carmine Colacino
www.duesicilie.org

costanza ha detto...

Certo che noi meridionali siamo PENOSI,continuiamo ad accusare il cattivo di turno vedi Cavour Emanuelone, Garibaldi Giolitti e adesso il prevetiello manovrato che scrive su una rivista a diffusione nazionale. Intanto noi ci lamentiamo che siamo vittime da 150 anni di campagne diffamatorie ,congiure internazionali,etc ,etc.Ma perchè non ci diamo una sveglia ,mettiamo insieme le nostre forze ,anche economiche e non facciamo un nostro periodico ,una nostra emittente televisiva che possa allargarsi su base nazionale e quanto altro può servirci per far sentire ANCHE la nostra voce e le nostre verità? Invece qui si piange e si recrimina. Perchè? ci manca la spina dorsale ?-Siamo troppo occupati a litigare tra noi? -in fondo ce ne frega poco e ci piace solo parlarne ? Alè, chi vuole può aggiungere a piacere altre ipotesi,tanto siamo qui, tempo per chiacchierare non ci manca,è l'unica cosa di cui abbondiamo. Costanza Castellano

Anonimo ha detto...

Be' veramente quello che sorprendeva, credo, è piuttosto come certi pregiudizi e disinformazioni si propaghino senza controllo anche da parte di coloro che avrebbero tutti i mezzi per informarsi. Malafede? Ignoranza? Non so.Non per sminuire il prevetiello, ma non credo che poi si possano addebitare a lui i problemi del Sud. Le campagne diffamatorie però esistono, e in questo periodo abbondano anche in relazione all'emergenza rifiuti di Napoli, per le congiure internazionali, be' credo che ormai, nonostante il petrolio, il Sud non sia oggetto di particolare interesse.
Unirsi, certo è l'unica soluzione, è da un po' che mi interesse di Sud, ma devo dire che quello che ho notato è piuttosto una frammentazione secondo linee a volte partitiche, a volte addirittura confessionali, a volte anche puramente personali. Con questo non voglio certo sminuire l'impegno e la competenza che molti mettono nella loro attività. Il problema è, secondo me, che finché queste divisioni "esterne" (i partiti sono quelli del nord, una visione esclusivamente confessionale del Sud è fuori del tempo e della realtà anche storica, e i personalismi restano, appunto, tali, cioè limitati ad una o poche persone) non verranno superate, ben poco si potrà fare, di concreto.
Il nord, tra l'altro piú variegato etnicamente rispetto al sud ha saputo trovare un leader che nel passato ha saputo riunire interessi anche molto diversi tra loro, qui al sud tale personalità manca, i nostri giovani sono piú interessati alla Juventus, al Milan o all'Inter, o a beceri campanilismi e suddivisioni basate spesso sull'aria fritta (basta dare un'occhiata a wikipedia napoletana per rendersi conto di come esteso, e ottuso, è il campanilismo), insomma neanche si è d'accordo su quale lingua parliamo (e del resto, non me ne voglia il nostro ospite, ma neanche lui conosce l'ortografia del napoletano, lingua scritta da piú di 500 anni). Insomma, a me questa unità pare lontana ancora, e senza di questa mi pare velleitario dare l'armiamici e partite...

Monica ha detto...

Scusate se correggo un attimo il tiro... ma sono genovese (non preoccupatevi, non sono la nipote di Garibaldi e ho molti cari amici nel Regno delle Due Sicilie) e conosco molto bene "vita e opere" di don Baget Bozzo. Per vostra migliore comprensione e lettura approfondita dell'articolo, Baget Bozzo è tutt'altro che un "prevetiello manovrato". Lui è stato per anni e in qualche misura è ancora "il manovratore". Nato politicamente nella Dc (corrente Tambroni) e anticomunista viscerale, è stato parlamentare europeo. Negli anni '70 comincia a fare politica attiva nel partito socialista. Amico personale di Craxi, Baget Bozzo fu sospeso a divinis dal cardinal Siri nel 1984 per la sua attività politica (e in particolare per essersi candidato, cosa vietata ai preti). Reintegrato solo dieci anni dopo, al termine dei suoi mandati parlamentari, e gestito a fatica dalla Curia (così come il suo analogo-opposto di estrema sinistra, don Gallo) fino a quando il cardinal Bertone, attuale segretario di Stato vaticano, (sembra) ridurlo alla semi ragione impedendogli (ma solo apparentemente) di essere soggetto politico di primissimo piano. Don Baget Bozzo, amico personale (quasi un padre-tutore politico), guarda un po', anche di Berlusconi, è da sempre l'ideologo di Forza Italia. Il suo potere è stato a lungo assoluto e totale e ancora oggi è tutt'altro che trascurabile. Nel 1994, in seguito a "Mani Pulite" lascia il Partito Socialista che sta affondando e diventa uno dei fondatori di Forza Italia. Alle ultime elezioni politiche riesce ad imporre la candidatura del suo segretario personale (mica male per un vice parroco quale oggi Baget Bozzo è ufficialmente), ovviamente nelle liste del Pdl. E' direttore responsabile di Ragionpolitica, il periodico sul web del dipartimento formazione di Forza Italia.
Come se tutto questo non bastasse a delinare la figura di un uomo di potere di primissimo piano, bisogna aggiungere che è un fedelissimo di Joseph Ratzinger (della sua teologia e della sua morale), fin dai tempi dell'elezione di quest'ultimo a prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (1981). Per capirci la "Congregazione per la Dottrina della Fede" è la trasformazione moderna e ripulita della Santa Inquisizione. Bene, ora avete una chiave di lettura più corretta. Sì, insomma... è peggio di quanto pensavate. Non credo che Baget Bozzo possa ignorare alcunché (la sua cultura è abissale). Sono piuttosto orientata a ritenere che manipoli deliberatamente i concetti.
Monica

nazionedelleduesicilie ha detto...

per Monica:
grazie per aver dato lumi sulla cultura di don baget bozzo, (ignoranza da me dichiarata in premessa), come vedi senza conoscere le persone si può sbagliare nel giudicarli. Ma non comprendo come un uomo di sì tanta cultura e fede abbia potuto commettere una leggerezza tale come quella di indicare come genitrice della camorra l'ideologia borbonica. Io, non per essere modesto, ma ritengo di non essere un camorrista e nella mia vita non ho mai avuto atteggiamenti tali da far pensare ad una cavolata del genere