mercoledì 14 gennaio 2009

FAS: I governatori denunciano il loro utilizzo a beneficio del Nord

EMANUELE IMPERIALI
da "IL MATTINO" del 14 gennaio 2009


Oggi la Conferenza delle Regioni si riunirà a Roma in conclave straordinario per decidere quali iniziative assumere nei confronti del governo dopo che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha sostanzialmente svuotato il Fondo aree sotto utilizzate. Provocando una levata di scudi non solo nelle opposizioni, ma anche nella maggioranza, col movimento di Lombardo, l’Mpa, molto critico per l’uso improprio di queste risorse da parte dell’esecutivo, perché si tratta di soldi che dovrebbero essere destinati per l’85% al Sud e che, invece, vanno quasi sempre a beneficio del Centro Nord. Come dimostra la delibera dell’ultima riunione del Cipe, svoltasi il 18 dicembre prima della pausa natalizia, quando è stata assegnata al ministro Matteoli una prima tranche di fondi pari a 7 miliardi e 356 milioni attinti dal Fas, per finanziare alcune opere pubbliche strategiche. Ma, guarda caso, tali infrastrutture prioritarie, almeno quelle già finanziate, riguardano tutte le aree sviluppate del Paese: dal Mose di Venezia alla Rosignano-Civitavecchia, dalla metropolitana di Milano a quella che unisce il capoluogo lombardo con Monza. Non c’è dubbio che si era deciso di dare priorità ai progetti immediatamente cantierabili, ma in tal modo si rischia di dirottare gran parte delle risorse al Centro Nord. E si tratta di non pochi soldi, se si pensa che finora nella Finanziaria 2009 sono stati sottratti al Fas per essere destinati ad altre finalità ben 11,441 miliardi, ai quali vanno poi sommati ulteriori 2 miliardi circa di tagli che avranno effetto negli anni successivi a quello in corso. Tutte risorse spostate su obiettivi diversi, come la copertura dell’abolizione dei ticket sanitari e dei disavanzi di spesa dei Comuni di Roma e Catania, il taglio dell’Ici, la necessità di fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania. L’ultima potatura è di pochi giorni fa, quando il Parlamento, votando il via libera al decreto Gelmini, ha distratto altre centinaia di milioni dal Fas per finanziare una parte del provvedimento sull’Università. Dai conti fatti dall’associazione nazionale costruttori, emerge che la Finanziaria dell’anno in corso ha ridotto nel periodo 2009-2015 la dotazione complessiva del Fas da 77,4 miliardi a 65,9, tagli successivamente saliti a 13,3 miliardi con successive disposizioni di legge. Nel corso della riunione di oggi dei governatori regionali non sarà posto solo il problema del reintegro delle risorse del Fas già prelevate, «che - spiegano - non possono essere utilizzate per finanziare spese di gestione correnti o a copertura di disavanzi». Ma i governatori vogliono anche concordare con l’esecutivo come utilizzare, nell’ambito della riprogrammazione, la quota del Fas destinata alle Regioni.

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