mercoledì 19 marzo 2008

GARIBALDI IN PERU'

Ho tratto quanto segue da un sito garibaldino peruviano:

…Un particolare molto pittoresco sul suo soggiorno a Lima è la testimonianza di Ricardo Palma, che scrisse a questo riguardo una delle sue Tradiciones Peruanas intitolata "Tra Garibaldi ed io". Racconta il nostro illustre letterato che quando egli era correttore di bozze nel giornale El Correo di Lima, scriveva presso questo giornale un commerciante francese, Carlos Ledos che partecipava alle riunioni presso il giornale assieme a Mariategüi e Laso. Svolgeva il duplice lavoro di agente commerciale e quello di giornalista specializzandosi nel fare critiche al governo. Il 4 dicembre 1851 pubblicò un articolo intitolato "Eroi di paccottiglia" riferendosi a Giuseppe Garibaldi, burlandosi del patriota Mazzini e del re di Sardegna Carlo Alberto. Due giorni dopo, alle due pomeriggio nella redazione, mentre stava scrivendo, racconta Palma, apparve sulla soglia della porta un signore che chiedeva del francese. Palma, riconoscendo il caudillo italiano, gli indicò con precisione dove trovarlo, a pochi isolati dal giornale. Trovato l'autore dell'oltraggio nel locale commerciale, diede a Ledos due bastonate e quest'ultimo, difendendosi con un righello, riuscì a colpire Garibaldi sulla testa. Finirono ambedue con i volti insanguinati e vennero separati fino all'arrivo della polizia a cavallo guidata dal Prefetto di Lima che disperse la moltitudine di persone che si era nel frattempo radunata. Il rumore della strada arrivò alle orecchie di Palma il quale corse fino al luogo del fatto sentendosi responsabile per aver indicato l'indirizzo richiesto. Dovette intervenire il Console della Sardegna, José Canevaro per evitare la prigione a Garibaldi. Forse, influì molto nell'animo del rappresentante consolare la sua relazione di parentela con Pedro Denegri. Anche Porras commenta l'incidente dichiarando di non avere avuto accesso alle Memorias autobiografiche dell'eroe che raccontano con dettaglio il fatto. Quanto successe accentuò di molto la tensione tra la colonia italiana e francese e dovette intervenire quale mediatore lo stesso Presidente Echenique perché si arrivasse ad un accordo.

L'articolo era veramente offensivo. Affermava che in epoca di rivoluzione, venivano in evidenza gli uomini più volgari e oscuri, che emergevano dalla massa, nella quale si trovavano confinati dalla propria mancanza di talento e di educazione. Definiva Garibaldi come un pigmeo che avevano voluto trasformare in un gigante e come una caricatura per la sua assoluta nullità intellettuale. Finiva paragonandolo a "Don Quijote" ma senza l'ingegno di questo; rappresentandolo come ignorante e grossolano, degno di vivere in una caverna e non tra gente civilizzata. Il giorno successivo El Comercio salvò la dignità nazionale, sostenendo che l'autore aveva fatto bene a identificarsi, giacché sarebbe stato molto doloroso per i peruviani che si credesse dentro e fuori del paese,che sarebbe stata quella l'ospitalità che si offriva agli sventurati…

1 commento:

non mi arrendo ha detto...

Il Partito del Sud chiama a raccolta iscritti e simpatizzanti per
essere presenti a Roma il 31 marzo alle ore 10 presso il Tribunale di
Roma in piazzale Clodio dove presso l'aula 8 GUP (piano primo edificio
A) è stata convocata l'udienza contro il Sig. Calderoli che aveva
ingiuriato Napoli definendola una fogna. Per questa offesa il
direttore di Due Sicilie Antonio Pagano, coordinatore per il Nord
Italia del Partito del Sud, aveva inoltrato una denuncia contro la
quale Calderoli aveva chiesto l'archiviazione. Archiviazione che è
stata respinta!!. E' questo il momento giusto per far vedere che il
Sud non accetta più supinamente offese e rifiuti. E' questo il momento
dei Nuovi Vespri che reclamano la presenza dei meridionali a difesa
della propria terra. E' questo il momento in cui si mettano da parte
le divisioni ed i distinguo e tutti i briganti, i patrioti ed i
meridionalisti, si presentino ad un appuntamento con la storia che non
possono mancare "armati" di storia e di... santa pazienza.
TUTTI A ROMA: NOI CI SAREMO
Francesco Laricchia